maggio 06, 2011

GAGA Judas - parte seconda: Analisi dell'icona

[seconda parte del commento perditempo al nuovo singolo di Lady Gaga intitolato Judas]

Il video di Judas "se l'è girato lei" la Gaga, con le sue MOSTRUOSE ZAMPETTE.
Questo significa che probabilmente la Germanotta ha telefonato ad Arkelund (il regista di numerosi video fighissimi... per esempio della Gaga ha fatto Paparazzi e Telephone, i migliori) e gli ha detto "Ehi Jonas, voglio girarmelo io il video di Judas, posso avere la tua benedizione?". A quel punto lei deve aver scambiato l'imbarazzato silenzio dello svedese per un tacito assenso, quindi ha imbracciato la telecamera e ha iniziato a girare questo video che non ha né capo né coda, non se ne capisce una mazza e soprattutto ci sono alcuni momenti davvero IMBARAZZANTI.

Agevolo qui l'abituale glossa in 42 interessantissimi fotogrammi commentati :) Leggeteli almeno dopo una visione del video, sempre che arriviate alla fine.



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Titoli di testa, una posse di discepoli avanza in moto sull'autostrada costruita per Matrix 2.

La Gaga sfoggia un look piuttosto sobrio per l'occasione e avvista qualuno...

... è lui! E' Judas! Vogliamo vederlo in faccia...
Vogliamo vedere chi getta così tanto scompiglio nel cuore della Gaga!
Sarà sicuramente un figo oggettivo, eccheccazzo!

Ecco: Gaga, una cosa. Le inquadrature di sbieco le fa Tony Scott.
E lui ci ha messo parecchio, prima di farsi un nome ed emanciparsi dall'ombra del marito di Giannina Facio.
Tu di chi sei sorella? Usa la bolla, per dio! Tieni la macchina da presa dritta.

Squillino le trombette! Questo è Judas, l'attore è Norman Reedus.
Ultimamente è apparso nella serie Walking Dead.
E' sexy quanto il tappetino del mio bagno dopo una settimana d'utilizzo.
E vabbé -_-

Ma attenzione: la Gaga è in motocicletta con GESU' (lo riconosciamo per la corona di spine, non certo per le treccine decolorate e lo sguardo da languido ISPANICO).

Secondo un commento che ho letto, questo è l'arrivo a Gerusalemme.
A uno sguardo più approfondito è una fazenda a Tijuana.

Vai col valzer dei primi piani.
Sì è decisamente PAZZA.
Bella la bigiotteria, però.

Maria Maddalena rende omaggio a Gesù come solo lei sa fare.

Ecco, se cercate nel video questo fotogramma, la Gaga canta e si muove come una bulletta ispanica arrogante, ancor più di Jenny from the Block.

Cambio di costume nella Fazendalemme: un mix tra Wonder Woman e Salomé.

Poi si salta di nuovo alla moto: lei urla nell'orecchio di Gesù.
Lui rimane lì, fermo e iconico manco fosse un modello di Versace.

Altro primo piano a sottolineare: trucco (9), nail art (9), polsini della camicia (10)

Inizia un altro balletto di gruppo senza che quello nel cortile della fazenda abbia avuto un epilogo
Da Salomé si passa alla tenuta classica gagaista.
Nulla di nuovo, sigh.

CUORICINO?

Primo piano del cartonato di Gesù. Espressivo come una lastra di marmo.
Lo giustificheranno come una scelta stilistica (del cazzo).

Mentre Gesù si spara le pose, Giuda se la spassa.
Finalmente capiamo il motivo del turbamento della Gaga.
A lui vanno tutti i nostri complimenti (Cialis?)

Altro repentino cambio d'abito, col sacro cuore impuntato sul petto.
Il cartonato di Gesù si domanda chiaramente "Cosa ci faccio qui?"

Altro momento in cui lei fa la bulletta ispanica.

Maria Maddalena.
Te l'hanno mai spiegato che trombarsi due amici porta a queste situazioni imbarazzanti?

Poi, non si capisce bene il perché, scatta una rissa tra gente che non si sa chi sia.
Grande prova di regia e di montaggio.
CLAP. CLAP. CLAP.

Le scarpe sembrano fighissime.
Il balletto sempre tipico gagaista.

Dopo aver congedato la moretta, Giuda decide di lasciarsi stuprare dalla biondina.

La Gaga si sta incazzando.

Qui parte una scena senza senso. Pare una specie di catarsi malriuscita.
Con l'aiuto del buon Gesù lei capisce che Giuda è cattivo...

... quindi decide di giustiziarlo con una pistola d'oro.
(notare l'abito da papessa nera che non lascia presagire nulla di buono)

Lei sente che non ce la fa: guarda Gesù per trovar la forza per giustiziare Giuda.

Ecco, ci siamo. Giustizia è fatta!
EHI, MA CHE E' QUEL PROIETTILE ROSSO?

E' UN ROSSETTO.
LO VOGLIO.

Stacco sulla Gaga che fa le abluzioni.
In questo punto gli effetti audio fanno venir voglia di correre in bagno a pisciare.
E non solo.

Liberamente ispirata alle fotografie dei fari di Jean Guichard, la Gaga si spara questa posa inutile.
Non si capisce.

Ha qui inizio la sceneggiata della lavanda dei piedi...

... mentre il faro-Gaga crolla travolto dai flutti, in un'inquadratura improbabile in cui dei pallet occupano metà dello schermo.

La lavanda dei piedi non va molto daccordo con la nail art barocca, ma tant'è.

FINITO!


Dopo la lavanda c'è il bacio di Giuda al cartonato di Gesù.

Lei ormai ha fatto la sua scelta. Giuda batte Cartonato 1-0.
Cartonato è triste.

Lei implora perdono...
(notare l'inesplicabile ritorno alla scena della lavanda dei piedi)

CHICCA ASSOLUTA
Giuda rovescia un'intera lattina di Kriek (birra belga alla ciliegia) sul coccige di Maria Maddalena, che geme di piacere affondando la nail-art nelle ginocchia di Gesù.
Ce n'è a sufficienza per vedere Louisa Veronica Ciccone arrossire di vergogna.

