agosto 04, 2009

Bikini Quest

Calexico - Across the Wire


Found at skreemr.com

Per una lettura più serena del post, avviare la canzoncina

Ieri sera, dopo il lavoro, mi sono imposta di andare a caccia di costumi e abitini squinziosi da spiaggia per la mia settimana al mare che sta assumendo dei contorni a dir poco leggendari.

Da sola sono andata da Love Therapy, ché lì hanno delle cosine carine molto "patchwork y colore" che ben si attagliano con l'idea che ho di "RuMiKa su isola selvaggia che beve aperitivo a piedi nudi in spiaggia".

Poi mi sono incontrata con N. per la caccia al bikini.
Andiamo alla Rinascente di Piazza Duomo, quinto piano, reparto intimo, dove sono stati raggruppati tutti i costumi da mare in saldo.

Se si fosse trattato di acquistare mutande pizzose e reggiseni, per me sarebbe stata l'orgia vera (oh... c'é Agent Provocateur in saldo... NO, NON CEDERE. Lo scopo principale è di TROVARE-COSTUMI-PER-IL-MARE). Individuo un La Perla bellissimo da 198 euro che rimane lì perché la vita è breve e la vacanza ancor di più. Intercetto quindi due straccetti a triangolino sopra, slip accettabile sotto: uno è nero con dei decori in tinta, l'altro color mattone con dei sassetti sul fianco.

Mi rifugio in camerino e faccio in fretta, perché manca un quarto alle nove, e alle 21 la roccaforte littoria dello shopping milanese chiude.
Del bikini mattone provo subito lo slip che mi soddisfa, i sassetti sul fianco sono davvero chic.
Il pezzo di sopra mi crea qualche difficoltà inattesa: non capisco come vada indossato, è pieno di laccetti che non sono dove dovrebbero stare, mi ci attorciglio più volte. Immaginatevi un goffo bondage di Lycra all'interno di un camerino, e fa molto caldo. Alla fine mi disingarbuglio, capisco il senso della vita, mi garba, aggiudicato.

Il tempo stringe. Vai con la prova del costume nero.

Indosso il di sopra ed è very optimo, perché la Lycra è discreta, il taglio avvolgente, sostiene e valorizza anche le tette scarse. Il di sotto è... ma esiste? Ho il culo di fuori. Fuorissimo. Tutto. Chiappe al vento siderale. Non è una mutanda perizomata, è "alla brasiliana", mi dirà poi la N.
Ma cazzo, non posso andare col culo così di fuori, è indecente!!! Avessi una cubatura ridotta ci starebbe anche bene, ma ho dei dubbi... qui bisognerebbe fare un condono.

Mi rivesto pensando di chiedere consiglio a N.
Lei mi aspetta fuori dal camerino e la commessa ci ricorda gentilmente che "Rinascente sta per chiudere, si prega di avvicinarsi alla cassa là in fondo, iomenevadociaociao".

RuMi: Senti, il costume color mattone è fantastico, ma col nero ho qualche dubbio, ho il culo tutto di fuori... sono io antidiluviana oppure saranno tutte così quindi alla fine non mi devo preoccupare?

N.: Mah, la brasiliana va molto quest'anno, ce l'avranno tutte vedrai, ma anche io l'ho preso prima, oddio, mi fai venire i dubbi... (e tira fuori il suo slip appena acquistato).

Segue un Concilio di Trento durante il quale confrontiamo gli slip, ci chiediamo quanto pandoro scoprano, perché, per come... siamo due donne con in mano pochi centimetri quadri di Lycra e cerchiamo di trovare un senso in tutto ciò, ci sosteniamo a vicenda. Se lo slip ha taglio alto, basso, se slancia, se si infila troppo tra le chiapas, se copre lì, sì ma ma poi ci si mette un pareo, sì vabbé ma prendiamo il sole solo davanti, si ma poi vedrai S. che sederino fantastico che ha, che noi sprofondiamo, OK mi compro la kefià rosa e me la faccio scivolare sul dedré.
Insomma, quelle paranoie che giustamente ci si fa con in mano degli slip succinti, davanti a un camerino, mentre la Rinascente chiude. Mancavano solo thé e pasticcini.

