maggio 20, 2013

Oh yeah... you know... I'm fine.


Lo so, sto per dire una cosa abominevole e me ne pentirò amaramente perché non bisogna tirarsi merda: sto bene.
E circa sto bene da metà ottobre, in crescita esponenziale.
E tenetevi forte perché c'è una grandissima novità: sto così bene perché finalmente non mi sento più mozza.
Sono passati così tanti anni dalla mia ultima storia con una persona (cinque... voi cinque anni fa cosa facevate?) che a guardarmi indietro vedo un bel po' di sofferenza. Cercate di capire, non è una svolta semplice in assoluto, e io in particolare l'ho digerita con molta fatica e troppi cambiamenti poco desiderati.
Se poi mi conoscete di persona o avete seguito Puffetti negli anni, sapete anche che sì, ho sofferto del non avere qualcuno da amare e/o che mi amasse, ma anche che mai avrei messo sul piatto la mia libertà pur di aver un fidanzato che in qualche modo ripristinasse lo status quo perduto all'improvviso.

Son passati questi cinque anni, tra qualche pretendente per il quale non mi è scattato il link e persone che mi sono piaciute tanto, ma che di me non ne hanno voluto sapere. Quindi, a una base già incerta, si sono aggiunte ulteriori complicazioni fastidiose che hanno un po' messo in discussione i miei desideri. Così, mentre mi domandavo stranita "se arrivo da una coppia, perché non riesco a ritornarci?", stavo in realtà facendo un percorso del tutto diverso, parecchio inconsapevole, e che mi ha portata a oggi.

Oggi sono sempre io, ma sto così bene che, per quanto mi riguarda, il meglio che posso augurarmi non è tanto l'amore, ma il resto della mia vita in ottima compagnia di me stessa. Spero che anche voi possiate apprezzare, senza giudicare o domandarvi/mi in modo ridondante e sinceramente fastidioso perché "una ragazza così carina senza un uomo?".



aprile 23, 2013

Ho sognato un film bellissimo

OK, sono già sveglia alle 6e18, ma è perché ho fatto un sogno bellissimo. Vado al cinema a vedere un film ambientato a Hong Kong con la colonna sonora di Kung Fu Cash, con cinesi che lottano invasati sotto l'effetto di sangue geneticamente modificato, pompato da una macchina con dei mantici che stanno per esplodere (scena divertentissima). Poi c'è un bel piano sequenza all'interno del magazzino, e del riso cantonese che si rovescia da solo, con in sottofondo le urla dei cinesi pazzi e la musica di Kung Fu Cash. Seduto accanto a me, che mi porge la mano ma non me la stringe, che si avvicina alla mia bocca ma non la bacia, c'è un maschio geneticamente modificato per farmi incazzare a morte. Gli dico che è una scena bellissima e, trasportata dall'emozione Kung fu, provo a baciare la bocca che 'stostronzo mette a due millimetri dalla mia, ma lui si ritira, dicendo che non è il momento, che non se la sente. A fine film lui, che è il relatore del cineforum, propone di riascoltare tutti assieme le canzoni che mi sono piaciute di più. Tra i testi scorgo un ritornello che fa "red nose Avesani's". Mentre il menestrello suona, lo stronzo mi fa segno di uscire a fumare assieme una sigaretta. Mentre passiamo davanti alla prima fila sento che una persona è preoccupata per me, un'altra non è presente, un'altra che mi dice "rumi.... fatta " (non distinguo le parole, ma faccio segno di no con la testa).  Usciamo fuori, c'è un sole fortissimo, lo scenario è post-nucleare. Un gruppo di amici in fila per lo spettacolo successivo mi chiede com'era il film, io rispondo col mio solito eccessivo entusiasmo, e allora lo stronzo geneticamente modificato dice che sì, non era male, ma che io esagero sempre.  Mi abbraccia, io appoggio la testa sul suo petto, e mentre elaboro il diabolico piano di tirargli una ginocchiata nelle palle mi sveglio prendendo a calci il GATO BUFO che mi sta dormendo addosso.Oh raga, ho preso un altro due di picche, ma il film era bellissimo davvero.

