Quando a Natale ho chiesto a quel frignone di Gesù Bambino "Un po' più di fortuna nelle piccole cose di ogni giorno", forse non sono stata chiara oppure, più probabilmente, poco convincente, visto che non ha mangiato la foglia.
Da molto tempo ormai, sono prudentissima in ogni manifestazione di entusiasmo, roba che Ivan Drago, al mio confronto, ha parecchie rughe di espressione ai lati della bocca, da quanto sorride al mondo. E, come si suol dire qui che si parla arcaico, "ne ho ben d'onde".
Purtroppo, causa catena di eventi tendenzialmente incontrollabili e che neanche valeva la pena di controllare, ora mi trovo sveglia come un grillo, abbastanza irritata col nulla cosmico che si è risucchiato il bambinello, la stalla, il bue e l'asinello, ad abbozzare un "no, no" con la testa, e pensare che, come al solito, faccio bene a contenermi.
Sul fatto che "prima o poi il sole splenderà" (e sulle piste da sci lo farà sicuramente, oggi, visto che son le tre di notte ed è ufficialmente domenica), nutro ormai sinceri dubbi e mi limito a procedere contando, come mio solito echeppalle, solo sulle mie forze, la pazienza che non ho, e le preziose risorse a cui mi sono attaccata ultimamente: il tram, Sky On Demand, alpaca, le mie mani, il sale in zucca che mi è rimasto e mi permette di rimanere bella lucida e cinica con me stessa, figuriamoci con il resto del mondo.
Il Luna Park è deserto e dentro ci sono solo mostri mollicci. Non capisco perché ero così contenta lungo la via.
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febbraio 07, 2010
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2 commenti:
Ripigliarsi, e concentrare il mestruo e le frustrazioni sull'utile ---> campagna elettorale.
Con affetto tuo. :*
Stogirologiuro non è quella cosa lì che hai detto tu.
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