febbraio 17, 2009


Le tre case in cui ho vissuto avevano tutte un odore caratteristico.
Tutte le case hanno un odore.
Lo senti trasudare dalla porta di ingresso, probabilmente passa da sotto, ma anch'essa ne è impregnata.
Quell'odore non si sente altrove. E' il mix delle persone, di quello che fanno, delle cose che posseggono. E' la sovrapposizone di chissà quali essenze, e rimane anche quando tieni aperte le finestre, accendi candele, spruzzi profumi. Rimane in secondo piano se cucini qualcosa di buono, magari si attenua, ma ritorna prepotentemente appena sigilli tutto.

Che sento quando entro in casa mia? Una bordata di caldo, soprattutto se non lascio un po' aperte le finestre. Un leggero odore di legnaccio Ikea, o forse di cartone d'imballo dell'Ikea.

Voglio un odore mio, voglio riconoscerlo e sentirmi a casa appena lo sento.

Voglio... voglio... mh.
---

febbraio 16, 2009

Oh my god it's so high

E' da un po' che ho in canna il disco di queste Spice Indie, non ho ancora capito se mi piacciono o no. Penso di no. Oggi mi intrippo per sta canzone, e scopro che è nella colonna sonora di Fifa '09. E vabbé.
Comunque di questi tempi, qualsiasi cosa che rallegri l'aere va bene :)
.Don't mess my holiday.

CSS - Jager Yoga


Found at skreemr.com

Sogno ricorrente

Il mio sogno ricorrente è abbastanza comune, è quello dell'ascensore.
Credo ci siano molti dettagli su cui probabilmente sono stati scritti libri interi.
Non lo so, me ne sono sempre fregata dell'interpretazione dei sogni, però sono talmente affezionata al mio sogno dell'ascensore, che ormai farlo quattro cinque volte all'anno ha un che di confortante. Tipo che già mentre dormo sono tranquilla perché "tanto so il finale".

Di solito l'ascensore è quello della mia casa di Verona.
Di solito salgo, ma l'ascensore non si ferma al terzo piano dove abito, e continua a salire. Superato il quarto e ultimo, sbatte contro il soffitto e inizia a cadere nel vuoto, osservando le leggi della gravità.
A questo punto il sogno dovrebbe trasformarsi in un incubo, però negli anni ho scoperto i pulsanti da premere e le mosse da fare per evitare di morire quando l'ascensore si schianta nella fossa sotto il livello del piano terra.
In pratica, durante la caduta libera, verso il primo piano, devo premere il pulsante dei freni di emergenza per rallentare la caduta e poi spiccare un salto nel momento stesso dell'impatto.
La cosa più assurda del sogno è che, dopo averla scampata, non esco dall'ascensore per salire a piedi, ma faccio un giro di collaudo. A volte succede che il guasto si ripropone, e a quel punto che faccio? Prova di agilità! Arrivata al terzo piano, apro le porte interne, allungo il braccio, spalanco la porta dell'ascensore che dà sul pianerottolo e mi tuffo fuori, mentre l'ascensore prosegue la sua salita verso lo schianto definitivo.

Ne esco affaticata.


---

febbraio 15, 2009

Flower

Flower - PlayStation Network - 7,99 euro



Sono il vento caldo e ti accarezzerò portando colore. Non rimpiangerai che non sono acqua o fuoco, perché il mio soffiare curioso ti darà la vita. Ti rapirò e fluttueremo via leggeri. I tuoi petali sono miei, la mia forza è tua, saremo la musica. E dopo un brutto temporale, invaderemo la nostra città.


Un bel videogioco così, fine se stesso, lungo giusto un pomeriggio.
Ma chi o cosa non lo è, oggi, sei mesi esatti dopo che ho finito Braid, e la vita scorre via, veloce come il vento.



---

febbraio 14, 2009

Ci sono tornata (in 7 minuti a piedi)

Ebbene sì, anche se non volevo del tutto, ma il gruppo prima è divertente e sull'onda.
E vabbé, e comunque non è stato pessimo come l'ultima volta.

In ogni atomo.
Non a squarciagola, però.
Altro che no.



