settembre 30, 2009
Giorni sì, giorni no
Una volta consegnata a casa (lunga vita alla Royal Mail), l'ho trovata forse un po' troppo elegante per il mio spirito. Oggi l'ho messa per la seconda volta in vita mia e... ka-boooom.
Calma eh. Avevo una canotta nera sotto.
Non so che c'è, ma per strada mi guardavano. Gli uomini, intendo. Sorridevano. A me. Mi guardavano.
OK, boh.
Uno mi ha pure fermata e mi ha dato il suo numero di telefono. Il che è una sceneggiata napoletana, per carità, infatti gli ho riso in faccia. "Ma cazzo... un icq... uno skype... un twitter... non ce li hai?" (a sto punto una vocina dentro mi ha chiamata "a stronzaaaaaaaa, ma nvedi d'annattene affan...")
Il fatto è che ci sono dei giorni, la gran parte, in cui tutto è normale. Ossia devi ringraziare che non ti calpestino.
Poi ci sono sti picchi assurdi.
Tipo dei giorni in cui due ragazzi ti invitano fuori.
OK, ci può stare, dici.
A fine luglio picco massimo: quattro inviti in un giorno (a vario titolo, invero, ma comunque c'è di che "vantarsene", e qui lo si sta facendo, gente, picco vanità, modello comunicato stampa "azienda leader nel settore", "a noi la crisi ci fa un baffo", opppure tipo quelle cazzo di classifiche che san fare solo gli americani che non hanno storia "fino al 1910 era il grattacielo più altro dell'East Side, poi ne è arrivato un altro, quindi questo ora è il secondo grattacielo più alto". Lapalisse).
Poi di fronte a ste cose la vita scorre via liscia, ci ridi sopra, perché chiaramente su quattro che ti invitano... il numero Cinque, lo Chanel, mica si fa sentire e il numero Sei bah, affanculo pure lui.
No, mi appresto a tornare nella mia caverna: di dieci camiciole che acquisto, forse una mi procura numeri di telefoni, sorrisi e amenità varie.
Perché io valgo.
Nei ranghi, su, avanti, marsh.
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settembre 26, 2009
E' il doppio o è un quarto?
Bon allora, come vedete questa è una foto. Una foto classica, direi, per chi va a Monaco di Baviera: è la torre dell'orologio di Marienplatz.
Ho scattato la stessa identica foto durante la gita scolastica di quinta liceo. Ricordo bene quella giornata terribile, dopo (forse) una notte di viaggio in treno da Praga dove tutte noi ragazze della classe eravamo chiuse dentro uno scompartimento, assieme, a piangere come cretine, ciascuna per i propri motivi. Io, per esempio, avevo litigato con F. giusto appena saliti sul treno, erano volate parole pesanti. L. mi aveva difesa come nessuno mai dicendogli "Ma perché l'hai offesa, lei è sempre dalla tua parte!"... ricordo di noi al museo della tecnologia, sedute alla balconata sulle sedie degli aerei, a dormire e a raccontarci i nostri crucci.
Poi succede che motiplichi tutto per due e torni nello stesso posto che hai quasi il doppio degli anni. Quasi il doppio eh.
No, no, non ci casco nella trappola di cercare di fare un rendiconto di questi 17 anni, non ha senso.
Certo che però, cazzo, il tempo vola.
Sono stata al cinema dopo tre mesi, e ho visto District 9. E' ancora un problema stare in sala. Non so davvero che fare, per fortuna sono Miss Nervi d'Acciaio, ecco.
Che tempo buttato via, che spreco. Che spreco di risorse. Sul serio.
La stupidità umana fa più danni della cattiveria.
"E così è andato perso un quarto di Elena".
Chissà che fine ha fatto quel mio quarto di Ru che ho seminato per strada in questi ultimi 18 mesi.
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settembre 23, 2009
A Monaco per lavoro
Tedeschi, niente male come gente. Sì, un po' zucconi, ragionano solo seguendo i loro binari, però niente male. Prima di tutto sono alti. Alti da far spavento. Donne, uomini, bambini. Probabilmente il nano più alto del mondo è tedesco. Poi sono naif, e questo non è male, quando ti rendi conto di essere assuefatto a un circondario fighetto, preciso, studiato, stiloso. Ecco, se a Milano mi sento in mezzo a gente di design, qui a Monaco di Baviera, nella mia intensa ora e mezza trascorsa a "farmi un'idea" di che cosa sia l'Oktoberfest, mi son resa conto di essere in mezzo al country, al rustico. Mi piace.