Gesù bacia Maria Maddalena perdonandola.

Poi la canzone finisce e lei è vestita da bambola satanica giapponese.

E muore.
E' o non è un video girato di merda?



GAGA Judas - parte prima: Catechismo ed esegesi del testo sacro.

[prima parte del commento perditempo al nuovo singolo di Lady Gaga intitolato Judas]

INTRO STRUMENTALE

(Cito un estratto da Wikipedia)

Lady Gaga disse al conduttore Carson Daly che Judas parla «dell'innamorarsi ripetutamente dell'uomo sbagliato. Judas è un brano molto, molto cupo».
I critici riscontrarono nella scrittura di Judas analogie con Bad Romance.


I critici sono il De Sanctis e il Sapegno, presumo... con non poco timore reverenziale mi permetto di aggiungere la mia: da qualsiasi parte lo vogliate guardare, Judas non è un brano cupo, dai cazzo, dai. Dal punto di vista musicale Judas è un'accozzaglia di generi. Una di quelle canzoni che al primo ascolto pare una schifezza, oggettivamente è una schifezza, ma appena ti entra nelle orecchie non riesci a farne a meno. Dal punto di vista del testo... vediamo un po'...

PREMESSA DA "IL RINNOVAMENTO DELLA CATECHESI"

Per cogliere l'essenza del nuovo video di Lady Gaga (Judas) bisogna aver fatto un po' di catechismo o, per dirla in modo più laico, conoscere la cultura pop cristiana.
Facciamo quindi un veloce ripassino: Gesù ha una posse di dodici apostoli, i nomi di tutti non li sto a citare ma ricorderete senza dubbio l'importante presenza di Giovanni (detto "il Battista" perché si inventò il battesimo, decapitato), di Pietro (il primo Papa, quello della P crociata, il pesce, la prima pietra, venne poi crocifisso a testa ingiù), di Tommaso (quello che non ci crede se non ci ficca il naso) e infine di Giuda (che di cognome fa Iscariota) noto per aver tradito Gesù vendendo a soli 30 denari l'informazione che il Cristo aveva fatto check-in nell'orto dei Getsemani.
Poi c'è Maria Maddalena il cui ruolo è controverso a causa di Dan Brown e dei vangeli apocrifi. Mentre i vangeli ufficiali scrivono che la Maddalena fosse una peccatrice poi convertita e diventata "groupie consacrata" del Nazareno, le altre fonti rivelano che tra lei e Gesù c'era del tenero, una discendenza e il sacro Graal ovviamente. Per quanto riguarda i nostri scopi la ricordiamo soprattutto per la ridicola sceneggiata della lavanda dei piedi.

LIP-GLOSSA DELLA CANZONE CON TESTO A FRONTE

Ohohohoh
I’m in love with Judas
Ohohohoh
I’m in love with Judas
Judas! Judaas Judas! Judaas
Judas! Judaas Judas! GAGA

Qui c'è poco da commentare: oh-oh! Sono innamorata di Giuda. La Gaga (che impersona Maria Maddalena) è innamorata di Giuda. Anche Carmen Consoli. Amiamo tutte un Giuda, sottosotto. Più sotto che sopra. GAGA.

When he comes to me, I am ready
I’ll wash his feet with my hair if he needs
Forgive him when his tongue lies through his brain
Even after three times, he betrays me

Giuda, un poco di buono: lo dice il nome stesso. Lei invece è pronta a scattare quando lui chiama (eh beh). Gli laverebbe pure i piedi e li asciugherebbe con i propri capelli, è pronta a perdonargli tutto anche se le mettesse le corna tre volte, anche se si rende conto che lui non è onesto manco intellettualmente (questa è grave, eh, Giudigno).

I’ll bring him down, bring him down, down
A king with no crown, king with no crown

Dopo la dichiarazione d'amore decisamente masochista ("a strofinaccio", io dico), finalmente parte il ritornello con un accento un po' ispanico su cui torneremo nella seconda parte del commento dedicata al video. Si sa, i ritornelli sono fatti per tirare le fila del discorso e ripetere con insistenza una cosa di cui si è fermamente convinti. MaddaGaga alza la cresta: "Lo abbatto, lo abbatto! E' un re senza corona!". (tzé, sono tutti sofismi, cara, e lo sai).

I’m just a Holy Fool, oh baby he’s so cruel
But I’m still in love with Judas, baby
I’m just a Holy Fool, oh baby he’s so cruel
But I’m still in love with Judas, baby


Poi cede al languore, cazzo, ammette a se stessa di essere andata COMPLETAMENTE FUORI DI BROCCA (dice "Holy fool", ma qui il sacro e il profano si mischiano), che lui è cattivo, CATTIVOBRUTTO, ma che lo ama ANCORA (still). Insomma, la tipica confusione mentale degli amori travagliati e non corrisposti (ma solo nella testa delle donne perché di solito mentre una donna si canta tra sé e sé questi versi, l'uomo si sta scaccolando il naso, grattando l'uccello, pensando alla partita di Champions e se la birra in frigo è sufficientemente fresca).

Sorvoliamo sui vari Oh-ohoohooohoooh, che inizia la seconda strofa.

I couldn’t love a man so purely
Even darkness forgave his crooked way

I’ll bring him down, bring him down, down
A king with no crown, king with no crown

La brevissima presa di coscienza del ritornello è servita a poco: Gaga-Maddalena considera il suo amore il più puro possibile (è un errore comune quello di considerare puro il proprio amore per un depravato, e non capisco perché si debba per forza ammantare di romanticismo LA ROVINA DEL GENERE FEMMINILE), cerca addirittura appoggio nelle scritture (pare che pure i profeti lo abbiano perdonato).

