settembre 19, 2011
Siamo in missione per conto del culo di marmo
Poi arrivi a un punto che, bah, ma sì, facciamo dell'attività fisica. Perché no?
Calma, non attività fisica fine se stessa, ma per un culo migliore, un girocoscia snello, con cose che si muoveranno meglio dentro e nel profondo io-me.
E pure del tempo da buttare, nessuno che lo vuole (il mio tempoh!), un culo che reclama dell'azione, visto che il pesa-delsuddettocul-ismo ormai è spinto a vette inenarrabili (per esempio non compro su siti senza Paypal o memorizzazione dei dati perché altrimenti mi tocca alzarmi per recuperare la carta di credito).
Quindi io tra un'ora esatta prendo la bici e vado alla piscina di quartiere a fare un corso di roba-che-si-pedala-in-acqua. Vado pedalando a pedalare. Mangiando a mangiare. Bevendo a bere. Cosando a cosare.
Mi son dovuta prendere un costume olimpionico (grigio e fuxia, della Adidas) e una cuffia rosa (che fa molto Puffetta Rosa, è di una di quelle sottomarche del Decathlon, non l'ho trovata di PufFendi).
Caro diario, mi devo struccare prima di entrare in piscina? E dici che fa sfigato arrivare con l'accappatoio spugnone tirato giù dal gancio del bagno? Io quello di micro-fibra non me lo prendo. Porto il telefono oppure me lo ruberanno negli spogliatoi? Speriamo che l'istruttrice sia donna. Non ho delle ciavatte da piscina, sarà un problema se adopero le mie care flip flop di MSN? Farò fatica? Sopravviverò alla prima lezione? Domani come starò?
Quante domande si pone, il mio culotto ancora adagiato morbidamente sulla sedia.
E poi, in quanto tempo diventerà marmoreo? Ma lo potrà mai diventare? E se finisco il panzerotto di ieri sera adesso, poi muoio in piscina in un lago di vomito verde? Chi pulirà? Chi riconoscerà la cara salma?
Hanno qui inizio le cronache del mio culo, l'incredibile avventura di una donna che non pratica attività sportiva dal lontano 2006, quella che "Io no", e ora vuole morire di dolori fisici dopo aver banalmente sublimato la carenza affettiva in un gatto. Detto in altre parole: chi ci ammazza a noi?
Il presente post non rappresenta in alcuna forma un invito esplicito a toccarmi il culo. Trattative riservate.
---
settembre 17, 2011
No shuffle
Le dieci arcinote canzoni considerate a torto o a ragione dall’Avesani il requisito essenziale per la sopravvivenza della specie nonché da inserire in una microSD da spedire nello spazio e seppellire in terra come ricordo (dell'Avesani) ad alieni e posteri.
(altrimenti nota come “La playlist delle certezze che mi farei se amassi creare playlist invece di lasciare che lo shuffle mi guidi verso sbalzi umorali di non poco conto”)
(altrimenti noto come “Post riempitivo perché non ho nulla da dichiarare”)
Helter Skelter - The Beatles
Gimme Shelter - The Rolling Stones
Rearview Mirror - Pearl Jam
Because the Night - Patti Smith
Paranoid Android - Radiohead
Rock and Roll - Led Zeppelin (era Trampled Underfoot - Led Zeppelin ma ero indecisa)
Love Buzz - Nirvana
Folsom Prison Blues - Johnny Cash
Sabotage - Beastie Boys
Drive - R.E.M.
settembre 07, 2011
In punta di diritto
Se sei a letto con un uomo e stai facendo le cose che si fanno di solito a letto con un uomo, e lui a un certo punto ti chiede "Hai voglia?", non dare per scontato che la voglia ce l'abbia lui, visto che è così concentrato sulle formalità.
Il mio legale, interrogato sull'argomento, suggerisce prudenza, perché con persone così burocratiche è il caso di perfezionare il contratto manifestando il proprio assenso e domandando se pure la controparte abbia "voglia".
Solo dopo il manifesto assenso si può dare per assodata la stipulazione del contratto.
Se ci fate caso, nel codice civile non si accenna mai all'erezione come elemento fondante del consenso. Da questo segue che l'erezione non vale come silente assenso.
Solo dopo il manifesto assenso si può dare per assodata la stipulazione del contratto.
Se ci fate caso, nel codice civile non si accenna mai all'erezione come elemento fondante del consenso. Da questo segue che l'erezione non vale come silente assenso.
Nel frattempo, a tornar sui libri di giurisprudenza in un momento in cui non ci pensavi neppure, ti sei prosciugata col risucchio.
[questo post è un sentito omaggio alla mia laurea nel cassetto, lo sapevo che sarebbe tornata utile in qualche modo]
---
agosto 17, 2011
17 ottobre 1998 - Dalla vostra inviata a Forli', Rumi chiama Fat Mike
[una giovane RuMiKa ventitreenne racconta del suo primo (e forse ultimo!!) concerto dei NOFX a Forlì]
Il testo viene mantenuto così com'è, con le sue ingenuità ortografiche, lessicali e umane di quegli anni. Ringrazio Usenet per averlo conservato. Stasera sono andata al Carroponte a Sesto a sentire i NOFX. E non ho potuto non pensare a questo post, a chi ero e, ora, a chi sono. A chi c'era, a chi non c'è più, a chi c'è stato di mezzo. A chi c'è ancora, quasi tutti.
[per chi cerca notizie sul concerto del 16/8/2011 al Carroponte, chiaramente non è questo il post adatto, comunque è stato figo]
Sono andata al concerto dei NOFX a Forli' per curiosita' e per amor di
musica, piu' che per sentirmi parte del piccolo mondo di quasi duemila
persone che si sono ritrovate al Palasport : nella banalita' della mia
camicia jeans, mi sono trovata di fronte a miriadi di magliette con
scritte alternative fatte in serie .
Ero quasi contenta che il ciuffo viola che mi ero fatta in un raptus