aprile 12, 2013

Quelli che hanno la morosa liquida

Ci sono uomini single che hanno pure il coraggio di venirti a dire che loro sanno "checcossè l'amor". Che lo cercano, lo desiderano tanto. Tu credi alle loro parole perché alla fine sono parole loro, non gliele hai estorte, non li hai portati sul discorso. Anzi, non te ne frega proprio una mazza di cosa vogliono e cercano per sé. Ti racconteranno sempre che soffrono molto per un amore finito o mai nato, te lo presentano come un tesoro del loro cuore, senza rendersi conto che siam tutti sulla stessa barca, visto che una persona adulta media ha avuto delle storie, delle scornate e una vita emotiva un minimo articolata.
Dopo aver ascoltato le loro parole, ti metti ad osservarli a debita distanza, a volo d'uccello, sì d'uccello. E li vedi indaffaratissimi a tenere in ballo attivamente tre o quattro storie. Che le cerchino o meno, le donne arrivano e, senza pensarci due volte, le consumano. Vogliono la libertà di non legarsi con nessuna di loro, perché sono single: non ci vuole molto per capire che nella loro mente avvengono elaborati calcoli per renderizzare della nebbia volumetrica. Vogliono l'amore, sono single, e frequentano quattro ragazze. Roba che la fisica quantistica è meno complessa da intuire.
Sono uomini che non capendo realmente di cosa hanno bisogno, facendosi forza con quello che pensano di non volere, si mettono assieme alla "morosa liquida": da quattro donne che hanno per le mani tiran fuori il tempo e le energie che dedicherebbero a una persona, illudendosi così di essere liberi, disimpegnati, sessualmente attivi, piacenti. Le vezzeggiano con messaggi, visite a domicilio, conforto quando serve e anche compagnia. A tutte racconteranno che vogliono essere liberi, che hanno sofferto molto, che sono contenti di averle vicine, e che per loro sono speciali.
 Invece di avere una vera persona speciale nel loro cuore, hanno trovato questa soluzione di mezzo, la morosa liquida che non sanno nemmeno di avere e li farà regredire allo stadio di protozoi e particelle immerse nel brodo primordiale: grande potenziale, ma esprimibile in improbabili ere geologiche.
Questa non è libertà, è essere stronzi con se stessi e con tutto l'amore che si dice di avere dentro.

[ai sensi delle norme sulle pari opportunità, il post è valido ambosessi, e può anche essere letto in chiave "moroso liquido", ma sinceramente io quattro uomini al colpo non li reggerei neanche come volontariato deducibile dalle tasse]

febbraio 26, 2013

La trilogia di Darth Maki


Ma non ho mai fatto le presentazioni ufficiali qui sul blog? Lui è Maki, detto Gato Bufo o Darth Maki. Tra poco compie un anno, arriva da Modica, in provincia di Ragusa. Sono la sua umana da luglio dell'anno scorso.

febbraio 25, 2013

Il mondo lo devono sapere [1]

Lupi solitari di tutto il mondo, unitevi. Non c'è nulla da vergognarsi nell'aver qualche tic nervoso perché non si scopa da mesi o si passano brutti quarti d'ora perché si avrebbe voglia di limonare ma l'unica alternativa è riempirsi lo stomaco di cibo. Non abbiamo nulla da dimostrare né da giustificare a chi ci guarda come se fossimo dei poveri cristi con "sicuramente qualcosa che non va". Avere una vita affettiva completa è privilegio di pochi, soddisfacente ancora meno. Ci chiamiamo "gli anaffettati" e siamo dovunque.

[sigla di apertura di Quark]

Quando non si bacia per lungo tempo le labbra tornano delicatissime. Così delicate che, la prima volta che ti ricapita di baciare qualcuno, anche se ben rasato, ti brucia tutto il contorno. Cosa che magari ai masochisti potrebbe anche portare a un certo qual brivido di piacere. Alle persone come me porta invece solo un po' di dispiacere.

[sigla di chiusura di Quark]

febbraio 14, 2013

Fortuna che la neve si è sciolta, non come l'anno scorso...

Quello che voi non capite, stronzetti accoppiati che la fate semplice, è che San Valentino è un'occasione in più per tenervi strette le persone che amate. E baciarle, e abbracciarle, e mangiarvele con gli occhi, con la bocca un giorno ancor di più. Perché un giorno potrebbero non esserci mai più. Oppure, più semplicemente, non esserci mai state.

gennaio 20, 2013

Elojango


[non è che ci sono spoiler sul film, sono spoiler sull'essenziale, tipo che si muore]

