maggio 16, 2009

Escalation e suoni

Giovedì, giornata davvero assurda al lavoro, tra scadenze vere e fittizie. Finito, decido di andar dai Samurai, prima che la mostra chiuda a giugno. Si rivelerà un po' una delusione, più che altro per i testi e le descrizioni. Ma trovo il catalogo di "La lente di Freud" con i disegni di Max Klinger. E assisto a una cerimonia del the che, col suo spirito zen ridimensionato dalla presenza di plotoni di Canon EOS e intellighenzia di associazioni culturali varie, riesce anche a mettermi in pace con me stessa.
Mentre cammino dinoccolata sul bel parquet vissuto dei corridoi di Palazzo Reale, ricevo il bi-bip di un SMS. Sento poi N. e decido di raggiungere le donne, si chatterella, poi verso mezzanotte svampo e non proseguo per la serata fighettomilanese.
Non so bene come ho trascorso tutto il venerdì, perché tra l'inutile pathos causato dallo sciopero dei Cobas, un fallito tentativo di penichella (ciao F., ciao, sì sto bene, un bacio, ci si vede sett. prox.), minispesa per il sabato, coordinamento per la domenica e gestione del resto del venerdì, mi son trovata improvvisamente alle 22e30 come destata dalla sveglia mattutina. Invece era il suono della citofonica.
Comunque stamattina, e da qui l'escalation nel titolo del post, non avevo voglia del solito caffé, quindi ho messo tre quarti di cucchiaino di matcha nella tazza gialla che mi han regalato le ragazze, ho versato sopra l'acqua bollente, ho mescolato rapidamente. Sniffato. Non bastava. C'era una confezione chiusa di Abbracci, lì sul tavolo. Prendo tutto, porto davanti al PC, puccio gli Abbracci nel the più costoso che abbia mai comprato, ma che buono che è.
Alla fine, per onorare il matcha e la cerimonia zen, ho accarezzato la tazza con le mani. Poi con la bocca. E' irregolare e artigianale, come è giusto che sia. Ed è terribilmente piacevole. Quindi scrivo questo post e mi dimentico di pubblicarlo.

Quando si ha un blog per le mani magari non si sa bene cosa scrivere. Poi ci si accorge che si possono raccontare delle storie in vari modi. Io ho scelto la via dei Puffetti rosa, che giusto per oggi saranno di un particolare punto di rosa. Perché queste cosette buttate lì così, alla fine, mi piacciono.


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