Vedi questi uomini in abiti tipici, bermuda in pelle, bretelle in tinta, camicia bianca, calzettoni lavorati a maglia e ti aspetti che in mano abbiano una corda per tirar a passeggio la loro mucca. Invece tengono per mano donnine e donnone teutoniche, belle, sorridenti, a volte sguaiate, vestite in abito tipico bavarese (il "dirndl", si dice "dindel", una specie di completo da gotic lolita folk)... ma felici.
Felici... sarà la birra: già alle cinque di pomeriggio c'è gente che barcolla. Ma sono felici, tutti nei loro abiti, che corrono da una giostra all'altra. E che giostre ragazzi.
L'Oktoberfest è un enorme. ENORME. luna park con tutte le più classiche torture del divertimento: top spin, navi pirata, case degli orrori, calcinculo, autoscontri, ottovolanti, gabbie, giostrine. Tutto esageratissimo: c'era una casa enorme a due piani con tanto di finestre e balconi che si muoveva sussultoria e ondulatoria, con dentro varie "attività" amene sullo stile del compianto Castello di Dracula di Gardaland (ecco, appunto, immaginatevi quello che si muove tutto, su giù, dest-sinist). Tutto coloratissimo, esagerato anche di giorno, e se alzi gli occhi sull'orizzonte non trovi un angolo libero perché c'è di sicuro una giostra che sta sparando delle persone per aria sottoponendole a rotazioni nauseanti. Ma loro sono tedeschi, loro sulle giostre ci vanno.
Odori: non c'è angolo dell'Oktoberfest che non abbia un odore, e mo ce li ho tutti nelle narici. Zenzero, cannella. Zucchero filato. Wurstel. Olio fritto. Cioccolato. Merda di cavallo.
Ci sono i "tendoni" dove si mangia. Edifici prefabbricati fatti per sostenere il passaggio di migliaia di persone per 15 giorni. Qui si mangia, si beve (ci vado domani), ci sono i marchi: Spaten, Paulaner (ne ho una bottiglia da mezzo litro in frigo, non posso, alle 19 c'è l'aperitivo di benvenuto), Loewenbrau... e che altro... ciascuno ha un ingresso trionfale, un'uscita che ti augura aufwiedersen, dei comingnoli che sparano fumo unto e puzzone.
Ma si sta bene, per dio.
Simbolo dell'Oktoberfest è il cuoricione di pan di zenzero con scritto "Ich liebe dich". Che dolcezza, vero? Che passeggiando a naso all'insù per gli stradoni, raggiunta da zaffate di aria wurstelosa, caramellosa, merdosa non posso che intonare "che coss'è l'amor?" e trovare una risposta. Stare bene, per dio. Stare bene. Che sia wurstel, caramello o merda.
Ho fame... del resto sul volo della Luftwaffe, orario di pranzo (volo 13e20) offrivano solo una stecca di Milka. Schifo tanto, nutrimento zerosettembre 19, 2009
Quiche con la zucca Hokkaido
Poiché la zucca sta bene con pancetta, fontina e rosmarino ho organizzato la cosa in questo modo.
Pasta brisée della Buitoni o, meglio della Vallée (per eliminare il problema di far l'impasto).
Una zucca Hokkaido di circa due chili lordi.
Pancetta affumicata a cubetti (oh io vado a occhio, una confezione va bene)
Due cipollotti di media grandezza
250 gr di panna liquida fresca (non la Chef, neh!!! la panna liquida fresca la si trova al banco frigo accanto al latte)
Della fontina, sempre a occhio, Gesù, dai, non vorrete metterne una forma intera!
