
Io non ho un romanzo nel cassetto: io ho un trattato di cucina :) Mi piacerebbe, sul serio.
In casa a Verona avevamo la Gavotti, libro di ricette serio e preciso, poi un giorno, dalla libreria del nonno spuntò una Artusi. L'Artusi è un libro la cui prima edizione risale al 1881 (Darwin L'evoluzione della specie 1858 - Unità d'Italia 1861 - Proclamazione de la Troisième Republique Française 1870).
I diritti dell'opera sono scaduti nel 1961, quindi la si trova figherrima on-line sull'immancabile www.pellegrinoartusi.it. Vedrete che è scritta in modo quantomeno pomposo e ottocentesco, con numerose osservazioni che esulano dalla tecnica in senso stretto (un po' come dovrebbe essere il blog hardware di Quedex, "pomposo e ottocentesco" a parte).
556. BISTECCA ALLA FIORENTINA
Da beef-steak parola inglese che vale costola di bue, è derivato il nome della nostra bistecca, la quale non è altro che una braciuola col suo osso, grossa un dito o un dito e mezzo, tagliata dalla lombata di vitella. I macellari di Firenze chiamano vitella il sopranno non che le altre bestie bovine di due anni all'incirca; ma, se potessero parlare, molte di esse vi direbbero non soltanto che non sono più fanciulle, ma che hanno avuto marito e qualche figliuolo.
L'uso di questo piatto eccellente, perché sano, gustoso e ricostituente, non si è ancora generalizzato in Italia, forse a motivo che in molte delle sue provincie si macellano quasi esclusivamente bestie vecchie e da lavoro. In tal caso colà si servono del filetto, che è la parte più tenera, ed impropriamente chiamano bistecca una rotella del medesimo cotta in gratella.
Venendo dunque al merito della vera bistecca fiorentina, mettetela in gratella a fuoco ardente di carbone, così naturale come viene dalla bestia o tutt'al più lavandola e asciugandola; rivoltatela più volte, conditela con sale e pepe quando è cotta, e mandatela in tavola con un pezzetto di burro sopra. Non deve essere troppo cotta perché il suo bello è che, tagliandola, getti abbondante sugo nel piatto. Se la salate prima di cuocere, il fuoco la risecchisce, e se la condite avanti con olio o altro, come molti usano, saprà di moccolaia e sarà nauseante.
Curioso scoprire su Wikipedia che proprio un professore del Liceo Classico Scipione Maffei di Verona ebbe a che dire "Questo è un libro che avrà poco esito". Stronzi e ingessatissimi, come al solito :D (questa frecciatina è per mia madre).
Beh, sticazzi.
Ieri mi sono fatta la Salsa Tzaziki, quella greca. L'ho preparata in verità a intuito... una volta la feci (è il passato remoto del verbo "fare") seguendo una ricetta, ma non ho più quel libro quindi mi son lasciata andare a quei momenti di cucina istintiva che tanto mi fanno star bene.
Chiunque può preparare la tzaziki, basta buona volontà. Si sporcano una ciotola, un pelapatate, una grattugia e un coltello.
Servono di ingredienti due confezioni di Yogurt greco Total (non prendete il Light, se lo fate siete perdenti, merda, rigetti del buongusto), due cetrioli di media grandezza, meglio se freschi e croccanti, ma io all'Ipercoop ne ho trovati solo di mezzomosci, erbetta finocchietta (si trova fresca nei supermercati al banco frigo dove ci sono anche le vaschette di rosmarino, basilico, aneto, timo ecc), sale, pepe, forse mezzo spicchio d'aglio se vi va.
Con un coltello o un pelapatate pelate i cetrioli dopo averne tagliato le estremità.
Se avete una grattugia a più tagli, di cui uno per fare i trucioli di grana, riducete a truciolini i cetrioli, altrimenti prendete un coltello e tagliateli a striscioline sottili quasi trasparenti (sbatta inverosimile con rischio taglio falange. Meglio acquistare grattugia a più tagli).
Mettete il truciolare in una ciotola di vetro con due pizzichi di sale e aspettate cinque minuti: inizieranno a buttar fuori acqua cetriolosa. Non aspettate di più, altrimenti si prosciugano. Scolate l'acqua, strizzate sommariamente i cetrioli.
Sciacquate l'erbetta finocchietta, sminuzzatela un po' e buttatela nella ciotola col cetriolo. Sbatteteci dentro lo yogurt greco e mescolate, verrà fuori una pappina deliziosa dove aggiungerete una grattugiata volante di pepe fresco, del sale se serve ancora e, se volete, mezzo spicchio d'aglio sminuzzato (io non l'ho fatto, viene troppo forte, ma è molto mediterraneo).
Va mangiata subito, accompagnata a del pane e, se avanza, conservata coperta in frigo. Il giorno dopo affiorerà sicuramente del liquido. E' acqua di cetriolo, unita al siero dello yogurt: non vi preoccupate, non sta morendo nulla, basta dare una mescolata col cucchiaio e fine. Si conserva un paio di giorni, è un alimento sano, equilibrato, estivo, ottimo per aperitivi e picnic in salotto.
Poi è figo poter dire "so fare la Tzaziki".
Metti che ci provate, poi mi dite il risultato?
--
4 commenti:
Al Liceo Classico statale " Scipione Maffei " ci hanno insegnato ad esser così stronzi da scrivere " spellate " i cetrioli tsk tsk :o)
Signore e signori, mia madre!
:D
io cmq lo tzaziki (la o lo? io l-ho sempre chiamato/a al maschile, ma non so bene perche') lo faccio (ovviamente a occhio), con molto meno cetriolo e almeno uno spicchio d-aglio. e basta.
anzi, confesso che spesso ci metto soltanto l-aglio, in assenza di cetrioli.\
si, mi piace l-aglio; no, non amo i cetrioli :D
l-erba finocchietta cos'e'?
btw, baci, qui tutto bene ecc :D
Io dico "la" tzaziki perché sottointendo "pappetta", "salsa". Anche a me piace l'aglio, l'avrei anche messo, ma in sti giorni lo stomaco non è molto ben messo e ho preferito evitare. Però che senso ha lalo tzaziki senza cetriolo (che mi piace)? Tu fai in sostanza yogurt greco con aglio/sale/pepe? è tipo la Aioli, a Formentera ne ho mangiata assai col pane, la portano di default in tavola :)
L'erba finocchietta è il cespo di erba verde profumatissima e sottile che cresce sopra il finocchio.
Qui Milano, si procede as usual, quindi non esiste l'onesta via di mezzo. Passo e chiudo :)
Posta un commento