dicembre 20, 2011
dicembre 19, 2011
dicembre 07, 2011
Buon ponte, quindi.
dicembre 01, 2011
novembre 29, 2011
Un nuovo nome per i filati sottili, elogio collaterale della lentezza
Un paio di settimane fa, grazie anche al cortese versamento dello stipendio di agosto, mi sono finalmente potuta permettere di ordinare dal Regno Unito un paio di filati per i lavori a maglia invernali. Ne esco ispirata per due post magliari che interesseranno giusto a chi inserirà in Google le parole chiave "4 ply", "bondage", "Jacob", "pecora".
La prima spedizione è arrivata in fretta: si tratta di un Rowan Cashsoft 4 ply di colore blu scuro. Il filato è un 57% Merino (da omonima pecora) 33% Microfiber (sintetico), 10% cashmere (da omonima capra).
Cosa cavolo significa 4 ply? Non vedete l'ora di saperlo, vero?
È una convenzione usata nel Regno Unito, in Nuova Zelanda e in Australia per indicare che (occhio alle ripetizioni) “il filato è stato filato con quattro fili” (filamentosi, filanti, filari, filotto, filomena, filzi, filippo). Sono quattro fili attorcigliati a spirale tra loro.
Spiegata così è un'unità di misura che, presa solo numericamente, è abbastanza relativa perché non dà l'idea dello spessore del filato (che, a rigor di logica dipenderebbe da quella dei quattro fili, che potrebbero essere fatti di fibre diverse, animali, vegetali, sintetiche... ma una volta era tutto più semplice: c’era praticamente solo la lana). Invece (TA-DAH, magia del Commonwhealth), 4 ply indica solo una categoria di filato sottile da lavorare con ferri dal diametro piccolo (dai 2,5 ai 3,25 millimetri).
Quindi non mettetevi ad attorcigliare quattro cavetti USB per poi esclamare soddisfatti "È un filato 4 ply". Non funziona così, perlomeno se volete lavorare a maglia e non trovare scuse per strane pratiche bondage.
Gli americani, più pragmatici, definiscono filati del genere col termine FINGERING, in una scala di undici pesi che parte dal Thread e arriva al Super Bulky (il Fingering è quinto in classifica). Se sapete l'inglese, si tratta di definizioni parecchio evocative: è un po’ come apostrofare Adele come “la cicciona” invece di definirla, col bilancino alla mano “una balena da 160 chili o poco più". *
Con la solita, rozza prosaicità che mi contraddistingue, aggiungerei una nuova forma di classificazione del 4 ply denominata DUECOGLIONI.
Sarà che ho deciso di farne un abitino carino corto da indossare con i leggings, sarà che il punto di partenza è un pizzo (neanche troppo elaborato, ma pur sempre un pizzo, quindi un motivo che porta via un po’ di tempo in fase di lavorazione perché richiede attenzione e la probabilità di sbagliare è alta), ma mi pare di lavorare alla tela di Penelope. E’ da quindici giorni che ho iniziato, e con ‘sto 4 ply avrò fatto un 10 cm x 45 cm di lavoro. 10 centimetri di altezza, 45 di larghezza. È vero che ho fatto degli errori nelle diminuzioni che mi hanno costretto a disfare tutto tre volte, ma ci sono dei momenti che mi metto lì, lavoro un’oretta e mezza, e mi pare di non esser andata avanti per nulla.
Nonostante il tono polemico di queste ultime considerazioni (fatte con la parte più razionale di me, quella del “ma chi me l’ha fatto fare?”), tutto procede in modo molto zen, tibetano, mandaloso. Par strano, ma l’insensatezza di mettersi a fare a mano un abitino che porterà via almeno tre mesi di lavoro è compensata dalla bellezza di star lì con questo filato soffice tra le dita e vederlo trasformarsi e prender forma con lentezza. Duecoglioni sì, ma che relax, signori.
Il Rowan Cashsoft, in particolare, è morbidissimo, mi tufferei in una vasca di questo filato e mi ci addormenterei. Inoltre una volta lavorato rende benissimo: la percentuale di microfibra dà lucentezza e stabilità al lavoro, quindi se si ha una buona manina regolare nel lavorare ai ferri, il risultato può addirittura sembrare perfetto, senza quell'aria un po' arruffata e artigianale (che in realtà a me piace molto) dei lavori fatti a mano. E poi non posso riempirmi di cappellini, io di cappelli non ne porto. E di sciarpe ne ho già tre. E i calzini si fanno con filati ancora più sottili del DUECOGLIONI.
