febbraio 19, 2012

Suzie Q lapidaria sul Festivàl

Mbé certo guardo Sanremo, tratratra, lo guardo quasi sempre, zuzuzu, poi è bello commentarlo on-line in compagnia, pereperepere. Poi non sono sola, accanto a me c'è la gatta, creatura di gusto sopraffino. Dalla vostra inviata dalla cuccia riscaldata, la critica d'assalto, la #occupytermosifòn per eccellenza.


PRIMA SERATA

Sguardo d'odio catturato durante l'incomprensibile sproloquio di Celentano

SECONDA SERATA

Visibile imbarazzo per le esibizioni dei Soliti Idioti

TERZA SERATA

Distoglie lo sguardo per pietà felina durante le inquietanti risate di Ivanka

QUARTA SERATA

Gira le terga dopo un'ora di Festival

QUINTA SERATA

Si rifiuta di guardare e ascoltare Celentano

Bella Geppi, brava


---

febbraio 12, 2012

Una zuppa da scaldare

Siccome è da tre settimane che radio, tele, mailing list e spam mi sfracellano i coglioni con 'sta (ricorrente) zuppa del San Valentino, ho fatto in tempo anche a ricostruirli e a sviluppare una certa qual bonaria tolleranza nei confronti della festa degli innamorati. Perché, appunto, è la festa degli innamorati, non quella delle coppiette che si sbaciucchiano. Io non sono in nessuna coppietta, però... però indulgo all'ammore, tendenzialmente incompiuto. [questo è il momento in cui agito il piede sulla neve con movimenti circolari, faccio lo sguardo indifferente, metto le mani dietro la schiena e inizio a fischiettare].

E quindi Buon San Valentino a me e a quel povero sentimento che è l'amor mio. L'ho ritrovato, sai? Povero, sfacciato, impacciato, confuso e anche un po' incazzato.
Ora mi tocca coccolarlo in solitudine, fargli le carezzine e riempirmici il respiro, rassicurandolo che prima o poi arriverà il momento in cui te lo lancerò in faccia come una palla di neve farinosa.

Tu intanto scappa: è l'amor mio che conta.

---

febbraio 07, 2012

La gamification del flirt

Siccome a qualcuno, nella vita, capita di vivere i problemi dell'adolescenza nell'età sbagliata (quella adulta), ecco una soluzione divertente per gestire il problema diffuso del "LO CHIAMO O NON LO CHIAMO?". Il problema è di natura a me aliena, ma abbastanza frequente tra le persone che hanno una vita e dei rapporti con l'altro sesso, DICHENO.

Dai, tanto la conosciamo tutte la risposta a questo drammaticissimo quesito: NON. DEVI. CHIAMARLO.

Non lo devi chiamare perché se gli interessi prima o poi ti chiama lui (ed è sempre "poi", non "prima").
Non lo devi chiamare perché se gli interessi, ma nel frattempo viene distratto da un'altra, non ti chiama.
Non lo devi chiamare perché, oh vaffanculo eh, sempre tu devi chiamare? E smettila!

Però, c'è sempre un però, il buon senso è messo a dura prova da chattine, messaggelli, poketti, twittamenti, likazzi, whatsappuzzi e viberini. Con tutte 'ste opportunità di contatto, è troppo difficile sparire facendo pesare una (assai ipotetica) assenza.

Il sistema migliore è distrarsi, trasformando l'adolescenziale e inutile dilemma in giuoco. Gamificando il flirt.

Il gioco si fa in due. Oltre a voi (Player 1) serve il Player 2: un'amica compiacente, paziente e al corrente dei fatti.

Quotidianamente la Sventurata Flirtosa (Player 1) notifica via SMS all'amica il computo dei giorni di communication breakdown: "Ciao amica, sono Sventurata F., non lo contatto da due giorni", sarà il tenore dei messaggi. Nulla di diverso dagli alcolisti anonimi. Anzi, se ci mettete un po' di orgoglio, oltre al capello spettinato, sarete più credibili.

L'amica, ricevuto il messaggio, provvede a rispondere con un applauso, parole di incoraggiamento a piacimento e - qui arriva la gamification, l'achievement, il trofeo meritato dopo tanto sacrifizio - un premio da computare in medagliette, cazzetti, caramelline, cioccolatini, fate voi (la Flirt Gamification Society che qui immantinente fondo non offre al momento un preciso kit di gioco).

Con conteggio crescente potete computare stelline speciali da sbloccare al decimo giorno, fino a pianificare coppe nel caso venissero sbloccati achievement di un certo livello (per esempio attendere qualche giorno per rispondere a eventuali contatti, negarsi per un appuntamento millantando impegni che non esistono e così via, insomma le solite puttanate che ci si mette in testa a seconda dei picchi ormonali per convincerci che a lui proprio non la do, non la do non la do, ma sì gliela do).

