Mentre lei e Alberto(**) chiacchierano, do un'occhiata alla tomba del rapper (chissà quanto ha pagato per farsi seppellire qui...) e al sovrastante loculo di Joseph II.
Poi è ora di scendere, e decido di farlo a piedi dai cornicioni esterni. Non è facile perché soffro di vertigini: spesso mi fermo e mi aggrappo a tutto, ma in alcuni punti lo spessore è di tre centimetri... dove va bene è di sette, e lì riesco ad appoggiare il piede senza paura. A un certo punto vengo superata da Mario(***) che, tutto allegro, riesce a zompettare per il cornicione senza aggrapparsi: anzi, con abile mossa da breakdance, tiene i piedi ben saldi sulla lasagnetta di cemento e si puntella con le mani sul palazzo accanto. "Vedi, è facile", mi dice. Gli sorrido e mi sento rassicurata, anche perché guardando sotto mi rendo conto che sarebbe una caduta di solo due metri: salto sul cornicione successivo rovinando col piede un libro messo lì dalla pro-loco per intrattenere le persone.
A un certo punto vengo superata da un gatto che inizia a camminarmi attorno. Vedo una coscia grassa e un po' insanguinata, è il mio Gattao.
Mi si mette in braccio e ci fermiamo in una piazzola assieme a Mario, a cui spiego chi è Gattao, dicendogli che il gatto ogni giorno è qui all'Empire State Building, ma la sera torna sempre a casa. Gattao è tra le mie braccia e mangia i Cipsters che gli offro, lecca le gocce di vino bianco che escono dal pacchettino, e inizia a strofinare la sua zampetta sul mio naso. La strofina tanto, finché non mi sveglio e mi metto a trascrivere questa cosa.
Mamao, gattone mio... purrpurr telepatico/telematico.
Asterischi
(*)Compagna di classe
(**)Di Supergulp
(***)Magia 2000
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