2 uova
Alloro, rosmarino, pepe, sale, cannella, parmigiano
Tagliate in sei spicchi la zucca, togliete solo i semi, non la buccia, e schiaffateli in forno sulla piastra (magari ricoprite quest'ultima di alluminio, così non si sporca...). Il forno a 180°, programma areato/torte, sempre il mio preferito. Lasciate dentro per mezz'ora. La zucca si dovrebbe ammorbidire e cuocere, perdendo un po' di umidità. Occhio a non bruciarla. A cottura ultimata tirate fuori e lasciate raffreddare. Poi pelate gli spicchi, togliete la parte filamentosa della zucca (vien via da sè) e tagliate a cubetti. Schiaffateli nel frullatore, aggiungete le uova, la panna, il parmigiano a occhio, sale, pepe, una spruzzatina di cannella. Frullate finché non avete ottenuto una bella crema cremosa.
In una padella soffriggete con un po' d'olio i cipollotti tagliati a fili, la pancetta, il rosmarino sminuzzato, due foglie di alloro.
Poi tagliate a cubetti la fontina e disponete la pasta brisée nella tortiera.
Versate metà del composto di zucca sulla pasta, poi rovesciateci dentro in modo sparso la pancetta con rosmarino, alloro e cipolla. Poi buttateci la fontina e versate il resto del composto zuccoso.
Cuocete a 190 gradi in forno per mezzoretta. Se non è ancora ben ferma lasciatela lì a finire la cottura nel forno semi aperto.
Il livello di sporcizia creato in cucina è abbastanza alto, quindi cucinate questa cosa quando siete di buzzo buono, altrimenti è solo una menata insostenibile pulire poi tutto.
Risultato? Signori, 'no spettacolo, anche se mi è un po' scappata di sale.
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Calibro 35, Jet e nane al Parco Sempione
R: OK per i Calibro, ma i Jet che fanno?
D: Indie rock.
R: Di che tipo?
D: Ruffiano.
Dunque, sì, i Calibro 35 non sono male eh, son bravi. Di genere, quindi da prendere a piccole dosi, ma bravi. Ascoltarli in piazza nel casino di un concerto gratuito, con gente che dietro commenta "Ma dov'è la canzone?", "Oh cazzo, questa sembra troppo Kill Bill" (ma ti hanno mai insegnato le basi tipo induzione/deduzione o magari non sai/intuisci che cosa stai ascoltando?), forse rovina un po' l'atmosfera.
Il pubblico, poi, è diviso in due: ci sono un sacco di nane pittate che vagano come degli zombie, con uno sguardo che dir vuoto è un complimento, e una selezione di uomini over 30 che, a naso, sono lì per i Calibro (gli uomini under 30 presenziano per le zombie, probabilmente). Alla gran parte delle nane non gliene frega nulla delle musichine dei polizieschi, né di riconoscere le immagini di film mai visti perché tratti da libri mai letti (magari di uno scrittore sovietico immigrato in Italia... onestamente non ha senso farne loro una colpa, ma è figo spararsi le pose ogni tanto, avere un bagliore nella notte sempiona e dire "Ah, bella, questo è tratto da Scerbanenco"). Stanno lì, presenziano, occhio vitreo, spallina asimmetrica. Brutte dentro.
I Jet poi fanno discretamente cagare, ma almeno capisci perché ci siano le nane: australiani ruffiani fino al fondo del barile della merda, con sto cantante dalla voce insulsa (al penultimo brano cambia qualcosa, ho un sussulto, ah chiaro, sta cantando il batterista!), tuttavia simpatico, più di altri. Ma che suonano questi? Ma che è sta roba? Ma per favore datevi fuoco, vi vedrei bene a un festival in Germania tra i Kooks e gli Sgnaps, e VELOCI per favore.
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settembre 17, 2009
Maalox di miele
*A fine mese questo luogo sarà l'inferno gattaro. Vi avviso. Ci sarà tanto amore peloso con gli occhi azzurri <3 <3 <3
*Agnelli ha l'influenza, salta il concerto di stasera. Si sa... più si va avanti con gli anni più aumentano i malanni.
*Che le devo dire, signora maria, bisogna portare tanta, tanta pazienza. Oggi siam qui e domani chi lo sa, signora maria... chi lo sa.
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settembre 14, 2009
La domenica scorsa è stata ispirata da...
Novecento, cavallo in tassidermiaMaurizio Cattelan of course
Fagioli e cotiche segnano l'inizio dell'autunno, un autunno che mi fa le coccole involontariamente. Funziona così.