Il ruolo dell'amica è fondamentale nel crysis management, ossia quando Sventurata è in SMC - Sindrome da Messaggetto Compusivo (bruciassero tutti i messaggetti, TUTTI. "Salva la tua vita, non mandare i messaggetti"). Player 1, in questi casi, non deve giocare sporco né barare. Difficilmente lo farà, perché Player 2 è anche un'amica consigliera al corrente dei fatti, dotata magari di un minimo di buonsenso. Sarà quindi inevitabile la richiesta di consiglio "CHEFFACCIO GLI SCRIVO? CHE SCRIVO? COSA SCRIVO?".
La gamification prevede la minaccia di penalità, dalla sottrazione del punteggio accumulato, fino all'obbligo di ricominciare il conteggio con dei punti negativi (qui si configura un achievement in negativo, lo chiameremo "Atalanta").
Sulle situazioni delicate di possibile sblocco si possono ammettere contrattazioni del tenore "Rinuncio a otto stelline se mi autorizzi a ricontattarlo per [generica scusa di ricognizione per rientrare in contatto con persona sfuggita da radar]". Sai mai. Che. Praticare però solo se riparate da punteggi alti.

Non vi assicuro che funzioni (in realtà sarebbe meglio non funzionasse e che la gente si frequentasse senza 'ste menate), però è divertente, è come contare i giorni del ciclo, anzi quasi quasi ci faccio pure un'app.

Poi chiaramente, se va tutto bene col tipo, ci facciamo tutte assieme un barbecue a base di carne di maiale, da brave Giovani Marmotte.

---

Olisticose

Ho sempre vissuto in case stipate di oggetti, dominate dalla quantità di libri, cassette, film, fumetti, ninnoli e giocoli. E lo sottolineo con una frase che mi sta parecchio antipatica quando la leggo altrove: chi mi conosce bene sa cosa intendo.
Le cose che possiedi, man mano che si accumulano, iniziano a possedere te, cominci a rispecchiartici, a vederle come tua emanazione, diventano la via più facile per ricordarti chi sei.

Nell'anno in cui tutti i miei effetti personali sono stati rinchiusi in una ventina abbondante di scatoloni, ho patito le pene dell'inferno perché "non avevo le mie cose", non avevo più la stampella dell'oggetto, del ricordo, del promemoria, del contenitore morbido e sicuro, del mio contenuto di cui vado fiera.
Credo di non aver mai provato così tanto affanno nel vivere la lontananza dalle mie cose. Continuavo a ripetere che mi mancavano le mie cose, mi domandavo come potessi vivere senza le mie cosecose, le mie cosecosecose poverine chiuse là, dentro le scatole, le mie cosecosecosecose, senza di loro chi sono io?

Poi, arrivato il trasloco nella casa e sistemati i mobili, ho riaperto gli scatoloni e le cosecosissime tanto rimpiante mi erano estranee. Ho avuto una crisi di rigetto inaudita che ancora oggi mi stupisce, ma che ho salutato come una liberazione. Quegli oggetti erano ancora miei ma non mi possedevano più.

Ho tradito le mie bambole. Le amavo, le fotografavo, le coccolavo con lo sguardo, le portavo in giro a mostre, le vestivo, mi crucciavo di non dedicare loro tutto il tempo che volevo. Ora stanno lì in corridoio e le vedo solo se proprio voglio guardarle, ma sono discrete e non si fanno notare.
Ho tradito i miei libri. Gran parte di quelli letti sta in cantina accanto a quelli da leggere ma che so che non mi tenteranno a stretto giro di tempo.
Ho tradito i miei videogiochi. Non li gioco, pussa via, tutti sopra l'armadio, dentro una scatola.
Ho tradito i miei fumetti, anche se la gran parte è a Verona e un'altra parte non è mai stata mia.
Ho tradito la mia collezione di stoffe, anche se forse è quella che più spesso mi spinge a prendere la scala, arrampicarmi sopra gli scaffali per accarezzarle e sognare.
Ho tradito i CD e i film, li ho infilati nei ripiani bassi dove non si vedono. Tra l'altro questa categoria di articoli non la compro neanche più, guardo quel che passa la TV e al massimo scarico qualche serie.

Mi sono liberata dell'idea che una persona entri in casa mia, passi in rassegna con lo sguardo le mie cose e si faccia un'idea di chi sono, della mia storia, dei miei gusti, delle mie tendenze. Non voglio che mi si qualifichi per ciò che ho accumulato fuori, ma per quel che mi è rimasto dentro. Distorto, vissuto, dimenticato, frammentario, ma almeno dentro.

