agosto 23, 2009

La vita è squallida, al 10.7

Sembra bello. Invece è tutto sbagliato

Credo che il picco di tristo squallore della mia vacanza a Figaintera sia stato toccato al chilometro 10.7 dove, signore e signori, gli italiani possono gustare fetenti aperitivi con la (invero) giusta dose di alcool alla Terrazza Patrizia Pepe.
Perché squallore? Beh, insomma, dai, già il nome del locale è tutto un programma... una sponsorizzazione "Patrizia Pepe Firenze" in un'isola delle Baleari non può che essere insulsa e fine se stessa quanto gli abiti del marchio.
Se chiami un locale col tuo brand, significa che vuoi trasmettermi un'idea, un life-style, un trend, un cazzo, un mazzo, qualsiasi termine di marketing fighino vogliate usare... beh io quest'idea già ce l'avevo, grazie: Patrizia Pepe Firenze proprio non mi è mai garbata.
Ma è il concetto di sponsorizzazione in sé che è il trionfo dell'anonimato, nel tentativo molto dozzinale di dare personalità a un locale. Se esiste una sponsorship di un certo gusto fatemelo sapere: è più probabile che esista una "Issey Miyake Terrace" oppure un "Carpisa Lounge Bar" con annesso il "Calzedonia Sushi Conveyor Belt"?
Credo che il senso del 10.7 (secondo nome della TPP) sia ben riassumibile in quanto detto con apprezzata (da me) ironia (la poca avvertita durante le ferie) da N., uno dei due ragazzi romani che si è accompagnato a noi 3carine + Sienna Miller nella seconda parte delle ferie: "C'ho il culo tutto tatuato di PatriziaPepeFirenze".

Immaginate un'isola bellissima e selvaggia (OK, a questo punto dovrebbe esservi arrivato il messaggio che Formentera per me è il paradiso terrestre). Immaginate una spiaggia fatta di calette e scogli, dominata da un edificio in calce viva, edilizia tipica mediterranea, con tetto piatto. Qui a pranzo vengono cucinati raffinati piatti tipo "Caprese" (tre quarti di pomodoro e mozzarella), "Wok di verdure grigliate con riso basmati", "Pata negra e melone", sushi misto e fighetterie similari.
La sera si può fare l'aperitivo sulla balconata oppure, se si prenota il tavolo, sulla terrazza, per godere in pole position del meraviglioso tramonto, seduti su enormi cuscinoni firmati "PatriziaPepeFirenze" (da qui il culo tatuato).

Al 10.7 ci siam stati due volte. La prima perché bisogna, la seconda perché avevamo il tavolo. Io, purtroppo, la seconda sera (quella di questa foto e di quelle del post precedente) ci sono arrivata emotivamente distrutta per svariate ragioni che riassumo così: avevo le lacrime agli occhi, perché Formentera l'avrei vissuta diversamente, senza correre tra un locale e l'altro, senza programmare ogni santo giorno la spiaggia, il pranzo, l'aperitivo, la cena, il dopocena, senza avere tabelle di marcia, senza affanno, con... amore. Amore per l'isola, amore per qualcuno che avrebbe di sicuro apprezzato l'insieme, adagiandosi su bioritmi più umani, più veri, magari con una chiacchiera inconsistente in meno e un silenzio in più.

Così, un po' triste e un po' in lacrime, vestita da estremista di Hamas molto spettinata, kefia rosa, canotta indianeggiante, shorts (e il passamontagna sarebbe pure servito, con tutta quella polvere respirata e mangiata per gli sterrati, l'AK-47 meglio non averlo avuto...), mi son rifiutata di correre in cima alla terrazza, dove gli italiani attendevano il rito del tramonto del sole tracannando mojiti e sangrie con cannucce lunghe un metro. Mi sono andata a rifugiare su uno scoglio un po' in disparte, sperando di godermi della meritata solitudine per ricomporre i miei pezzi di RuMiKa.

Qui arriva il bello.

Stavo bene. Avevo trovato il modo di sfuggire ai pensieri cattivi, ne ho tanti di belli da raccogliere e tenermi stretti quando passo i miei momenti no, è una specie di training autogeno. Poi, a circa tre minuti dal tramonto, i miei coglioni rotolano in mare. E chi li biasima.

Dalla Terrazza Patrizia Pepe, a tutto volume, per tutta l'area, si diffondono le note del tema principale di "C'era una volta in America", quello famoso col piffero, sì. Quello che segna i momenti più toccanti del film. Fino alla scomparsa del sole, le note di Morricone accompagneranno degli istanti che non avevano bisogno di colonna sonora.
Io credo che questo sia stato il momento più triste della mia vacanza, perché privo di tatto, gusto e rispetto.

Tramontato il sole, espresso il mio sciocco desiderio di serenità fino allo scomparire dell'ultimo spicchio di luce diretta, mi avvio verso la terrazza per raggiungere gli altri: devo salire, ma ai piedi della scala una bodyguard mi blocca, tenendo ben tesa la corda che limita l'accesso ai piani alti. "Ho gli amici su", gli dico. "Ha gli amici su", dice lui, aprendomi le porte del vero inferno, rivolgendosi a chi è in coda per salire e godere del nulla cosmico.



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6 commenti:

Urachan ha detto...

Non sei stata a Big Sur?
A me lo decantavano tanto, sinceramente era pieno di tamarri.
Cmq Formentera è molto bella ma ci sono troppi italiani tra i piedi.
Io sono partita il giorno dopo il matrimonio, alloggiavo al '' Riu la Mola''..
Il mercatino degli Hippy sulla collina era fantastico:)

Elena ha detto...

No, niente Big Sur. Tra l'altro dopo tre giorni che eravamo lì hanno chiuso tutti i locali nei dintorni delle spiagge di Es Pujols (potevano servire solo fino alle 19e30). Ci hanno detto che volevano rompere il cazzo agli italiani che rompono il cazzo. E come dare loro torto? :D

zave ha detto...

Ti serve un disco nuovo. Decisamente.

Elena ha detto...

Senza consigliarne uno è un po' come lanciare il sasso e ritirare la mano: un classico ravanelliano.

B. ha detto...

Non sapevo che avessi un blog. Oppure lo sapevo e l'ho dimenticato, il che rende il tutto ancora più prezioso, come l'alzheimer.

Ho pensato, visto che un disco nuovo è troppo, di segnalarti due canzoni vecchie. Ma in una.

http://mp3j.synthasite.com/resources/MP3J-TenYearsOnTheHill.mp3

è stata per puro caso la colonna sonora della lettura del post, è mi è sembrato coerente. Sembra tutto sbagliato, ma è bello.

Elena ha detto...

I Beatles sempre e comunque, sempre belli e indicati per qualsiasi evenienza.

 

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