agosto 05, 2009

E' come l'amore

La Pineta di Tombolo di Grosseto non è naturalmente il Mato Grosso, ma si capisce che nel suo piccolo ha un grande desiderio di esserlo. Non ha l'estensione smisurata del Mato Grosso, non ha il clima caldo umido, non ha indios che si mangiano gli esploratori ma, pur con queste manchevolezze, è un modellino in scala ridotta del Mato Grosso. Se non camminate per i sentieri, dove essi non volevano camminare per non incontrare qualche guardia forestale, sentirete il bisogno, come nel Mato Grosso, di un'accetta per aprirvi la strada nel sottobosco in cui affondavano gli alti e fitti pini.
da "In pineta si uccide meglio", Milano Calibro 9, Giorgio Scerbanenco


Sono solo a un terzo dei racconti di Milano Calibro 9.
Chissà cosa mi riserverà domani questo libro.
Stamattina ho perso volontariamente la coincidenza della gialla a Duomo per leggerne di più.
E vado piano. Non commetto l'errore di esagerare.
Con pazienza centellino, gusto, arrivo ad apprezzare pezzi così, che estrapolati forse sembrano banali, ma nel crescendo e nella lettura concentrata sui mezzi hanno un sapore esclusivo.
I difetti non esistono, anche se sono macroscopici, ma sono parte integrante della prosa.

E' così, è come innamorarsi.
Prima tutto è normale, scorre. Poi c'è un breve momento di presa di coscienza a cui tendenzialmente segue l'inevitabile sbadabram.

Avete qualcos'altro di Scerbanenco da consigliarmi?
Ho questi quindici giorni di ferie che mi attendono e amore intransitivo da gestire. Ragazze di Acapulco? Milanesi ammazzano al sabato? Duca Lamberti tutto?

Intanto accettate questa mia mano sul fuoco, che non è mai troppo tardi.
Scerbanenco (Kiev 1911-Milano 1969).

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