febbraio 02, 2011

Walk like il portinaio

M., il portinaio egiziano, mi ha salutata a fine novembre dicendomi che tornava per un paio di mesi al Cairo, per stare con la famiglia. Nei giorni scorsi lo pensavo, anche perché non era ancora rientrato, e mi domandavo cosa stesse combinando là.
M. è un tipo particolare, è una portinaia bravissima, nota l'andirivieni, spettegola e pure commenta ("Bello quel ragazzo, Elena, alto! E' il tuo ragazzo?" "No M., è un amico"). Ogni tanto fa pure il buffone, mi si raccomanda "Elena, con i faraoni non ci sono paragoni". 'naltra volta mi ha detto "Oggi sembri Lady Diana, ti manca solo Al Fayed" (pronunciando tra l'altro "Al Fayed" molto arabamente, e io a quel punto sono scappata via ululando "Tu, pazzo, mi vuoi vedere morta in macchina!"). Ah, fantastica quella volta che per dieci giorni se ne è stato seduto in guardiola e poi mi si è mostrato tutto fiero con tipo sei-sette chili in meno dicendomi "Hai visto come sono magro? Ho fatto Il Ramadan!". Viva il Ramadan.
Martedì è riapparso! Miracolo! Mi ha detto che si è fatto due giorni in piazza, è contento di quel che sta succedendo "Mubarak a casa, via, subito" (anche stamattina lo ribadiva "Colpa dell'Europa e degli Stati Uniti, vogliamo le elezioni!"), poi è rientrato in anticipo perché aveva paura che chiudessero l'aeroporto.
Stamattina mi ha dato una bustina bianca da lettere "Un regalo dell'Egitto". Dentro c'era una penna con la maschera di Tutankhamon disegnata sopra. Una di quelle cose plasticose da bookshop del museo. Io in Egitto non ci sono mai stata.

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1 commento:

Il Mors ha detto...

Buone notizie. Fanno sempre bene al cuore.

 

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