Nella casa al lago c'era una libreria, non una di quelle librerie enormi con i libri di tutta una vita, ma la libreria di una persona che aveva viaggiato molto e aveva vissuto in tante case. In quella bassa libreria di ciliegio massello erano rimasti pochi libri, probabilmente un centinaio, a pensarci probabilmente erano i più cari e i più recenti. C'era anche un Rui Blas in francese, con dedica.
alla mia Paola
mamma
192x
Non ricordo neanche se la dedica fosse in francese. Era un libro al massimo degli anni Venti, regalato a una ragazzina di meno di vent'anni. E a me il Rui Blas non piaceva particolarmente, l'avevo studiato e no, non ti può piacere un testo che hai studiato a scuola, al massimo puoi studiare con entusiasmo un libro che hai già letto, così in classe fai la saputa (mi piace la parola "saputa" volevo usarla), l'entusiasta e poi lo porti all'esame di maturità, come il Rosso e il Nero, per esempio (juliensorel, la mia prima password per la posta elettronica).
Ero affascinata da quel libro, era una suggestione forte, per me, pensare a una madre che aveva regalato a sua figlia il Rui Blas negli anni Venti, e che negli anni Novanta il libro fosse ancora lì, solo un po' ingiallito e odoroso di polvere, con la dedica, mentre le persone erano morte tutte. Non volevo neanche portarmelo via, perché il libro apparteneva a quella libreria in ciliegio, in quel corridoio, in quella casa, in quel giardino, in cima a quella salita, ai bordi del Lago di Garda.
Poi sono arrivate le ruspe.
"Ma i libri?"
"Buttati via tutti".
E del Rui Blas non gliel'ho detto, anche se la domanda era "E il Rui Blas?". Che neanche l'avrebbe capito, se gli avessi chiesto del Rui Blas.
"Buttati via tutti".
E del Rui Blas non gliel'ho detto, anche se la domanda era "E il Rui Blas?". Che neanche l'avrebbe capito, se gli avessi chiesto del Rui Blas.
"E la cucina turchese?"
"Buttata via, era vecchia".
"Buttata via, era vecchia".
Come era bella quella cucina. L'avrei voluta io per la mia casa, a vent'anni sognavo una cucina come quella. Buttata via. Senza chiedere.
E quindi niente, il Rui Blas non c'è più.
Non c'è neanche più la cucina.
Non c'è più il nascondiglio del partigiano.
L'ulivo che entra nel terrazzo.
Non ci sono più neanche il fantasma.
L'acero.
Le rose.
Il pozzo.
E non sono state le ruspe a devastare i ricordi. Non sono mai le ruspe.
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