ottobre 12, 2012

Una spiegazione logica su basi instabili del perché rimarrò zitella per sempre


Dicono che, dopo una certa età, quando una persona si abitua a star da sola e a essere indipendente, difficilmente abbia voglia di legarsi a qualcun altro. Sulla mia pelle questo assunto è sostanzialmente errato perché l'indipendenza è un principio talmente scontato della mia esistenza da ben prima che rimanessi sola, che non ho bisogno dell'assenza o della presenza di altre persone per negarlo o affermarlo.
Se metterti assieme a qualcuno per te significa perdere l'indipendenza, vuol dire che sei un servo della gleba planetaria e che un giorno di sicuro la perderai, perché avrai deciso che sarà arrivato il momento giusto per perderla. E quindi più che un valore è una bandiera da sventolare, come la kefiah al concerto ska quando hai 15 anni.

Le uniche persone che potrebbero volersi mettere assieme a qualcun altro senza fuggire smozzicando la Marsigliese, sono quelle già legate. Questo perché, qualsiasi sia il motivo che ti tiene assieme a qualcuno, non è semplice anche solo fisicamente se non emotivamente, affrontare il passaggio drammatico dello "star assieme a" al "non star con nessuno".
Porto rispetto a chi, dopo una storia, accetta di rimaner solo per far quattro chiacchiere con se stesso. Porto rispetto, ma sorrido bonariamente, a chi non conosce solitudine e salta di liana in liana, come se l'amore fosse un fluire unico da una persona all'altra.

In questo brodo primordiale di gente che scambia per sentimento la confusione, indipendenza il vagare senza uno scopo, "relazione" lo stare assieme (è la stessa parola che si usa per i temini da compilare scopiazzando dai libri), una donna zitella di 38 anni ha solo una via per sperare di trovare una persona con cui amarsi placidamente: quella che passa per il frutteto, alla caccia di alberi da scuotere per vedere se casca qualche frutto ben maturo. Detto in altre parole: può aver voglia di aver una relazione solo chi già ce l'ha, non di sicuro chi la sfugge.

Rimarrò quindi zitella perché, qui lo dico rosa su bianco, nella vita non sono mai andata a brucare nei giardini altrui e me ne guardo bene. Se non altro perché ho sufficiente amor proprio per non litigarmi un uomo con un'altra donna, fosse anche il più speciale e unico sulla faccia della Terra. Inoltre avrei ben di meglio da fare (leggesi: sono troppo piena di me, anche a costo di star tutto il giorno a letto a fissare il soffitto), piuttosto di cercare di convincere una persona a star con me a tutti i costi perché, oddio che paura le emozioni, UDITE UDITE, c piaciamo e ci vogliamo bene.

Tendenzialmente gradirei piacere a una persona serena, presente a se stessa e alle proprie emozioni tanto quanto me. E lasciare che le cose, per una buona volta, andassero come devono andare. Poi gradirei un'abbondante teglia di melanzane alla parmigiana. E fare l'amore, anche.

Ecco perché rimarrò zitella per sempre.

10 commenti:

Ro ha detto...

Io, che sono più portata all'ira e all'approssimazione che non al tuo posato ragionamento, alle amiche che con malcelata pietà dicono "incontrerai qualcuno, c'è gente che si conosce e sistema in 6 mesi" rispondo da tempo che se a 30 o ancor meglio a 35 anni non si è accoppiati, è segno che non ci si è tagliati - o perché non lo si vuole o perché qualcosa non va.
(E anche se lo dico pensando al genere maschile, mi metto io per prima nella categoria dei "non va".)

In soldoni, uomini della nostra età che non siano presi, per usare un anglismo, non ne esistono. Punto.
Poiché scoppiare coppie non fa per noi, mettiamoci il fegato in pace e coltiviamoci una vita zitella ricca di stile e intelligenza.

E quando le colleghe mogliettine ci chiederenno "ma tu sai usare un martello? e non ti schiacci le dita?" potremo sorridere bonariamente.

Elena ha detto...

Anche io mi metto nel gruppo di "quelli che qualcosa non va". Però almeno ho la decenza di non rompere i coglioni nelle vite altrui con le mie paranoie se non con questo evitabilissimo blog.

Elena ha detto...

Nel senso, c'è modo e mondo di aver "qualcosa che non va". Martelliamo tutti i muri, io so usar il trapano e mi son montata mensole e lampadari senza batter ciglio :D

Unknown ha detto...

Strizzano un po' l'anima e il tuo scritto e il vostro cambio.
Potrei anche dare retta alla tua esperienza personale e assegnarti pacificamente il beneficio della ragione.
Ma c'è una qualche approssimazione che non mi torna.

Esistono le fasi, per quanto mi riguarda. I momenti in cui la solitudine è gioia piena. Possono durare anche molto e si alternano, in genere, al desiderio di calore e contatto.
E qua ci vuole tempismo (nello scuotere le piante), ossia pazienza e perseveranza.