I’ve learned our love is like a brick
Build a house or sink a dead body

Infine parte la tumblerata-tipo, una volta sarebbe finita nella Smemoranda: l'amore è un mattone con cui puoi costruire una casa oppure annegare un cadavere. (XOXOXO). Tutti i cuori infranti del mondo si raccolgano in un minuto di silenzio, grazie, mentre la Gaga ripete il ritornello e si appresta a mettere i puntini sulle i nel BRIDGE che unisce la sponda della parte centrale della canzone con la conclusione sulle rive del lago di Tiberiade, dove andremo a far la lavanda dei piedi (la Maddalena abitava da quelle parti).

IL TANTUM ERGO
BRIDGE CON LIP-GLOSSA-LAMPO IN INTERLINEA

In the most Biblical sense
[scopare]
I am beyond repentance
[assoluzione]
Fame hooker, prostitute wench, vomits her mind
[depravazione e corruzione dei costumi]
But in the cultural sense
[antropologismi]
I just speak in future tense
[romanticismi]
Judas kiss me if offended,
[sfida]
Or wear an ear condom next time
[risate a scena aperta]
I wanna love you
[desiderio]
But something's pulling me away from you
[cervello]
Jesus is my virtue,
[amore platonico]
And Judas is the demon I cling to, I CLING TO
[pare chiaro che 'sto Judas lo sappia usare da dio!]


Un applauso sentito per questo bridge.

Ritornello again, e chiaramente la questione dell'amore tormentato rimarrà irrisolta.

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Per leggere la seconda parte riguardante il video diretto con l'insipienza di un bambino dell'asilo nido, FAI CLIC QUI!

aprile 22, 2011

Banalia Disaster Recovery

*Che la primavera sconvolga gli ormoni me ne ero accorta e l'ha detto anche il dottore. L'utero comunque sta bene, le ovaie occhieggiano da destra e da sinistra, le tette sono uno splendore.

L'utero in sezione sagittale che fa ciao con la manina.
Ricambiate il saluto alle mie interiora :)
Ah non perdete la vista: non c'è nessun ospite dentro, era una visita di controllo


*Poi però bisogna in primis affrontare la spesa per la Pasqua.
Campari, prosecco, Lagrein, birra, carne varia, verdure, latticini sparsi, cedrata, chinotto.



Mi stai chiedendo di passare la serata con te o sei felice di vedermi?


*Prima della spesa, comunque, sono andata a fare shopping. Nulla di rilevante. Nel senso, ho preso due maglie, una autunnale (giustamente) e una tamarra.



Ciao, maglia tamarra di Bershka, fai ROAR ai lettori. (ROAR!)
Lettori, apprezzate la maglia tamarra?

*Disaster. Premessa.
PERCHE', IDDIO, NON FANNO PIU' I SACCHETTI DELLA SPESA SERI DI QUELLI CHE FANNO SOFFOCARE LE BALENE?
Cosa succede dunque. Una volta potevi farti quattro sacchetti della spesa che, benché pesanti, potevi sorreggere due per mano, felice, dalla cassa alla macchina. Dalla macchina a casa.
NO. Ora bisogna usare le SPORTINE ECOLOGICHE IN PLASTICA E MANICI RESISTENTI.

*Disaster. Maniavantismo.
La singola e capientissima sporta ecologica è comoda quando fai una spesa umana, non quando fai una spesa di carneverduralatticinivari + vinoproseccocamparichinottocedratabirra4x66. Pesano OTTO-FOTTUTI-INTRASPORTABILI-QUINTALI. Un buco nero di spesa che io no.

*Disaster. I più intelligenti già intuiranno la portata dello scatafascio.
Cosa fai quando la SPORTINA ECOLOGICA è piena? Metti delle cose pesanti in borsetta, per distribuire un po' la fatica. Tipo. Che so. Cosa ci mettiamo? Quattro birre da 66? Mettiamoci dentro 4 birre da 66, che la borsetta di McQueen ci ha pure il soffietto, è capiente e resistente.

*Disaster. Crash.
Arrivo a casa con un'anca sciancata, appoggio la borsetta su un tavolo pieno di casino (e vabbé fatemele voi le sistemazioni di casa, forza!) e inizio a riporre con cura le bottiglie di birra in frigo. Bottiglia uno. Bottiglia due. Bottiglia tre.
TONF.
CROCK (un crock prima sordo, poi schiumoso e frizzante).

*Disaster. Zio è morto.
Non so bene il motivo (bestemmio per molto meno, sarà stato lo spirito pasquale di questo venerdì di passione) ma l'esclamazione è stata *Zio-porco-schifoso-e-maledetto*. Il tutto pronunciato mentre prendevo per il fondo la borsa e rovesciavo IN TERRA 66 cl di birra avendo poi la geniale idea di metter la mano dentro per togliere tipo, che so. IL PORTAMONETE. IL SAMSUNG GALAXY. Sulle mani tagli sparsi che paiono di gatta, ma di gatta non sono.

*Disaster. Lo spirito di McQueen vegli su di me.
Ora la mia borsetta pregiata puzza come il pavimento del Leoncavallo, ho intenzione di riempirla di Arbre Magique. Il pavimento della cucina puzza come il pavimento del Leoncavallo. Io puzzo come il pavimento del Leoncavallo.



Salutate la borsetta ubriaca, ora riempita di asciugamani dopo corsa folle in bagno a sciacquare lo sciacquabile.


*C'è un tristo epilogo in tutto questo. Sto sorseggiando chinotto, perché di birra proprio non ne ho voglia.
Buona Pasqua.

*Ah, dimenticavo: a un botto di gente su Tumblr è piaciuta questa mia frase intitolata "Dichiarazione d'amore". Dice così.

“Mi sono rotta il cazzo persino di te che mi piaci tanto, figurati
cosa posso provare nei confronti del resto dell’umanità”.

A quanto pare la gente ha bisogno di cinismo. Se ne volete, fate un fischio.