Il bambino, invece, ha le mani trafitte dalle matite. Molto bella l'ambientazione, brivido horror alla Blair Witch Project senza il motion sickness.
Fagioli e cotiche, assieme ad altre prelibatezze, sono stati gustati in clima di assoluta libertà e con la giusta quantità di vino presso l'associazione culturale La Meridiana.
settembre 11, 2009
Badante, ultimo capitolo?
Oggi, tornando a casa, l'ho incrociata davanti al portoncino. Siccome stava smadonnando (l'ho vista, aveva quell'espressione) col mazzo di chiavi, ho sfoderato un delicato sguardo angelico misto "mi tocca farlo" chiedendole "Signora buongiorno, come va?". La badante è chiacchierona e cerca lavoro (ottimo, significa che se ne va via), dice che ora posso fare tutto il casino che voglio (uh uh uh, ROOOOCKBAAAND) che a lei non gliene frega niente (mica avevo bisogno del suo permesso) e altre considerazioni sullo svuotare casa, pulirla, insonnia eccetera. Mi sono persino spinta a dirle "Comunque io mi chiamo Elena, piacere". Lei chiaramente ha un nome strano impronunciabile che inizia per M ed è seguito da altre otto consonanti.
Se vi serve una badante fissa, M. è decisamente devota al padrone, ci sono dei post su questo blog che lo dimostrano e possono servire come anonima referenza. Veloci però, che tra poco se ne va.
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settembre 10, 2009
Banalia dei giovedì
*Un anno fa stavo decidendo il colore della cucina (ARANCIONE!), poi Last.fm mi segnala che ascoltavo, tra gli altri, Beck, Editors, Neil Young, REM, Afterhours, Hives, Mika. Accadevano cose poco edificanti ma necessarie e io ponevo a Coserna la domanda retorica "ma dove la trovo un'altra persona con cui posso far così?", salvo poi trovarla per puro culo qualche settimana dopo, dove meno me l'aspettavo. E mettiamoci un bacetto :*, perché proprio mi è piombata lì, così, gratuita. Un altro bacetto :*.
*Devo smettere di leggere Scerbanenco in metropolitana, rischio sempre di non scendere alla fermata giusta.
*A proposito di metropolitana: negli ultimi cinque giorni ho incrociato sotto terra tre persone di Verona (un compagno di liceo, una della prima università a cui mi ero iscritta, un altro che non ricordo, forse studiava in biblioteca). Chiaramente non ho salutato nessuno dei tre, Milano non perdona, forse non erano loro, ma certo che erano loro.
*Ho preso Rock Band The Beatles per PS3. Se volete giocare on-line con me aggiungetemi, mi chiamo RuMiKa, chiaramente.
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settembre 09, 2009
Impressioni di settembre
Il problema che ho con i Marlene Kuntz è di pelle. Non mi sono mai piaciuti, né mi hanno mai emozionata. Non infierisco ulteriormente. Che tanto volevo solo vedere <3 Manuel <3.
Manuel che si presenta sul palco da divina Patty insorcinata, canta Il paese è reale e se ne va, sfregandosi un po' troppo il naso, piccino. Bello, bravo, potente, speriamo che gli ritornino i ricci ora del 17 settembre.
Giusto per amor di cronaca, sul palco è apparso anche Franz di Ciapsciaps per suonare Impressioni di settembre, e l'impressione settembrina è proprio che i Marlene Kuntz inizino le canzoni facendoti credere che chissà quale rivelazione stia per arrivare, ma poi attaccano a fare trallallà, e poi c'è questo ranocchietto fritto che si agita sul palco... no no... Mike Patton forever, appunto.
Serve carisma.
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settembre 08, 2009
[cucina arancione] Il succo della tennista
Allora... serve una centrifuga, ossia uno di quegli strumenti infernali che separano il succo dalla polpa di frutta e verdura. Se ne trovano a meno di 20 euro ai vari MediaW, Darty, Saturny, Unisgnaus. Pur usandola poco...*non posso vivere senza la mia centrifuga*, possederla mi conforta.
Poi servono due mele, due carote, una fetta di limone non trattato, una falange di zenzero fresco pelato.
