luglio 12, 2010

Un contorno senza carne

C'era questo tipo, in metropolitana, la settimana scorsa. Mi ha attratto il Borsalino in testa, che non si è mai tolto. Poi aveva una splendida camicia azzurra di lino con le maniche rimboccate per il caldo, e un paio di pantaloni beige. Scarpe in ordine, ma non me le ricordo, perché l'oggetto "scarpa maschile" non mi interessa più di tanto. Io ci ho il debole per le camicie dei maschi, e quella lì di lino azzurro era davvero splendida. Stropicciata dalla giornata, ma stirata bene, in origine. Il tipo, in piedi nel corridoio, teneva appoggiata a terra la borsa di una qualche Westminster & Partners, azienda brucia soldi per investimenti su cazzy e mazzy. Ecco, forse la borsa corporate tradiva l'essenza dello stagista ben vestito coi soldi di papà. Avrà avuto sicuramente meno di trent'anni, e non era manco bello. Troppo magro, lineamenti troppo marcati e troppo asciutti, e gli occhi troppo da ragazzino. Troppo tutto no. Assolutamente impossibile veder scorrere del sangue nella sua carotide, anche con del liquido di contrasto. Ma lo fissavo, giocando a immaginarmi quale, tra i ragazzi che conosco, sarebbe stato bene vestito così. Si è accorto che lo guardavo con insistenza, da dietro gli occhiali da sole. Chissà che ha pensato. Io non sono abituata a mettere gli occhi addosso alla gente, anche quando ho gli occhiali da sole.

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