ottobre 03, 2008

Ecco, piove

Lo dicevano le previsioni. Oggi piove.

E quindi tra un'oretta sarò in tangenziale, seduta amorfa sul sedile della macchina, per percorrere quei pochi chilometri tra Carugate e Gobba alla velocità di dieci chilometri orari, arresa in mezzo ad altra gente arresa.

Una volta il venerdì era un bel giorno. Iniziava il relax, la vicinanza, non importavano il traffico e il casino, c'era il weekend, c'era... non importa se piovesse, tirasse vento o se il sole spaccasse le pietre. C'era qualcosa, uno scopo, un qualcosa che mi faceva trotterellare felice a casa anche ai dieci chilometri orari.

Ora mi sveglio il venerdi mattina e mi guardo attorno come una ladra: che ho combinato questa settimana? A che cazzo mi serve il weekend che sto per iniziare? Ma a che cazzo servo io?
Boh.

Mi piace sentire il rumore della pioggia, mi piace guardarla, ma c'è tanto freddo e mi mancano troppe cose per riuscire ad apprezzarla come una volta.
Non so, la vita procede anche per i cazzi suoi, non è che all'improvviso certe cose mi fanno schifo... è che da soli proprio sono insipide.

Le previsioni danno un novembre mica tanto piacevole. Che cazzo me ne preoccupo, vediamo di sopravvivere all'ottobre più lungo della mia vita, che segue il settembre, l'agosto, il luglio, il giugno, il maggio, l'aprile, il marzo più extended che mi siano capitati. Valgono un anno e mezzo. Me lo leggo in faccia.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Dai elena, molla l'autocompatimento da gatta morta e tira fuori le palle. che le hai.

Elena ha detto...

Le palle le ho, ma al momento devo riservarle per decisioni importanti, e non per trattenermi dagli sfoghi che comunque sono salutari (a meno che non mi vogliate stordita da una boccia di Lexotan in endovena).
Comunque ho in preparazione un paio di post poco lagnosi :P

 

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