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aprile 19, 2011

Insegne

Poi a volte arrivi (addirittura) al punto che è come se avessi sopra la testa un cartello lampeggiante (non al neon... di quelli con le lampadine, tipo marquée di vecchi cabaret) con su scritto "Ohi, tu, mi gira di dartela!" ma a quanto pare quello se la dà a gambe e mica gliene frega.
Ecco.
A quel punto ti senti un po' rifiutatatutta, sai com'è...
No, perché se non metti il cartello passi per la figa di legno.
E se la fai solo annusare sei un po' troia.

Dio quanto è difficile la primavera.

Ma anche l'inverno.
E l'autunno.
E l'estate.
E la domanda.
E l'offerta.
Fregnacce.



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aprile 18, 2011

Amici, amiche

Poi guarda tu che succede quando ti trovi a voler sempre bene a persone che si riempiono la vita di fatti, impegni, incontri, viaggi, eventi, cose di un certo conto, bagattelle e pinzillacchere.
Succede che osservi questo formicolante lavorìo, vorresti dir loro qualcosa, ma loro corrono, corrono dappertutto. Ché per loro è sempre troppo tardi o sempre troppo presto.

Volevo dirvi che io ho del tempo, molti tempi morti in cui ci siete anche voi, che vi penso, e non ci sarà mai un giorno in cui saremo sincronizzati, al massimo ci saranno delle intersezioni e io non lo so se mi ricorderò di quel che vi volevo dire.


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aprile 01, 2011

Varietà

Mi piace questa maglietta, l'avevo addosso il giorno che ci siamo conosciuti.

Mi piace questa maglietta, l'avevo addosso il giorno che mi hai voluto conoscere.

Mi piace questa maglietta, l'avevo addosso il giorno che ti ho conosciuto.

Mi piace questa maglietta, l'avevo messa per piacerti, ma non troppo.

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marzo 25, 2011

Andarsene via

Poi c'è stato un giorno che ho scritto a Ugo e gli ho detto "Ugo è successa una cosa".
E Ugo mi ha risposto "Ne ho parlato con Taty, vieni qui quando vuoi, anche oggi".
E io il martedì martedì mattina ho preso delle cose, le ho messe nella mia borsa che ho ricevuto in regalo dalle amiche alla laurea e me ne sono andata via senza dire niente a nessuno.
Sono andata al lavoro e poi la sera sono tornata nella mia nuova casa.
Nessuno mi ha chiamato per chiedermi perché non tornavo nella mia casa.

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marzo 24, 2011

Sulla rottura di coglioni che è star lì a pulirsi le scarpe quando si entra

Alcuni te lo fanno capire bene che no, non vogliono che sconvolgi la loro vita.
Ti fanno segno che devi pulirti le scarpe sullo zerbino, entrare, stare seduta composta.
Se sei abbastanza furba magari riesci a lasciare un po' del tuo profumo sul divano nella speranza che si diffonda nell'aria per qualche altro minuto, anche dopo che ciao, si è fatta l'ora di andare.

Io invece ho voglia di entrare, stravaccarmi sul tuo divano e renderti felice così, un po' come viene, con le mie scarpe sporche.

Ah... dio cristo. Che coglioni.

marzo 17, 2011

Banalia Codex

*Ascolto While my guitar gently weeps e manca poco che mi metta a piagne. Qualcuno mi pigli a colpi di cazzo sulla fronte per favore.

*Oggi un tipo mi ha chiesto se per caso mi sono offesa per il fatto che mi ha baciato sulla guancia, l'altro giorno. Siamo a questo punto. Tipo che manco me lo ricordavo che mi aveva baciato sulla guancia.

*Visto? Che ti avevo detto?

*Ho messo Codex come sveglia, però finisce nel punto in cui mi piace, quindi in pratica mi sveglio ululando come Yorke-Picasso.

*A volte succede pure che non mi sveglio perché i Radiohead, si sa, sono soporiferi.

*Sono perseguitata dai numeri doppi e palindromi. Se portano fortuna, vediamo di farla saltar fuori al più presto.

*Glossa spot per l'oroscopo di venerdì 18 marzo, sempre da Arcobaleno.net

Le influenze disarmoniche tarpano le ali a Saturno [Saturno che tarpa le ali è tarpato a sua volta]. Non è un gran giorno [per fortuna che me ne resto chiusa in casa fino a sera, poi vorrei andare a un concerto], ci sono momenti di incertezza e altri di inquietudine [sai che novità...] , non sai bene di chi fidarti [è normale, non mi fido di nessuno], potresti essere tentato di cambiare all’improvviso programmi [dici che non andrò al concerto?]… hai il buon senso [a sacchi ne ho...], o l’esperienza se non sei un giovin virgulto [donna di esperienza, moi], per non agire impulsivamente e combinare pasticci [con l'impulsività, questa settimana, abbiamo già dato...]

*C'è una puttanella radioattiva in circolazione. Fa i pompini col piercing radioattivo. Siate avvisati maschi.

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marzo 12, 2011

Ci sono le persone che.

Si baciano, e lo senti da lontano lo spiaccichìo delle labbra umide, che più del suono avverti la loro mobidezza. E lui le mette un braccio dietro la schiena, l'afferra alla vita, e lei si incastra alla perfezione sotto la sua spalla senza nessuno spigolo scomodo, nulla che ingombri, solo maschio e femmina dallo stesso marmo.
E lei lo guarda con gli occhi di flash, e lui la osserva mentre parla, con tutto l'amore e il non ti perderò mai del mondo.
Li respiri come i momenti in cui era già stato tutto sbagliato.
E ti domandi se sarà lui o sarà lei, che prima è tutto vero, e dopo non lo è più.
Ci sono le persone che non vogliono sapere dove saranno presto... e intanto sono felici.

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marzo 09, 2011

[Intervallo simpatia!]

Quando scrivo che sono triste, tipo ieri, ci son le mobilitazioni.
[la mamma! figuriamoci :*]
Amiche, che mi telefonano e messaggiano (Ele come va? Ele che fai? Elenaaaaah)
Amiche solidali che anche loro sanno che vivere da sole è un'altalena di alti e bassi senza nessuna compensazione gratuita.
Telefonata del Freddie "Alora, smettila, possibile che non trovi pace?"
Uomini che ti raccontano che anche loro sono soli, eh sì. Già. Maddài.

