Stiro un paio di jeans taglia 30. Poi un altro taglia 29. Quelli della 28 sono nell'armadio. Poi stiro i 27. E infine smetto, stacco infastidita il ferro dalla presa shuko, perché stirare la storia dei miei jeans non si è rivelata un'idea geniale, anche se il guardaroba necessitava di una sistemata generale. Mi domando dove sia finita quella parte di me che non c'è più, riassumibile in "tre taglie di meno". Probabilmente fluita nelle fogne milanesi.
Accennavo a Willy Wonka, nel mio post di fine anno, e mi sono resa conto che qui, di amore, non se ne parla. Non ne parlo mai. E il problema (oltre al pudore che mi assale) è che sono anni che non mi innamoro di una persona. Diciamo, con buona approssimazione, una decina d'anni. In questo lungo periodo sono stata semplicemente molto innamorata della persona con cui avevo una relazione stabile.
Amare per tanti anni significa vivere a contatto con questo sentimento e darlo quasi per scontato nella propria vita. Non mi sto riferendo alla vita di coppia, ma alla dimensione strettamente personale, privata e interiore. L'amore c'è, lo provo, è bello, vivo meglio con me stessa. E' nella mia natura, mi piace amare, mi piace l'amore, non lo sfuggirei mai.
Finora ho usato più volte le parole amore, innamorare, immamorata e già mi sento in affanno, mi vergogno, e non so bene come procedere.
Poi l'amore, PUFF, non c'è stato più, me ne sono dovuta distaccare fisicamente all'improvviso, controvoglia, e non è stato facile. Emotivamente, poi, è stato ancora peggio. Ho affrontato da sola la negazione e la distruzione di uno degli aspetti più fondamentali della mia vita. Una tortura inenarrabile che non auguro a nessuno.
Arrivata in fondo al tunnel ho trovato l'equilibrio necessario per non finire in manicomio e dare eccessive preoccupazioni ai miei cari, ma anche un gelo che non mi piace neanche per un cazzo.
Le ultime dieci parole vanno interpretate nel senso più letterale che si può loro dare.
Sarà un'altra fase di transizione, quella che sto vivendo adesso, ma il punto della domanda "Amore mio dove sei?" è proprio questa. Mettendo a gran fatica le parole in fila, questo non significa che cerco un compagno, quello sarebbe solo una conseguenza. Io cerco il MIO amore, la droghina autoprodotta che mi fa star bene. Ciascuno ha la propria via verso il benessere, io ho sta croce che se non amo mi sento un pelino monca e sprecata. Ed è da parecchio che qui di amore nisba, nix, niet, chiusi i boccaporti, la serranda, chiusura stagna, combinazione. Temo che sia perché io stessa, per sopravvivere a un momento di crisi assoluta, ho dovuto assassinare una delle cose che mi divertiva di più: amare.
Ecco perché penso che sia una questione personale, intima e interiore, e non "di coppia".
E non è facile da spiegare, ma mi si stringe 'sto povero cuore quando mi dicono "Non è meglio che abbassi il tiro?". Il tiro di che? Non sto cercando una persona, non ho un tabellino da compilare, tu sì, tu no, tu forse. Lo so, parrà strano e tremendamente ingenuo in 'sto mondo in cui c'è parecchia gente che cerca sempre d'accoppiarsi o di sistemarsi fino alla prossima separazione, ma io quando vado in giro non penso di fare 'sti grandi incontri epocali, cerco solo un po' di serenità, un sorriso, 'na risata, un motivo per tirarmi su di morale se son giù, offrire nel caso il mio buonumore se a qualcuno serve, e quelle cazzate lì. Ma non è che vada in giro un mirino da alzare o abbassare, target engaged, locked, fire.
Anzi, orribile da concepire, ora penserete sia un mostro, ma a volte sono pure terrorizzata all'idea "Ma questo non vorrà mica provarci, eh no eh, che due maroni".
Non penso di aver bisogno di qualcuno accanto per uscire, per gestire me, la mia vita, i miei affari, né lo considero un requisito essenziale per il mio futuro.
Temo, invece, purtroppo, aiuto, aiuto, aiuto, che mi serva qualcuno da amare.
Nell'attesa, vado a cucinare, che l'ora di pranzo altrimenti mi sfugge via.
[scritto e pubblicato d'impulso in data binaria, se per caso poi lo cancello o modifico in corsa non venitemi a chiedere spiegazioni]
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gennaio 10, 2010
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4 commenti:
Sono segretamente innamorato di te da anni... Ho qualche speranza? :-(
Magari se tu fossi meno "Anonimo"...
Caro anonimo, rimani pure nell'ombra, mi stuzzica l'idea di essere amata in segreto.
Anche io ti amo in segreto, e apprezzo la tua violenta sincerità. Credo che l'amore inizi sopratutto da quella e dall'essere "veri" con se stessi. Poi un manico vale l'altro.
Auguri x celebrazione Rovere.
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