Vado al cine a vedere il film di Tarantino e tutto comincia più o meno con uno che spara in testa a un cavallo. Poi mi domando quel film lì chissà com'è in lingua originale.
E dire che mi sono appena calmata dall'incazzatura presa nel parcheggio, dove i furbini imboccano in contromano gli accessi sperando di far prima del resto del mondo e invece causano un ingorgo. Odio.Questi.Imbecilli.Del.Sabato.Sera.
Poi però passa tutto perché vorrei essere lì con questi due pazzi scatenati, non limitarmi ad ascoltare le loro adorabili chiacchiere in una sala piena di stronzi che all'intervallo si alzano per prendere i pop-corn e svuotare la vescica. Vorrei esser lì con loro e chiedere a Schultz "Senti ma perché sei venuto in America? E perché proprio in Texas?" e a Django "Ma com'è stata la cerimonia del tuo matrimonio?". Avrei voluto vedere il sarto che gli prendeva le misure per il vestito turchese, me lo immagino abbastanza disgustato ma ammansito da un malloppetto di dollari. Birra. Avrei voluto essere in quel saloon a bere la birra spillata dal dottore (Tarantino, solo tu sai fottertene di tutto pur di fare spettacolo, ti amo). Chissà invece com'era quella in bottiglia al Cleopatra Club. Volevo esser là, in quella Tara insanguinata, a tirare un calcio al bastone di Stephen, azzopparlo anche io. E magari permettermi di dire rivolta in camera "Quello di Per Elisa è un anacronismo, ma Johnny Cash ci sta bene come un bigné alla crema, sì".
Quel che ha fatto Tarantino negli ultimi vent'anni è stato portare il Far West in altri generi e in ambientazioni che non centravano nulla. Ora che finalmente ha fatto un film western, si è sublimato a genere, ed entra ufficialmente nell'empireo degli uomini con cui andrei volentieri al supermercato a fare la spesa.
Oh Quentin, sono italiana! Cagami!

gennaio 08, 2013

Una nuova sciarpetta


Durante le vacanze di Natale ho lavorato molto a maglia e, tra le altre cose, ho fatto questa sciarpa con un gomitolo di Kauni Effectyarn, un filato danese in lana 100% e molto ruvido (ma già più morbido dopo il primo lavaggio, al prossimo gli do anche una passata col balsamo Fructis...). I colori sono autunnali, il modello è l'Hitchhiker di Martina Behm.
Come tutti i capi che mirano a esaltare il filato, è una noia mortale da lavorare, ma alla fine è talmente bello vedere i colori sfumare progressivamente che lo sforzo lo puoi fare.

gennaio 03, 2013

Magari la soluzione l'hai già trovata ma non lo sai



Le lampade in una casa sono fondamentali tanto quanto gli armadi e le librerie. Sono oggetti d'arredo che ho sempre scelto secondo il mio gusto e non seguendo la sola esigenza di praticità. Odio le plafoniere e i faretti e per questo non ne vedrete mai in casa mia.
In casa ho pochi punti luce, ma tutti molto belli o, perlomeno, scelti con cura e gusto mio. Se ho fatto un errore è stato di praticità: non rimetterei in cucina la Fly della Kartell, perché è una lampada in plastica davvero troppo delicata per stare in una stanza in cui, pur con tutte le cure del mondo, circola più unto che altrove. In cucina, se potete, prediligete lampade in vetro.

Da quattro anni, in camera da letto, non avevo un lampadario, ma l'infame porta-lampadina, quello che tutti, in una stanza di casa, abbiamo. E' quella lampada di emergenza che si infila appena si è finito il trasloco, pensando "Più avanti la tolgo" e che invece rimane appesa triste per anni a monito di trascuratezza, mancanza di tempo o incapacità di trovare un vero lampadario.
Per anni ne ho cercato uno per la mia camera, ma nulla mi soddisfaceva. Poi un giorno ero a Verona nella mia cameretta e mi son resa conto conto che il lampadario ideale per il mio buduoir di Milano era quello che avevo scelto a diciannove anni in occasione della ristrutturazione dell'antro che fino allora mi aveva ospitata. Qualche giorno fa, armata di forbice e cacciavite, ho staccato il lampadario e me lo sono portato a Milano. Stamattina, in meno di dieci minuti, l'ho attaccato al soffitto. E finalmente, dopo quattro anni, la mia camera da letto ha un lampadario.

dicembre 30, 2012

Un augurio per il 2013

Ci terrei a concludere questo inutile, incasinato e schifosissimo anno con un enorme BOOOOH?!! nella speranza che per me e per tutte le persone che hanno sinceramente voglia di vivere bene, il 2013 porti serenità e felicità. Un pensiero anche a chi è capace solo di blaterare e non ha il coraggio di vivere la propria vita: ce la farete anche voi, piccolini. Ma alla larga da me, per favore.

dicembre 08, 2012

Immacolata


(era: pensavi che la neve rimanesse bianca?)