Le mele e le carote van pulite il minimo indispensabile (sciacquare, togliere le estremità e i semi) e va lasciata la buccia. Centrifugate tutto e otterrete il succo degli ingredienti.
Versate su ghiaccio e mescolate, mescolate, mescolate prima di bere.
Se siete puffosamente viziosi come moi, beh, potete versare il succo in un bicchierone assieme a un dito di vodka. De.li.zio.so.
Alla salute.
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I frullaventoacqua dell'ATM
OK, l'acqua magari aiuta ad abbassare di più la temperatura ma, andando con ordine:
1. Sei sudato, l'acqua spray non è di certo rinfrescante
2. Si fa una palta schifosa in terra
3. I capelli già disturbati secondo me si riempiono di umidità e quindi perdono la piega
4. Non so, ma a me fa proprio schifo avere dell'acqua non richiesta gettata addosso, e anche le mie lenti a contatto ritengono che non sia una cosa igienica (da qui la scusa di girare perennemente coi Ray-ban anche sotto terra)
Questo fa sì che io mi vada di solito a imbucare negli angoli giusto dietro ai ventilatori anche se, all'arrivo del treno, le correnti, il risucchio, la spinta cips e ciops dell'aerodinamica, spargono 'st'acquetta mefitica un po' dappertutto.
Ma non ci potevano metter dentro, che so, del deodorante? Dell'eau de parfum di Mademoiselle Coco? 'n Aqua Allegoria, qualcosa di più milanese, insomma. Magari la piega e le lenti non apprezzavano comunque, ma almeno la puzza...
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Ecco cosa invidio alla Canalis
E' questa cazzo di borsa di Prada (questa questa, proprio) su cui sbavo da 'sta primavera e che costa troppooooh.
uff.
settembre 06, 2009
Banalia romanzata domenicale
Un gel confortevole dal profumo inebriante di Monoi firmato Dior, che associa all'azione autoabbronzante progressiva la preparazione della pelle all'abbronzatura: è infatti arricchito da un componente che, giorno dopo giorno, stimola la sintesi della melanina*.
Ideale al ritorno delle vacanze, Gelée de Monoi permette di mantenere l'intensità dell'abbronzatura e di prolungare gli effetti benefici del sole sul corpo.
*Test in vitro.
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[amichetto a milano]
R: a che ora riparti?
F: non lo so, vedo lì
R: dai almeno l'aperitivo
F: no, torno presto
R: arrivi alle 14 parti alle 18
F: tipo, forse anche 17
R: mi raccomando...
F: cosa?
R: ...io consiglio il treno delle 16e30
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[amichetta al telefono]
Abbiamo parlato di fotovoltaico tutta la sera e poi lui mi ha preso la mano e mi ha detto *Tu non sei come le altre, io non ti verrei a prendere con la Porsche e non ti porterei al super-ristorante, perché con te ci sono argomenti di conversazione, a me piace quello che dici*
A ben vedere si salvano solo le virgole, gli articoli, le preposizioni e la consecutio (che, licenza poetica, ho inserito io).
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La verità è che siamo creature dolcemente complicate, e non solo nelle giornate amare, quindi allego foglietto illustrativo.
Se per esempio voi uomini (tendenzialmente etero*, parlo a voi) notate che siamo stra-in-tiro, un paio di complimenti garbati sull'aspetto esteriore ci stanno bene, l'impegno va premiato con biscottino, baubau! Per favore non tirate in ballo l'intelligenza o gli interessi comuni (sì, i thriller goth-horror, ma quelli che mi fai vivere, tesoro)... lo sappiamo che siamo intelligenti, ma stasera siamo FIGHE e DI GRAN CLASSE, non si notava?
*Test in vitro.
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[Fiction al quinto piano della Rinascente]
Cavolo che bello. Uh. Guarda questo, nuoo, oddio lo vogliooh.
No, non lo voglio più, costa troppo.