vacanziero fosse svanito dopo i canonici dieci lavaggi, perche' di
teste viola, gialle e verdi (ma ben pettinate) ce n'erano parecchie .
Da qui la constatazione che l'anticonformismo e' relativo : il punk e'
morto, viva il punk .
Dalla mia postazione in gradinata,ho visto solo due creste insensibili
alla gravita' che si dimenavano nelle prime file.
La scelta di non andare in campo a pogare e' stata presa in quanto si
trattava della mia 'prima volta' ad un concerto non 'vascorossiano', e
,per quanto riguarda l'esperienza NOFX , forse anche l'ultima : non
interpretatemi male, il concerto non e' stato schifoso. Affatto.
Mi ero informata sui costumi del gruppo nelle esibizioni live, ed il
copione e' stato rispettato : insulti a MTV, lanci di scarpe del
pubblico sul palco, rifornimento costante di birra dal backstage,
parolacce comprese tra il 'ciucia la capeeeeeela' d'esordio di El
Hefe, e il 'mother fucker' d'ordinanza.
Quello che non sapevo, e che invece avrei dovuto intuire dal biglietto
pubblicitario, e' che il concerto non era solo dei NOFX, ma anche dei
supporter, ai quali e' stato dato molto spazio .
Non so assolutamente chi erano i quattro poveretti che si sono esibiti
per primi ed hanno fatto da cavie per il check-sound (sicuramente una
band prodotta da Fat Mike): chiedo venia per l'ignoranza e la
disinformazione, ma il biglietto riportava solo la presenza dei Teen
Idols e degli Hi-Standard.
I Teen Idols si sono esibiti infatti per secondi, ed hanno un po'
attizzato il pubblico con la presenza della bionda-coi-codini Heather
: tirandomi addosso sicuramente le ire dei fans di questo gruppo, li
ho trovati molto banali nei loro classici stornelli punk a due voci, e
credo che la bottiglia piena di piscio che il cantante voleva lanciare
sul pubblico fosse te' freddo .
L'atmosfera al Palasport era comunque abbastanza animata da non farmi
meditare alla classica 'fregatura', e con l'arrivo dei giapponesi
Hi-Standard , pure la sottoscritta ha cominciato a scaldarsi : ero
gia' ben disposta dalla mia ultradecennale simpatia per le razze
orientali , e questi tre scimmiottini gialli hanno tenuto la scena ed
il pubblico come Dio comanda : considerando la necessita' scenica di
un batterista sullo sfondo, i due restanti saltavano , correvano,
parlavano, esibivano i loro cin-cin e naturalmente suonavano e
cantavano i loro cavalli di battaglia quali le cover spinte di
'California Dreamin' ' e 'The Pink Panther' , piu' qualche altro pezzo
che non so citare, che pero' ha fatto molta presa.
Passate tre ore dall'inzio del concerto, finalmente arrivano loro, il
fulcro della serata: complimenti a Fat Mike e a mamma sua, perche' il
cantante-bassista-autore di testi ha un impianto fisico niente male,
una statura ragguardevole e due belle spalle larghe.
L'inizio e' rumoroso, lo stile e' inconfondibile, la voce e' quella:
sono loro, sono i NOFX che ascolto a casa. Dopo la seconda canzone
(Champs Elysees) ci sono dei problemi tennici : la chitarra di Eric
Melvin non suona bene (problemi al jack..si dice cosi', no??!! ) e
quindi il fuori programma e' d'obbligo; si sa che pur essendo un
gruppo punk, i NOFX amano inserire in ogni loro album qualche pezzo
reggae, jazz, sfruttando le eclettiche doti di musicista e cantante di
El Hefe... e COSI' FU anche live:
il ciccio-panza , chitarra alla mano, si e' esibito in due pezzi extra
quali 'Isn't she lovely' e ' Georgia in my mind'... complimenti per la
voce e per lo stile.
Risolto il problema al jack, il concerto prosegue senza intoppi fino
alla fine , che arrivera' dopo non piu' di un'ora : non elenco la
scaletta, cito qualche pezzo in ordine sparso 'Murder the government'
, 'Hobophobic', 'Linoleum' (dedicata agli italian guys UAUUU) , 'Bob'
,'The cause', 'Punk guy', 'Perfect governement', 'Stickin in my eye',
'What ever didi wants', 'Don't call me white' ed il finale con 'The
Brews' . Il tutto intervallato da irresistibili pezzi reggae .
Pubblico partecipe, non di certo con le romantiche luci degli
accendini, ne' cantando a squarciagola (e' effettivamente difficile
riuscire a ricordare i testi e soprattutto riuscire a cantarli a tempo
ed in duemila all'unisono...non e' Albachiara).
Esecuzione: impeccabile . Fin troppo accademica e fedele alle
registrazioni in studio, poco spazio lasciato all'improvvisazione, il
povero Mike era un po' senza voce alla fine , forse perche' ha parlato
troppo durante il concerto : e qui arriva il MA della serata. Colpa
mia,sicuramente : il fatto e' che mi e'parso chiaro che lo spettacolo
non consisteva solo nella musica, ma anche nella spiccata personalita'
della band e nei discorsi a corollario di testi folli schiantati ma
simpatici e con un senso compiuto interessante.
Questi signori americani che gia' manifestano poco interesse a
pubblicizzarsi secondo i canali ordinari (radio e MTV) , non hanno
fatto molto sforzo per rendere comprensibili anche con semplici gesti
i numerosi intermezzi parlati in slang americano molto sbaragnao.
Risultato: anche loro si sono resi conto che tutto il pubblico non
capiva un cazzo di quello che dicevano. pace amen .
persone che si sono ritrovate al Palasport : nella banalita' della mia
camicia jeans, mi sono trovata di fronte a miriadi di magliette con
scritte alternative fatte in serie .
Ero quasi contenta che il ciuffo viola che mi ero fatta in un raptus
vacanziero fosse svanito dopo i canonici dieci lavaggi, perche' di
