febbraio 23, 2010

DMB: cose belle dal mondo

Ma come, non li riconoscete? Sono Dave Matthews e la sua band!
Dietro casa mia, 22 febbraio 2010

Non ho molto da dire, non sono una che parla di musica. Piuttosto la ascolto e mi ci faccio prendere nelle budella.
Penso che domattina avrò la febbre, ma non importa. Sono sopravvissuta a ben peggio.
Stasera ho visto uno dei concerti più belli della mia vita, e non tanto perché sono una fan sfegatata del gruppo tipo che *le so tutte a memoria database ravanelli*, ma perché è rilassante, defatigante, scacciapensieribrutti ascoltare musica bella.
E cazzo se stasera ho sentito musica bella.


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febbraio 21, 2010

Mancavano al carnet

provvedo nel migliore dei modi
meglio tardi che mai


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AM, PM, pari, dispari

La convenzione e i fatti vogliono che la notte tra il sabato e la domenica sia domenica notte ma, non so perché, io mi sono convinta che il giorno arrivi prima della notte. Faccio quindi fatica a chiamare stanotte "domenica notte", perché finché non vado a letto dormire... è sabato. E la domenica inizia quando mi sveglio.

Il concetto è in qualche modo comparabile a un problema che ho attualmente nel calcolo degli aumenti del mio gilet ai ferri (che procede): il libro mi dice di fare gli aumenti al terzo ferro e poi di ripeterli ogni sesto. So contare, ma per me il sesto parte considerando come primo ferro il terzo stesso. Probabilmente sbaglio, ma il tutto è facilmente aggirabile combinando la mia regola (sbagliata) con quella ipoteticamente corretta (contare come primo il quarto ferro). Su dieci ferri di aumento applicherò le due regole in modo geometrico, ragionato e ripetibile.

La maglia è finto schema. Finta perfezione. E' il massimo del divertimento quando la si lascia andare all'intuito e all'esperimento. E al rischio di disfare tutto.
Ecco perché questo sabato notte io sto meglio così, col netbook accanto, qualche amico on-line, le Olimpiadi che scorrono sul TV finalmente surriscaldato, i miei ferri e il morbido alpaca.
Avevo proprio bisogno di questo, e ne avrò per tanto. E poi non importa se adesso è ancora sabato o già domenica.


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febbraio 18, 2010

Primo acquisto di primavera

Il problema vero è che oggi la primavera ha fatto capolino, quindi una tappa su Asos.com era d'obbligo, perché quando la primavera s'avvicina lo si sente subito nell'aria. Ed è pericolo.
Ho preso un vestitino nero per tutte le occasioni più banali che possano capitarmi. Però è tulip, "in the style of Lady Gaga".

Poi non lo so, mi è caduto l'occhio su questa, e ho pensato che tutti dobbiamo morire.
Quindi l'ho presa.
Aspetto il caldo e il giorno che sono dell'umore giusto.
L'umore è fondamentale, quando si devono indossare vestiti del genere.

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Distratta, nei sogni e nella realtà

Ho un vuoto di memoria: di solito il giovedì mattina devo mettere la cassetta della frutta e verdura fuori dalla porta di casa per il ritiro. So che di sicuro l'ho fatto, ma in quel mentre la gatta è fuggita su per le scale e ho abbandonato la cassetta di traverso in terra. Poi ero in macchina verso il lavoro. Oddio ma ho chiuso la porta di casa? E la gatta?

Di solito metto l'automobile in zona portone principale o, se il posto è occupato, in zona uscita posteriore. Stamattina, quando sono scesa ero convinta che fosse dietro. Invece era sul davanti, in cortile. Eppure... io mica mi ricordo ieri sera di averla parcheggiata sul davanti -_-

Stanotte ho sognato che c'era una canzone che conoscevo di cui mi ero dimenticata l'esistenza. E' una canzone che nella realtà non esiste, però nel sogno ero molto preoccupata da questo fatto. Mi ero convinta che fosse un problema di sincronizzazione dell'iPod, maledetto.

Comunque sia, ho iniziato a prendere appunti su un'agendina perché sono troppo distratta.