---

Grazie Girolamo


Girolamo è troppo carino. Ha capito tutto.
:***


---



Sooo fashion

Allora.
Non amo fare shopping. Non è un hobby, non mi piace molto andare in giro per negozi a vedere i vestiti. Però ogni tanto ci sta bene.
Tipo oggi.
Sveglia naturale alle dieci.
C'è il sole.
Colazione lusso, torta allo yougurt fatta da me, caffé e succo d'arancia.
Chattatina durante.
Poi super doccia, con tentativo di dominare il capello ribelle.
Vestiti comodi e via, a mezzogiorno sono in metropolitana alla volta di Duomo, dove sì, c'è il coatto-party, però, impegnandosi, si trovano cose.
Ho trovato.
Molto.
E sono una donnina felice. Piena di abiti SQUINZISSIMI tra cui l'ultima minigonna che probabilmente comprerò in vita mia per sopraggiunti limiti anagrafici.
E non scordiamo i bicchieri.

Si tiene botta. La primavera è vicina.
Bene.



---

febbraio 10, 2009

Jude Law Shirtless

*___*
.aiuto, io devo lavorare.
perché persone cattive mi mandano questi link?

La deriva gallina di questo blog non vi deve preoccupare.
Si parlerà presto di cose serie, tipo... uhm...
mmmh...
mah.


---

I Tudors

E' con grande sicumera che inizio a scrivere questo post a metà della prima stagione dei Tudors.
Si tratta di una serie andata in onda quest'estate su Canale 5 e che ho acquistato in Blu-ray un po' per staccare dalle altre che sto seguendo, un po' perché avevo voglia di alta definizione.
La serie è una produzione anglo-eireànn, e in prima stagione conta (solo) dieci puntate. Si parla della vita di Enrico VIII, del suo regno, la sua corte, del suo (noto) debole per la patata.

Ci sono due aspetti positivi non indifferenti, nei Tudors.
1- La messa in scena è fenomenale. I costumi e le scenografie sono davvero sontuosi, non si sono proprio risparmiati.
2- La carnazza. Quel Barbebleue di Enrico VIII è interpretato da Jonathan Rhys Meyers, una bellezza dai lineamenti tutto sommato moderni che cozza piacevolmente con l'iconografia classica trasmessaci dai ritrattisti di corte. C'è poi la scoperta di Henry Cavill (non un inglese a caso, ma uno di qualità medio-alta, viene dall'isola di Jersey, come tutti i DVD di Play.com, quindi è pure VAT free). Googolato e in abiti civili può passare inosservato, ma in quelle camicine bianche del millecinquecento, svolazzanti e aperte sul petto (ma anche coi colletti inamidati, dai) dà parecchie soddisfazioni.

Quel che invece non soddisfa pienamente dei Tudors è lo spessore dei vari comprimari: ci sono un sacco di personaggi interessanti che non ricevono le dovute attenzioni, scompaiono nello sfondo e che, sceneggiati meglio, avrebbero potuto donare quel tocco di coralità in più che non guasta mai nelle serie televisive. Sarà un limite dettato dalle poche puntate, sarà la necessità di rimanere legati alla Storia (su Wikipedia trovate tuuuuutta la lista delle imprecisioni storiche, materiale per i segaioli), ma se i Tudors ha un punto debole, è proprio nella sceneggiatura.
-
Ora che ho visto anche l'ultima puntata (chiaramente interlocutoria: non credo sia uno spoiler dire che la prima stagione finisce con Enrico VIII non ha ancora sposato Anna Bolena e quindi il bello non è ancora arrivato ;) ), non posso che confermare le mie impressioni e rincarare la dose su una colonna sonora abbastanza insipida (al limite del plagio nell'ultimo quarto d'ora, dove viene "citato" il mitico crescendo conclusivo de L'Ultimo dei Mohicani).

Tudors prima stagione: 6,5.
Voto severo, ma non bastano i bei costumi e la carnazza per arrivare al 7. Tuttavia sono sufficienti per valutare l'acquisto della seconda stagione.


---

febbraio 09, 2009

Il giorno che sono andata a pranzo con M. A.

