agosto 21, 2008

E vedo il mondo da un oblò...

... e non mi annoio neanche un po'!
Ho finito Bioshock. Ormai stiamo raggiungendo l'apoteosi videoludica. Mi son proprio presa bene, l'ho fatto in cinque giorni, roba che non è da me (mi capita raramente di avere così tanto tempo da dedicare ininterrottamente a un videogioco). Però, cavolacci, 'sto Bioshock... se riesco, nei prossimi giorni mi faccio qualche achievement in più giusto per.

Non so che mi sia preso, perché comunque la storia è normale. Anche l'impianto del gioco è normale. I nemichetti sempre gli stessi. Vai, fai, would you kindly... (comunque l'ho giocato in italiano ed è ottimo il doppiaggio, i diari, dio mio, no, li voglio riascoltare). Segui la freccina. Uccidi. Difendi. La solita zuppa, in sostanza... ma che beeeella! Giri per il teatro e senti Night & Day... nelle Mercury Suites arieggia Oh Danny Boy, e poi quanta altra roba che conosco, di cui non so il nome, ma che è musica da Rapture. E' la città sottomarina di Rapture che è affascinante da girare ed esplorare e "fa" il gioco.
Approved, soprattutto perché è durato poco. Bioshock c'ha il senso della misura. Dell'esteticamente perfetto in quanto prodotto coerente, misurato, fatto, finito e contenuto nelle sue poche ore. Non è cosa scontata, perché si è sempre sul baratro del ridondante, dell'oltre, e "oltre" ha davvero rotto il cazzo.



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