15. Ford, anche con panzetta. Anzi. Forse addirittura meglio.

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febbraio 17, 2010

Moon, fantascienza da non perdere

Ulula alla Luna sull'IMDB

Ho comprato un Blu-ray, signori. Dietro consiglio di U. ho preso Moon, film di fantascienza girato e scritto dal solito raccomandato di turno, il figlio di David Bowie, e prodotto da un'altra raccomandata, la Trudi Styler.
Si ironizza, sui raccomandati: lui sa fare il regista e lei sa produrre i film. E sono bravi.
Moon è una pellicola a basso budget, breve, con pochi orpelli, coerente non tanto per la trama (è il minimo sindacale richiesto, altrimenti non ci si degna) ma per la cifra stilistica azzeccata dall'inzio alla fine.
L'atmosfera viene mantenuta alta proprio dalla regia. Nessuna concessione ai blockbuster, molto distacco dallo spettatore, nessun ammiccamento.
E' confortante vedere film così: fatelo anche voi, amanti del buon cinema.

febbraio 16, 2010

... in mancanza d'altro...

non riesco a trovare un commento sensato, emetto solo versi strani [l'etichetta fashion è d'obbligo :*]

febbraio 13, 2010

Perdersi per strada

Sono in auto, infognata in Carlo Farini con l'aria un può decaduta (non mi sparavo le pose, ero davvero pensierosa e distratta), e un'auto in confluenza... insiste un po' troppo nel confluire. Di solito in questi casi lascio passare, quindi non mi muovo e manco considero il guidatore che tira giù il finestrino (cazzo vuoi?) si sporge (oh, ma che hai a che ridire??!?) e inizia a fare gesti per attirare l'attenzione (bisogno d'aiuto? io mi perderò alla prossima svolta a sinistra, ma mi divertirei a darti indicazioni).
E' un amico che mi saluta, sporgendosi, dicendomi ciao bella, sorridendomi e mandandomi baci.
E poi anche il suo ragazzo si affaccia per salutarmi, anche lui sorridente e contento per la fatalità.
E ci facciamo ciao con la mano tante volte, ridendo, finché il verde non ci porta via, io per la mia strada sbagliata, loro chi lo sa.

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Questo perché ogni tanto qualcosa di carino succede anche in modo inatteso, e se può essere raccontato... tanto meglio.

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febbraio 12, 2010

Scoiattolo!

Stereophonics - Alcaciaps 11/02/2010

Troppi scoiattoli mi han distratta. Uno, in particolare, muy figagno, appariva a sprazzi sul palco, non va bene così. Non-va-bene.
Come farsi scivolare addosso un concerto trallallà, sciubidà, bellillo, ollallà. Scivolato. addosso. (non so, scaletta un po' insulsa -_-).
Ed è la prima volta in vita mia che assisto alla security che interrompe la canzone di chiusura perché "Per favore non spingete".

La salute migliora. Certo.
La solidità mentale vacilla.
Siamo in prima fila per il niente.
Suzie, che ne dici, andiamo a nanna?

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febbraio 10, 2010

Le dieci cose che non fai quando sei senza voce

1 Parlare al telefono con chiunque ti chiami
2 Telefonare a qualcuno
3 Fare la voce grossa se ti rompono i maroni
4 Ridere
5 Dare un'inflessione al discorso
6 Parlare normalmente
7 Commentare Lost
8 Vezzeggiare la gatta
9 Valorizzare l'accento veneto
10 Cantare "Fix you" dei Coldplay


[odio i video fatti così, con immagini montate da persone che molto telefonicamente cercano di mimare emozioni. Tuttavia è un modo veloce per portar la musica sul blogghe]

When you try your best but you don't succeed
When you get what you want but not what you need
When you feel so tired but you can't sleep
Stuck in reverse

And the tears come streaming down your face
When you lose something you can't replace
When you love someone but it goes to waste
could it be worse?

Lights will guide you home
and ignite your bones
And I will try to fix you

High up above or down below
when you're too in love to let it go
but If you never try you'll never know
Just what your worth

Lights will guide you home
and ignite your bones
And I will try to fix you

Tears streaming down your face
When you lose something you cannot replace
Tears streaming down your face and I

Tears streaming down your face
I promise you I will learn from my mistakes
Tears stream down your face and I

Lights will guide you home
And ignite your bones
And I will try to fix you

febbraio 09, 2010

Il "modello belga"

Esterofilia per esterofilia, chiunque abbia il coraggio di dire BAH sul blocco del traffico per l'incremento delle polveri sottili, valuti coi propri mezzi cosa propone l'acume (belga) nel tentativo di risolvere il problema dello smog.

