La risposta è secca: NO.
Intimissimi, no. Tezenis no. Ma poi "Tezenis" che significa? come si pronuncia? Tezénis? Tezenìs? Che lingua hanno scomodato per significarmi "mutande di merda"?
Tre sabati fa ero a Verona in scazzo cosmico solitario per le strade del centro, con dei soldi da spendere: cercavo scarpe, non ne ho trovate. Cercavo pantaloni: non ne ho trovati. Cercavo un reggiseno senza spalline, sono entrata da Tezenis, lo scempio cittadino all'angolo tra Piazza Bra e via Mazzini: una volta c'era un bar storico "il Motta". Ora c'è Mutanda County, ed entrarci è un delirio.
Donne di tutte le età si accalcano attorno a gruccette ed espositori: c'è l'offertona del sabato "Reggiseni a 3 euro!". Un responsabile della sicurezza fa la guardia, perché-non-si-devono-rubare-i-reggiseni-da-tre-euro.
Vorrei uscire, ma scatta il momento antropologico: devo capire cosa spinge 'ste ragazzine ad accodarsi per mezz'ora e pagare tre reggiseni da tre euro l'uno e queste signore attempate ad acquistare un sostegno zero con coppe imbottite. Ma non vi vergognate a farvi vedere con quelle schifezze in mano dentro a un negozio? E una volta arrivate a casa... a stenderle sul balcone?
Li vedi, 'sti portatette, che sono talmente flosci da sembrare già usati allo sfinimento. Tutti in fila a creare tante tette omologate, al tatto morbide di imbottitura.
Meglio fermare le indagini e uscire facendo finta di nulla, se mi è andata bene nessuno che conosco mi ha visto entrare qui dentro.
Li vedi, 'sti portatette, che sono talmente flosci da sembrare già usati allo sfinimento. Tutti in fila a creare tante tette omologate, al tatto morbide di imbottitura.
Meglio fermare le indagini e uscire facendo finta di nulla, se mi è andata bene nessuno che conosco mi ha visto entrare qui dentro.
Io sono le mutande che indosso, questa è la conclusione.
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