agosto 18, 2009

27 giugno Genova, al Gay Pride


Che cosa è il Gay Pride? È forse un ritrovo per uomini muscolosi e depilati che limonano in modo sfacciato palpandosi il sedere? Un sabba di lesbiche in canotta e capelli rasati a zero? Una passerella per drag queen vestite benissimo che posano per foto ricordo? Chiaro, mica possono mancare!
Poi... ci sono altri luoghi comuni da tirar fuori? Sì, il trans di una certa età che sviene, fa bloccare il corteo per un'ora e mezza con attorno le sue amiche in lacrime, l'ambulanza che arriva e se lo porta via tra gli applausi della gente e qualche inutile tensione.

É gay il collega dell'altro ufficio. É lesbica la ragazza seduta accanto in metropolitana. Si traveste quello del piano di sopra. Immaginate il mondo che vi circonda con questi occhiali dell'amore, col fish-eye tiratissimo. Pensate alla fatica di trovare una persona giusta da amare e che ricambi, all'avere un'intesa a letto e condividerla senza preoccupazioni, qualsiasi siano le intenzioni.

Attorno a noi vengono creati solo finti problemi e diversivi, la gran parte della gente rifiuta l'idea che si stia bene con qualcuno accanto, chiunque sia, comunque sia. E' un mondo che rigetta quello che accade nella vita privata delle persone perché probabilmente non riconosce la propria: figuriamoci se si mette a discutere sul serio il fatto che qualcuno voglia costruire un nucleo d'amore che non rientri nei ranghi di un ordine precostituito. Oppure che non lo voglia costruire affatto, godendosela con una parrucca addosso.

Ma senza andar troppo lontano: negli ultimi due mesi, due persone si sono prese la licenza di ammicare sessualmente con la sottoscritta. No, non ci hanno provato. Hanno però ammiccato con garbo e leggerezza. Questione di attimi in cui è stato chiaro che il punto non era far conversazione ma ormonare.
Uno era manifesto orgoglio gay, l'altra era una donna.
Entrambi mica male, tra le altre cose.
Non che mi sia sentita a disagio, ma che fare? :) Qui è già un problema gestire le avance etero, soprattutto quando, per carattere, preferisco scegliere piuttosto che essere scelta.

Ecco quindi che cosa è il Gay Pride, almeno per me.
Io e S. che veniamo fotografate mentre cantiamo “Don't want a short dick man” (sì, la canzone disco anni '90) e sembra che stiamo a una manifestazione anarco-insurrezionalista, perché agitiamo le mani per aria con fare convintissimo.
È un istante sereno in cui per qualche ora non ci sono problemi ad accettare il fatto che tutto è possibile e l'amore è multiverso. È omosessuale, gay, lesbica, trans, drag queen e anche eterosolidale. Tutto senza problemi, tutti sorridono, bimbi, nonne, genovesi in piazza, e poi a casa.

P.S. Al prossimo/a che si avvicina, gli chiedo di succhiarmi l'uccello. Vendo biglietti per i posti in prima fila. Si sa, la vita è dura e il voyerismo paga. Non è previsto il rimborso.

Uomini promiscui, Satana. E chissà chi c'è dietro le finestre, sono troppo felici

Sicuramente è una lesbica, non vedi come è maschia?


Coprite quella statua, è una vergogna!

Pentitevi, con tutto quel silicone addosso! Potreste essere mio padre!

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