Poi sarebbe uno spreco, lo so come va a finire... che lui mi ride dietro come fa di solito, 'sto stronzo insensibile e gravemente inopportuno ("coglione", ecco, non mi veniva subito la parola). Dovrebbe leggermi nel pensiero, venire LUI fin qui al quinto come trascinato da magnetica forza sovrannaturale e comprarmi quello che sa che mi piace (e io non darò nessun indizio, eh no! là in fondo sul manichino, violanero, laccetti, non ricordo altro, ero in estasi), appoggiarlo lì con fare distratto, e farmi intendere (senza dirlo esplicitamente, noh, sarebbe cacofonia) che muore dalla voglia di vedermelo addosso, yummy. Ma queste cose, notoriamente, le fanno gli amanti di una certa classe, mica i fidanzatini.
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settembre 02, 2009
Inutile talk
Assisto per convenzione all'eco-scandaglio altrui, vengo interpellata, non ho opinioni a riguardo ché, al momento, devo prendere il sole. Farfuglio qualcosa poco convinta per adeguarmi al trend, non sarò di certo io a portare su alte vette la conversazione, volete discutere di merda, eccovi la mia.
Mi volto, che altrimenti il lato sinistro della faccia non si abbronza più e poi sembro il Barone Ashura.
Cosa vuoi che guardi... l'altezza, ecco. Le spalle, toh. Guardo l'espressione degli occhi, spesso dietro scorgo disinteresse, se non celato panico quando impiego parole complicate e misteriose tipo "sniper", aggiungendoci pure la mimica, improbabile almeno per una donna tutta carina in minigonna e zeppa che una frazione di secondo prima ti domandavi se era scopabile e adesso -chiaro- nonononono, che magari sul più bello ti dice "dissipazione passiva".
Preferirei chiaramente menti che cinguettano all'unisono e magari pure si anticipano nei pensieri, così, con naturalezza. Ma non è di certo parlando in quel modo di culi, tette, mani, sorrisi e depilazione maschile che io faccio "cip, cip", ecco.
Ma tu per esempio, che ne pensi di questa versione estiva del Corriere della Sera di 24 pagine mentre quella di El Pais ne ha 96? Pensi che sia l'edizione internazionale oppure anche in Italia c'è in circolazione questa sottiletta? Siam messi bene. Boh, io non lo vedo scritto da nessuna parte. Mah. Sì.
Scusa, ora mi metto a pancia ingiù, non vorrai che sembri un biscottino Ringo.
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agosto 31, 2009
Non sta bene, eh?!
Quindi sappiate che se la mia anima arderà all'inferno sono proprio affari che non vi riguardano e prendete i provvedimenti che ritenete più opportuni, tipo dissociarvi da questo satanico e disdicevole blog.
Ieri la badante slava del piano di sotto è rimasta disoccupata.
Lei è quella che, dopo neanche dieci giorni che abitavo in casa mia, venne a suonare il campanello e, senza neanche presentarsi, a urlare alla mia porta, lamentandosi che avevo parlato (!!) con la mia amica fino all'una di notte e poi aveva sentito dei rumori (probabilmente il divano-letto).
"All'una non si parla, si dorme! E non ci si muove!", strepitava nel suo italiano di chiara matrice zingara.
Ah bella, cazzo, io invece all'una di notte preferirei trombare, vedi tu...
Il problema è che la badante dorme in salotto: e saranno cazzi tuoi se dormi in salotto, tesoro, io in salotto ci guardo la TV, ci chiacchiero, ci rido, ci mangio... E' il concetto delle colonnine nei condomini: in camerina si dorme, nel salottino si fa salotto in totale civiltà.
L'episodio mi turbò non poco: non che mi attendessi la banda sotto casa per darmi il benvenuto in condominio, ma ricevere inutili rimostranze, per di più con quel modo di fare violento, spropositato, squilibrato, mi rovinò non poco le prime settimane nella Rumi House.
Poi ci sono stati altri fattacci: la sfiga (della badante) ha voluto che, tutte le volte che ha deciso di venire a rompere i coglioni, fosse presente qualcuno in casa mia.
La prima volta c'era la A. C'erano L. e S. quando lui ha fatto tre-metri-tre con i tacchi per raggiungere il letto in salotto dalla porta dell'ingresso. C'era una decina di persone alle undici e mezza di sera, la sera di Lady Gaga.
Sempre maleducata, esagerata, snervata, pronta a cadere dalla parte del torto quando forse (in da Gaga Night) un po' di ragione poteva anche averla.