E poi arriva LUI...
Preceduto dall'ombra del suo metro e novantaquattro, proiettata come un tentacolo virtuale via Skype...
E' Lolò!

Quando scrivo riguardo topic in odor di maschio o di topa-sola arriva Lolò, martellante come solo lui sa fare.

Secondo Lolò la cura alla mia tristezza si riassume in un sola parola, anzi, DUE: Tanto-Cazzo.
Possibilmente agevolato analmente.
Dice che risolve tutto.*

--propaganda elettorale mode on--
Lolò, in quanto creatura imperfetta, balla al palo di IDV. E' un tipo in gamba, eh. Il suo sito è http://www.maurobuti.it/ . Secondo me non è neanche da prendere a schiaffi, troppo disturbo. Però di cose giuste ne dice.
--propaganda elettorale mode off--

* postilla postuma. La mia idea a riguardo è espressa nei commenti.

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marzo 08, 2011

[banalia] Amaramorale

*Era da tempo che non facevo un banalia. E' che mi disperdo.

*Prima pensavo che se commetti una grave mancanza nei confronti di qualcuno è probabile che la sfanghi, soprattutto se hai pelo sullo stomaco. Ma se la commetti contro te stessa, anche senza accorgertene, ti infesterà l'animo per parecchio tempo.

*Ma non sono di buon umore, ecco.

*Prima il commesso del negozio di animali mi ha chiesto "Hai la faccia triste, che succede?". E siccome non ha senso spiegare perché sono triste e non sono argomenti da affrontare alla cassa mentre paghi la sabbietta e le bustine di cibo, gli ho detto sorridendo che ero sovrappensiero e che ero molto stanca.

*In realtà non sono stanca, stanotte ho riposato molto e bene.

*E' che, tra le altre cose, pensavo che non avevo voglia di tornare a casa e di chiudere la porta alle mie spalle, e attendere l'arrivo dell'ora di andare a letto tra le mie cose. Quel libro da leggere, quel fumetto da finire, quella sciarpina da continuare, il coprispalla da riprendere, quel disordine da sistemare, quella serie da guardare.

*E' incredibile come, pur avendo dell'interesse, delle cose da fare, una quotidianità tutto sommato piacevole e che comunque contribuisce all'essere chi sono, io mi sento soffocare.

*E se va bene... arrivo a casa e mi metto ai fornelli, mangio e mi faccio forza (stasera quindi, appena è pronto il brodo, mi preparo un risotto con radicchio e gorgonzola) e se va male... no.

*Fortunatamente sono poche le serate che va male, ma penso che il male stia prima. Molto prima.

*Ultimamente ho trascurato alcune sane vecchie abitudini. Le devo riprendere.

*Mi manchi.
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marzo 06, 2011

Smutanda Revolution - The Final Act

[Dopo lo "Smutanda" e lo "Smutanda Reloaded" (vedi post così intitolati e risalenti), cade giusto, in chiusura, lo "Smutanda Revolution"]


Volevo dedicare il mio terzo anno di singletudine a voi, maschi con cui è capitato di intrattenermi in questi tre anni di libertà.
Non so bene come definirvi.
"Amante" è una parola che, a mio avviso, sottointende una certa continuità nella relazione.
Non ravvedendo tanto la continuità, piuttosto una certa qual reiterazione, forse dovrei chiamarvi "friend with benefits".
Ma anche il "friend with benefits" prevede un certo patto, oltre che l'impegno di un'amicizia.

E trovandomi per forza a generalizzare (ma se volete le pagelline sarò dura e onesta, neh :P), in voi trovo un punto di contatto ineluttabile, ossia che siete dei "maschi alfa".
E io adoro i maschi alfa.
Quindi mi rivolgo a voi così, anche perché esistete (e bene) anche senza di me, e non ha senso definirvi "tramite me".

Ecco, forse è questa la cosa che potrebbe farvi più impressione sentirmi dire: voi, per me, esistete anche senza di me.
E così mi piacete.
Mi piace immaginarvi liberi.
Anche se non lo so, se siete davvero liberi oppure no.
Anche se a tratti siete stati miei.

Riguardo me, invece, lo so.
Io non mi sento libera.
Io sono libera, ma non ne godo.

Stando vicina a voi, per un po', ho goduto della vostra libertà, e l'ho fatta mia.

Un brindisi per voi, quindi.
E baci.

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marzo 03, 2011

Insegne


Quando compri casa e fai un mutuo di trent'anni pensi che tra trent'anni magari sarai nonna, e che questa casa non esisterà neanche più se non nel ricordo, assieme al suo paesaggio. Ne parlerai come la tua prima casa, quella che ti sei tirata su nel giro di sei mesi, quella che ti sei scelta tu il Bisazza senza compromessi con nessuno, assieme al colore della cucina. Quella in cui sei entrata per la prima volta a inizio aprile, vecchia, pulita, da sistemare, un sussulto di affinità nell'oscurità delle nove di sera.
Io alla mia casa voglio bene, me la sono fatta io, sono io, nel disordine e nella lontananza dal caos, nella spiegazione al "perché hai preso casa qui?".
Il paesaggio dalla mia finestra cambierà a fine mese, ad aprile. Non vedrò più quell'insegna biancorossa là in fondo, un'insegna a cui sono affezionata come tante persone, milanesi e non.

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marzo 01, 2011

[citophonoreality] Intervento a cuore aperto

Il caro Galaxy (il mio citophono) sta male.
Male tanto.
Sabato sera, appena tornata a casa, l'ho appoggiato sulla scrivania assieme a centomila altre cose. La gatta, la mia adorabile, cara, amata, dolce, puccia, coccolosa Suzie Q, passava di lì. E con una zampata l'ha buttato giù dalla scrivania con una freddezza micidiale. Sono sinceramente ammirata dal suo gesto. Ho molto da imparare da quella gatta.