Limite di velocità di 90 km/h in tangenziali e autostrade, limite di 50 km/h altrove

Ne consegue l'ingorgo nelle strade limitrofe e nelle arterie principali, nel mio caso un'ora e mezza per percorrere a singhiozzo cinque chilometri. L'autista (belga) medio osserva ignavo la colonna mantenendo il motore acceso. Sai mai che si smuova qualcosa, tra dieci minuti. L'autista (belga) ascolta programma radiofonico noiosissimo di politica (belga-UE) (si insedia il nuovo commissario delle politiche agricole, sticazzissimicazzi) e non accenna neanche lontanamente a cambiare canale per intrattenere i passeggeri basiti che verso lo scoccare dell'ora si addormentano a bocca spalancata. Non so, l'ascoltano la musica i (belgi)?

Al prossimo che mi dice che in Belgio si mangia la cioccolata buona, lo crivello di praline: odio la cioccolata. Voglio le cozze, io.


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febbraio 07, 2010

Banaliainsolitadomenicale

*Quando non sapete che fare a Milano, c'è il giro delle Case Museo.

*La gatta ha imparato a salire sul muretto della doccia, a due metri d'altezza. Mi pare però non sappia scendere, e questo non va bene soprattutto perché parto.

*Parto, parliamone: potevo rimanere a Brussels anche la sera del nove, che c'è giusto giusto Adam Green in tour. Ho declinato perché la mia figliola pelosa due notti da sola così non posso lasciarla. Santa subito. Io.

*I peggiori tendenzialmente sono i più affidabili.

*Ha senso pulire i vetri, togliere il pulviscolo e lo smog e sostituirli con degli aloni? Ho visto comunque delle zampate, e non erano della gatta. Forse era qualcuno che tentava di arrampicarvicisi.

*Dopo lo scazzoscazzissimo notturno, ho capito che oggi, domenica 7 febbraio, ho solo bisogno dei ferri da maglia in arrivo. E' la nuova fase zen, quella che, se funziona, dopo sbriluccico al sole come i vampiri di Twilight. Power up.

*Giovedì, mi ero dimenticata, c'è il concerto degli Stereophonics all'Alcatraz. C'è qualche amichetta/o che ha voglia di venirci con me? Sono divertenti, sono molto sciallallà e il cantante ha voce potente anche dal vivo.

*Ho visto Waltz with Bashir. Che.bello.che.botta.

*La gatta è lassù da un bel po'. E fa pure la gnorri, sta cercando di farmi credere che sta lassù perché le garba, non perché non è capace di scendere giù. In questo è parecchio simile alla padrona (oh finalmente un punto di contatto con questa littlegattamorta, troppo social per i miei gusti).

*Sono una cazzo di inutile cinefila. E io e R. spacchiamo, ai quiz :D E chissenefrega se non vengo capita così come sono solo perché lascio un po' basito il resto del mondo: disponibile per amanti del genere ore pasti, as usual.



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Un post per tutte le stagioni

Questo è il videogioco più fico del 2009, ma non è oggetto di discussione, oggi


Quando a Natale ho chiesto a quel frignone di Gesù Bambino "Un po' più di fortuna nelle piccole cose di ogni giorno", forse non sono stata chiara oppure, più probabilmente, poco convincente, visto che non ha mangiato la foglia.
Da molto tempo ormai, sono prudentissima in ogni manifestazione di entusiasmo, roba che Ivan Drago, al mio confronto, ha parecchie rughe di espressione ai lati della bocca, da quanto sorride al mondo. E, come si suol dire qui che si parla arcaico, "ne ho ben d'onde".

Purtroppo, causa catena di eventi tendenzialmente incontrollabili e che neanche valeva la pena di controllare, ora mi trovo sveglia come un grillo, abbastanza irritata col nulla cosmico che si è risucchiato il bambinello, la stalla, il bue e l'asinello, ad abbozzare un "no, no" con la testa, e pensare che, come al solito, faccio bene a contenermi.
Sul fatto che "prima o poi il sole splenderà" (e sulle piste da sci lo farà sicuramente, oggi, visto che son le tre di notte ed è ufficialmente domenica), nutro ormai sinceri dubbi e mi limito a procedere contando, come mio solito echeppalle, solo sulle mie forze, la pazienza che non ho, e le preziose risorse a cui mi sono attaccata ultimamente: il tram, Sky On Demand, alpaca, le mie mani, il sale in zucca che mi è rimasto e mi permette di rimanere bella lucida e cinica con me stessa, figuriamoci con il resto del mondo.

