La convenzione e i fatti vogliono che la notte tra il sabato e la domenica sia domenica notte ma, non so perché, io mi sono convinta che il giorno arrivi prima della notte. Faccio quindi fatica a chiamare stanotte "domenica notte", perché finché non vado a letto dormire... è sabato. E la domenica inizia quando mi sveglio.
Il concetto è in qualche modo comparabile a un problema che ho attualmente nel calcolo degli aumenti del mio gilet ai ferri (che procede): il libro mi dice di fare gli aumenti al terzo ferro e poi di ripeterli ogni sesto. So contare, ma per me il sesto parte considerando come primo ferro il terzo stesso. Probabilmente sbaglio, ma il tutto è facilmente aggirabile combinando la mia regola (sbagliata) con quella ipoteticamente corretta (contare come primo il quarto ferro). Su dieci ferri di aumento applicherò le due regole in modo geometrico, ragionato e ripetibile.
La maglia è finto schema. Finta perfezione. E' il massimo del divertimento quando la si lascia andare all'intuito e all'esperimento. E al rischio di disfare tutto.
Ecco perché questo sabato notte io sto meglio così, col netbook accanto, qualche amico on-line, le Olimpiadi che scorrono sul TV finalmente surriscaldato, i miei ferri e il morbido alpaca.
Avevo proprio bisogno di questo, e ne avrò per tanto. E poi non importa se adesso è ancora sabato o già domenica.
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febbraio 21, 2010
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