E' stato faticoso, soprattutto per una tipetta smemorata e poco concentrata come me, perché vivere nelle cose, esserci in mezzo, averle attorno, mi offre comunque la possibilità di ricordarle, sono tante lamelle che quotidianamente si sovrappongono sugli scaffali della memoria. E' colpa, è merito della quantità, della sensazione di sopraffazione e riempimento che danno le tantecose. Se le cose non le vedi, fai fatica a quantificarle, e se non le vedi a volte pensi che non ti siano neanche passate sotto il naso. E invece no, ci sono lo stesso.

Ora mi capita spesso di non ricordare se ho letto o meno un fumetto. Non ricordo più le serie delle bambole, non ricordo autori, registi, attori, finali di film, canzoni, album, nomi, i nomi, che casino i nomi.
Non riesco a riempirmi la bocca di numeri, citazioni, ma davanti ai miei occhi è passata tantarobba, ma tantadiquellarobba che non vedrete mai esposta in casa mia e che non ha senso rovesciare addosso a chiunque bazzichi nei miei dintorni.
Però succede anche che quando le cose mi servono davvero per ricostruire un ricordo, una conversazione, non ho bisogno di andarle a prendere dagli scaffali di un museo pagato a caro prezzo. Quando sanno che è ora di farsi notare, loro ritornano, riemergono da un non so dove della mia zuccabalucca, arrivano da sole sulle loro gambe, per servirmi e riverirmi, "Elena, siamo qui, hai bisogno di noi?".

Tutto questo mi è tornato alla mente perché trovo impagabile la liberazione che provo nel tenere solo due, tre libri da leggere dentro al Kindle. Like a virgin.


---




gennaio 31, 2012

La vedi quella luce?

Quando nevica ho voglia di camminare sulla neve.
Stasera aspettavo smettesse di nevicare per uscire e camminare nei prati davanti a casa. Poi non ha smesso e sono uscita lo stesso, ché tanto non mi ammalo mai, e non sarà certo del ghiaccio sulle spalle imbottite e sul cappuccio a farmi del male.
Ora che sono tornata a casa mi sento bollire, perché dopo il freddofreddo c'è il caldocaldo, e sento anche il sangue pulsare nelle gambe e sulle guance, sul dorso della mani e sulla punta del naso.

La vedi quella luce piccolina? E' quella di casa mia. Quando sono in casa, crepi il risparmio energetico, sto sempre con la luce accesa in due stanze, perché una sola, dove serve, è troppo poco. E voglio tanta luce, ecco perché non amo le lampadine a fluorescenza.


Le vedi quelle orme? Sono quelle di una persona convinta di camminare dritto, e guarda poi che sghiribizzi ti combina senza rendersene conto. E poi se ne compiace pure fotografandoli.

Lo vedi quel giardino? Una volta c'era solo il fango e ci veniva a giocare a calcio il mondo.

E guarda lì, di solito ho tanta paura a stare sopra la grata, ho le vertigini. Ma c'è la neve, e tutto sembra più soffice.

E' così dolce e devastante tutto, pare perfetto, e invece cammino storta, la grata cede, la lampadina si fulmina, sotto la neve c'è il fango, e se alzo i tergicristalli della mia macchina uno mi rimane in mano. Quindi non capisco perché dovrebbe avere un senso dirti che ti amo protetta da una montagna di neve.

--

gennaio 23, 2012

Una delle mie solite sbroccate

Puntuale come l'influenza che non arriva mai, il grande classico di Puffetti Rosa: lo sbrocco contro il realismo cinico, vincente e scanzonato con cui viene spesso venduto e propinato il prodotto "donna/uomo single". Una vita di divertiamoci AYEYEYE, che val bene sorvolare su tutto, approfittane CAZZO, DAICAZZO, zompettando di letto in letto, la risposta sta nel non chiedere, viva la palestra, viva la LIBBBBERTA', LIBBBBERTA'!!! (come urlava quel coglione mentre lo portavano alla gogna), e che solo gli sfigati soffrono per amore, mentre gestire una vita sessuale libera e disimpegnata sarebbe la via sicura per il benessere certo, e chi non la fa è proprio un baccalà... vado avanti? Ma no, dai, son sempre le solite cose...

Se volete dirmi che la soluzione patinata e meglio vendibile all'essere single sia quella agevolata da Carrie e compagnia bella (valido ambosessi), allora avete ragione. Anche a me piacerebbe vestirmi vintage Dior e indossare in pieno inverno abiti impalpabili senza sotto la biancheria. E poi conoscere un tipo in un locale, avvertire la chimica entro il minuto dieci, esserci a letto entro il minuto centoventi, salutarsi e addio entro il minuto trecentosessanta.

Tuttavia scrivo pro domo mea, descrivo una vita fatta di normalità e non la sceneggiatura di una serie di successo. E per quello stile di vita lassù bisogna esserci portati. A tali livelli escono dei capolavori che solo certi maschi e femmine di mia conoscenza sanno creare.

