settembre 23, 2009

A Monaco per lavoro

[foto in fondo]
Tedeschi, niente male come gente. Sì, un po' zucconi, ragionano solo seguendo i loro binari, però niente male. Prima di tutto sono alti. Alti da far spavento. Donne, uomini, bambini. Probabilmente il nano più alto del mondo è tedesco. Poi sono naif, e questo non è male, quando ti rendi conto di essere assuefatto a un circondario fighetto, preciso, studiato, stiloso. Ecco, se a Milano mi sento in mezzo a gente di design, qui a Monaco di Baviera, nella mia intensa ora e mezza trascorsa a "farmi un'idea" di che cosa sia l'Oktoberfest, mi son resa conto di essere in mezzo al country, al rustico. Mi piace.
Vedi questi uomini in abiti tipici, bermuda in pelle, bretelle in tinta, camicia bianca, calzettoni lavorati a maglia e ti aspetti che in mano abbiano una corda per tirar a passeggio la loro mucca. Invece tengono per mano donnine e donnone teutoniche, belle, sorridenti, a volte sguaiate, vestite in abito tipico bavarese (il "dirndl", si dice "dindel", una specie di completo da gotic lolita folk)... ma felici.
Felici... sarà la birra: già alle cinque di pomeriggio c'è gente che barcolla. Ma sono felici, tutti nei loro abiti, che corrono da una giostra all'altra. E che giostre ragazzi.
L'Oktoberfest è un enorme. ENORME. luna park con tutte le più classiche torture del divertimento: top spin, navi pirata, case degli orrori, calcinculo, autoscontri, ottovolanti, gabbie, giostrine. Tutto esageratissimo: c'era una casa enorme a due piani con tanto di finestre e balconi che si muoveva sussultoria e ondulatoria, con dentro varie "attività" amene sullo stile del compianto Castello di Dracula di Gardaland (ecco, appunto, immaginatevi quello che si muove tutto, su giù, dest-sinist). Tutto coloratissimo, esagerato anche di giorno, e se alzi gli occhi sull'orizzonte non trovi un angolo libero perché c'è di sicuro una giostra che sta sparando delle persone per aria sottoponendole a rotazioni nauseanti. Ma loro sono tedeschi, loro sulle giostre ci vanno.
Odori: non c'è angolo dell'Oktoberfest che non abbia un odore, e mo ce li ho tutti nelle narici. Zenzero, cannella. Zucchero filato. Wurstel. Olio fritto. Cioccolato. Merda di cavallo.
Ci sono i "tendoni" dove si mangia. Edifici prefabbricati fatti per sostenere il passaggio di migliaia di persone per 15 giorni. Qui si mangia, si beve (ci vado domani), ci sono i marchi: Spaten, Paulaner (ne ho una bottiglia da mezzo litro in frigo, non posso, alle 19 c'è l'aperitivo di benvenuto), Loewenbrau... e che altro... ciascuno ha un ingresso trionfale, un'uscita che ti augura aufwiedersen, dei comingnoli che sparano fumo unto e puzzone.
Ma si sta bene, per dio.
Simbolo dell'Oktoberfest è il cuoricione di pan di zenzero con scritto "Ich liebe dich". Che dolcezza, vero? Che passeggiando a naso all'insù per gli stradoni, raggiunta da zaffate di aria wurstelosa, caramellosa, merdosa non posso che intonare "che coss'è l'amor?" e trovare una risposta. Stare bene, per dio. Stare bene. Che sia wurstel, caramello o merda.

Ecco, che gente tenerona, dai... a Milano lo farebbero in Svarowsky, edizione limitata

Ho fame... del resto sul volo della Luftwaffe, orario di pranzo (volo 13e20) offrivano solo una stecca di Milka. Schifo tanto, nutrimento zero

Questa è la casa tutta matta!!!

Dalla mia camera di albergo sento le urla di questa gente

Ottovolante olimpico con cinque giri della morte

Invitanti panini multicolore


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