maggio 14, 2009

Pensieri che sfumano sulla metropolitana

Oggi in metropolitana avevo accanto un signore straniero che odorava di cipolla e leggeva un New Yorker della penultima settimana di giugno 2008. Il font è riconoscibilissimo... ma cavolo se è scritto in piccolo!

La prima metropolitana su cui ho viaggiato è quella di Parigi, avevo quattro anni.

Oggi in metropolitana c'era un signore di circa cinquant'anni con una borsa a tracolla di panno color panna con la scritta "Love young girls" cucita in rosso.

E' facile acquistare i biglietti della metropolitana di Tokyo. Basta che te lo fai spiegare da un giapponese.

Oggi in metropolitana mi si è scaricato l'iPod. Al trasbordo tra la rossa e la gialla, prima delle scale che scendono. Dove la luce era spenta.

Ieri sera sono tornata a casa coi mezzi ma mi ero dimenticata che, dopo una certa ora, il braccio Rho-Pero va su sostitutiva "per lavori di potenziamento della linea".

Oggi in metropolitana c'era della gente davvero molto abbronzata: è iniziato il periodo delle vacanze, orrore! Il pallore congenito schiaccierà sempre di più la mia autostima, in questi mesi. Sono in pace con il mio incarnato solo d'autunno e d'inverno, dalle 8 alle 11 di mattina. E la notte, al buio, sotto una coltre di lenzuola.

Ad aprile, fuori della metropolitana, ho trovato una persona in grado di mettermi calma, perché ero agitata e non capivo più nulla.


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