Se sei come me, invece, tieni l'antenna alzata e ti ci butti giusto quando capita l'occasione, ma di solito verso il minuto duecentoquaranta l'effetto dell'alcool si è esaurito e ti domandi se c'è qualche malattia strana che passa attraverso il profilattico, oppure al minuto centotrentacinque a lui è venuto moscio per il troppo alcool quindi ciao. Quindi magari la volta dopo ci pensi due volte, e poi magari anche no, grazie.

Ma in generale, dico, non è che si deve per forza condurre una vita libertina solo perché non si è accoppiati. A me, per esempio, riesce meglio evitare di vivere di espedienti sentimentali (chiamiamoli così) per occupare il tempo e la vagina, ma è una questione di naturale propensione che assecondo senza particolari sacrifici.

Ci ho anche provato, eh, perché no? Poi è anche seguito l'ordine di ammainare le vele perché, anima mia, per favore, risparmiami dalle complicazioni. Già. Per me sono "complicazioni" quelle che altri vanno cercando per evitarne altre.

Persone single, ditelo a voce alta, per favore. Capita anche di passare lunghissimi periodi senza scopare, senza limonare, senza essere i fighissimi di Rete 4, e poter dire di avere una vita piacevole, a volte un po' frustrata dalla solitudine forzata, ma a questo punto presumo non meno frustrata di quella delle tante formichine che si adoperano in modo forsennato nella ricerca di un partner occasionale. Ossia, facile dire che una persona è acida perché non scopa, ma allora, se proprio dobbiamo tagliare il prosciutto a fette spesse due centimetri, secondo me una persona rischia di diventar acida anche perché scopa troppo con le persone sbagliate, convinta di aver raggiunto la libertà sessuale.

Quindi, a bomba, il finale doveroso che ammansisce il mondo è quello IMHO: lo stile vita figo, facile, lo si riesce a raggiungere con ottimi risultati solo se ci si è naturalmente portati. Applicarcisi magari aiuta, e in questo senso confesso di non essermi impegnata molto, nel tempo.
Al momento conduco lo stile di vita più adeguato al mio carattere e al mio spirito. Oggettivamente è un grande spreco di corpo, ma non vi dico il sollievo e la quiete per l'animo.
Oh, ma che noia da raccontare, però.

---

gennaio 16, 2012

Guance in fiamme

E ritorniamo a queste rosee pagine verticali, inutili e cancellate... parliamo del tempo.
Le ortensie che gemmano a inizio gennaio non sono un bel segnale per questo grazioso corpo a riposo gorettiano. Il clima rigido è fondamentale per mantenere i propositi di ordine mentale e fisico, mentre il dolce tepore pre-primaverile non è proprio lo sparring partner ideale.
Ora, sotto uno strato di ghiaccio, mi sento più soda, protetta, meglio conservata e meno in pericolo, ancora per qualche settimana.

gennaio 11, 2012

RuMiGinando

A volte penso che non a tutti capitano le fortune che ho avuto io. E quindi non ha senso che mi lamenti. Magari ho già dato. E magari più avanti ancora darò.
Facciamo quella cosa lì.
Poi basta. Facciamo che incomincio una nuova vita.

'gnafò.
'gnafò sul serio.
Mi dedico ad altro.
Lo giuro.
Nulla che sia vertebrato.

dicembre 30, 2011

Non sei sola a Capodanno, se non ci pensi

La totale astrazione della solitudine, in occasione del Capodanno e dei festeggiamenti forzosi, è rendermi conto che il 31 dicembre è davvero una serata come tutte le altre. E pensare di trascorrerla da sola non tanto come puntiglio vermilinguo, ma senza farci caso, come fosse un'altra delle numerose serate solitarie capitate in questo dannatissimo 2011.
Toccato questo fondo, mi viene altrettanto naturale andare a cena da amici, come una qualsiasi altra sera.
Star bene e pensare non tanto al Capodanno, ma a tutto quello che magari ne seguirà.
Di questa ultima frase non sono molto convinta, però sono curiosa di vedere se e cosa può accadere ancora.


---

dicembre 23, 2011

Regalo di Natale

Sì, vuoi parlare dei fumetti, ma io mi imbarazzo, hanno una storia che non racconto mai. Sì, mi chiedi come sto, ma mi stai chiedendo altro. Allora io ti rispondo come sto, ma ti sto dicendo altro. Ché sto cercando di pensare che sia tutto normale, solo normale, normale noi, normale si esce, normale silenzio, normale auto, normale fanculo, normale occhi, normale mano, normale chiedo, normale rispondi, normale sorrido, normale svieni, normale braccio, normale vieni qui dai, normale tutto. Un regalo di normalità così sciocco da vergognarmi di essermelo preso.
Grazie, comunque.