Il giorno che sono andata a pranzo con M. A. (quello che canta "forse se smetto di respirare se ne va via da sé") non ne avevo voglia.
Ero di umore talmente rovescio.
D. insiste. G. insiste. U. insiste: "Ma dai, vieni!", "Ma perché non vai?", "Ma te ne pentiresti per tutta la vita", e amenità del genere.
E in effetti...
Comunque non avevo voglia per una serie di motivi: non volevo rompere le palle a D. che mi aveva invitata ma che, contestualmente, doveva pure lavorare. Non volevo fare la figura con M.A. di essere la fan smutandata che non sono. Perché a me piace quel che scrive, come lo canta, mi piace il suo prodotto, ma non lo identifico con lui. Ogni tanto mi sveglio e capisco a pezzi quel che dice: e va avanti così da dieci anni. E' bello, insomma.

Quindi dopo aver detto due volte a D. "No, no, ti ringrazio, non è il caso", torno da lui e gli dico "OK, vengo" solo per vincere una qualche battaglia contro me stessa.

Si va in un baretto da pausa pranzo con M.A., D. e S. Una tipa seduta da sola a un tavolo punta lo sguardo addosso a M.A.: è attratta, se lo mangia con gli occhi. Io sto zitta praticamente tutto il pranzo, salvo qualche intervento ad hoc, tra cui un'EEERKATA alla superstar su una cazzabubbola riguardo la Standa. Penso pure di essere arrossita, perché mi ha sorriso -_-;
Si parla di libri, calcio, politica italiana, Obama, Philadelphia, Sanremo, promozione, dischi con tracce aggiuntive.
Torno alla mia scrivania con una buona mezz'ora di ritardo, un po' imbambolata, tanto che il direttore pensa che sia andata a un incontro galante. Vittima del fascino, come una pera cotta. Che pivellina che sono ^_^.

Nelle successive 24 ore sono tornata in me.

Olé, comunque.


---

febbraio 08, 2009

Soleeeeeeeeee

[somewhere, over the magnifico rovere]

E quando c'è il sole si fanno le pulizie!
La casa splende, è quasi quasi perfetta, mi lascio un buffer di disordine del 15%, perché non ce la farò mai ad avere un museo lindo dove tutto è al proprio posto. Il concetto proprio non mi appartiene.
C'è profumo nell'aria fresca, è la prima domenica di sole da quando abito qui, la mia casa è bella, sono felice, ho messo su musica allegra a tutto volume e ora vado a sistemare i cavi dietro la TV.

OK, la sindrome è finita, anche per questo mese l'abbiamo scampata contenendo i danni in modo pedestre. L'importante è conoscerla e sapere che è tutta colpa sua. Tutta colpa suaaaaa, sempre :)



---

febbraio 07, 2009

Chiamiamolo pure BùBù

Bastano 24 ore a Verona. Non di più eh, dopo cena torno a Milano.

*Entro da R.B. e ordino delle cose per la casa. Cose che desideravo. E che, capricciosa, mi sono concessa. Lo chiamerò BùBù: in realtà sono quattro cose, ma assieme formeranno BùBù. A maggio, BùBù arriverà e sarà cazzato lì, accanto al divano. Tutti invitati ad accrocchiarvici di sopra, su BùBù.

*F. mi dice "Secondo me non sei tipa da tisane". E io gli chiedo "Come mai?". E lui "Perché non lo sono neanche io". E' amore. Chiaramente è amore, dei più puri e disinteressati. F. su (over the) BùBù starebbe molto bene. "Però non farmi il ciuffo emo, per favore. Al massimo fammi un po' indie" [<-- il massimo del flirting che mi concedo con uno che ha in mano delle forbici dirette sulla mia testa]. Interrompe, mi guarda dallo specchio e mi ride. Disinteressatissima, io. Che se mi va bene è bisex. Magari i bisecs sono uomini un po' meno dolcemente complicati degli eterosecs, mah... Sì ma se fosse solo eterosessuale? (notare quanto ormai non sia più da prendere in considerazione il suo interesse esclusivo per la cippa... rimane un dubbio tralatizio causa la professione, però ricordiamoci tutti che la A. ci ha fatto una figlia extraconiugale, col suo parrucchiere).

*Ciao mamma, eh !-_-!