[presto, magari domani, il prossimo post in cantiere sull’allegra maglieria della RuMi, parola chiave "Jacob"]
*Questa categorizzazione è molto usata per identificare il filato corretto per realizzare un lavoro a maglia. Dato un cartamodello su una rivista (il punto di partenza per la gran parte dei magliari) e l’indicazione del filato da usare, è possibile scegliere filati alternativi, magari di maggior gradimento, con poco margine di errore nello sviluppo delle dimensioni. A parità di “peso”, infatti, i correttivi possono essere apportati aumentando o diminuendo la dimensione del ferro di mezza misura (più facile) o intervenendo sulla tensione del filo quando si lavora (è molto complicato, bisogna avere molta padronanza delle mani). Per questo motivo è consigliato fare sempre un campione 10cmx10cm per capire la resa del filato con il ferro impiegato e con la tensione che ciascuno applica col proprio tocco magico. Nota di costume: io ho la mano abbastanza lasca.
novembre 23, 2011
And I swear that I don't have a gun
novembre 11, 2011
Lip-glossa puzzolata astrologica 2012
Quindi copio in giro e taglio, estraggo pezzi a piacimento e monto dal peggio del Web, programmando la pubblicazione alle ore 11e11 dell'11.11.11. Rendendo così omaggio alle vaccate quotidiane che rendono indimenticabile ogni singola.cazzo.di.giornata.
novembre 10, 2011
La mattina del bracciomaschio
E allora mi è tornata alla mente la mattina del bracciomaschio, e la ripubblico con la promessa di non cancellarla.
novembre 04, 2011
I'm spinning (oh, I'm spinning)
Dovevo trovare una scusa per postare la soluzione definitiva a tutti i mali del mondo, ma è la seconda volta che lo dico qui. E' che non ho voglia di cercare, ma sono certa di aver già scritto questo post.Comunque quella è la bicicletta a bordo piscina, del marmo nell'angolo in basso a sinistra.
ottobre 31, 2011
Surprise! Iniziano le divertite lip-glosse delle previsioni astrologiche 2012
ottobre 27, 2011
Always sitting by your side, always by your side
Stamattina mi si è avvicinata, ha fissato il telefono illuminato che spurgava suoni, sono sicura che ha sentito tutto, ha sentito tutto ne sono certa, perché dopo averlo fissato severamente, mi ha guardata e ha iniziato a baciarmi sul braccio. E non lo so se un gatto è capace di riconoscere le voci e di esprimere pareri, ma è successo così, e sono molto confusa.
ottobre 25, 2011
Sonnecchiamenti
ottobre 16, 2011
La natura delle cose
(ricordo che l'assemblaggio dei vari pezzi è considerato da molti knitter, e tutto sommato pure da me, il passaggio più noioso, ma non ha senso privarsi di deliziosi modelli per evitare di prendere in mano l'ago).

ottobre 10, 2011
Riflessioni di cinghialeria

ottobre 07, 2011
Banalia pensieri d'amore e di morte
ottobre 05, 2011
[intercettazioni] Loop in famiglia
E questo post non potrebbe esistere perché potrei essere denunciata per diffamazione da mia madre, mio padre e dal tipo che non mi caga.
E mio padre potrebbe obbligarmi a rettificare. Pure mamma.
Il tipo potrebbe anche smollarsi un attimo, invece.
Protesta anche tu contro il decreto intercettazioni pubblicando il testo delle tue telefonate personali.
settembre 19, 2011
Siamo in missione per conto del culo di marmo
settembre 17, 2011
No shuffle
settembre 07, 2011
In punta di diritto
Solo dopo il manifesto assenso si può dare per assodata la stipulazione del contratto.
Se ci fate caso, nel codice civile non si accenna mai all'erezione come elemento fondante del consenso. Da questo segue che l'erezione non vale come silente assenso.
agosto 17, 2011
17 ottobre 1998 - Dalla vostra inviata a Forli', Rumi chiama Fat Mike
persone che si sono ritrovate al Palasport : nella banalita' della mia
camicia jeans, mi sono trovata di fronte a miriadi di magliette con
scritte alternative fatte in serie .
Ero quasi contenta che il ciuffo viola che mi ero fatta in un raptus
vacanziero fosse svanito dopo i canonici dieci lavaggi, perche' di
teste viola, gialle e verdi (ma ben pettinate) ce n'erano parecchie .
Da qui la constatazione che l'anticonformismo e' relativo : il punk e'
morto, viva il punk .
Dalla mia postazione in gradinata,ho visto solo due creste insensibili
alla gravita' che si dimenavano nelle prime file.
La scelta di non andare in campo a pogare e' stata presa in quanto si
trattava della mia 'prima volta' ad un concerto non 'vascorossiano', e
,per quanto riguarda l'esperienza NOFX , forse anche l'ultima : non
interpretatemi male, il concerto non e' stato schifoso. Affatto.
Mi ero informata sui costumi del gruppo nelle esibizioni live, ed il
copione e' stato rispettato : insulti a MTV, lanci di scarpe del
pubblico sul palco, rifornimento costante di birra dal backstage,
parolacce comprese tra il 'ciucia la capeeeeeela' d'esordio di El
Hefe, e il 'mother fucker' d'ordinanza.