teste viola, gialle e verdi (ma ben pettinate) ce n'erano parecchie .
Da qui la constatazione che l'anticonformismo e' relativo : il punk e'
morto, viva il punk .
Dalla mia postazione in gradinata,ho visto solo due creste insensibili
alla gravita' che si dimenavano nelle prime file.
La scelta di non andare in campo a pogare e' stata presa in quanto si
trattava della mia 'prima volta' ad un concerto non 'vascorossiano', e
,per quanto riguarda l'esperienza NOFX , forse anche l'ultima : non
interpretatemi male, il concerto non e' stato schifoso. Affatto.
Mi ero informata sui costumi del gruppo nelle esibizioni live, ed il
copione e' stato rispettato : insulti a MTV, lanci di scarpe del
pubblico sul palco, rifornimento costante di birra dal backstage,
parolacce comprese tra il 'ciucia la capeeeeeela' d'esordio di El
Hefe, e il 'mother fucker' d'ordinanza.
Quello che non sapevo, e che invece avrei dovuto intuire dal biglietto
pubblicitario, e' che il concerto non era solo dei NOFX, ma anche dei
supporter, ai quali e' stato dato molto spazio .
Non so assolutamente chi erano i quattro poveretti che si sono esibiti
per primi ed hanno fatto da cavie per il check-sound (sicuramente una
band prodotta da Fat Mike): chiedo venia per l'ignoranza e la
disinformazione, ma il biglietto riportava solo la presenza dei Teen
Idols e degli Hi-Standard.
I Teen Idols si sono esibiti infatti per secondi, ed hanno un po'
attizzato il pubblico con la presenza della bionda-coi-codini Heather
: tirandomi addosso sicuramente le ire dei fans di questo gruppo, li
ho trovati molto banali nei loro classici stornelli punk a due voci, e
credo che la bottiglia piena di piscio che il cantante voleva lanciare
sul pubblico fosse te' freddo .
L'atmosfera al Palasport era comunque abbastanza animata da non farmi
meditare alla classica 'fregatura', e con l'arrivo dei giapponesi
Hi-Standard , pure la sottoscritta ha cominciato a scaldarsi : ero
gia' ben disposta dalla mia ultradecennale simpatia per le razze
orientali , e questi tre scimmiottini gialli hanno tenuto la scena ed
il pubblico come Dio comanda : considerando la necessita' scenica di
un batterista sullo sfondo, i due restanti saltavano , correvano,
parlavano, esibivano i loro cin-cin e naturalmente suonavano e
cantavano i loro cavalli di battaglia quali le cover spinte di
'California Dreamin' ' e 'The Pink Panther' , piu' qualche altro pezzo
che non so citare, che pero' ha fatto molta presa.
Passate tre ore dall'inzio del concerto, finalmente arrivano loro, il
fulcro della serata: complimenti a Fat Mike e a mamma sua, perche' il
cantante-bassista-autore di testi ha un impianto fisico niente male,
una statura ragguardevole e due belle spalle larghe.
L'inizio e' rumoroso, lo stile e' inconfondibile, la voce e' quella:
sono loro, sono i NOFX che ascolto a casa. Dopo la seconda canzone
(Champs Elysees) ci sono dei problemi tennici : la chitarra di Eric
Melvin non suona bene (problemi al jack..si dice cosi', no??!! ) e
quindi il fuori programma e' d'obbligo; si sa che pur essendo un
gruppo punk, i NOFX amano inserire in ogni loro album qualche pezzo
reggae, jazz, sfruttando le eclettiche doti di musicista e cantante di
El Hefe... e COSI' FU anche live:
il ciccio-panza , chitarra alla mano, si e' esibito in due pezzi extra
quali 'Isn't she lovely' e ' Georgia in my mind'... complimenti per la
voce e per lo stile.
Risolto il problema al jack, il concerto prosegue senza intoppi fino
alla fine , che arrivera' dopo non piu' di un'ora : non elenco la
scaletta, cito qualche pezzo in ordine sparso 'Murder the government'
, 'Hobophobic', 'Linoleum' (dedicata agli italian guys UAUUU) , 'Bob'
,'The cause', 'Punk guy', 'Perfect governement', 'Stickin in my eye',
'What ever didi wants', 'Don't call me white' ed il finale con 'The
Brews' . Il tutto intervallato da irresistibili pezzi reggae .
Pubblico partecipe, non di certo con le romantiche luci degli
accendini, ne' cantando a squarciagola (e' effettivamente difficile
riuscire a ricordare i testi e soprattutto riuscire a cantarli a tempo
ed in duemila all'unisono...non e' Albachiara).
Esecuzione: impeccabile . Fin troppo accademica e fedele alle
registrazioni in studio, poco spazio lasciato all'improvvisazione, il
povero Mike era un po' senza voce alla fine , forse perche' ha parlato
troppo durante il concerto : e qui arriva il MA della serata. Colpa
mia,sicuramente : il fatto e' che mi e'parso chiaro che lo spettacolo
non consisteva solo nella musica, ma anche nella spiccata personalita'
della band e nei discorsi a corollario di testi folli schiantati ma
simpatici e con un senso compiuto interessante.
Questi signori americani che gia' manifestano poco interesse a
pubblicizzarsi secondo i canali ordinari (radio e MTV) , non hanno
fatto molto sforzo per rendere comprensibili anche con semplici gesti
i numerosi intermezzi parlati in slang americano molto sbaragnao.
Risultato: anche loro si sono resi conto che tutto il pubblico non
capiva un cazzo di quello che dicevano. pace amen .
Ciao Ciao
Rumika
RuMiKa
ho solo un sito dedicato alle Barbie presso http://members.xoom.com/Rumika/primaBarbie/barbie.html
amatevi e duplicatevi!
agosto 13, 2011
Roma Mia
Una selezione toccante delle immagini scattate nel recente soggiorno patrizio di duegiorniemmezzo in quel di Roma.
----La vita politica locale----