---

febbraio 06, 2009

Ruminellanotte

[nuovo tag sulla vita notturna che mi concedo quando la congiuntura astrale è favorevole, quando non ho sonno e ho voglia di gettarmi into the groove. Ovviamente solo se degna di cronaca cucinata alla moda dei Puffetti Rosa. Il resto è manutenzione ordinaria]

Allora, ieri sera compleanno di N., appuntamento "dopo le 20" al G. di via P.d.F. Alle 20e15 sono ancora a casa che mi domando come vestirmi, mentre fuori c'è il diluvio universale, anche se io non lo so. Cerco di chiamare un taxi, ma l'impresa è ardua: l'8585 mi tende un tranello tenendomi in attesa per 10 minuti, promettendomi il nome del taxi, ma poi mi dice che non ce n'è. Chiamo la concorrenza ma anche lì butta male, quindi opto per i pantaloni e vado all'inferno in macchina. Parcheggio selvaggio che mi varrà una multa, sento al volo N. che mi dà qualche coordinata del caos, mi annuncio al cordone ed entro in una specie di sabba di fighetti e fighette all'incirca della mia età in cui non posso che sentirmi a mio agio poiché mi sono infighettata a sufficienza. Ripongo per una sera il lanciafiamme. C'è veramente casino, tanto che per un buon quarto d'ora non vedo N. Per fortuna dopo un po' avvisto al volo R., conosciuto al concerto dei S., che mi conduce in salvo (da non so bene cosa, ma mi sento salva), ed entro nel fantastico mondo degli amici degli amici. Come conosci N.? Eh ci conosciamo per via delle B., ciaociao, non si riesce a parlare, qui vogliono solo farci bere e ballare. Perché il cibo non esiste più: ottimo, come alle conferenze stampa, pare di essere al lavoro. Una caipirinha. PIRIGNA. C'è un soggetto che canterà dal vivo ancora per poco, fortunatamente. Per le successive due ore metteranno su l'unica musica che può compiacere un sabba di fighetti e fighette della mia età: ossia quella che ballavamo quando, da giovani, andavamo il discoteca. Vai, vogliono che balli? Ballo. Balliamo. Sono improvvisamente amica delle amiche, amico degli amici. Con R. altro bere, e poi sigaretta di febbraio, anticipatissima è OK. Ballare, ancora, non si può fare altro. Mettono pure W. di B. Attorno il mondo mi è strano, sono a stomaco vuoto da 12 ore e mi diverto perché la compagnia è allegra. A un certo punto il locale ci sfratta perché lì fanno così: prendono una prenotazione per venti persone, ti mettono in un tavolo da nove e poi ti mandano via perché lo hanno ceduto a una compagnia di cinquanta. Accoglienza milanese. All'una si va a mangiare al B. di via C. Il cameriere recita il rosario dei piatti, si mangia, si parla di cose carine. Puff, sono le tre abbondanti, per fortuna che non sono lontana da casa. Rientro, percorro il corridoio a passo deciso, coi tacchi. Il messaggio è in Morse, ed è chiaro: "Stronza del piano di sotto, prova a protestare per questo". Mi scaravento in letto in mutande, convintissima che sia più facile alzarmi alle 7 di mattina dopo tre ore di sonno piuttosto che dopo otto.

---

febbraio 05, 2009

Bloggheria banalia sparsa del giovedì


*Amo Garth Ennis perché, di solito, i suoi personaggi risolvono le minuzie così ^^^^ senza troppe chiacchiere, in modo sanguinario e liberatorio. Catartico.

*Oggi, dalla regia, mi definiscono chaotic good.

*Su Wikipedia il chaotic good viene spiegato così: Chaotic good is known as the "Beatific" or "Rebel" alignment. A chaotic good character favors change for the greater good, disdains bureaucratic organizations that get in the way of social improvement, and places a high value on personal freedom. Most elves are chaotic good, as are some fey. Starbuck from Battlestar Galactica, Malcom Reynold from Firefly , and Robin Hood are examples of chaotic good individuals.

*Personal freedom mi piace. Greater good è un ideale.

*Mal è il mio fantademente preferito. Starbuck... <3. id="cite_ref-CompleteScoundrel_5-2" class="reference">

Furry Pink

Quando gira storta io lo sento, lo avverto, lo saggio nell'aria come un serpentello -_-
E conseguentemente dovrei chiudermi dentro un abitabile cubo chiuso, senza porte, finestre, cablaggi di sorta, contatti col mondo esterno. Solo acqua, frigo pieno e sufficiente ricambio d'aria. Finché non gira meglio. Perché combino guai e cazzate.