Beh, se voi che c'eravate l'avete un po' odiata quanto me, sappiate che, pace all'anima della vecchina di 87 anni cui badava e che avrà vissuto la sua onesta vita, da ieri la slava è senza lavoro e probabilmente* senza casa.
La signora Giuseppina non l'ho mai conosciuta: a dir la verità avevo pure pensato di andarla a salutare poco dopo il mio insediamento, ma l'atmosfera antipatica creatasi dopo pochi giorni, mi ha fatto desistere. Del resto anche i vicini mi han lasciato intendere che la badante fosse un po' ostile anche con loro e non fosse molto disposta ad accogliere visite in casa.
Ora fatemi rientrare nell'ordine di idee che è arrivato settembre, la socialità (male incurabile della società) deve riprendere, e che si possono fare tanti party *su tutta la superficie di casa*, camera da letto inclusa :D
Attendiamo notizie per quanto riguarda i prossimi sottovicini, mi auguro gente giovane, che il palazzo ha bisogno di una svecchiata e di gaypride. Mi piacerebbe avere una coppia gay, al piano di sotto.
*Con onesto lavoro di intelligence ho scoperto che l'appartamento non era di proprietà della de cuius, ma dei nipoti. Non c'è quindi rischio -mi auguro- che si configuri il peggiore degli scenari.
agosto 30, 2009
In cucina con la RuMi e la ricetta della Tzaziki

Io non ho un romanzo nel cassetto: io ho un trattato di cucina :) Mi piacerebbe, sul serio.
In casa a Verona avevamo la Gavotti, libro di ricette serio e preciso, poi un giorno, dalla libreria del nonno spuntò una Artusi. L'Artusi è un libro la cui prima edizione risale al 1881 (Darwin L'evoluzione della specie 1858 - Unità d'Italia 1861 - Proclamazione de la Troisième Republique Française 1870).
I diritti dell'opera sono scaduti nel 1961, quindi la si trova figherrima on-line sull'immancabile www.pellegrinoartusi.it. Vedrete che è scritta in modo quantomeno pomposo e ottocentesco, con numerose osservazioni che esulano dalla tecnica in senso stretto (un po' come dovrebbe essere il blog hardware di Quedex, "pomposo e ottocentesco" a parte).
556. BISTECCA ALLA FIORENTINA
Da beef-steak parola inglese che vale costola di bue, è derivato il nome della nostra bistecca, la quale non è altro che una braciuola col suo osso, grossa un dito o un dito e mezzo, tagliata dalla lombata di vitella. I macellari di Firenze chiamano vitella il sopranno non che le altre bestie bovine di due anni all'incirca; ma, se potessero parlare, molte di esse vi direbbero non soltanto che non sono più fanciulle, ma che hanno avuto marito e qualche figliuolo.
L'uso di questo piatto eccellente, perché sano, gustoso e ricostituente, non si è ancora generalizzato in Italia, forse a motivo che in molte delle sue provincie si macellano quasi esclusivamente bestie vecchie e da lavoro. In tal caso colà si servono del filetto, che è la parte più tenera, ed impropriamente chiamano bistecca una rotella del medesimo cotta in gratella.
Venendo dunque al merito della vera bistecca fiorentina, mettetela in gratella a fuoco ardente di carbone, così naturale come viene dalla bestia o tutt'al più lavandola e asciugandola; rivoltatela più volte, conditela con sale e pepe quando è cotta, e mandatela in tavola con un pezzetto di burro sopra. Non deve essere troppo cotta perché il suo bello è che, tagliandola, getti abbondante sugo nel piatto. Se la salate prima di cuocere, il fuoco la risecchisce, e se la condite avanti con olio o altro, come molti usano, saprà di moccolaia e sarà nauseante.
Curioso scoprire su Wikipedia che proprio un professore del Liceo Classico Scipione Maffei di Verona ebbe a che dire "Questo è un libro che avrà poco esito". Stronzi e ingessatissimi, come al solito :D (questa frecciatina è per mia madre).
Beh, sticazzi.
Ieri mi sono fatta la Salsa Tzaziki, quella greca. L'ho preparata in verità a intuito... una volta la feci (è il passato remoto del verbo "fare") seguendo una ricetta, ma non ho più quel libro quindi mi son lasciata andare a quei momenti di cucina istintiva che tanto mi fanno star bene.