Il Luna Park è deserto e dentro ci sono solo mostri mollicci. Non capisco perché ero così contenta lungo la via.


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febbraio 02, 2010

Si canta


"Scare easy" (sentita nei titoli di coda di Appaloosa) in effetti è molto simile a I won't back down (ehi baby, there ain't no easy way out). Si vede che la formulina magica mi piace un sacco :) (Tom Petty, tra l'altro, penso sia di gradimento a mammà :P)

My love's an ocean
You better not cross it
Yeah
I've been the distance
And I need some rest
Yeah I had somebody once
And damn if I lost her
I've been running
Like a man possessed

I don't scare easy
Don't fall apart
When I'm under the gun
You can break my heart
And I ain't gonna run
I don't scare easy
For no one

Yeah, I am a loser
At the top of my game
I should have known
To keep an eye on you
Now I got a God
It ain't never the same
Yeah, I got a dream
That don't ever come true

I don't scare easy
Don't fall apart
When I'm under the gun
You can break my heart
But I ain't gonna run
I don't scare easy
For no one

Sun going down
On a canyon wall
I got a soul
That ain't never
Been blessed
Yeah and I'm a shadow
At the back of the hall
Yeah, I got a sin
I ain't never confessed

And I don't scare easy
Don't fall apart
When I'm under the gun
You can break my heart
And I ain't gonna run
I don't scare easy
For no one

And I don't scare easy
Don't fall apart
When I'm under the gun
You can break my heart
But I ain't gonna run
I don't scare easy
For no one

febbraio 01, 2010

Il lavoro a maglia mi rilassa

Una settimana fa ho finito lei, l'ho spedita subito su Twitter (aggiungetemi pure) ma non ho scritto nulla qui. Che ridondanza, ma non troppo. Anche perché dopo una settimana di sfoggio, confermo la bellezza del filato, la sua morbidezza e la brilantezza dei colori.
Al che, presa da fuoco sacro, ho deciso di proseguire con le mie attività di knittatrice, acquistando sei gomitoli di Blue Sky Alpaca Silk (un filato 50% alpaca, 50% seta, scelto color Peacock, che in inglese significherebbe "pavone", ma scrivendolo mi rendo conto per la prima volta che letteralmente significa anche "pisellocazzo", ah, che cervello da bambinaccio delle elementari che ho -_-). Quindi tra un po' andrò in giro con un bel gilet color verde-blu-petrolio, tanto in primavera è ancora il periodo di tenere il pancino al coperto, mentre la camicia sotto può anche avere delle maniche corte a sbuffo. Oddio che visione country-romantica disturbata da pisellocazzo.

Ho anche trovato risposta all'auto-quesito "perché spendere tanti soldi per dei gomitoli di filato?". Sostanzialmente se volessi qualcosa di normale, andrei all'H&M a prendermelo. Non che lì manchino le sciarpe e i gilet. Ma una cosa fatta da me non può essere speciale solo perché l'ho fatta con le mie manine: deve avere quel tocco di luxury in più che difficilmente altrove si trova.

Today it's a sunny day, here in my little digital-over-connected world.
Non so bene perché, ma sento che alcune parole mi sono rimaste nella tastiera.

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gennaio 27, 2010

La Rumi delle piccole cose

Mi manca tanto il mio cappello rosa, quello che ho perso l'anno scorso in metropolitana. Mi manca non solo perché ho freddo alla testa, ma perché era bello. E non mi prendo altri cappelli, perlomeno finché non ne trovo uno che mi piace sul serio. Lo so, sono demente, magari questo inverno è pure più rigido degli anni scorsi solo perché mi rifiuto di acquistare un cappello nuovo, ma che ci posso fare.
Del resto, tuttavia, solo oggi ho pensato a quelle meravigliose scarpe che non sono riuscita ad acquistare lo scorso ottobre per un attimo di esitazione. Erano bellissime, un lusso di quelli che possono essere sfoggiati ogni giorno. Sembrava non potessi vivere senza, eppur mi son scordata di loro fino a oggi, e ho vissuto benissimo ugualmente.
E' apparsa a Verona la crema che non trovavo più. Non credo di averla mai dimenticata là: credo sia rotolata da sola verso casa.