Lo stato di quiete dell'anima si registra in due situazioni

1- Ti svegli la mattina, c'è questo spettacolo fuori dalla finestra, e accanto hai una persona che ti vede sorridere.

2- Ti svegli la mattina, c'è questo spettacolo fuori dalla finestra, e non c'è nessuno che desidereresti avere accanto a vederti sorridere.

Il problema in effetti è del resto del mondo, che non mi vede sorridere.

dicembre 04, 2012

Sotto vacci tu


Per molte persone flirtare è un’attività consueta e necessaria per la sopravvivenza. Tuttavia questo bisogno non sempre corrisponde alla capacità di amministrarlo con il dovuto savoir faire o, con un termine a me molto caro in questo settore, con la necessaria *professionalità*. Questi requisiti sono fondamentali perché quando si flirta si coinvolgono altre persone che potrebbero interpretare le ripetute attenzioni come una forma di interesse personale, e non come un (più che lecito, preciso) esercizio per l’ego. Dubito esista il flirting a scopo filantropico, ma se fosse deducibile dalle tasse scommetto che avrebbe il suo seguito pure quello.

La verità è che al mondo c’è una gran quantità di impiastri, incapaci ed edonisti che, a suon di “io non volevo”, “io non pensavo”, “io no”, ingaggiano tenzoni per poi seminare il caos nelle persone pacifiche che vengono coinvolte e la gran parte delle volte ci rimangono sotto.
E quel rimanerci sotto non è un segno di debolezza o di stupidità. Il coinvolgimento emotivo e sentimentale non è stupido: è umano e molto piacevole, soprattutto se condiviso. Debole è chi prende di mira una persona sapendo già che la ridurrà a pezzetti e la obbligherà a battere la ritirata. Sciocco è chi gioca in modo scorretto a suon di “te l’avevo detto che”, perché invece di cercare di migliorare se stesso e diventare un po’ più *professionista del flirt*, addossa a questo e pure a quell’altro la colpa di aver creduto che ci fosse qualcosa di più. Dilettante è chi nasconde la testa sotto la sabbia, chi mette sempre le mani avanti, illudendosi che un qualsiasi suo comportamento non abbia delle ricadute emotive sull’altro. Di rado questi serial flirter ammettono “ho sbagliato”: la tecnica è far credere che abbia sbagliato l’altro. E sì, l’altro ha sbagliato a dar corda a un dilettante del flirt, ma per il resto… non c’è errore nel lasciarsi coinvolgere sentimentalmente. Al massimo dice la sfiga.

L’unica cosa che possiamo augurarci, noi (dico noi, perché io sono dalla parte degli eterni sconfitti) è che una buona volta vadano sotto queste veline del flirt. Che esplorino il sottobosco dello schifo che hanno seminato negli anni, quella melma grigiastra e appiccicosa che cercano sempre di cagare lontano da sé. Capiterà prima o poi che se la spruzzino in faccia tra di loro.

Non vi vogliamo ingabbiare, non vi vogliamo sposare, cambiare, non vi vogliamo mettere lacci o chiedere promesse di amore eterno. Semplicemente giochiamo pulito.

novembre 23, 2012

Scova l'errore


Ho fatto un errore. Tuttavia ho deciso che, invece di correggerlo, me lo porterò addosso.
I più attenti hanno qualche elemento per capire dalla foto che non si tratterebbe di una correzione bensì di cercare pareggiare l'errore fatto: il pezzo sotto è il dietro del maglione ed è già terminato. L'unica cosa che potrei fare col pezzo davanti (quello appoggiato sopra), è quella di smontare due giri di rasata, e replicare l'errore.
Invece no.
Tanto di solito non se ne accorge nessuno.
E saperlo mi cambia poco nella vita.
Ho fatto errori ben peggiori, ma non due volte.

novembre 09, 2012

Blog da buttare

Premesso che l'interfaccia di Blogger fa cagare. Io credo che tutto sia felicemente riassumibile qui nella canzone degli Elii. E in quanto io stia bene, ora.




ottobre 19, 2012

Autoregalo di compleanno

Chiamarlo Manny forse è scontato
Trovo comunque delizioso il naso, a cuore


ottobre 16, 2012

475 euro d'amore

Costa 475 euro


Grazie.