Ci terrei a iniziare con le presentazioni: Ciao, mi chiamo Uneuroecinquanta, e vivo a Milano.

Ciao Rosy Ciao (Via S. Andrea delle Fratte)

Ma Zaia lo sa che gli han spostato la Giunta a Roma?

Dal Colosseo c'è una bellissima vista sulla casa di Scajola
----In odor di santità ----

San Dalo

Bene, lo aspettiammo qui al palo dei Mercati Traianei

Nella chiesa di Sant'Ignazio di Loyola i gesuiti esperimentano nuove forme di oblazione più redditizie (tanto li fanno sistemare nelle missioni cinesi)

Indulgenza di 300 giorni al costo di tanta contrizione per sé, per i defunti e per quelli che vorresti vedere morti (Chiesa del Gesù)

Indulgenza perpetua nella Basilica di Santa Maria Sopra Minerva, ma poi c'è lo scritto in piccolo e non si capiscono molto bene i termini del contratto (pare che funzioni solo il venerdì dopo Pasqua, non so se devi andare lì o se valga farlo davanti a questa immagine)

In strada ti tirano dietro le indulgenze. 200 qui, 300 là, organizzo tour per timorati di Dio che non han voglia di passar per il Purgatorio

Chiesa del Gesù - Braccio di Sant'Andrea

Notevole volta a sfondamento del Baciccio (sempre Chiesa del Gesù)

Basilica di San Marco - Sepoltura di Luigi Oreste Borgia (1840-1914). Nel cartello bianco c'è un piccolo appello: stanno raccogliendo informazioni per proclamarlo Santo. Se per caso lo invocate chiedendo una grazia spirituale o temporale e questa si avvera, fate la cortesia di avvisare producendo tutta la documentazione.

A San Pietro in Vincoli c'è... il M. del M.

...e prossima alla.
Per i miracoli contattatemi via Google Chat.
--- L'arte contemporanea---

Zaha Adid - MAXXI

Zaha Adid - MAXXI

MAXXI - Confortevoli esterni

Puffetta dentro Pistoletto - MAXXI
Ru McKean interpreta con fare contemporaneo le scale della cripta di San Carlino alle Quattro Fontane
--- La Roma che ci passeggi ---
IL MIO AMICO SALUMIERE DORATO

Pronto Nonno lo stavo per chiamare io perché morivo di caldo e avevo una fame BESTIA