Voi penserete "Ora se la cucina in padella", ma sinceramente io non ci ho pensato neanche un attimo. Perché a me il telefono è caduto una trentina di volte senza che mai accadesse nulla di grave. Per quell'unica volta che la Suzina me lo butta in terra, non me la sento di criminalizzarla. Quindi l'ho semplicemente coccolata, ché mi stava pure facendo le fusa, la musetta.
La rottura è grave, come testimonia la foto scatta con un *BRRRR* iPhone 4. Tuttavia il citophono funziona: lo schermo è ancora sensibile al tocco, i pulsanti reagiscono. Se non rischiassi di sfregiarmi il volto tutte le volte che sono al telefono e riempirmi di microtagli i polpastrelli, sarebbe ancora utilizzabile, almeno fino alla prossima caduta.

Ciao Corea del Sud!

Cosa succede quando si rompe un telefono pagato più di 400 euro?

Innanzittutto ti senti MALE. Male tanto. Io l'ho sempre detto che son troppo sbadata per andare in giro con uno smartphone così costoso. Però è colpa della gatta quindi mi autoassolvo da tutti i miei peccati.

Poi ti rendi conto che su qualsiasi forum il leit motiv è sempre lo stesso: "Fantastico il Samsung Galaxy, ma l'assistenza post-vendita fa schifo". Pare trattengano i citophoni settimane intere, forse anche di più. SEEEEE. Io neanche tre giorni senza, ci faccio.
Piuttosto ne compro un altro. Tipo il Nexus S, il Galaxy S2. Ma anche no, ecco.

Ho comunque fatto il gesto di chiamare l'assistenza Samsung, così, famose del male.
L'assistenza è un numer800 dalla personalità complicata, che insiste nel volermi assegnare un codice seriale di dieci cifre per dialogare con me, si fa comunicare l'IMEI del telefono (in quel mentre scopro che il citophono viene dal PORTOGALLO) per poi dirmi che devo chiamare al centro di Vimercate per farmi indicare dove portare il riparazione il Galaxy. Neanche Asterix e le 12 fatiche. E poi scommetto che devo pure alzare il culo e portarglielo. Ma va' via va'.
Secondo me se lo chiedevo a mia madre ( tipo l'aiuto a casa di "Chi vuol esser Milionario") mi rispondeva la stessa cosa dopo breve ricerca su Google. E mi dava immediatamente la risposta giusta senza chiedermi l'IMEI e il seriale di dieci cifre.

Chiedo on-line agli smanettoni e mi dicono che "Dai cinesi ti cambiano il display in cinque minuti, ovviamente si invalida la garanzia". Il brivido della VIOLAZIONE.
Io dai cinesi ci vado volentieri a mangiare, sarò pazza, ma il mio citophono non glielo do, e neanche gli spiego come è successo, sai mai che mi chiedano anche di visionare la gatta.

Mi viene quindi un'idea geniale, stuzzicata dal guru che mi siede accanto al lavoro.
Visto che "un mese senza... MAI", visto che con l'intervento dei cinesi si invaliderebbe la garanzia, allora ho pensato di cambiare da me il display.

Quindi ho ordinato da un sito inglese lo schermo originalo di ricambio (88 euro spedizione inclusa, spedito stamattina) e prossimamente mi cimenterò in "Cambiare lo schermo al Galaxy S senza sbeccare lo smalto".

Se riesco faccio pure un reportage filmato, che qui non ci neghiamo nulla, signori miei.
NULLA.

febbraio 25, 2011

Nulla da dichiarare

Poi arriva una ricorrenza ed è meno dura del solito, però ti prendi per tempo perché c'è il rischio che cada nel periodo sbagliato in cui di solito vedi tutto nero, allora una sera che sei di umore discreto che fai? Ti metti avanti scrivendo un post che potresti buttar giù in un momento in cui non stai molto bene.
Pensavo, giusto oggi, ma proiettata due settimane in là, che ci sono delle ricorrenze che ti segnano un po' la vita.
Io per esempio non ricevo una dichiarazione d'amore dal gennaio 2000.
Non so quanto conti per voi l'amore nella vita, ma io, a me, pesa non ricevere dichiarazioni d'amore da gennaioduemila.

[Oggi un ragazzo sconosciuto mi ha fermata per strada, voleva il mio numero di telefono e che domani uscissi con lui. E non mi ricordo neanche come fosse la sua faccia, perché subito ho pensato a una candid camera. Io gli ho detto che no, non si fa così. E lui mi ha detto che bisogna provare. E insomma e che gli dico io, a un estraneo, che so magari è pure un pazzo psicopatico, no ovvio, gli dico che non funziona così. Lui mi ha detto che allora non troverò mai nessuno. E io ho allargato le braccia e gli ho detto "Non così, no... ciao".]

Non ricevere dichiarazioni d'amore da gennaioduemila significa che non hai nessuna intenzione di renderti speciale per qualcuno al punto di accettare di farti fare una dichiarazione d'amore.

Certo che però in giro ci sono i pazzi.
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febbraio 23, 2011

L'importante è che il gatto stia bene

Ieri sera l'ex voleva salutarmi definitivamente perché va a vivere in Baviera (che poi, definitivamente... sta sempre su tutte le chat e i social network del mondo...).
Allora mi è venuta questa geniale idea di andare al giapponese, gustoso campo neutro, e farmi pure offrire la cena.
Il genio ha pagato con i buoni pasto della sua compagna.
Grazie della cena, Zurich Assicurazioni.

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febbraio 20, 2011

Rap futurismo concentrato nel vuoto

Oggi sono stata al Museo del Novecento...

