dicembre 28, 2009

Smutanda 2009, propositi ridicoli 2010

Trascorso il Natale, dovrebbe pure giungere il momento di tirare le fila dell'anno che sta per finire. E la maitresse di un blog non può che farlo pubblicamente, smutandandosi davanti a tutti, perché si usa, e per quest'anno va bene così.
Nel 2009 ho preso una gatta, fatto la spesa, gestito le bollette, il bucato, l'asciugatura, lo stiro, il bilancio economico, la monnezza, il cibo, gli inviti, party a casa, il pulire dopo, il risveglio, la colazione, la cena, la doccia, il letto, le sere, i sabati, le domeniche, i venerdì pomeriggio e sera, le vacanze, le faccende, le tasse, la burocrazia, il congelatore, lo spritz, le public relation, i parenti, uomini, donne, gli amici, i conoscenti, i problemi di lavoro, i dubbi, la gioia, la tristezza, le lacrime, le risate, le certezze, gli spostamenti in macchina, i ritorni a casa in metro, in sostitutiva, in taxi, in auto, col fanale rotto, con chi mi accompagna.
Scelto le lampade, il colore del sapone liquido, delle lenzuola, del Bubu, del copridivano, con chi andar a letto, con chi no, chi baciare, chi abbracciare, con chi flirtare, con chi uscire, con chi ballare, chi invitare a cena, chi dopocena, se accettare o meno un invito, quali amici, a chi chiedere un favore, a chi no, quale tipo di raviolo acquistare, se chiamare l'antennista oppure no, se accendere il PC oppure no, se ascoltare Lady Gaga o Andrew Bird, Georges Brassens o Adam Green, Ladyhawke o Patti Smith, i Beatles o i Soulwax, gli Afterhours o i Pearl Jam, i Fleet Foxes o i Killers, una canzone in loop per mezza giornata o shuffle a oltranza.

Ecco. E' così vivere senza che nessuno ti condizioni nelle scelte. All'incirca decidi tutto tu. Non dici a nessuno dove vai, a che ora torni. Con chi vai, con chi stai. A che concerto vai. Sola o accompagnata. Quale mostra. Quanto hai speso. Che cosa mangi. Dove, come, con chi, perché. Non devi rispondere a nessuno delle tue mancanze, dei tuoi difetti, delle tue eccellenze, di ciò che fa la differenza nel bene o nel male. Non devi spiegare perché hai necessità assoluta di uscire, di rimanere chiusa in casa, di tornare a casa all'improvviso, di rimanere fuori fino all'ultimo secondo possibile, di avere voglia, di non averla, di saltare uno o due pasti, di bere, di non bere, di eccedere, di smettere, di fumare, non fumare, di scongelare, di gettare nel pattume. Al massimo lo racconti.
L'ho voluto tutto ciò? Beh, mi ci sono trovata e mi serviva proprio. Accade, di vivere senza un contraddittorio. A volte non è piacevole, altre mi rendo conto che è pericoloso farci l'abitudine. Altre lo assaporo e vaffanculo.

La vita mia, poi, non è quella di Sex & the City, dove sei felice e realizzata trottolando spensieratamente da un letto all'altro tanto-c'è-sempre-qualcosa-da-imparare, sempre con vestiti indossati da dio, biancheria intima stupenda, trucco perfetto, piega settimanale, depilazione integerrima e tacco 10, fighi come se piovessero, locali giusti ogni sera. Quello ormai lo fanno in gran scioltezza, e molto meglio di me, le 25enni di adesso, che probabilmente ci sono arrivate da una strada diversa rispetto la mia.
Io voglio solo essere serena in quel che faccio, che sia o meno incasellabile in un qualche stereotipo. E ci sono riuscita quasi sempre, quest'anno.

Questo 2009, con i suoi alti e bassi, tra momenti di esaltazione massima e tristezza underground, è stato un anno positivo. Proprio perché mi sono imposta di seguire me stessa e non il carro di altri.
E' stato fondamentale decidere seguendo i consigli delle persone care, le osservazioni degli amici, l'esempio di chi è in gamba, di chi è meglio in questa o in quella skill. Senza assoluti, se non cercare di avere sempre più chiara la percezione di quel che voglio. Tipo anche solo essere "sola" per il sentire comune, mentre io mi sento semplicemente (un pelino troppo, secondo i miei standard) "libera".
Non posso dire che faccio quello che voglio, quando voglio. Faccio molte rinunce e a volte mi contengo e trattengo perché non c'è nessuno ad aiutarmi nel dare un ritmo, una cadenza regolare, nel gran casino autogestito che è vivere per conto proprio.

Non sarà un 2010 facile, perché ci sono molte cose da sistemare, tipo il lavoro, la situazione è complicata.
Poi vorrei andare di più al cinema e al ristorante. Guardare più film, come una volta, come è sempre stato. Vorrei più coccole e più fortuna nelle cazzate quotidiane. Desideri schiocchini, insomma. Roba da vergognarsi. Di amore neanche parlo, perché in materia sono fatalista e istintiva. Son semplicemente tornata al punto di partenza: mi piacerebbe tanto, ma non me lo fabbrica Willy Wonka.

Ciao amici: se per il 2009 avete il sentore di aver contribuito anche solo in modo infinitesimale a questa mia vita simpatica e libera, sicuramente lo avete fatto, e io lo so. Sempre ve ne sarò grata, perché avete fatto la differenza e avete contribuito a Smutanda 2009.

Bacini e felice 2010. Just dance.



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2 commenti:

Syb ha detto...

questo post è così bello che ho paura a commentarlo :)

Shrapnel ha detto...

Beh, buon 2010. =)

 

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