Ogni tanto guardo il mio corridoio e mi domando se contiene oggetti, se contiene la me di adesso, se è un ricordo della me passata, o di un qualcosa che deve riemergere. Sicuramente troverò una sintesi tra il passato e il presente. Non rinuncerei mai alle mie Momoko per esempio, perché non sono solo dei begli oggetti: sono anche il mio modo di percepire un mondo, un settore (quello del collezionismo di bambole), la dimostrazione tangibile che lì, in quel campo, io so vedere "in là". E' un merito che mi prendo, che mi è stato riconosciuto da più persone non solo a parole ma anche con i fatti.
Ecco, allora così sì, il mio corridoio ha senso, anche io ho più senso, perché trovo in quegli oggetti un po' impolverati e dimenticati, il mio gusto, il mio occhio, la mia capacità di capire.
Penso proprio che ripartirò dal mio corridoio, ci vedo delle piccole cose molto belle che non sono degli oggetti.

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gennaio 26, 2010

Slogan del piffero



Come probabilmente altri cuoricini intrepidi e modaioli, mi sento un po' perseguitata dalla macchia gialla (non si vede dalla foto, ma i caratteri sono gialli) di questo slogan Diesel. Li avvisto a distanza, rischio di schiantarmi per leggerli e poi riprendo il volante con in testa un grande quesito: che sono io? Sono smart o stupid? Sono forse, invece, crasi, una start?
Ah quanto odio gli aforismi, li ho sempre odiati, quanto non sopporto queste frasi apodittiche che dovrebbero farti pensare e invece ti mettono in bocca una risposta che dovrebbe pure appianare tutto, volemose bene, ué ué.
Io sono smart e pure stooooopid, fanculo. Mi distinguo egregiamente in entrambe le discipline, ho testimoni a riguardo. E ora che ho dimostrato a me stessa che sono una creatura perfetta can I has my cheezburgher?


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gennaio 23, 2010

Fotogramma chiave

From Dusk till Dawn

Pur non amando George Clooney, né provando particolare attrazione per i tatuaggi, ho sempre considerato meraviglioso questo fotogramma.
Stasera mi ci è caduto sopra l'occhio, e una bella foto in modalità cam immortala l'attimo in cui lui, dopo aver fatto mattanza sempre in giacca, se la toglie e finalmente rivela l'estensione di quel coso nero lì, di cui si era intravisto solo l'accenno spuntar dal collo della canotta.

Ricordo il senso di liberazione, la prima volta. Inconsciamente avevo guardato metà film con la voglia di sapere che c'era sotto la giacca.
Sensazione non ripetibile alla seconda, terza, quarta visione del film... solo il compiacimento nel ricordare quel bel momento.
La vita reale, invero, è piena di fotogrammi chiave del genere. Il bello sta nello scovarli.

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gennaio 22, 2010

Moment magic

La mia magica Gata Desnuda è capace di sdraiarsi sul netbook (aka Galspanic) e di inviare via Skype messaggi di senso compiuto

Allora.
In questo momento ho l'agibilità del polso destro bloccata perché Miss Suzie Superbonbon ci sta dolcemente adagiata sopra. Scrivo un po' come viene, correggendo tutte le inevitabili typo per colpa della manina che non riesce aad arrivare, ch e vbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbb2

ecco, la gatta si è spostata e ha iniziato a passeggiare sulla tastiera.

Dicevo :)
si è riseduta, stavolta sull'avambraccio, ed è davvero molto interessata al monitor, la mia Suzie Von Teese. Profuma di talco, la Miss.
Sculetta.
Stanotte c'era un freddo bestiale, e deve essersene accorta pure lei, perché è venuta da sola tra le mie braccia, cosa che non fa mai, perché di solito è molto rispettosa dei miei spazi. Mi ha destato il solletico dei baffi, tanto che ho inziato a ridere come una bambina. E a stritolarla, ma lei non ha capito che volevo solo manifestarle simpatia e se ne è andata. Succede sempre così.

Comunque il titolo è per l'antidolorifico, che purtroppo fa poco.
Dio sto malissimo -_-, spero faccia effetto presto e poi muoio nell'oblio dell'ibuprofene.

