luglio 08, 2009

Sul treno 2 + foto di guerra

Correre no, non esiste. Al massimo parto domani.
È che mi scoccerebbe perdere il treno.

Ma poi, tsk, io alla Union Station di Washington ci son già stata, che vuoi che sia. La conosco come le mie tasche, ci son solo negozi. Sì, e poi io un treno negli USA l'ho già preso. Quindi, dai le dinamiche me le ricordo. IOSOTUTTOIO.

Ecco, quindi pago uno sproposito il biglietto, salgo su e riesco a chiamare il cugino. Lo avviso che arrivo alle 20e34 e uno di quelli che comandano i treni, mi riprende. Con un vocione pauroso “This is a quiet couch, you cannot use your cell phone, please change the couch if you want to use the phone”. Butto giù il telefono al cugino perché l'uomo nero mi fa paura.

Ho persino paura quando accendo il computer, perché ieri sera, per far sentire alla Sissi il Silenzio suonato dalla trombetta al cimitero di Arlington per il milite ignoto, ho alzato il volume a tutto spiano.
E infatti si sente il plingplongfriiiiin di queeestu sistema operativo. Vergogna.
Poi però mi irrito.
Cazzo significa "quiet couch"? Non posso neanche parlare al moro con gli occhi verdi qui accanto che assomigli vagamente al mio amico Ultraman prima che si allargasse? Uff, cominciamo bene.
E il bagno? C'è il bagno in questo cazzo di treno Amtrak? E quando devo scendere? Uh c'è un cimitero, un fiume... alberi, troppi alberi, case di periferia.
Quiet couch non fa per me.

Oh, sono a Baltimora. In effetti sì, era vicina a Washington.

Metto su l'iPod e mi accorgo che è acceso da stamattina, in shuffle. Ci son su gli Afterhours, ma penso sia un problema statistico. Vediamo dopo che cosa si avvia.

E mentre Paolo Conte canta “Marisa sveglia abbracciami” mi scorrono davanti ste pianure della Pennsylvania con quelle stupide casette, e magari lì c'è quella del signore che aveva riparato la gomma...

Passo per Philadelphia al tramonto, ci sono le Liberty Tower, sono azzurre, eleganti, il cielo si riflette su di loro... il treno scorre veloce come la lacrimuccia di commozione, non riesco a fotografarle. Ma meglio così. Ma certi momenti non vanno fotografati... è meglio sfumarli nella testa.

Cugino viene a prendermi con Nicole-israeliana, poi arrivano a casa Jasmine-algerina, Attilio-italiano, Wolfgang-tedesco, Francesca-italiana, Eléna-russa.

Prepariamo assieme una pasta panna e funghi, io non resisto e mi metto ai fornelli anche se non dovrei, crollo verso le undici, il fuso orario mi tradisce. Sveglia alle cinque, c'è fresco.

[Missile Sidewinder]

[Missile Sparrow]

[SR-71 Blackbird]

[eh... è lui, il B-29 Superfortress, IL bombardiere. E' quello, quello di Hiroshima. Io son rimasta un po' scossa]
[Space Shuttle Enterprise]

["Penso che mi comprerò un Lear Jet"]


3 commenti:

Zave ha detto...

Tomatoggiornamento: questa mattina era ancora in vita.stop.colorito tutto sommato decente.stop.voglia di vivere pare poca.stop.comunque ben lungi dal dipartire.stop.questa sera (mia) foto.stop.

Quedex ha detto...

Ora, come sempre son partito fottendomene della cronologia e scollando verso il basso, quindi l'unplugged con Nash, Patton e Cug-enio era già sufficientemente fihicissima.

arrivato al Blackbird e allo Shuttle Enterprise ho leggermente sbroccato :D

Elena ha detto...

@Quedex ho fotografato un sacco di altra roba, lì all'Air&Space del Dulles. Tipo il Mig, il Tomcat, il Concorde...

 

Puffetti rosa - Un blog riaperto Puffetti Rosa is Designed by Serena