Umberto Boccioni - Stati d'animo (Quelli che restano)

Osvaldo Licini - Angelo ribelle su fondo giallo
(centra nulla col futurismo, ma mi piace)


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febbraio 16, 2011

Cercasi chiavi di lettura le più semplici possibili, grazie

Tipo quando hai sedici anni e senti Sinead O'Connor che canta con gli occhioni sgranati "Nothing Compares 2 U", tu ti rendi conto sì, che cazzo, quella sta male, o magari starà male Prince per lei chi lo sa, e comunque prima o poi starà male il cosmomondo tuttintiero perché niente è paragonabile a te, e vai a mangiare in un ristorante sì, ma nulla può toglierti di dosso la tristezza, sono sette ore e quindici giorni che ti sei portato via l'amore, dormo di giorno, esco di notte, faccio tutto quel che mi pare, vedo chi mi garba, dimmi che ho sbagliato uff, potrei buttarmi tra le braccia di chiunque, ma mi ricorderebbero te, sono pure andata dal dottore e indovina un po' che mi ha detto, niente è paragonabile, niente è paragonabile a te, poi tutti i fiori che hai piantato, mama (MAMA????), sono morti quando te ne sei (se ne è?) andata/o (beh insomma qualsiasi cosa significhi sta canzone, mamas, papas, dude, è uno strazio immarcescibile).
Ma la premessa era che hai solo sedici anni, che ne sai (tu di un campo di grano, che ne sai)?

Ecco, io ieri mentre ascoltavo la canzone dei La Crus (mi piace tanto), avevo tipo dodici anni. L'unica cosa in cui mi sono immedesimata, tipo, è l'ululato della soprano spettinata con Paolo Limiti dietro che incalza "un'altra possibilità io la voglio". Mi piaaace.

Ad libitum sfumando, mama. Che qui siamo bambine. Tipo.


La Crus - Io confesso


The rabbit chainsaw massacre

[siamo arrivati alla puntata di metà stagione del pappareality. Nei precedenti episodi era tutto un blablabla sulle figure retoriche, i tritacarne e parecchie pippe sul ruolo dei robot da cucina nelle cucine, appunto. Il tag "pappareality" è lì per voi, per sviarvi dalle mie elucubrazioni sentimentali]

Il pappareality ha subito una brusca sterzata addirittura mercoledì scorso quando la sottocritta, con una mossa che le è tipica anche in altri ambiti della vita, ha deciso di rompere gli indugi, mettere da parte i blablabla e passare ai FATTI. [tremate]


Prova fattuale numero 1

Prova fattuale numero 2

Il tutto senza possedere un tritacarne.
La qui presente, sempre secondo un pattern riconoscibile, ha deciso di fare una terrina senza possedere un tritacarne. Ché se sto aspettare il tritacarne viene notte, e poi giorno e poi notte ancora.

Come si fa 'sta roba senza possedere il tritacarne? Si prova a tritare con la mezzaluna un intero coniglio disossato (male) più mezzo chilo di lombata di maialo, fallendo miseramente. Ovvio.
Ci si lava quindi le mani e si va a suonare ai vicini chiedendo "Mi scusi si sta consumando un dramma nella mia cucina, non è che per caso ha un tritacarne da prestarmi?".
Vicini numero 1 dicono che hanno il robot in cantina (che vi avevo detto l'altra volta??).
Vicini numero 2 mi danno un tritatutto, di quelli con le solide lame rotanti che di solito si usano per le verdure e, toh, il formaggio. Io per la carne (cruda, poi...) non li ho mai usati. Non che io non possegga un tritatutto con le lame rotanti, ma in effetti è piccolino, scomodo e poco capiente.
Quindi accetto il coso dei vicini, l'asso pigliatutto in tale momento di emergenza.

Il tutto avveniva alle ore 19e30 di mercoledì scorso, dicevo, poco prima di una cena fuori.
Perché ovviamente prima di andare a una cena fuori ci si mette a cucinare. Giusto per arrivare con le mani che profumano di cipolla e aglio.
Cena a cui arrivo chiaramente agitata per il massacro di coniglio e maiale finalmente riposti a marinare in pace amen nel mio frigo, conscia che al mio ritorno avrei dovuto mettere mano alla metonimia, avviare la cottura di un'ora e mezza, insomma a letto alle due se mi andava bene.

Sì, è andato tutto bene, si vede dalle foto.
La mattonella è stata eiettata dalla metonimia sabato a pranzo (se ne è uscita da sola senza problemi, scivolando sul suo strato di gelatina naturale, una cosa veramente goduriosa, ninì), in occasione del compleanno di mammà. Mammà ha molto gradito, io ritengo di poter fare meglio soprattutto in fase preparatoria.
La prossima volta, infatti, metterò dei teli di plastica attorno ai mobili e alle pareti.


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febbraio 14, 2011

A Dressing Carol

A lui il trucco dava fastidio ("Puzza" diceva, e si ritirava se facevo cenno di baciarlo con il lucidalabbra). E se mi mettevo la gonna mi guardava e abbozzava un "Sì, carina" con l'aria di chi aveva altro da fare. E quando gli mostravo l'abito bello, lui allargava le braccia e diceva solo "Se piace a te...".
Finisco in un vortice di anonimato estetico, uno strato di polvere sotto cui so di essere qualcosa di più di un topo muschiato, ma tanto a che serve...
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Un sabato pomeriggio sono uscita con le mie belle Sergio Rossi, la gonna di seta a balze e le calze traforate. Poi ho messo il rossetto rosso. Era una bella giornata, mi guardavano e sorridevano tutti, e io non lo so se era per il rossetto rosso, la mia insensata allegria, le gambe o cosa altro, io non lo so davvero, ma quando poi mi sono incontrata con l'amica di A., mi sono presentata, lei ha sgranato gli occhi e mi ha detto "Ma sei bellissima!".
Ecco perché io quando esco mi faccio bella. Lo faccio per me, per sentirmi bella e non più un topo muschiato.
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Avrei voglia di farmi bella per una sera e mettermi un vestito solo per ricevere un complimento dal mio uomo. Perché è felice che io sono sua e non perché mi vuole forse stasera, forse mai più, forse domani, e chi lo sa. Farmi bella e avere la certezza che nessuno mi romperà i coglioni. Voglio essere solo sua.