Ma l'evoluzione attuale della relazione amorosa - che equivale peraltro alla distruzione concettuale del legame, quanto meno in tutte le sue sfaccettature morali - mi porta alla fiducia. Perché da un lato vedo molte meno infelicità (di coppia) chiuse a chiave al riparo da quattro mura. E dall'altro la possibilità di ricostruire il concetto stesso di legame, di riedificare una morale sulle macerie della precedente (questa è sempre un'occasione storica ghiotta).

L'età diventa allora solo una questione di gusto, non un problema di opportunità smarrite. Se hai del lavoro interiore di cui occuparti lo saprai e provvederai di tuo. Ma metti da parte l'amarezza e guarda avanti con fiducia :)

Ps Maledetto captcha... (http://www.zerocalcare.it/2012/10/01/captcha/)

fuliggians ha detto...

non so se veramente ho capito bene quel che intendi...il motivo per cui solo i legati hanno quel giusto "grip" per star insieme senza voler fuggire...
io da sempre sono indipendente, amo la mia indipendenza, ma ciò non ha nulla a che fare con lo stare insieme a qualcun altro. Ho amato essere una coppia, ho amato convivere e per tutto il tempo sono stato un indipendente felice. E ho sofferto la separazione. Non nego che l'indipendenza è qualcosa per cui lottare, perchè fa crescere sapendo di poter affrontare tutto da soli. Non mi dispiace, ma questo mio modo di essere non cozza per nulla col fatto che amerei ancora stare insieme "placidamente". Certo, ci sono anche frutti maturi che sono a tutti gli effetti dei "super-rabbit" e sfuggono ad un rapporto che sia naturale e spontaneo. Ma altri non sono così, e spero bene che anche nel filare femminile della vigna ci sia qualcuna che non cerca spasmodicamente brividi o una forzata relazione, ma semplicemente
qualcuno a cui piaccia bere dallo stesso bicchiere, senza per forza già essere in una relazione.
Una cosa invece non ho mai capito bene di alcuni (e ne ho di amici così), perchè mai si dovrebbe desiderare sfuggire una relazione. non è mica che ti legano e ti costringono a mangiare una teglia di melanzane, se non è di tuo gusto, no? :-)

Elena ha detto...

Massimo, certamente guardo avanti con fiducia, mi tocca :)

Dario, il mio rapporto con l'indipendenza è identico al tuo.
Il ragionamento che faccio è molto terra a terra: la mia approssimazione è che chi desidera una relazione già ce l'ha. Chi non ce l'ha è perché ha messo in atto (volontariamente o meno) una serie di meccanismi e di atteggiamenti per non averla. Io, assieme ad altre persone, vago un po' nella terra di mezzo. Non ce l'ho perché non la desidero a tutti i costi, la vorrei perché dopo tanti anni di solitudine ho voglia di riprendere in mano la mia sfera emotiva e non tenerla relegata nell'angolino buio della mia esistenza. Tuttavia devo dire che la gran parte delle persone che incontro che non stanno assieme a nessuno... sono così perché vogliono stare assieme a tutti. Ora, per carità, ciascuno abbia lo stile di vita che ritiene più indicato per la propria indole, però, porcamadonna (sì qui si può bestemmiare e me ne fotto), non è possibile incontrare sempre e solo persone che non hanno assolutamente le idee chiare di quel che vogliono da sé e dagli altri. Io sarò fin troppo lineare, ma le poche volte che trovo una persona che mi piace SONO FELICE, non mi ammazzo di seghe mentali su quanto tragico potrebbe essere un legame. (e se sono nebulosa è perché sto parlando di fatti reali che non possono essere discussi qui, purtroppo).

Unknown ha detto...

"Zitella", sinistro e vetusto questo termine, mi incuriosisce. Sei una donna emancipata e tecno-anglo-logica e ti piacciono pure i Vg, il che ti aggiunge il magnetismo equivalente alla bassista del gruppo. Ma usi il termine "zitella", che sta diametralmente opposto al MATRIMONIO. Quindi forse il problema vero è quello, quello di cuore infranto di bambina a cui manca il principe azzurro ma in realtà vorrebbe fortissimamente un marito!
Adesso ti arrabbi lo so, e magari mi banni pure, ma il tuo ostentare zitellaggine con i lavori a maglia è pari solo al tuo desiderio di salire all'altare vestita di candido.

Elena ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Elena ha detto...

Ciao Luigi, Cancello il precedente commento e rispondo un pelino più seriamente. Son donna anzyana, ho avuto a un certo punto della mia vita la possibilità di fare delle scelte, le ho fatte e non me ne sono pentita. Non miro al matrimonio, tantomeno all'abito bianco. Se mirassi "a quello" lko avrei fatto anni fa in barba agli ideali che invece mi dominano. Amor, amor, amor. Tutto qui. Il problema è che magari a 25-28 è facile da trovare. A 38 pare proprio di no.

marco b. ha detto...

che bello, hai riniziato a scrivere sul blog. me ne accorgo solo oggi, purtroppo. un abbraccio di stima

 

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