Avete presente le biglie di ferro? Belleee, io ne avevo sei, pesavano un sacco e, quando mi cadevano per terra, lasciavano dei bruttissimi segni sul parquet della cameretta. Io sono una biglietta di ferro che sta scorrendo su dei binari paralleli a spirale discendente. Come le palline di Pita-go-ra-sui-chi, sto aspettando di cadere dentro a un carrellino che, muovendosi, attivi un pulsante per inclinare una bottiglia d'acqua in grado di far partire un nastro trasportatore capace di riportarmi in alto.
Oggi pomeriggio è intervenuto un campo magnetico che ha bloccato la discesa della mia biglia di ferro e ha invertito, almeno temporaneamente, il verso di scorrimento donandomi un bel po' di buon umore. Ho stretto la mano a Manuel Agnelli, che è il cantante degli Afterhours, nonché autore delle canzoni dei suddetti. Gruppo che amo per svariati motivi, non solo musicali.
Lui, Agnelli, non è che lo adori da stracciarmi le vesti: massima stima, eh. Anche con lui, come con Jack White, andrei a farci la spesa. O a una grigliata.
Comunque non era una banfata il fatto che dovesse venire da noi al lavoro, ed oggi è passato sul serio nella redazione musicale, così la collega che sapeva mi ha avvisata. A parte le comiche per raggiungerlo (ero in piena riunione di redazione, e ho pure coinvolto l'altro collega appassionato, bloccando a tutti gli effetti i lavori in corso), mi son trovata di fronte a un gentile signore alto poco più di me, magrolino, pulito, ordinato, non spaccone, sorridente... "Siamo in fuga dalla riunione di redazione, ciao sono Elena", "[ride] Ciao, Manuel", "Complimenti [sorrisone]", "Grazie [sorriso]", qualche battuta sugli alieni "Io credo di essere stato rapito dagli alieni", io vorrei chiedergli di questo cazzo di concerto del 9 settembre se esiste o no, però sono davvero agitata come una scimmia (non per Manuel, invero), quindi le parole mi si bloccano nel gargarozzo, riesco solo a parlare con gli occhi e spero di aver comunicato simpatia per la situazione. E poi siamo dovuti fuggire.
Ritorno a casa con Male di Miele a palla (volume 30 su 30 tacche), cantando a squarciagola e sorriso happy in faccia, battendo il palmo della destra sul volante, che tanto sono in colonna... così... non tanto perché ho conosciuto Manuel Agnelli, ma perché è stato divertente l'insieme.
E' da lunedì che ogni mattina mi sveglio, mi giro nel letto e faccio la lista mentale delle cose da portare al lavoro: notebook e Windows Vista per l'articolo che sto scrivendo, Germi e Hai paura del buio da far autografare, la macchina fotografica. Mi sono ricordata solo le prime due cose per quattro giorni di fila °_°.
Perseverare è diabolico.
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