[questo post l'ho pubblicato ieri, e poi l'ho cancellato. In 'sto periodo ho pubblicato e cancellato tre post. Ripubblico questo perché nel frattempo ne ho scritto un altro che è impubblicabile. C'è del disagio, in tutto ciò, mi pare evidente]
Poco, solo vent'anni.
Se lui è morto a 56 anni, vuol dire che era accanto a lei da quando ne aveva 36. Io ne ho quasi 37 e non ho ancora nessuno accanto a cui pensare di poter stare per vent'anni, e in questa prospettiva il poco mi pare una considerevole eternità.
Poi penso che, a quasi 37 anni, se capitasse anche che, dovrei pure scendere a patti con l'idea che poi questo mi potrebbe morire da qui a vent'anni.
Tutto ciò è davvero terribile, credo smetterò di amare.
Ah, no.
Quella cosa s'ha da fare per forza in due.
Quindi sono a posto.
[il caro estinto, tra le altre perle di saggezza rinverdite in queste ultime ore, ha detto "Ricordarsi che moriremo è il modo migliore che conosco per evitare le trappola di pensare di avere qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è nessun motivo per non seguire il vostro cuore".
Io non ne sono molto convinta, di questa cazzo di retorica da film americano. Nel senso che io posso anche comportarmi così, ma di solito, quando lo faccio, finisco sempre smaltata contro un muro. Magari la volta che mi va bene ne scrivo un post apposito. O magari sarò troppo impegnata a non morire, chi lo sa.]
2 commenti:
avere paura di perdere qualcuno presuppone avere qualcuno da perdere. Non è poi così male a conti fatti :-))
Odio essere nullatenente.
Posta un commento