Meglio avviarsi alla cassa, "Decido strada facendo", dico fatalista "magari in coda!".
Arrivo alla cassa e l'Arpia n.1 mi dice che è chiusa, forse al reparto bambini mi aiutano.
Al reparto bambini le Arpie n. 2, 3 e 4 mi impediscono di pagare il bikini mattone+sassetti e lo straccetto nero. -__-;
A questo punto chiedo se ai piani inferiori può forse esistere una cassa che mi faccia pagare -no è tutto chiuso, sono le 21e02- mentre mi si avvicina un bodyguard enorme di colore che vuole evidentemente strapparmi di mano i bikini dei miei sogni.
N. sfodera il suo piglio avvocatizio, cerca di convincere le Arpie a farmi pagare, mentre io mi allontano spaventata dall'uomo nero.
Falliamo entrambe. Le Arpie ci scoraggiano, devono tornare a casa a preparare la pastasciutta ai mariti. Di luogo comune in luogo comune, anche l'uomo nero ha fretta, perché dovrà sicuramente tornare dalla sua tribù dove lo attendono per danzare balli tribali con addosso costumi ancora più succinto dei miei. Li abbandono nelle sue mani e inizio a pensare che è un segno del destino, mi toccherà darmi al naturismo.

Scendiamo sconfortate, architettando un ritorno lampo in pausa pranzo il giorno dopo, finché al primo piano non scorgiamo una cassa ancora in funzione. Ci avventiamo addosso alla Fatina che la gestisce, le spieghiamo la situazione. Lei è sicuramente dei nostri, capisce all'istante la crisi in corso, quindi riusciamo a strapparle un'eccezione "Perché dovrei aver già chiuso, ma il signore qui doveva pagare [un indiano che ha pagato in contanti shiva-solo-sa quante camicie e poi voleva lasciare 100 euro di mancia alla Fatina]... però si sbrighi a recuperare i suoi costumi".

Mollo il sacchetto di Love Therapy in terra e mi avvio di corsa dal primo al quinto piano.

Problema 1: le scale mobili sono ormai state fermate, io ho i tacchi, borsa pesantissima piena di inutilities, i jeans aderenti. Diciamo che non sono propriamente in tenuta da corsetta (e neppure in forma). Ma mi avvio spedita dal primo al quinto piano sulle scale di acciaio Thyessen.

Problema 2: A ogni giro di piano incrocio una bodyguard che mi urla "Signora si fermi non può salire, il negozio è chiusoooo!". Ma io corro, corro, corro e non mi volto, perché non devo mostrare segni di esitazione, debolezza, non devo cedere alla forza bruta delle bodyguard! In cima ci sono i bikini! E poi non sono una signora.

Tre-bodyguard-tre
con gli auricolari si chiamano di piano in piano per intercettarmi, placcarmi e atterrarmi: schivo l'ultimo ansimando, raggiungo la cassa del reparto bambini dove ancora ci sono i bikini abbandonati, li impugno, li sollevo al cielo e VITTORIAAA, ho vinto, devo scendere!

Ritorno giù di corsa (N. mi dice che la scena ha dell'epico) mi presento alla cassa trafelata, pure con la battuta pronta, a far ridere la Fatina e altre due bodyguard. Uno dei due (il più carino, NdRuMi) prende in mano i costumini, li analizza per bene cercando di capire il motivo di tutto questo casino: guarda quello mattone e non dà segni di reazione. Prende in mano quello nero e la sua faccia risponde alle tante domande del cosmo.

OK. L'estate va così.
Compro tutto.
Fanculo anche il culo di fuori.
Eccheccazzo, dopo sta corsa avrò pur buttato giù un po' di chiappa, no?



--

3 commenti:

Giorgio74VR ha detto...

Ma quando dici, cito "... spaventata dall'uomo nero.
Falliamo entrambe...", c'è per caso un riferimento sessuale riferito al Mandingo?

Elena ha detto...

Il Freddie ha ragione a inviarti i filmati gaii...

Giorgio74VR ha detto...

Ma io scherzo... lui purtroppo fa sul serio...

 

Puffetti rosa - Un blog riaperto Puffetti Rosa is Designed by Serena