Domani in forma, che vengono il Freddie e Bart a trovare il loro migliore amico maschio.
Mi piacciono queste delegazioni veronesi che se Maometto non va alla montagna...
(non torno a VR da... luglio -_-)

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gennaio 18, 2010

Cinenightmare

OK c'è la nebbia, la nebbia volumetrica, quella in 3D senza gli occhialetti, sicuramente a banchi da qui a Melzo, ma io ci sarò. E non "con tutto il mio entusiasmo" di pelùsa memoria e neanche con quel poco di fregola che mi era venuta due settimane fa a vedere la featurette di Avatar su Sky.
Perché che senso ha pure farsi venire la fregola per un film, succedàneo maiale, se poi sei al posto 18 fila 9. E non perché sei sola. Che in effetti non lo sei, perché gli amici sono seduti all'incirca davanti, quindi è bello lo stesso.
E' che il film durerà due ore e quaranta o forse più. E in queste due ore e quaranta può davvero succedere di tutto. Che io pianga, per esempio. Che abbia voglia di alzarmi e andarmene. Che voglia fare un commento e... no, non posso. Che mi addormenti. Che inizi a svagare coi pensieri non seguendo più il film. Ecco come succede che andare al cinema, proposito 2010 "andare di più al cinema", diventa immediatamente motivo di preoccupazione, ansia, di brividi dentro lo stomaco, turbe rimpiazzabili solo con paturnie equipollenti, a mo' di metadone.

Voglio sedermi in macchina, andare al cinema e non aver paura dello schermo grande. Voglio scrivere le recensioni prima di vedere i film. Voglio un po' di gioia spicciola fuori dal cinema e non tirare un respiro di sollievo "OK, sono sopravvissuta a me stessa e ai loschi meandri della mia mente anche stavolta".
Tornerò a far post allegri quando sarò di umore migliore.

Nota postuma (mi tocco le balle, sono ancora viva, "postuma dopo il cinema", intendevo...)
E' andato tutto bene. Non mi sono addormentata, ho riso quando dovevo, mi sono esaltata quando era comandato, mai avuto voglia di uscire, pianto due volte di commozione ma perché sono in sindrome e piangerei anche su una goccia di latte versato. Addirittura ho provato un po' di insoddisfazione, ma poi è iniziata la guerra e io lì mi esalto con niente.
La rece in un altro frangente, forse, chi lo sa.
Comunque bel film, magnificente.


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gennaio 12, 2010

Knitting RuMi

Noro Silk Garden
45% seta, 45% kid mohair, 10% lamb's wool
www.eisakunoro.com

Finalmente sono arrivati i quattro gomitoli di Noro Silk Garden, un filato decisamente di pregio (sto neanche a dire quanto l'ho pagato) con cui mi farò una Noro Scarf. Sostanzialmente una sciarpa colorata. Fatta da me, per me, tutta bella morbidosa. Che più morbida non si può.
Lo scopo è ultimarla entro fine gennaio, stare meno al computer la sera (anche se rimane sempre un punto fermo salvare il mondo dall'invasione zombie), ritornare a coltivare i miei progettini fai-da-te, i lavoretti femminili tipo lavorare a maglia (sì, lo so fare, dannazione)... quelle cose che fanno tanto "Nonna RuMi" assieme alla cucina amorevole, l'elettrotecnica sballata e le riflessioni sulle donne, i cavalieri, l'armi e gli amori.


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gennaio 10, 2010

Amore mio dove sei?

Stiro un paio di jeans taglia 30. Poi un altro taglia 29. Quelli della 28 sono nell'armadio. Poi stiro i 27. E infine smetto, stacco infastidita il ferro dalla presa shuko, perché stirare la storia dei miei jeans non si è rivelata un'idea geniale, anche se il guardaroba necessitava di una sistemata generale. Mi domando dove sia finita quella parte di me che non c'è più, riassumibile in "tre taglie di meno". Probabilmente fluita nelle fogne milanesi.

Accennavo a Willy Wonka, nel mio post di fine anno, e mi sono resa conto che qui, di amore, non se ne parla. Non ne parlo mai. E il problema (oltre al pudore che mi assale) è che sono anni che non mi innamoro di una persona. Diciamo, con buona approssimazione, una decina d'anni. In questo lungo periodo sono stata semplicemente molto innamorata della persona con cui avevo una relazione stabile.
Amare per tanti anni significa vivere a contatto con questo sentimento e darlo quasi per scontato nella propria vita. Non mi sto riferendo alla vita di coppia, ma alla dimensione strettamente personale, privata e interiore. L'amore c'è, lo provo, è bello, vivo meglio con me stessa. E' nella mia natura, mi piace amare, mi piace l'amore, non lo sfuggirei mai.


