luglio 12, 2009

Passo per il Bronx

Giovedì sera, dopo gli ottovolanti, io e Francesco prendiamo una macchina a noleggio e ci dirigiamo alla volta di Boston. Ci attende un viaggio di cinque ore che durerebbe meno se non ci fossero dei limiti di velocità ridicoli. La strada è tranquilla, non c'è traffico.
Passiamo accanto a Manhattan verso il tramonto, l'Empire è illuminato, il Chrysler è di una bellezza rassicurante. La massa di vetro, cemento e acciaio più famosa, fotografata e filmata del mondo è lì alla nostra destra e la salutiamo per poi scorrere una buona mezz'ora lungo tutto il Bronx. E' impressionante quanto sia grande. Ti dicono che è uno dei posti più pericolosi del mondo. Guardi questi parallelepipedi enormi senza balconi che si ripetono senza sosta per chilometri e ti domandi chi ci sia dentro. Quanti appartamenti ci sono. Chi c'è dietro quelle finestre. Se sta bene. Se patisce la crisi. Se sa di vivere dentro a un cliché. Quante stanze ci sono. Quanti armadi pieni di vestiti 5XL. Tavoli da pranzo unti. Letti. Divani. Lampadine. Taniche di latte. Dentifrici jumbo. Come si fa a non incazzarsi a vivere in una merda simile?

Ci fermiamo a mangiare nel Connecticut, a un McDonald. E' addirittura buono, la carne è morbida. Il cugino è una buona compagnia, ha le idee chiare a prescindere, chiacchiera, guida.

Arriviamo a Boston all'una di notte, precisi precisi.

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1 commento:

Giorgio74VR ha detto...

Allora confermi che il McDonald's in America è più buono!!! Diamine, io ho provato un cheeseburger a Vancouver (nonostante mi fossi ripromesso di NON andare al Mc in America/Canada e di provare tutti gli altri ma ero in anticipo e diciamo che ho mangiato per hobby) e la carne era morbida e succosa e non il cartone ondulato che mettono nei panini qua...

 

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