Alla fontana di Trevi, non si capisce bene che cosa succeda, c'è improvvisamente un sacco di gente
--- La Roma imperiala ---
---
Per il soggiorno non posso che consigliarvi il B&B Zolilla. Si trova a dieci minuti a piedi dalla Stazione Termini verso i Fori Imperiali. L'arredo è carino, puffettoso, gestione familiare e simpatica, accogliente e cordiale.
agosto 09, 2011
A nanna all'alba
Quello è sicuramente un pesce che nuota sul fondale fangoso. Bayou. Tronco o coccodrillo? Alberi del bayou. Palafitta forse abbandonata. Strada del Sud al tramonto. Che quella casa sia infestata dai fantasmi? Case prefabbricate diroccate, ma prima c'era un messaggio subliminale. Cantano, pregano. Un negozio di alcolici. La polizia tira su qualcuno da terra. Un cimitero. Un bel culo di donna in un bel paio di mutandine. Un serpente al rallentatore, forse dall'archivio del National Geographic. Una macchina vecchia dimenticata sotto le foglie. Che ci fa un bambino con una mitra in testa? Che sguardo, sarà ubriaco. Bambini. Bambino che mangia fragola. Però sembra un pezzo di carne che sanguina. Il cranio di un coccodrillo ondeggia appeso fuori da una casa. Tramonto, ma prima forse della celluloide che si scioglie. Un bambino passa sotto una finestra. Dentro c'è questa ragazza con il braccialetto fluorescente? E' un topo morto? Una pantegana? Una nutria della Luisiana? GOD HATES FANGS. Una strada al buio, poche luci attorno. Lo stringe tra le gambe e ha la cellulite. Lui continua a starle addosso. E questi sono gay? Immagini subliminali, ne conto due. Lei si struscia addosso a lui ballando. Ancora. Subliminale. Donne di colore vestite di bianco cantano ballano e pregano con un reverendo nero vestito di nero. Lui salta. Campanile di una chiesa. Subliminale. Donna rossa, cosa guardi? Scopano. Donne pregano e piangono contrite, è morto qualcuno? Donna si struscia per terra. Ranocchia si appoggia su pianta carnivora. Pianta carnivora si chiude. Croce di fuoco subliminale. Volpe morta. Volpe si decompone velocemente. Uomini si spintonano. Subliminale. Reverendo bianco afferra il volto di donna nera vestita di bianco, che sia posseduta? Una mosca albina vibra sopra una mosca nera. Donna nera vestita di bianco in chiesa si appoggia tra le braccia di uomo nero vestito di nero e vibra. Poi cade all'indietro. Donna che si struscia per terra inquadrata da dietro. Fumo che rientra in una bocca laccata di rosso. Sacco di sangue in trasparenza. Subliminale donna bionda. Sarà il battesimo di una donna, di notte, illuminato da un faro? Sacco di sangue. La donna fugge dal battesimo. Immagini subliminali.
I wanna do real bad things with you.
---
agosto 07, 2011
[17 maggio 2011] Poi dicono che la camomilla non è una sostanza psicotropa
Un giorno mi sveglio, e invece di essere nel mio letto sono legata a un ottovolante.
E UAU, sì, che bello l'ottovolante, però calma un attimo, OHI, perché sono qui? E perché sono legata?
L'hai sognato, dice una vocina da lontano, e abbiamo avverato il tuo sogno.
Potevano avvisarmi, porca puttana. Protesto.
Guarda qui, ma ti pare. Sono in mutande, ieri sera non mi sono neanche struccata, poi lo so che a metà corsa mi scattate una di quelle malefiche fotografie-ricordo. Come faccio a divertirmi?!?!
Guarda qui, ma ti pare. Sono in mutande, ieri sera non mi sono neanche struccata, poi lo so che a metà corsa mi scattate una di quelle malefiche fotografie-ricordo. Come faccio a divertirmi?!?!
Tranquilla, relax. L'importante è che tu non abbia mangiato. Hai mangiato qualcosa, nell'ultima ora?
No, stavo dormendo...
Rilassati, la corsa sara divertente.
Sì ma sono legata, come faccio a rilassarmi?
Se non ti piacciono le corde te le togliamo. Poi però al giro della morte cadi e ti spiaccichi giù. Ti fanno ancora così schifo le corde?
No, no.
Partite pure.
Partite pure.
--
agosto 05, 2011
Pedalare, respirare
Non lo so, sai, cosa mi sia passato per la testa ieri sera, quando ho deciso di andare al ristorante giapponese in bicicletta, e perché la foto che ho fatto non riesco più a trovarla dentro al telefono.
Questo fatto mi indispettisce non poco.
Forse ieri sera ho premuto male il pulsante.
A volte accade che scatto le foto e poi non le ritrovo subito nella Galleria.
A quel punto mi basta farne un'altra, e TAC, appare anche quella di prima.
Forse stamattina era troppo tardi per riesumare la foto di ieri sera, ci sarà una scadenza, boh non so il motivo, però adesso mi trovo nella galleria un'istantanea fuori fuoco e ravvicinata della mia tastiera grigia del lavoro. Che sarà brutta e vecchia (lo era già nel 2002), ma come ci sprofondo le falangi lì non le sprofondo altrove.