Quello che non sapevo, e che invece avrei dovuto intuire dal biglietto
pubblicitario, e' che il concerto non era solo dei NOFX, ma anche dei
supporter, ai quali e' stato dato molto spazio .
Non so assolutamente chi erano i quattro poveretti che si sono esibiti
per primi ed hanno fatto da cavie per il check-sound (sicuramente una
band prodotta da Fat Mike): chiedo venia per l'ignoranza e la
disinformazione, ma il biglietto riportava solo la presenza dei Teen
Idols e degli Hi-Standard.
I Teen Idols si sono esibiti infatti per secondi, ed hanno un po'
attizzato il pubblico con la presenza della bionda-coi-codini Heather
: tirandomi addosso sicuramente le ire dei fans di questo gruppo, li
ho trovati molto banali nei loro classici stornelli punk a due voci, e
credo che la bottiglia piena di piscio che il cantante voleva lanciare
sul pubblico fosse te' freddo .
L'atmosfera al Palasport era comunque abbastanza animata da non farmi
meditare alla classica 'fregatura', e con l'arrivo dei giapponesi
Hi-Standard , pure la sottoscritta ha cominciato a scaldarsi : ero
gia' ben disposta dalla mia ultradecennale simpatia per le razze
orientali , e questi tre scimmiottini gialli hanno tenuto la scena ed
il pubblico come Dio comanda : considerando la necessita' scenica di
un batterista sullo sfondo, i due restanti saltavano , correvano,
parlavano, esibivano i loro cin-cin e naturalmente suonavano e
cantavano i loro cavalli di battaglia quali le cover spinte di
'California Dreamin' ' e 'The Pink Panther' , piu' qualche altro pezzo
che non so citare, che pero' ha fatto molta presa.
Passate tre ore dall'inzio del concerto, finalmente arrivano loro, il
fulcro della serata: complimenti a Fat Mike e a mamma sua, perche' il
cantante-bassista-autore di testi ha un impianto fisico niente male,
una statura ragguardevole e due belle spalle larghe.
L'inizio e' rumoroso, lo stile e' inconfondibile, la voce e' quella:
sono loro, sono i NOFX che ascolto a casa. Dopo la seconda canzone
(Champs Elysees) ci sono dei problemi tennici : la chitarra di Eric
Melvin non suona bene (problemi al jack..si dice cosi', no??!! ) e
quindi il fuori programma e' d'obbligo; si sa che pur essendo un
gruppo punk, i NOFX amano inserire in ogni loro album qualche pezzo
reggae, jazz, sfruttando le eclettiche doti di musicista e cantante di
El Hefe... e COSI' FU anche live:
il ciccio-panza , chitarra alla mano, si e' esibito in due pezzi extra
quali 'Isn't she lovely' e ' Georgia in my mind'... complimenti per la
voce e per lo stile.
Risolto il problema al jack, il concerto prosegue senza intoppi fino
alla fine , che arrivera' dopo non piu' di un'ora : non elenco la
scaletta, cito qualche pezzo in ordine sparso 'Murder the government'
, 'Hobophobic', 'Linoleum' (dedicata agli italian guys UAUUU) , 'Bob'
,'The cause', 'Punk guy', 'Perfect governement', 'Stickin in my eye',
'What ever didi wants', 'Don't call me white' ed il finale con 'The
Brews' . Il tutto intervallato da irresistibili pezzi reggae .
Pubblico partecipe, non di certo con le romantiche luci degli
accendini, ne' cantando a squarciagola (e' effettivamente difficile
riuscire a ricordare i testi e soprattutto riuscire a cantarli a tempo
ed in duemila all'unisono...non e' Albachiara).
Esecuzione: impeccabile . Fin troppo accademica e fedele alle
registrazioni in studio, poco spazio lasciato all'improvvisazione, il
povero Mike era un po' senza voce alla fine , forse perche' ha parlato
troppo durante il concerto : e qui arriva il MA della serata. Colpa
mia,sicuramente : il fatto e' che mi e'parso chiaro che lo spettacolo
non consisteva solo nella musica, ma anche nella spiccata personalita'
della band e nei discorsi a corollario di testi folli schiantati ma
simpatici e con un senso compiuto interessante.
Questi signori americani che gia' manifestano poco interesse a
pubblicizzarsi secondo i canali ordinari (radio e MTV) , non hanno
fatto molto sforzo per rendere comprensibili anche con semplici gesti
i numerosi intermezzi parlati in slang americano molto sbaragnao.
Risultato: anche loro si sono resi conto che tutto il pubblico non
capiva un cazzo di quello che dicevano. pace amen .
Ciao Ciao
Rumika
RuMiKa
ho solo un sito dedicato alle Barbie presso http://members.xoom.com/Rumika/primaBarbie/barbie.html
amatevi e duplicatevi!