(post che parte due volte perché sto facendo delle prove coi feed, va tutto bene)

dicembre 21, 2011

Dottore, ho la cuoricella!


La cuoricella è quella malattia infettiva che ti viene quando stai troppo vicino a (o troppo lontano da) una persona che ti fa fare tumtum al coresìn. Di solito ci si ammala di cuoricella per i troppi bacilli. Per guarire è necessaria la quarantena. Quando ci si ammala di cuoricella è meglio non stuzzicare le ferite, altrimenti rimane il segno per sempre.
(grazie alla zia Serena per il lavoro estemporaneo di grafica)

dicembre 20, 2011

Prova, poi scancello

Post di prova, c'è qualcosa che non mi ritorna nei feed.

dicembre 19, 2011

Gufare

Ciao sono io, col mio maglione dei gufi fatto a mano da me

dicembre 07, 2011

Buon ponte, quindi.

Ieri ero fuori con le amiche. ho detto loro che ero giù di morale per colpa del lavoro e che ero ipersensibile per via della PMS. Ho scherzato raccontando delle mie disavventure sentimentali, situazioni che, chioso pigramente, sono fortunate a non vivere più, visto che sono fidanzate da tantissimi anni. Poi, a fine serata, una di loro mi salta fuori "out of blue" dicendomi (col il classico e preambolo "Sei carina, intelligente e autonoma, mi domando perché blablabla") "sei un po' troppo chiusa di mentalità".
Le ho detto che non è il momento giusto, che le cose non girano bene, che mi son fatta una ragione anche a restar sola ancora per molto tempo.
Non lo so perché è così difficile spiegare che, pur avendo sicuramente voglia di avere una dimensione sentimentale, non mi sbatto a cercarla.
Io penso che le cose belle accadano e fine.
E siccome di cose belle ne ho vissute (e anzi, penso di essere una persona fortunata perché me ne sono successe tante) so come succedono, prima o poi.

Puoi dannarti, puoi essere dovunque, sempre in forma, socialissima, ma se la ruota gira a rovescio non vai avanti.
Non si è soli nelle relazioni, nel rapportarsi agli altri. C'è sempre qualcun altro che può avere di fronte la donna più carina, intelligente, autonoma e magari anche aperta di mentalità e non vederla. E invece, andando di cliché in cliché, morire dietro a una donna bruttina, rintronata, incapace di trovare una strada in macchina e pure avvolta su se stessa come una chiocciola. E magari al supermercato fa la furba cercando di passarti davanti in coda.

Se non è il momento giusto, non sei nessuno per gli altri. Conti come una nocciolina. Devi sbatterti in modo anomalo anche solo per far capire a una persona che magari quattro ore trascorse assieme possono essere piacevoli anche senza fare un cazzo. Perché non sei nessuno prima e dopo quelle quattro ore. Durante, se ti va bene, sei un bel momento.
Sì, c'è una persona a cui tengo ma con cui proprio non ho un barlume di sviluppo, e mi rendo conto che sono miei punti energia spesi malissimo. Ma che ci posso fare, non sono al mercato del pesce, dove annuso quello che puzza, giro i tacchi e me ne vado. Col cuoricillo, almeno il mio, la faccenda è un po' diversa.

Non lo so voi come fate ad aver tutto questo ricambio di uomini, di donne e di criceti: una volta non si usava semplicemente innamorarsi ed essere felici?

Di certo non penso che passare un ponte in casa a lavorare a maglia sul divano con la gatta accanto sia un buon modo per crearmi una vita sentimentale. Però scalda il cuore.
Buon ponte, quindi.

dicembre 01, 2011

Entrambe piacevoli, dall'una e dall'altra ne vorrei

Galleria di Milano, ieri verso l'una

Galleria di Milano - 1912 - Carlo Carrà

novembre 29, 2011

Un nuovo nome per i filati sottili, elogio collaterale della lentezza

Un paio di settimane fa, grazie anche al cortese versamento dello stipendio di agosto, mi sono finalmente potuta permettere di ordinare dal Regno Unito un paio di filati per i lavori a maglia invernali. Ne esco ispirata per due post magliari che interesseranno giusto a chi inserirà in Google le parole chiave "4 ply", "bondage", "Jacob", "pecora".

La prima spedizione è arrivata in fretta: si tratta di un Rowan Cashsoft 4 ply di colore blu scuro. Il filato è un 57% Merino (da omonima pecora) 33% Microfiber (sintetico), 10% cashmere (da omonima capra).

Cosa cavolo significa 4 ply? Non vedete l'ora di saperlo, vero?

