Non ho mai voluto dei mazzi di fiori. Grandi proclami.
Magari avrei voluto che un giorno tu mi avessi stupito portandomi dei fiori. Delle banali rose rosa. Grandi, belle, profumate, con le foglie lucide. Rosa, perché sono proprio banale.
O un gioiellino stupido, da portare sempre con me.
Pensavo che col tempo qualcosa del genere sarebbe successo, perché magari, accorgendoci che la vita cambiava, dovevamo cambiare anche noi. Stavamo cambiando, io stavo cambiando, tu stavi cambiando e mi piaceva tutto.
Oggi ho visto un vecchietto con un mazzo di fiori in mano e sono scoppiata a piangere.
Ho una scatola piena dei peluche più belli e dolci del mondo. Ho paura ad aprirla, mi si riverserebbe addosso il tuo amore che per me era tutto. Loro lo trattengono, è una cosa paurosa. Poveri piccoli.
Mi consolo pensando che il negozio a Lima, che faceva quei bei pacchetti così anni '80 e vendeva anche le Barbie, non esiste più almeno da gennaio. E ti immagino che guardi la vetrina dubbioso, e cerchi di capire quale dei tanti avrà l'onore di finire tra le mie braccia, magari occhieggiandone un altro e facendogli intendere che "la prossima volta tocca a te". Con sollievo capisco che, almeno quella cosa, lì in quel luogo squallido del cosmomondo, l'hai fatta solo per me.
Mi chiedo se avrei preferito delle rose a sorpresa al posto dei dolci peluche che ogni tanto spuntavano fuori dal tuo zaino scassato. No.
No, rose rosa no. Non saresti stato tu, non sarei stata io.
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