Dunque, non vorrei turbare proprio nessuno.
Quindi sappiate che se la mia anima arderà all'inferno sono proprio affari che non vi riguardano e prendete i provvedimenti che ritenete più opportuni, tipo dissociarvi da questo satanico e disdicevole blog.
Ieri la badante slava del piano di sotto è rimasta disoccupata.
Lei è quella che, dopo neanche dieci giorni che abitavo in casa mia, venne a suonare il campanello e, senza neanche presentarsi, a urlare alla mia porta, lamentandosi che avevo parlato (!!) con la mia amica fino all'una di notte e poi aveva sentito dei rumori (probabilmente il divano-letto).
"All'una non si parla, si dorme! E non ci si muove!", strepitava nel suo italiano di chiara matrice zingara.
Ah bella, cazzo, io invece all'una di notte preferirei trombare, vedi tu...
Il problema è che la badante dorme in salotto: e saranno cazzi tuoi se dormi in salotto, tesoro, io in salotto ci guardo la TV, ci chiacchiero, ci rido, ci mangio... E' il concetto delle colonnine nei condomini: in camerina si dorme, nel salottino si fa salotto in totale civiltà.
L'episodio mi turbò non poco: non che mi attendessi la banda sotto casa per darmi il benvenuto in condominio, ma ricevere inutili rimostranze, per di più con quel modo di fare violento, spropositato, squilibrato, mi rovinò non poco le prime settimane nella Rumi House.
Poi ci sono stati altri fattacci: la sfiga (della badante) ha voluto che, tutte le volte che ha deciso di venire a rompere i coglioni, fosse presente qualcuno in casa mia.
La prima volta c'era la A. C'erano L. e S. quando lui ha fatto tre-metri-tre con i tacchi per raggiungere il letto in salotto dalla porta dell'ingresso. C'era una decina di persone alle undici e mezza di sera, la sera di Lady Gaga.
Sempre maleducata, esagerata, snervata, pronta a cadere dalla parte del torto quando forse (in da Gaga Night) un po' di ragione poteva anche averla.
Beh, se voi che c'eravate l'avete un po' odiata quanto me, sappiate che, pace all'anima della vecchina di 87 anni cui badava e che avrà vissuto la sua onesta vita, da ieri la slava è senza lavoro e probabilmente* senza casa.
La signora Giuseppina non l'ho mai conosciuta: a dir la verità avevo pure pensato di andarla a salutare poco dopo il mio insediamento, ma l'atmosfera antipatica creatasi dopo pochi giorni, mi ha fatto desistere. Del resto anche i vicini mi han lasciato intendere che la badante fosse un po' ostile anche con loro e non fosse molto disposta ad accogliere visite in casa.
Ora fatemi rientrare nell'ordine di idee che è arrivato settembre, la socialità (male incurabile della società) deve riprendere, e che si possono fare tanti party *su tutta la superficie di casa*, camera da letto inclusa :D
Attendiamo notizie per quanto riguarda i prossimi sottovicini, mi auguro gente giovane, che il palazzo ha bisogno di una svecchiata e di gaypride. Mi piacerebbe avere una coppia gay, al piano di sotto.
*Con onesto lavoro di intelligence ho scoperto che l'appartamento non era di proprietà della de cuius, ma dei nipoti. Non c'è quindi rischio -mi auguro- che si configuri il peggiore degli scenari.
agosto 31, 2009
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1 commento:
ti ricordi la casa dele streghe in via Caprera, quella vicino al condoinio in cui sono cresciuto? Quando è morta la vecchaccia che ci viveva gli eredi non son riusciti a cacciare via la badante indiana per anni!
Speriamo che la signora Giuseppina non abbia scucito i 500 euro per condonare l'illegale presenza sul nostro territorio nazionale della badante! (spero non romena, se no neanche il senatur in persona potrà caccialrla via a pedate)
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