Mi è stato appena detto "Quando perdi un oggetto che per te ha un significato importante, vuol dire che un periodo deve proprio chiudersi".

Io comincio anche a essere stufa di questi simboli di chiusura, non ne ho più molto bisogno. E sinceramente il mio cappello rosa era... speciale, punto e fine. Strappava un sorriso a tutti, una chiacchiera, una battuta, una carezza volante.
Ho delle bellissime foto del mio cappello di lana rosa col ponpon di pelo rosa. Mi rimangono solo quelle :(

Trattengo le lacrime perché... mah. Alla fine è un cappello, dai. Arriveranno altri cappelli, con altre storie carine da raccontare. Ma il mio cappellino pazzerello che incantava anche i bambini dove mai lo ritroverò?

Sono in momenti sciocchi così che pesa il mio essere orsacchiotta. Sarebbe carino appoggiare per un minutino la testa tra il petto e la spalla di una persona, sentire odore di fresco, e comprensione per questo piccolo dramma quotidiano che passerà. Fare come una batteria, riprendere la carica, ricevere un buffetto e staccarmi.
Ma pare che il karma al momento abbia previsto altro. E va beneeeeee! Andiamo a berci sto caffé.

febbraio 04, 2009

Insegnaci La eLLe

La Britney se ne è uscita col video di Circus offrendo un'esibizione poco sceneggiata che non si presta all'esegesi divertita.
Rimane comunque il marchio di fabbrica, quello che ce l'ha fatta adorare negli anni, maestra di vita, sin dai tempi di "My LoneLiness is kiLLing me".
I'm Like the ringLeader (lo screenshot indugia sulla seconda eLLe, la prima è di riscaldamento, più timida).
Evviva!

Il modo migliore...

per sopravvivere a una brutta giornata... è andare a letto e dormirci sopra.
sperare di non fare brutti sogni.
sperare di farne di belli.
pensare a cose carine nei due minuti che precedono il sonno.
svegliarmi e rotolarmi nel letto per una buona mezz'ora.
poi schiantarmi ancora stordita nella doccia azzurra.
sedermi sul muretto.
appoggiare la faccia sulle ginocchia e leccarle, sentendole lisce per l'acqua che scorre e mi massaggia la schiena.
uscire bollente e asciugarmi.
spruzzare il profumo sulle mie braccia, sul collo, e immaginare che si senta sempre, anche quando il naso è assuefatto.
partire, e trovarmi a sorridere nel vuoto, per nulla.
anche se c'è freddo.
anche se i piedi sono freddi.
perché chi se ne frega.
è la mia ricetta confusa.
buona notte :)

febbraio 03, 2009

I am tired, I am weak, I am worn

Il motivo per cui qui si batte la fiacca è semplicemente perché non ha senso lasciarsi andare su un blog. Non ha senso lasciarsi andare in assoluto. PUNTO.
Già chi mi incrocia in corridoio o in ascensore avverte l'umore dark-gothic, nonostante la sovrabbondanza di fuxia e il glitter sulle labbra.
Pancia in dentro, petto in fuori, due chiacchiere con le persone giuste, prima o poi passano anche i momenti in cui si vede tutto nero. E' temporaneo, è sindrome, è umano.
Forza. Anche la canzoncina giusta aiuta a mettere allegria, a dar un senso al malcontento, all'assenza, al senso di spreco e inconcludenza con cui convivo da mesi. Ho fatto un sacco per me stessa, era una necessità pratica. Ho ricevuto tanto, da tantissime persone. Il problema è che a me piace dare. E non è facile trovare un modo per declinare questa necessità evitando accuratamente di cadere nel trappolone dell'amore, vero o presunto che sia. E' facile dare amando. Tuttavia è anche un bel paravento per non dare altro, a dirla tutta. Certo, l'amore gasa alla grande. Adoro sentirmi innamorata. Ma quando non c'è, non ce n'è, e non te lo puoi inventare, né fingere che quel frufru emozionale sia quel che non è.
Così domenica sera, serata funesta, ho deciso che è ora di ripartire. Pian piano. Non ho fretta. Non sarà come prima. C'è un gap di undici mesi da colmare e quindici scatoloni di bambole e accessori a cui dare una casa. La situazione è diversa. Ma è giusto così. Con questo sito ho fatto felici molte persone: senza coccolarle, senza vezzeggiarle, senza cucinare per loro, senza essere vicina nei momenti più duri, senza andarci al cinema, al ristorante o a un concerto. Spesso senza neanche averle viste in faccia. Ho solo consegnato delle bambole, col sorriso sulle labbra e tanto entusiasmo. Una Babbo Natale in gonnella, in coda all'ufficio postale o alle fiere.

