Quando si conclude una storia d'amore non è mai bello.
Può lasciarsi finire o finire all'improvviso, e non è neanche detto che entrambe le persone siano daccordo persino su questo punto.
Per me è finita all'improvviso, ed è stato un problema abbastanza serio da gestire. Grandissima confusione.
Quando finisce un amore si sta male tanto. Non importa quanto sia durata, è un fatto personale che va smazzato in solitaria.
Il problema mio non è stato il cuore. Da quel punto di vista me ne sono fatta una ragione abbastanza in fretta, perché ci ero già passata. Sapevo di aver dato senza rimpianti. Non ne ho. E ne sono stra-contenta.
Il problema vero è stato il cambiamento forzato e improvviso. No, non parlo della casa, delle cose, degli oggetti abbandonati a marzo e non ancora recuperati, di una vita "mollata lì".
Parlo di una cosa molto personale: un pezzo di me. E' normale, penso ^_^, dare una parte di sé all'altro. Io l'ho fatto, mantenendo sempre il contatto con quelle frattaglie. C'era un cordino (chiamiamola identità, personalità o sicurezza in me stessa) che mi teneva legata a quella parte
di me ceduta in gestione.
Poi è successo che lui è andato verso un burrone, ha fatto un salto e forse si è dimenticato che aveva tra le mani una cosa mia che era pure attaccata a me. Lui è andato di là, ha mollato nell'aria "il pacchetto", e io ho sentito uno strattone.
Sola, con un pezzo di me penzolante giù da una scarpata, mi sono sentita mancare e trascinare giù.
Ho visto dei mesi paurosi, non capivo cosa mi stesse tirando nel vuoto: pensavo fosse lui, da sotto, a giocare alla pignatta col mio carico. Invece era il mio stesso peso.
Ho preso in mano la corda, dato qualche strattone e, man mano, ho visto risalire dei pezzi di me.
Piacere, sono Elena! Ciao Elena, sono io, sei tu... senti, qui nel burrone tira una brutta aria, si rischia di marcire, hai voglia di ripigliarti i tuoi pezzi? Minchia sì!
Mi sono presa i miei pezzi, e ho iniziato a girare alla larga dal burrone. Lentamente, molto lentamente prima, più veloce poi.
Ora 'sti pezzi li sto rimettendo assieme e, meraviglia delle meraviglie, il puzzle combacia alla perfezione. Io sono io, non sono più una di due, ma una di uno, e migliore di prima. Ci siamo quasi, dai. Rimane sempre un po' di acidità, ma quella mi sa che è parte di me :D
L'importante non è recuperare un amore perduto. Quello che conta è ripigliare quella parte che avevi affidato all'altro e che, per le vicende della vita, si è dimenticato di renderti. A volte pensi che quella parte di te coincida con lui, ma la realtà è che non è così, anche quando ci si è amati davvero tanto. L'amore è una cosa, l'identità personale è un'altra. Assieme, combinati, sono una bomba meravigliosa, ma si sa... ancora adesso si trovano in giro ordigni malfunzionanti per ragioni apparentemente inspiegabili.
Questa è quello che mi è successo, questo è il modo in cui vedo la situazione oggi, 25 novembre 2008.
Sto vivendo un periodo particolare, è chiaro, sono emozionatissima per la mia casa e per quello che sto costruendo. I'm focused.
E si celebra una vittoria personale.
Facciamo festa!
Spit gasoline.
novembre 25, 2008
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2 commenti:
Noto con estremo piacere che hai rispettato la deadline con particolare perfezione. Solo i saggi e i migliori possono farlo. Io, invece, sto ancora ravanando nel burrone. un bacio,
Non sono puntuale per nulla sui sei mesi fissati dalla deadline, c'è un ritardo di due mesi causato da un tentativo di depistaggio dalla retta via. Mi guardo attorno col terrore che le (mie) cattive abitudini ritornino.
E tu basta ravanare nel burrone, datti al free climbing e torna su :)
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