È una convenzione usata nel Regno Unito, in Nuova Zelanda e in Australia per indicare che (occhio alle ripetizioni) “il filato è stato filato con quattro fili” (filamentosi, filanti, filari, filotto, filomena, filzi, filippo). Sono quattro fili attorcigliati a spirale tra loro.
Spiegata così è un'unità di misura che, presa solo numericamente, è abbastanza relativa perché non dà l'idea dello spessore del filato (che, a rigor di logica dipenderebbe da quella dei quattro fili, che potrebbero essere fatti di fibre diverse, animali, vegetali, sintetiche... ma una volta era tutto più semplice: c’era praticamente solo la lana). Invece (TA-DAH, magia del Commonwhealth), 4 ply indica solo una categoria di filato sottile da lavorare con ferri dal diametro piccolo (dai 2,5 ai 3,25 millimetri).
Quindi non mettetevi ad attorcigliare quattro cavetti USB per poi esclamare soddisfatti "È un filato 4 ply". Non funziona così, perlomeno se volete lavorare a maglia e non trovare scuse per strane pratiche bondage.
Gli americani, più pragmatici, definiscono filati del genere col termine FINGERING, in una scala di undici pesi che parte dal Thread e arriva al Super Bulky (il Fingering è quinto in classifica). Se sapete l'inglese, si tratta di definizioni parecchio evocative: è un po’ come apostrofare Adele come “la cicciona” invece di definirla, col bilancino alla mano “una balena da 160 chili o poco più". *

Con la solita, rozza prosaicità che mi contraddistingue, aggiungerei una nuova forma di classificazione del 4 ply denominata DUECOGLIONI.
Sarà che ho deciso di farne un abitino carino corto da indossare con i leggings, sarà che il punto di partenza è un pizzo (neanche troppo elaborato, ma pur sempre un pizzo, quindi un motivo che porta via un po’ di tempo in fase di lavorazione perché richiede attenzione e la probabilità di sbagliare è alta), ma mi pare di lavorare alla tela di Penelope. E’ da quindici giorni che ho iniziato, e con ‘sto 4 ply avrò fatto un 10 cm x 45 cm di lavoro. 10 centimetri di altezza, 45 di larghezza. È vero che ho fatto degli errori nelle diminuzioni che mi hanno costretto a disfare tutto tre volte, ma ci sono dei momenti che mi metto lì, lavoro un’oretta e mezza, e mi pare di non esser andata avanti per nulla.
Nonostante il tono polemico di queste ultime considerazioni (fatte con la parte più razionale di me, quella del “ma chi me l’ha fatto fare?”), tutto procede in modo molto zen, tibetano, mandaloso. Par strano, ma l’insensatezza di mettersi a fare a mano un abitino che porterà via almeno tre mesi di lavoro è compensata dalla bellezza di star lì con questo filato soffice tra le dita e vederlo trasformarsi e prender forma con lentezza. Duecoglioni sì, ma che relax, signori.
Il Rowan Cashsoft, in particolare, è morbidissimo, mi tufferei in una vasca di questo filato e mi ci addormenterei. Inoltre una volta lavorato rende benissimo: la percentuale di microfibra dà lucentezza e stabilità al lavoro, quindi se si ha una buona manina regolare nel lavorare ai ferri, il risultato può addirittura sembrare perfetto, senza quell'aria un po' arruffata e artigianale (che in realtà a me piace molto) dei lavori fatti a mano. E poi non posso riempirmi di cappellini, io di cappelli non ne porto. E di sciarpe ne ho già tre. E i calzini si fanno con filati ancora più sottili del DUECOGLIONI.

[presto, magari domani, il prossimo post in cantiere sull’allegra maglieria della RuMi, parola chiave "Jacob"]


*Questa categorizzazione è molto usata per identificare il filato corretto per realizzare un lavoro a maglia. Dato un cartamodello su una rivista (il punto di partenza per la gran parte dei magliari) e l’indicazione del filato da usare, è possibile scegliere filati alternativi, magari di maggior gradimento, con poco margine di errore nello sviluppo delle dimensioni. A parità di “peso”, infatti, i correttivi possono essere apportati aumentando o diminuendo la dimensione del ferro di mezza misura (più facile) o intervenendo sulla tensione del filo quando si lavora (è molto complicato, bisogna avere molta padronanza delle mani). Per questo motivo è consigliato fare sempre un campione 10cmx10cm per capire la resa del filato con il ferro impiegato e con la tensione che ciascuno applica col proprio tocco magico. Nota di costume: io ho la mano abbastanza lasca.

novembre 23, 2011

And I swear that I don't have a gun

*Giurare che non lo faccio più è troppo. C'è dello squilibrio nel pubblicare e cancellare. Nel ripubblicare infine c'è del diabolico. Ma dal diabolico nasce tutto questo...*

Amico, che è una persona lucida e seria.
Amico è una persona lucida e seria, ho detto.
(e gli voglio bene sempre, tanto, a lui e alla donna sua).