febbraio 09, 2011

Audizioni


I skipped the part about love
It seems so shallow and low
low, low, low

febbraio 07, 2011

Il tritacarne

Per preparare le terrine serve un altro accessorio che mi lascia alqunto basita: IL TRITACARNE. A quanto pare i tritacarne sono degli elettrodomestici costosissimi e non mi capacito del perché. Escludiamo in partenza quelli incorporati nei robot, ché se mi dovessi comprare un unico COSO davvero non saprei dove metterlo, e non esiste di tenerlo esposto in cucina come manifesto del "io so cucinare, tu-non-zai quante cose ci faccio io con questo". Anche perché i robot, se non hai intenzione di accendere un finanziamento 24 mesi o di fare una lista nozze da qui a un mese, sono degli oggetti ripugnanti di color biancotopoalbino, pieni di plastiche che si opacizzano al primo giro in lavastoviglie (sì, IN LAVASTOVIGLIE LI METTO, E NON ME LO IMPEDIRETE MAI!). E anche se fossero di quelli in acciaio e oro zecchino, sono dei catafalchi uribbili che, a confronto, un'alzata del Benvenuto Cellini è capolavoro di sobrietà.

Mi pare sufficiente come abbaiata contro il robot da cucina, questo misconosciuto amico che quando è costato troppo lo usi finché non ti passa il senso di colpa, quando costa poco non lo usi perché ducoioni a tirarlo fuori e se te l'hanno regalato sicuramente non te ne farai nulla, mentre dall'altra parte del mondo una piccola casalinga morirà senza il TUO robot da cucina mai scartato.

Quindi scatta la telefonata alla mamma "Mamma hai ancora, per caso, sai mai, il tritacarne della Moulinex?" (oggetto di modernariato, ormai). "No figliola mia, l'ho buttato via da tempo, e poi non era un tritacarne di buona qualità, sai?".

Ecco, il tritacarne di qualità che farà mai di diverso rispetto un tritacarne di cattiva qualità? Trita la carne meglio, signora mia. E se vuoi ti fa pure la passata di pomodoro (ma che mi frega a me di fare la passata di pomodoro, devo controllare la scadenza di certi barattoli e darci giù di nuovo coi Bloody Mary).
Così, navigando in Rete, ho forse solo distinto quelli che hanno la trafila e la spirullera in acciaio. E, orrore, ho anche visto quelli con la spirullera autofilettante, al punto che mi viene pure il sospetto che te la mangi in forma di pagliuzze.
Tuttavia, viva la pezzenza, comprerò il tritacarne che costa meno, anche fosse solo a manovella. Perché non è che ho intenzione di tritare carne da qui all'eternità (avevo anche a mente di chiedere al macellaio di tritarmi tutto lui, potrebbe essere una soluzione pure quella).

febbraio 06, 2011

Metonimia delivered

Ringraziamo Amazon.fr per la celere e gratuita consegna della metonimia acquistata in una notte di shopping sfrenato. In questa immagine la metonimia riceve l'approvazione della felina di casa che, grande amante del paté in gelatina, crede che io abbia preso tutto questo per rendere felice lei. Tsk. Costo della terrina 34 euro e rotti, mi pare, non ricordo, ma quello è l'ordine di grandezza. Si tratta di un oggettino molto bello, fa quasi arredo. Color rosso ciliegia (rouge cerise, come il rossetto e lo smalto).


Poi in questi giorni riflettevo se buttarmi subito nella realizzazione della terrina suprema, quella fatta di fegati di qualsiasi animale disponibile in macelleria oppure se fare dei passi intermedi con delle ricettine anche più facili per familiarizzare con la metonimia in primis e il metodo di cottura.
Perché 'ste terrine si cucinano tutte allo stesso modo: dopo aver disposto gli ingredienti dentro, devi sigillarle con LA COLLA (non l'Attack ma un miscuglio si acqua e farina) e metterle a bagnomaria (ossia dentro un recipiente pieno di acqua) a 180° in forno per n'oretta e mezza/due. Quindi, insomma, a me attira anche la terrina di coniglio con lardo e prugne. Come la vedete?

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febbraio 02, 2011

Walk like il portinaio

M., il portinaio egiziano, mi ha salutata a fine novembre dicendomi che tornava per un paio di mesi al Cairo, per stare con la famiglia. Nei giorni scorsi lo pensavo, anche perché non era ancora rientrato, e mi domandavo cosa stesse combinando là.
M. è un tipo particolare, è una portinaia bravissima, nota l'andirivieni, spettegola e pure commenta ("Bello quel ragazzo, Elena, alto! E' il tuo ragazzo?" "No M., è un amico"). Ogni tanto fa pure il buffone, mi si raccomanda "Elena, con i faraoni non ci sono paragoni". 'naltra volta mi ha detto "Oggi sembri Lady Diana, ti manca solo Al Fayed" (pronunciando tra l'altro "Al Fayed" molto arabamente, e io a quel punto sono scappata via ululando "Tu, pazzo, mi vuoi vedere morta in macchina!"). Ah, fantastica quella volta che per dieci giorni se ne è stato seduto in guardiola e poi mi si è mostrato tutto fiero con tipo sei-sette chili in meno dicendomi "Hai visto come sono magro? Ho fatto Il Ramadan!". Viva il Ramadan.
Martedì è riapparso! Miracolo! Mi ha detto che si è fatto due giorni in piazza, è contento di quel che sta succedendo "Mubarak a casa, via, subito" (anche stamattina lo ribadiva "Colpa dell'Europa e degli Stati Uniti, vogliamo le elezioni!"), poi è rientrato in anticipo perché aveva paura che chiudessero l'aeroporto.
Stamattina mi ha dato una bustina bianca da lettere "Un regalo dell'Egitto". Dentro c'era una penna con la maschera di Tutankhamon disegnata sopra. Una di quelle cose plasticose da bookshop del museo. Io in Egitto non ci sono mai stata.

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