A volte accade che scatto le foto e poi non le ritrovo subito nella Galleria.
A quel punto mi basta farne un'altra, e TAC, appare anche quella di prima.
Forse stamattina era troppo tardi per riesumare la foto di ieri sera, ci sarà una scadenza, boh non so il motivo, però adesso mi trovo nella galleria un'istantanea fuori fuoco e ravvicinata della mia tastiera grigia del lavoro. Che sarà brutta e vecchia (lo era già nel 2002), ma come ci sprofondo le falangi lì non le sprofondo altrove.
Ieri sera, mentre pedalavo, conoscevo all'incirca la direzione, il punto di arrivo, ma non il percorso esatto. Solo un riferimento: a via Alberto Mario girare a destra e poi andare fino in fondo.
Ma chi è Alberto Mario? Che sia stato uno scrittore?
A Verona via Alberto Mario è dietro via Oberdan e nei paraggi di Carlo Cattaneo. Quindi sarà stato anche lui un patriota. Quando arrivo alla svolta a destra controllo se ho indovinato: per me Alberto Mario è un patriota e pure uno scrittore, via. I patrioti devono per forza scrivere qualcosa.
Ma chi è Alberto Mario? Che sia stato uno scrittore?
A Verona via Alberto Mario è dietro via Oberdan e nei paraggi di Carlo Cattaneo. Quindi sarà stato anche lui un patriota. Quando arrivo alla svolta a destra controllo se ho indovinato: per me Alberto Mario è un patriota e pure uno scrittore, via. I patrioti devono per forza scrivere qualcosa.
Al ritorno (e non lo so, sai, cosa mi sia passato per la testa ieri sera, quando ho deciso di andare al ristorante giapponese in bicicletta) ho dovuto avvicinare la dinamo alla ruota, perché alle dieci di sera è già buio. Era la prima volta che lo facevo, non vado mai in bici di sera.
Non vado mai in bici, in realtà.
Il fischio della dinamo sulla ruota era fastidioso al punto da farmi rallentare la pedalata per sentirlo il meno possibile.
Solo che se non va la dinamo non va la luce, e se non va la luce le macchine non mi vedono.
Quindi mi viene in mente il motivo per cui, ieri sera, ho deciso di andare al ristorante giapponese in bicicletta: è la prima settimana di agosto e non c'è nessuno in giro che può rischiare di non vedermi. In via Diomede non ci sono neanche le prostitute, rimane di corvée solo quella al Total.
Non vado mai in bici, in realtà.
Il fischio della dinamo sulla ruota era fastidioso al punto da farmi rallentare la pedalata per sentirlo il meno possibile.
Solo che se non va la dinamo non va la luce, e se non va la luce le macchine non mi vedono.
Quindi mi viene in mente il motivo per cui, ieri sera, ho deciso di andare al ristorante giapponese in bicicletta: è la prima settimana di agosto e non c'è nessuno in giro che può rischiare di non vedermi. In via Diomede non ci sono neanche le prostitute, rimane di corvée solo quella al Total.
So che devo fare una salita, ma non comincia quando me l'aspetto. Inizia più in là, nei pressi del semaforo. Ci arrivo tranquilla, mi tolgo dal centro dell'incrocio e passo sul marciapiede. Lì ci deve essere dell'asfalto nuovo, perché filo via liscia e veloce. Ci sono delle piante che scendono giù basse, tagliate a mo' di varco solo per far passare i pedoni.
Abbasso il busto sul manubrio, esagerando un po' con il gesto e poi, all'intertempo, mi rialzo con un pensiero istantaneo, ma fisso nella testa.
E' così bello essere serena pedalando al buio nel mio quartiere deserto.
Bello perché non devo ringraziare o comunicarlo a nessuno e trovarne una spiegazione o giustificazione.
Perché se qualcuno ti rende felice non è infine detto che abbia voglia di prendersela tutta, questa responsabilità.
Abbasso il busto sul manubrio, esagerando un po' con il gesto e poi, all'intertempo, mi rialzo con un pensiero istantaneo, ma fisso nella testa.
E' così bello essere serena pedalando al buio nel mio quartiere deserto.
Bello perché non devo ringraziare o comunicarlo a nessuno e trovarne una spiegazione o giustificazione.
Perché se qualcuno ti rende felice non è infine detto che abbia voglia di prendersela tutta, questa responsabilità.
Questo è il classico post che, se lo trovassi scritto su un altro blog, penserei "Che due coglioni".
---
luglio 24, 2011
Ah l'Azur, l'opale, la Cote
Succede che, quando non hai un cazzo da scrivere, ti improvvisi una blogger di quelli raccontano quel che viaggiano a cazzo di cane [questa frase introduttiva sconclusionata ne è un esempio pratico et formale], solo che il viaggio te lo paghi tu.
Poi, perché io sia finita parlare di me in seconda persona, solo il mio ES lo sa.