Finora ho usato più volte le parole amore, innamorare, immamorata e già mi sento in affanno, mi vergogno, e non so bene come procedere.


Poi l'amore, PUFF, non c'è stato più, me ne sono dovuta distaccare fisicamente all'improvviso, controvoglia, e non è stato facile. Emotivamente, poi, è stato ancora peggio. Ho affrontato da sola la negazione e la distruzione di uno degli aspetti più fondamentali della mia vita. Una tortura inenarrabile che non auguro a nessuno.

Arrivata in fondo al tunnel ho trovato l'equilibrio necessario per non finire in manicomio e dare eccessive preoccupazioni ai miei cari, ma anche un gelo che non mi piace neanche per un cazzo.

Le ultime dieci parole vanno interpretate nel senso più letterale che si può loro dare.

Sarà un'altra fase di transizione, quella che sto vivendo adesso, ma il punto della domanda "Amore mio dove sei?" è proprio questa. Mettendo a gran fatica le parole in fila, questo non significa che cerco un compagno, quello sarebbe solo una conseguenza. Io cerco il MIO amore, la droghina autoprodotta che mi fa star bene. Ciascuno ha la propria via verso il benessere, io ho sta croce che se non amo mi sento un pelino monca e sprecata. Ed è da parecchio che qui di amore nisba, nix, niet, chiusi i boccaporti, la serranda, chiusura stagna, combinazione. Temo che sia perché io stessa, per sopravvivere a un momento di crisi assoluta, ho dovuto assassinare una delle cose che mi divertiva di più: amare.

Ecco perché penso che sia una questione personale, intima e interiore, e non "di coppia".

E non è facile da spiegare, ma mi si stringe 'sto povero cuore quando mi dicono "Non è meglio che abbassi il tiro?". Il tiro di che? Non sto cercando una persona, non ho un tabellino da compilare, tu sì, tu no, tu forse. Lo so, parrà strano e tremendamente ingenuo in 'sto mondo in cui c'è parecchia gente che cerca sempre d'accoppiarsi o di sistemarsi fino alla prossima separazione, ma io quando vado in giro non penso di fare 'sti grandi incontri epocali, cerco solo un po' di serenità, un sorriso, 'na risata, un motivo per tirarmi su di morale se son giù, offrire nel caso il mio buonumore se a qualcuno serve, e quelle cazzate lì. Ma non è che vada in giro un mirino da alzare o abbassare, target engaged, locked, fire.

Anzi, orribile da concepire, ora penserete sia un mostro, ma a volte sono pure terrorizzata all'idea "Ma questo non vorrà mica provarci, eh no eh, che due maroni".

Non penso di aver bisogno di qualcuno accanto per uscire, per gestire me, la mia vita, i miei affari, né lo considero un requisito essenziale per il mio futuro.

Temo, invece, purtroppo, aiuto, aiuto, aiuto, che mi serva qualcuno da amare.

Nell'attesa, vado a cucinare, che l'ora di pranzo altrimenti mi sfugge via.

[scritto e pubblicato d'impulso in data binaria, se per caso poi lo cancello o modifico in corsa non venitemi a chiedere spiegazioni]

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gennaio 06, 2010

Auguri alla Rumi House

Volevo fare una foto dal magnifico rovere, il simbolo della mia casina, che oggi compie un anno. E per caso la Suzie si è affacciata dalla porta del bagno, donanomi questa istantanea che, nei particolari, rappresenta proprio e nient'altro che la mia casa. E' un traguardo bello, lo festeggio qui. Oggi c'è il sole, l'anno scorso nevicava tantissimo.

gennaio 04, 2010

Mi do alla science fiction

Non guardate questo film su IMDB

OK, vediamo un film indie.
OK, vediamo un film con la Zooey Deschanel.
OK è ora di smettere di guardare film che trasudano falsità e pose da un chilometro di distanza: i detector "vaccata indie" funzionano, perché non dare loro retta?
E' un modo di far cinema che non mi piace, non mi coinvolge, mi fa venire l'orticaria.
Gli ingredienti, come il solito sono:
1 - Due protagonisti carini, smorfiosetti.
2 - Alcuni comprimari macchietta meno carini, ma tanto belli dentro, capaci di tollerare le smorfie dei protagonisti e accondiscendere.
3 - Dialoghi intimisti, brevi, secchi, a tratti rivelatori. Che ormai su Twitter trovi perle migliori.
4 -Estetica curata nel minimo dettaglio, magari qualche colpo di scena immaginifico.
5 - Colonna sonora con gruppi famosi ma non troppo, taggati indie pure loro, che esprimono in modo strambo, stralunato e dolce concetti come "Ho fatto colazione con una ciambella e un litro di caffé e penso a te" o "Che pezzo di figa, mi ti scoperei".

