Ho visto Sex & TheCity 2, porca vacca un vero film horror. Forse solo due gli scambi di parole decenti in un film in cui strabordano le paranoie insulse di quella rompiballe di Carrie (la SJP è più racchia e smorfiosa che mai, con un colorito cinereo, vestita di merda) e del bolso marito che si merita. Mettetele una Manolo in bocca e girate con vigore, please. Estrarre, asciugare e riporre in cabina armadio per impieghi più frivoli.
Io dal cinema ne sono uscita con pensieri un po' fastidiosi. il mio livello di tolleranza è notoriamente minimo riguardo i problemi affrontati in quel modo anglosassone di "parliamone", "possiamo capirci", senza ironia e abbondanza di "celacrediamoappacchi".
Tutto clinico. E inutilmente analitico.
E' questo che rende pessime la gran parte delle commedie (?) romantiche che dovrebbero piacere alle regazze.
E dire che il primo episodio aveva avuto il tremendo merito di immortalare in modo abbastanza crudo (anche se patinato) cosa significhi quel tipo lì di "stare male" per e con qualcuno.
Che la cosa che mi preoccupa di più è sentir commentare "Eh sì è proprio così, è proprio vero".
Che fai, spettatrice, ti immedesimi nella merda inodore di un dialogo da Upper East Side?
I problemi, semplicemente, o li si risolve senza troppe ciance, o si risolvono da sé.
No, non si risolvono con i discorsi profffondi, perché spesso -non sempre eh, ma ci vuole uno sforzo di sincerità non indifferente con se stessi e con gli altri- sono sterili dichiarazioni di principio. E' per questo che preferisco raccontare cosa sono, cosa sono stata, ma non cosa vorrei essere. Che mica lo so tanto bene.
E quindi anche oggi ho divagato.
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giugno 09, 2010
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