Decido quindi di darmi al becero turismo esplorativo, cercando di fare delle foto bellissime.

Poi, siccome in Costazzurra c'è sta storia delle gallerie d'arte, si credon tutti artisti, e invece di vender cartoline, cappelli, posacenere, palle di vetro con la neve, dipingono croste e sono artisti, scrivono cose e sono artisti, scolpiscono e sono artisti... sulla via di ritorno all'albergo trovo appesa alla porta di un laboratorio d'arte (chiuso, perché i laboratori d'arte stanno sempre CHIUSI) la seguente tipica tumblerata all'italiana, misantropa, nichilista, in salsa io-soffro-tanto-tu-non-mi-capisci, e che mi sento in verità di condividere col cuore e con voi.

Poi vado a letto (l'albergo si chiama FLOREAL, perché in Costazzurra oltre agli artisti rastafariani, ai tumbleroni e ai crostoni, ci starebbero anchepure, forse per il clima mite, I FIORI). Al risveglio la la mia camera offre la seguente vista.



Ecco l'eco-mostro ingrandito. Noi adesso visitiamo ammirati i borghi medievali. Magari tra seicento anni i nostri discendenti visiteranno l'ECOMOSTRO con la medesima curiosità (alla vostra destra una bottega Etam, alla vostra sinistra un Auchan)

Succede che quando non sai cosa fare, e l'idea del weekend in casa ti fa paiura vera e non ci hai voglia di aspettare fino a lunedì, decidi estemporaneamente di andare al mare.
Quindi succede che fai la triangolazione sui luoghi di mare più prossimi in Italia e decidi di andare in Francia, che tanto altrove ci vai la settimana prossima aggiro di Sergio Rossi, Baldinini, Pollini (vi faremo sapere).
Quindi succede che fai la triangolazione sui luoghi di mare più prossimi in Italia e decidi di andare in Francia, che tanto altrove ci vai la settimana prossima aggiro di Sergio Rossi, Baldinini, Pollini (vi faremo sapere).
Poi, perché io sia finita parlare di me in seconda persona, solo il mio ES lo sa.
Comunque, ecco, sono andata in Costa Azzurra perché avevo voglia di mare, mare che non avevo mai visto (no, non ci ero mai stata), ed ecco il mare che ho visto.
Di fronte a tale magnificenza opalescente (c'erano davvero dei riflessi iridescenti, è il mare di stamattina, domenica a Nizza) voi penserete che ci sia un trucco. Il trucco è questo.
C'è la gente! TANTA! E ci sono i SASSI. Io poi ero in spiaggia libera. Non in quella con i lettini scomodi. Io stavo fieramente comoda su una serie di ciottoli piatti.
Ma questo accadeva domenica mattina. Torniamo a venerdì.
Sono partita da Milano venerdì pomeriggio ed entrata in Francia alle ore 19e19, ché a me, i numeri primi e la solitudine solleticano il clito. Destinazione... VENCE. Ma questo accadeva domenica mattina. Torniamo a venerdì.
Che cazzo è Vence (detta VENZA, amica della PANZA, seguace della LONZA)? Un paesotto sulle colline sopra CAGNE sur MER, con annesso BORGHETTO MEDIEVALE.
Il borghetto medievale di VENZA è molto caruccio, ma non posso visitarlo tutto perché la piazza principale è OKKUPATA da una serie di concerti di musica finemente selezionata che vanno avanti da inizio luglio.
"Oh, ma che figata" penso, "Ora vado a spararmi le pose JAZZ nel villaggetto medievale della Costazzurra". Salvo che, diobono, mi chiedono venti ORO' (se siete dei fini umoristi capite che sono gli euro pronunciati alla francese) per ascoltare dal vivo gli ISREAL VIBRATION (gruppo reggae rastafariano).
Sorrido, rinuncio al concerto e me ne vado via, non sapendo ancora che presto morirà di overdose Amy Winehouse. Ciao Amy, ciao angelo, ciao.
Decido quindi di darmi al becero turismo esplorativo, cercando di fare delle foto bellissime.
Poi siccome non c'è un cazzo di anima viva in giro (tutti al concerto? mah...) mi affretto ad andare a mangiare e mi vado a infilare in un ristorante franco-vietnamita dove sostanzialmente mangio bene. Il ristorante, per la gioia dei miei colleghi, si chiama Fleurs d'acacias.

Qui dovrei recensire il ristorante dando un voto e scrivendo un commento, ma CHECCAZZO PENSATE DI ESSERE SU TRIPADVISOR? Sulla Guida Michelin? Sul BEDECHER (il link è per gli indolenti)? Io ho mangiato bene. Fine.
Poi, siccome in Costazzurra c'è sta storia delle gallerie d'arte, si credon tutti artisti, e invece di vender cartoline, cappelli, posacenere, palle di vetro con la neve, dipingono croste e sono artisti, scrivono cose e sono artisti, scolpiscono e sono artisti... sulla via di ritorno all'albergo trovo appesa alla porta di un laboratorio d'arte (chiuso, perché i laboratori d'arte stanno sempre CHIUSI) la seguente tipica tumblerata all'italiana, misantropa, nichilista, in salsa io-soffro-tanto-tu-non-mi-capisci, e che mi sento in verità di condividere col cuore e con voi.

