febbraio 07, 2009

Chiamiamolo pure BùBù

Bastano 24 ore a Verona. Non di più eh, dopo cena torno a Milano.

*Entro da R.B. e ordino delle cose per la casa. Cose che desideravo. E che, capricciosa, mi sono concessa. Lo chiamerò BùBù: in realtà sono quattro cose, ma assieme formeranno BùBù. A maggio, BùBù arriverà e sarà cazzato lì, accanto al divano. Tutti invitati ad accrocchiarvici di sopra, su BùBù.

*F. mi dice "Secondo me non sei tipa da tisane". E io gli chiedo "Come mai?". E lui "Perché non lo sono neanche io". E' amore. Chiaramente è amore, dei più puri e disinteressati. F. su (over the) BùBù starebbe molto bene. "Però non farmi il ciuffo emo, per favore. Al massimo fammi un po' indie" [<-- il massimo del flirting che mi concedo con uno che ha in mano delle forbici dirette sulla mia testa]. Interrompe, mi guarda dallo specchio e mi ride. Disinteressatissima, io. Che se mi va bene è bisex. Magari i bisecs sono uomini un po' meno dolcemente complicati degli eterosecs, mah... Sì ma se fosse solo eterosessuale? (notare quanto ormai non sia più da prendere in considerazione il suo interesse esclusivo per la cippa... rimane un dubbio tralatizio causa la professione, però ricordiamoci tutti che la A. ci ha fatto una figlia extraconiugale, col suo parrucchiere).

*Ciao mamma, eh !-_-!



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