In generale poi, gli amici, degli amici loro, pensano sempre le cose belle e ogni tanto glielo dicono.
Quindi non è che son qui a vantarmene. E' che Amico, persona lucida e seria, mi ha detto una cosa vera.

E quando le cose te le dicono nel momento giusto, a te non rimane altro che allargare le braccia e rispondere "Ma sai che hai proprio ragione e che questa è la prospettiva giusta?".

Cosa ha detto Amico.

"Elena, lo so che a questa persona ci tieni e quindi scusami, però mi sta proprio sul culo perché non apprezza il gioiellino che gli è capitato per le mani".


novembre 11, 2011

Lip-glossa puzzolata astrologica 2012

Spuntano come funghi (non porcini in foreste di larici) gli oroscopi 2012. In attesa di quello della Bonomi, on-line ne trovo di cotte e di crude, tendenzialmente positive o comunque meno conservative rispetto gli ultimi due anni.

Certo che sono pochi gli astrologi sintetici e, se lo sono, rispondono al nome di Sbrenzy, uno che ti racconta storielle tanto strambe da prevedere una serie televisiva troppo indie e un po' scanzonata, roba da sciampiste si riconoscono così tanto da belare "Che beeeeeelo, sono troppo io".

Quindi copio in giro e taglio, estraggo pezzi a piacimento e monto dal peggio del Web, programmando la pubblicazione alle ore 11e11 dell'11.11.11. Rendendo così omaggio alle vaccate quotidiane che rendono indimenticabile ogni singola.cazzo.di.giornata.


Troverai nel tuo partner [miocosadove?] un alleato [una simmachìa va bene?] che ti conforterà [ma quale?] e ti sosterrà [ma cosa?] nelle tue decisioni [ma quali?]. Non esitare a chiedergli [ma chi?] consiglio, sarà contento di aiutarti [e grazie eh! Se volevo un Gran Ciambellano me lo nominavo d'ufficio e gli pagavo regolare stipendio]. Single [IO IO IO IO!], è presso i tuoi amici [eccallà, come al solito] che troverai il sostegno [un bel vincastrone no?] di cui hai bisogno [di cazzo]. Sarai talmente preoccupata dalla tua vita professionale [eh, dioquidiolà] che ti accorgerai appena che c’è qualcuno che si interessa a te [quello è normale, ma basta che lo sventoli. Se è grosso a sufficienza lo vedo, tranquillo]. E se invece fosse la persona giusta? [Se non è figo non lo è. spe che vado a controllà la lista dei michetti di Facebook]


Quando le Stelle sono così favorevoli come per la Bilancia nel 2012 [oddio piagno, piagno, le stelle sono favorevoli BEPPE!], ci piace aprire l’oroscopo annunciando subito che si tratterà di una annata davvero entusiasmante [c'è dell'entusiasmo ODDIO!]. Non vediamo straordinari eventi che possano rivoluzionarvi la vita in un giorno [meglio, vah, ziocristo odio le sorprese], bensì un insieme di cose che funzioneranno davvero bene [oddioooh OODDIO], dandovi soddisfazioni [I can't get no], serenità e agi [sbanco. Signori SBANCO]. E’ probabile che si tratti dei frutti di molte semine avvenute negli scorsi anni [oddio non ho molto il pollice verde, ma ho seminato amore e dolcezza a gratis, signori, vediamo che succede], ma questo non sarà ben compreso da alcune persone a voi care [imbecilli], che potrebbero essere invidiose della vostra felicità [invidiatemi pure, non vedo l'ora che abbiate qualcosa da invidiarmi]. Ecco, qualche amicizia non così sincera come pensate [mh], potrebbe essere questo l’unico pericolo per voi nel 2012 [OK].

OROSCOPO DELL’AMORE *per i single* [finalmente un sito serio che non dà per scontato che hai un cagnolin... un partner]: all’orizzonte si profila, finalmente [eh, con questo "finalmente" dimostrano di saperla lunga], una storia importante e molto intensa [importante me ne frega poco, intensa mi piace]. Lo sarà perchè il partner sarà una persona che conoscete già da tempo [!!!!] o alla quale state "correndo" dietro [!!! lol !!! In effetti sto facendo una maratona, signori, non vi dico... per fortuna che ogni tanto ci sono dei punti di ristoro]. Non sarà un colpo di fulmine [chiaro, se gli corro dietro significa che scappa, stostronzo], non sarà un corteggiamento veloce [eh ma dai], ma voi non forzate [non c'ho voglia, mi stufo] e lasciate che l’amore faccia il suo corso [io sì, ma la mia lavatrice lo sa?]. Vedrete che tutto nascerà spontaneamente [spontaneo come le padellate che gli tirerei in testa per fargli male] e sarete molto felici [giuro che se succede vendo lo scoop]. Questa storia vi farà anche cambiare tipo di vita [nonononononononoono].
OROSCOPO DELLA FORTUNA: ok, sarà un 2012 memorabile [ri-piagnooo], ma non dovete aspettarvi grossi colpi di fortuna [ah.]. Ciò che di buono vi accadrà non sarà frutto del caso [ah. OK] e, come dicevamo, non succederanno eventi improvvisi [sì va bene ci piace]: ogni buona novità sarà frutto di lavoro e sarà ampiamente preceduta da avvisaglie [in grisaglia]. Questo esclude per voi vincite a giochi e lotterie [non gioco mai], ma potrebbe indicare, ad esempio, possibili guadagni da operazioni più elaborate come gli investimenti in borsa [in borsette, forse].