Per tutti i cazzoni ignoranti che non capiscono quel che c'è scritto, usate l'immaginazione inventandovi una frase tristo-decadente-tanto-ma-tanto-vera.
Poi vado a letto (l'albergo si chiama FLOREAL, perché in Costazzurra oltre agli artisti rastafariani, ai tumbleroni e ai crostoni, ci starebbero anchepure, forse per il clima mite, I FIORI). Al risveglio la la mia camera offre la seguente vista.
Decido di trascorrere la giornata ad Antibes perché mi piace il nome, suona esotico e fa molto "Vado in Riviera con la fascia a pois tra i capelli, la borsa di vimini e gli occhialoni a padella che coprono mezza faccia". La cronaca vuole che la sottoscritta approdi alla Plage De La Galoupe di Cap D'Antibes alle ore 11 indossando: costume bikini a triangolo e laccetti acquistato nel 2009 (il racconto dell'avventuroso acquisto in questo storico post che se non avete mai letto morirete tra sette giorni), abitino fiorelloso Fioruccioso, sandalino Jil Sander, niente occhiali da sole (rotti), cappellone di paglia, borsa di stoffa presa da un cinese a Formentera. Un mix tra il sacro e il profano. Mi accomodo sulla sabbia e muoio all'incirca fino alle 16 quando vengo disturbata da della gente con dei bambini chiassosi italiani.
Non vi racconto del pasto, del bagno che non ho fatto perché "Il ya les meduses" e delle ustioni a macchia di leopardo sul lato interno della caviglia e sulla schiena (quest'ultima ribattezzata "L'ustione del lupo solitario", tipica di chi non ha nessuno che gli metta la crema sulla spina dorsale e le contorsioni NO, TROPPA FATICA).
Andrà comunque tutto bene nonostante io abbia questa propensione a narrare tutto in chiave drammatica, grottesca, a tratti sarcastica.
Non vi racconto del pasto, del bagno che non ho fatto perché "Il ya les meduses" e delle ustioni a macchia di leopardo sul lato interno della caviglia e sulla schiena (quest'ultima ribattezzata "L'ustione del lupo solitario", tipica di chi non ha nessuno che gli metta la crema sulla spina dorsale e le contorsioni NO, TROPPA FATICA).
Andrà comunque tutto bene nonostante io abbia questa propensione a narrare tutto in chiave drammatica, grottesca, a tratti sarcastica.
Ciao, siamo gli 8 + 8 chilometri di coscia di Elena. Vieni a giocare con noi?
Poi , dopo le 16 vado in centro ad Antibes dove fotografo cose che mi divertono, non fotografo la robba d'arte perché ho capito che la Costazzurra sta alle robe d'arte come Venezia alle gondole in plastica, MA SOPRATTUTTO acquisto delle belizime cartoline per decorare la testiera del letto in modo molto romantico, così che nessun uomo, dopo averle viste, possa anche lontanamente pensare di fermarsi più del dovuto. [seguono foto di cose che mi divertono e di cartoline romantiche scacciacazzi].
L'uomo impeccabile (negozio di vestiti)

Romantiche cartoline scacciacazzi
Timewarp. Albergo, doccia. Serata a Saint Paul de Vence, altro borghetto medievale che dicono essere fighissimo. Lì ci sarà vita. Vaccadé. LA MORTE CIVILE. Bello eh. BEL-LO. Questi bei vicoli di pietra. Pieni di negozietti. D'arte (e di cosa altro sennò). Chiusi (embé, li vuoi tenere aperti?).
Vado ad affogare la mia disperazione in un pub denominato Chez Andrea, l'unico locale avvicinabile da una donna sola (il resto sono ristorantini terrazzati romantici vista mare ed eco-mostro più sotto documentato).
Da Chez Andrea chiedo una birra, me la propongono piccola, chiedo mezzo litro, voglio morire, finisco di leggere Benito Cereno, sono a stomaco vuoto, un po' ebbra, sommariamente felice, un settantenne ci prova con me. Gli dico che ha un bel cane. Torno al Floreal.
Seguono foto su Saint Paul de Vence (bello eh, BEL-LO. Un po' isolato).
Da Chez Andrea chiedo una birra, me la propongono piccola, chiedo mezzo litro, voglio morire, finisco di leggere Benito Cereno, sono a stomaco vuoto, un po' ebbra, sommariamente felice, un settantenne ci prova con me. Gli dico che ha un bel cane. Torno al Floreal.
Seguono foto su Saint Paul de Vence (bello eh, BEL-LO. Un po' isolato).
Cerco di fare foto belle senza riuscirci 2
Orecchini in corallo e rubini che mi piacciono molto, non capisco se costino 1300 euro o 13mila. Mah.
Pronto moda, saldi. Arte, troppa. Pretestuosa. A tratti bella, molta fuffa.
Quando dico che non c'era nessuno in giro, fanculo, non c'era in giro nessuno. Figo però.
Figa anche la vista all'imbrunire. Non fosse per l'eco-mostro che DETURPA l'intera costa. Lo vedete al centro, non vi sbagliate. E' lui. Il Gamera della costa. Si vede dal satellite (lo dice anche Google Maps), un po' come la Grande Muraglia.
Saint Paul de Vence la mattina dopo, la domenica, visto dalla strada, mentre scendo a Nizza per fare le foto di apertura.
A Nizza, poi, tutto bene. E il ritorno a casa pure.
---
Iscriviti a:
Post (Atom)