Saltellate con me, a ritmo, la canzoncina del giorno. Io me la canto e me la ballo, sognando a occhi aperti. Meglio così, che le lacrime di coccodrillo.


Primal Scream - Country Girl


Found at skreemr.com


You never get too big, you never get too heavy
You never get too cool, that you stop payin' your dues
Oh yeah, what can a poor boy do?
You better go back to your mama, she'll take care of you

Lost your wife, lost your son
Stayed out drinkin' 'till the morning come
Oh yeah, what can a poor boy do?
You better go back to your mama, she'll take care of you

Country girl, take my hand
Lead me through this diseased land
I am tired, I am weak, I am worn
I have stole, I have sinned
Oh my soul, It's unclean
Country girl got to keep on keepin' on

Crazy women, mess your head
Wake up drunk and bleeding, in some strange bed
Oh yeah, what can a poor boy do?
You better go back to your mama, she'll take care of you

Country girl, take my hand
Lead me through this diseased land
I am tired, I am weak, I am worn
I have stole, I have sinned
Oh my soul, it's unclean
Country girl got to keep on keepin' on

Gotta keep on keepin' on
Gotta keep on keepin' strong
When you........got the riot city blues

One thing I have to say, before I have to go
Be careful with your seed, you will just reap just what you sow
Oh yeah, what can a poor boy do? What can I do?
You better go back to your mama, she'll take care of you.....One last time

Country girl, take my hand
Lead me through this diseased land
I am tired, I am weak, I am worn
I have stole, I have sinned
Oh my soul, It's unclean
Country girl got to keep on keepin' on
Country girl got to keep on keepin' on
Country girl got to keep on keepin' on


----

febbraio 01, 2009

Nevica

Viene giù la neve, c'è un freddo impestato anche qui in questo appartamento caldissimo.
Sistemo le mie bambole, canticchio con lo stereo, però avrei voglia di chiacchierare, ecco.

---

Il giorno che mia madre ha impallato Google

Sabato pomeriggio Google è andato in palla.
Non è normale. E' un evento, una di quelle cose che balza agli onori della cronaca.
Il problema è che, due minuti prima, mamma aveva toccato il mio PC.

Avvia Firefox, metti "Trenitalia" nella barra di ricerca.
Già dai risultati vedi che c'è qualcosa di storto, poi clicchi sul link a Trenitalia e ti appare una schermata che ti dice che il sito è pericoloso. La prima cosa che ti viene in mente non è il Google mondiale in crisi: il pensiero va a tua madre che ha giocato alle cazzate fino a poco prima.

*Mamma cosa hai fatto, ma ti pare possibile... no no il mio PC non lo tocca più nessuno*. [molto alterata, mentre pesto sulla tastiera tra un browser e l'altro]

Mammina, una professionista, addossa la colpa a un'altra persona. *Guarda che l'ultimo che ha toccato il computer è stato il Freddie, a me funzionava tutto* [vero, ma lui era appena uscito con la Vk, quindi non poteva discolparsi addossando la responsabilità a Google].

*No, il mio computer, basta non lo tocca più nessuno, blah, blah, non è possibile, fanculo, basta, chissà che merda mi avete infilato qui, blah blah, ma ti pare possibile*. [occhi iniettati di sangue, sete di sangue e di vendetta]

Poi vabbé, si prova, si parla, si capisce quel che accade con i pochi on-line.
Poi viene fuori la notizia su Repubblica, mia madre rotola dal ridere e tutta fiera mi fa *Ecco vedi che dai sempre la colpa a me, io non ho fatto nulla, sei sempre la solita*.

Ma secondo me è stata lei a impallare Google.




---
 

Puffetti rosa - Un blog riaperto Puffetti Rosa is Designed by Serena