luglio 08, 2009

Sul treno 1

[ciao Abramo, fa' ciao ciao con la manina]
Io e Washington avevamo dei conti in sospeso da più di sette anni e, ora che me ne sto andando, penso che purtroppo non si siano ancora chiusi.

Mi piace. La capitale del cazzo di stato di cazzo di mondo mi piace.

Prima di tutto perché ci sono gli Smithsonian con l'ingresso gratuito. Poi perché è una città pigeon-free. Non se ne vedono, probabilmente esiste una lobby al Campidoglio che ha favorito l'introduzione di tali “merli dal petto rosso” e di parecchi passerotti. Nella zona del National Mall non ci sono negozi, e quindi si gira in un'atmosfera surreale, dove a un certo punto desideri visceralmente un po' di consumismo. La metropolitana è buia ma ampia, enorme, ha delle volte altissime. Poi c'è da dire che sono pure in un hotel coi controcazzi a prezzo specialo*. A ridosso di un parco dove, nel weekend, i manzetti salutisti americani vanno a correre a petto nudo.

Ma questa non è Washington...

Cazzo è Washington DC? Non lo so, io l'ho visitata sempre a spizzichi e bocconi, e quando me ne vado ho sempre voglia di tornarci. E ci ho messo sette anni per fare metà National Mall, quella striscia di verde con l'obelisco al centro e ai lati una serie di palazzi (la maggior parte musei e sedi istituzionali), uno più autocelebrativo dell'altro. Non sarà tutta Washington, ma è comunque una città monumentale.

Qui si celebra tutto. E sarà semplice, forse esageratamente ingenuo, voler mettere a tutti i costi una pietra miliare a ogni angolo, ma quando lo fai bene ti meriti ammirazione. Che saranno americani... ma appunto... sono proprio americani, e quindi lo fanno bene.


*Dove fai colazione in una terrazza nel verde, e se ti infili i Ray-Ban sei troppo una figa hoolywoodiana, anche se sei al terzo piatto del buffet unto. Dove mangi polpette di organic chicken (schifose, tra l'altro), non brioscine confezionate. Dove, poiché selected guest, ogni mattina ti portano il giornale che desideri tra la avaible selection, e delle bevande varie (organic tea, tomato :_(, Evian... minchiate che gli americani amano tanto).

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