AMORE: Sarai parecchio attratto da qualcuno che corrisponde esattamente ai tuoi ideali estetici [vorrei sapere quando non lo sono. Per me è semplice: sono attratta SOLO da chi risponde ai miei ideali estetici, il bello dentro è secondario]. Si sa che ami profondamente tutto ciò che è bello e armonioso [cìcìcì], e non potrai non subire il fascino di una persona che troverai davvero “bella” [eh].
All’inizio sarai un po’ titubante a iniziare la relazione [relazione? oddio c'è da studiare? devo aprir la Wikipedia?] ma lasciati andare e vedrai che non te ne pentirai, anzi [finora me ne sono sempre pentita quindi, caro oroSCOPO non ti scolto]. Questa nuova esperienza ti aiuterà a raggiungere quell’equilibrio e quell’armonia di cui sei costantemente alla ricerca [ahia, sequitur sequoia].

---

novembre 10, 2011

La mattina del bracciomaschio

Faccio questa cosa bruttissima di ripubblicare un post già pubblicato e poi cancellato.
Del resto S. mi dice che non dovevo, che è la neutra cronaca di un fatto.
"Non so perché mi sia ritornata in mente" sarebbe un simpatico artifizio dialettico, invece so bene perché mi è tornata in mente: stavo facendo un rendiconto consuntivo generale di stato, poi un amico mi ha detto che. Io gli ho dato ragione e mi sono ripromessa di. Poi ieri è successo che.
E allora mi è tornata alla mente la mattina del bracciomaschio, e la ripubblico con la promessa di non cancellarla.

--

Nei vostri postriboli accadrà spesso, ma non stupitevi se vi dico che qui non è mai capitato di esser svegliata nel letto da un bel bracciomaschio che cerca di abbracciarmi, poi OH CHE CAZZO E' QUESTO, DIOSANTO, ODDIO UN BACIO SULLA SPALLAH, OH DICO, aiuto, un momento di intimità dolcettosa, non ero pronta, sicuramente quelle labbra hanno avuto un RIFLESSO INCONDIZIONATO NEL SONNO, nonvale-nonvale, lo sanno tutti che non-vale, BANDUS. ARIBANDUS.

AH NO.

Ma sticazzi, ma S-T-I-G-R-A-N-C-A-Z-Z-I.
Ebbasta con sto nichilismo disincantato da donna single che tutto sa e gestisce guardando le cose col distacco della terza persona. Io di ste cose proprio non capisco una mazza perché mea culpa- non ero a lezione quando le spiegavano.

Al massimo posso dire che una coccola sincera è proprio simpatica e gustosa e che, ohfanculoeh, ne vorrei ancora, ma poi partono le battutacce grevi "C'ha voglia di cazzo" (come se fosse pure una cosa di cui vergognarsi, solo che la ritengo abbastanza ridicola e fuoriviante, rivolta nei miei confronti e pure nella fattispecie).

Io ho solo voglia di star bene e serena. Se poi deve essere solo per poco, basta che io sia stata bellissima.

Qualcosa di bello, oltre a me medesima (che bellaperbella son pur sempre e solo io), arriverà, presumo.

Ogni riferimento a blablabla... puramente casuale blablabla.
---

novembre 04, 2011

I'm spinning (oh, I'm spinning)

Dovevo trovare una scusa per postare la soluzione definitiva a tutti i mali del mondo, ma è la seconda volta che lo dico qui. E' che non ho voglia di cercare, ma sono certa di aver già scritto questo post.

Comunque quella è la bicicletta a bordo piscina, del marmo nell'angolo in basso a sinistra.

Ma non divaghiamo. Perché la soluzione, lo sappiamo tutti, vero, non c'è modo di discuterla in modo democratico, questa è una presa di posizione assolutista, monarchica, egemoniaca, dominatrice del mondo intero. La soluzione è la bellezza, e la bellezza è sempre e solo qui.




 

Puffetti rosa - Un blog riaperto Puffetti Rosa is Designed by Serena