(Lolò, questo va bene?)

ottobre 14, 2012

Sul perché a settembre ho dormito male e volevo essere felice


A fine agosto un uomo (per la precisione il signore che settimanalmente viene a consegnarmi frutta e verdura alla porta di casa) ha deciso di venire a fare un infarto a casa mia. In pratica, quando mi ha suonato il campanello con la cassetta in mano, era lì lì per star male, mi ha chiesto di ospitarlo un attimo, io l'ho fatto entrare, gli ho dato dell'acqua e zucchero (pensavo a un calo glicemico) e nel giro di cinque minuti era sul mio divano che sussultava, viola in faccia, senza sensi, con gli occhi fissi e il corpo esanime. Ho chiamato il 118 e se lo sono portato via dopo aver trasformato il mio salotto in una Emergency Room. Il signore, cinquant'anni, ora sta bene, ha uno sten nell'arteria che porta al cuore.
Il problema è che nonostante tutti mi dicano che sono stata brava, che ho avuto sangue freddo a non andar nel panico, che probabilmente gli ho salvato la vita perché, se non lo soccorrevo, lui sarebbe stato male sul furgone e si sarebbe schiantato, che sono una bella persona perché potevo dirgli "muori sul mio pianerottolo, non faccio entrare estranei in casa".... oh, nonostante dicano che sono stata eccezionale, io a settembre non ero molto allegra né particolarmente pronta a ricevere il premio Crocerossina del mese. Conto almeno tre notti in cui ho fatto incubi in salsa infartata (non li sto neanche a descrivere, non cose belle) con conseguente notte in bianco e pensieri cupi per la testa.

I pensieri cupi, i più semplici del mondo, nascono dalla paura che da un giorno all'altro potremmo non esserci più. Io. Le persone a me care. Chiunque. Basta un attimo e sei più morto che vivo sul divano di una perfetta
sconosciuta. A cinquant'anni. Tipo tra dodici anni, io. Tra quattordici tu. tra nove tu. Tra quattro tu.

Cosa mi tiene viva? mi domando. A parte la lucidità mentale di non essermi mai messa un cappio al collo ed aver fatto un saltino nei momenti più disperati? A me tiene viva il desiderio di una vita serena, quella che al momento non ho, che ho avuto e da cui ho attinto come un'idrovora. Mi tiene viva il bene che provo quando sono con le persone a me più care. Quelle che non chiedono nulla, che danno per scontato che merito il loro affetto, che godono del mio, che sono felici per me, con me o a causa mia. Mi tiene viva il provare dei sentimenti e lasciarmici trasportare con disgraziata spontaneità, mi piace questa vitalità che supera, senza incontrare filtri e barriere, le rotturissime di coglioni che purtroppo ogni giorno mi si piazzano davanti al naso.
E parliamo di frasi fatte, quelle che ho sempre odiato, le più scontate, da "carpe diem quam minimum credula
postero" a "chi vuol esser lieto sia, del doman non v'è certezza". Io davvero non capisco perché si viva male, ci si creda invincibili, a prova di sentimenti, arroccati su posizioni improbabili, costruzioni mentali che impediscono dei rapporti sereni e gioiosi, ma forse vedo tutto troppo influenzato dalle mie esperienze personali. Non è possibile che le persone, nei rapporti interpersonali, mirino a star bene con se stesse e, solo in un eventuale secondo tempo, tra di loro. Dovrebbe essere il contrario: miro a star bene con te perché così anche io ne traggo beneficio. Non: intanto vedo di star bene io, poi tu, cazzi tuoi, vieni in un secondo tempo. Le relazioni interpersonali servono per arricchirsi, non per consolidare se stessi.

Io ho bisogno degli altri per giustificare quella parte della mia esistenza che va oltre il risveglio, il bucato, il mandare avanti la casa, lavorare per mangiare, assopirmi, fare sogni belli che atterriscono i protagonisti, risvegliarmi... E vorrei che fosse un'esistenza piacevole, sorridente,  fiduciosa.

Così avrei anche meno paura di morire da sola, sul divano di uno sconosciuto che mi guarda atterrito mentre chiama il 118.



ottobre 12, 2012

Una spiegazione logica su basi instabili del perché rimarrò zitella per sempre


Dicono che, dopo una certa età, quando una persona si abitua a star da sola e a essere indipendente, difficilmente abbia voglia di legarsi a qualcun altro. Sulla mia pelle questo assunto è sostanzialmente errato perché l'indipendenza è un principio talmente scontato della mia esistenza da ben prima che rimanessi sola, che non ho bisogno dell'assenza o della presenza di altre persone per negarlo o affermarlo.
Se metterti assieme a qualcuno per te significa perdere l'indipendenza, vuol dire che sei un servo della gleba planetaria e che un giorno di sicuro la perderai, perché avrai deciso che sarà arrivato il momento giusto per perderla. E quindi più che un valore è una bandiera da sventolare, come la kefiah al concerto ska quando hai 15 anni.