Chiunque può preparare la tzaziki, basta buona volontà. Si sporcano una ciotola, un pelapatate, una grattugia e un coltello.
Servono di ingredienti due confezioni di Yogurt greco Total (non prendete il Light, se lo fate siete perdenti, merda, rigetti del buongusto), due cetrioli di media grandezza, meglio se freschi e croccanti, ma io all'Ipercoop ne ho trovati solo di mezzomosci, erbetta finocchietta (si trova fresca nei supermercati al banco frigo dove ci sono anche le vaschette di rosmarino, basilico, aneto, timo ecc), sale, pepe, forse mezzo spicchio d'aglio se vi va.
Con un coltello o un pelapatate pelate i cetrioli dopo averne tagliato le estremità.
Se avete una grattugia a più tagli, di cui uno per fare i trucioli di grana, riducete a truciolini i cetrioli, altrimenti prendete un coltello e tagliateli a striscioline sottili quasi trasparenti (sbatta inverosimile con rischio taglio falange. Meglio acquistare grattugia a più tagli).
Mettete il truciolare in una ciotola di vetro con due pizzichi di sale e aspettate cinque minuti: inizieranno a buttar fuori acqua cetriolosa. Non aspettate di più, altrimenti si prosciugano. Scolate l'acqua, strizzate sommariamente i cetrioli.
Sciacquate l'erbetta finocchietta, sminuzzatela un po' e buttatela nella ciotola col cetriolo. Sbatteteci dentro lo yogurt greco e mescolate, verrà fuori una pappina deliziosa dove aggiungerete una grattugiata volante di pepe fresco, del sale se serve ancora e, se volete, mezzo spicchio d'aglio sminuzzato (io non l'ho fatto, viene troppo forte, ma è molto mediterraneo).
Va mangiata subito, accompagnata a del pane e, se avanza, conservata coperta in frigo. Il giorno dopo affiorerà sicuramente del liquido. E' acqua di cetriolo, unita al siero dello yogurt: non vi preoccupate, non sta morendo nulla, basta dare una mescolata col cucchiaio e fine. Si conserva un paio di giorni, è un alimento sano, equilibrato, estivo, ottimo per aperitivi e picnic in salotto.
Poi è figo poter dire "so fare la Tzaziki".
Metti che ci provate, poi mi dite il risultato?
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agosto 29, 2009
Vorrei essere una lontra
http://dailyotter.orgNon c'ho il fisico, però ho scoperto che l'abbronzatura presa bene tiene.
Ora mi vesto, qualche commissione e un salto in farmacia.
E' ora di passare alle maniere forti e reintegrare di sali questo corpo distrutto.
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agosto 26, 2009
Banalia, bloggheria, allegria
*Arrivato pacco di Asos: felpa asimmetrica taglia OK, maglia per autunno very hot OK.
*Fatto sogno molto bello stamattina, roba che sono di umore ottimo da quasi quattro ore.
*Di conseguenza oggi mi è venuta voglia di mettermi una maglina carina, quindi l'ho fatto.
*Oggi ho iniziato "La concessione del telefono" di Camilleri.
*Ah, che cretina: ho dimenticato sull'aereo "Milano 9" di Scerbanenco -_-
*"Non lo so, c'era buio".
*Ho bisogno urgente di ascoltare la mia musica.
*Altre cose.
*Antonia, rispondimi, ho bisogno di supporto astrologico.
Con Mercurio nel segno e Venere da oggi favorevole, il giorno è medio tendete al positivo perché Marte è in quadratura. È utile per chiarirti le idee, per farti le pubbliche relazioni, per organizzare meglio il lavoro. Sei particolarmente abile nell’allacciare rapporti e hai la mano felice nello scegliere proprio le persone che fanno al caso tuo, che possono essere utili oltre che divertenti.
*Urgente, improvvisa voglia di Asakusa, ho voglia di quella sensazione là, la voglio per favore. La voglio. Adesso. Voglio fame, freddo, serenità, esplorazione, ansia. Non importa se là, qui, con chi, da sola. Ma che sia come ad Asakusa, ah Asakusa.
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