Le uniche persone che potrebbero volersi mettere assieme a qualcun altro senza fuggire smozzicando la Marsigliese, sono quelle già legate. Questo perché, qualsiasi sia il motivo che ti tiene assieme a qualcuno, non è semplice anche solo fisicamente se non emotivamente, affrontare il passaggio drammatico dello "star assieme a" al "non star con nessuno".
Porto rispetto a chi, dopo una storia, accetta di rimaner solo per far quattro chiacchiere con se stesso. Porto rispetto, ma sorrido bonariamente, a chi non conosce solitudine e salta di liana in liana, come se l'amore fosse un fluire unico da una persona all'altra.

In questo brodo primordiale di gente che scambia per sentimento la confusione, indipendenza il vagare senza uno scopo, "relazione" lo stare assieme (è la stessa parola che si usa per i temini da compilare scopiazzando dai libri), una donna zitella di 38 anni ha solo una via per sperare di trovare una persona con cui amarsi placidamente: quella che passa per il frutteto, alla caccia di alberi da scuotere per vedere se casca qualche frutto ben maturo. Detto in altre parole: può aver voglia di aver una relazione solo chi già ce l'ha, non di sicuro chi la sfugge.

Rimarrò quindi zitella perché, qui lo dico rosa su bianco, nella vita non sono mai andata a brucare nei giardini altrui e me ne guardo bene. Se non altro perché ho sufficiente amor proprio per non litigarmi un uomo con un'altra donna, fosse anche il più speciale e unico sulla faccia della Terra. Inoltre avrei ben di meglio da fare (leggesi: sono troppo piena di me, anche a costo di star tutto il giorno a letto a fissare il soffitto), piuttosto di cercare di convincere una persona a star con me a tutti i costi perché, oddio che paura le emozioni, UDITE UDITE, c piaciamo e ci vogliamo bene.

Tendenzialmente gradirei piacere a una persona serena, presente a se stessa e alle proprie emozioni tanto quanto me. E lasciare che le cose, per una buona volta, andassero come devono andare. Poi gradirei un'abbondante teglia di melanzane alla parmigiana. E fare l'amore, anche.

Ecco perché rimarrò zitella per sempre.

settembre 24, 2012

Bilancia, A/W 2013

(questa penso di averla già postata qui, ma chissene)

Nella notte tra venerdì e sabato (tecnicamente mi avevano insegnato che si dice "sabato notte", ma prova tu a dare un appuntamento il sabato notte e vedrai cosa succede)... ecco ho iniziato il post con un lungo inciso tra parentesi.

Dicevo

NELLA NOTTE TRA VENERDI' E SABATO, PORCO CAZZO, MI SONO SVEGLIATA ALLE DUE E MEZZA tutta sudata, ma fuori dalle coperte c'era freddo, quindi non potevo scoprirmi. Mi sono ribaltata nel letto straniero (lenzuola profumate di aria umida) fino alle sei e sono finita a raccontare in chat a un amico dove mi trovavo, cosa stavo facendo e come mi sentivo.
L'amico mi ha scritto una cosa carinissima a cui voglio credere come all'oroscopo di Paolo Fox: ossia non ci credo ma è bello sognarci sopra per qualche secondo prima di ribaltarmi nella realtà. Che alla fine solo a essere impazienti è amara e intollerabile. Ma cogliendone gli aspetti positivi non è poi così una merda.
Certo, è più facile che qualcuno veda un futuro radioso per te.




settembre 09, 2012

Hard to be a girl on sunday afternoon



Hai presente quelle domeniche pomeriggio in cui sai che se uscirai combinerai CASINI, e quindi è meglio se resti a CASA, e allora, invece di LAVORARE, ti metti a guardare le SERIE TV per placare l'IRREQUIETEZZA, e poi invece ti rendo conto che hai proprio scelto la serie sbagliata e finisci con addosso l'ORMONELLA GALOPPANTE?
Ma porca puttana, Friday Night Lights non doveva essere solo FOOTBALL, per di più delle SCUOLE SUPERIORI?

 

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