Ecco, bon. Qualsiasi sia il titolo di film prodotti con questa formula, io ho chiuso - CHIUSO - con l'ipocrisia cinematografica indie.
Datemi palazzi che crollano, e non un incapace che non ha il coraggio di costruirli, datemi una zoccola che balla la pole dance, non una pseudo-fatina smorfiosa in abiti azzurri, ingannatrice peggio dell'ultima delle sciampiste indie.
Datemi qualcosa di vistosamente finto, e non qualcosa che darà a migliaia di donne l'occasione di dire "Ah sì, io sono proprio come la protagonista del film". A morte.

Forse nel progetto "Nel 2010 voglio tornare a vedere più film", mi dovrò orientare verso la science fiction.


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Sherlock Holmes

Deduci tutto dall'IMDB
Guy Ritchie è un bravo regista (furbo e fortunato) che, con Sherlock Holmes, ha svolto un compitino ben remunerativo. Ha ridisegnato due personaggi classici, li ha mescolati con effetti speciali, scene d'azione, bei costumi, scenografie ombrose, ottenendo un tortino al cioccolato della Buitoni: lievitato bene ma dal gusto standardizzato. Di certo il film sarebbe davvero insipido senza le interpretazioni di RDJ e JL (meglio il primo del secondo). La coppia funziona, è addirittura troppo etero e maschia, poco ammiccante pur nella fighezza oggettiva di entrambi.
Quello che mi lascia perplessa è Guy Ritchie stesso che, dopo aver insisitito per almeno tre film a proporre la stessa (graziosa, ridondante, ma pur sempre piacevole almeno cinematograficamente) zuppa, ci propina un film che avrebbe potuto girare un fortunato Signor Nessuno sdoganato dal mondo della pubblicità o dei videoclip.
In clima di beceri cine-panettoni, Sherlock Holmes senza dubbio non è volgare, è sufficientemente brillante, piacevole da vedere, ma tutto sommato ha poco mordente: che senso ha ravvivare e reinterpretare la coppia Sherlock e Watson per offrire il surrogato di un generico film d'azione in costume? Bisognava osare di più.
Portiamo in trionfo i due quarti di bue che lo interpretano e riescono a dar una parvenza di personalità a un film che ne è privo.

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dicembre 30, 2009

Punti di luce

Rumi House. Corridoio
Flos Mini Glo-Ball disegnata da Jasper Morrison
Non più ZOT

dicembre 28, 2009

Smutanda 2009, propositi ridicoli 2010

Trascorso il Natale, dovrebbe pure giungere il momento di tirare le fila dell'anno che sta per finire. E la maitresse di un blog non può che farlo pubblicamente, smutandandosi davanti a tutti, perché si usa, e per quest'anno va bene così.
Nel 2009 ho preso una gatta, fatto la spesa, gestito le bollette, il bucato, l'asciugatura, lo stiro, il bilancio economico, la monnezza, il cibo, gli inviti, party a casa, il pulire dopo, il risveglio, la colazione, la cena, la doccia, il letto, le sere, i sabati, le domeniche, i venerdì pomeriggio e sera, le vacanze, le faccende, le tasse, la burocrazia, il congelatore, lo spritz, le public relation, i parenti, uomini, donne, gli amici, i conoscenti, i problemi di lavoro, i dubbi, la gioia, la tristezza, le lacrime, le risate, le certezze, gli spostamenti in macchina, i ritorni a casa in metro, in sostitutiva, in taxi, in auto, col fanale rotto, con chi mi accompagna.
Scelto le lampade, il colore del sapone liquido, delle lenzuola, del Bubu, del copridivano, con chi andar a letto, con chi no, chi baciare, chi abbracciare, con chi flirtare, con chi uscire, con chi ballare, chi invitare a cena, chi dopocena, se accettare o meno un invito, quali amici, a chi chiedere un favore, a chi no, quale tipo di raviolo acquistare, se chiamare l'antennista oppure no, se accendere il PC oppure no, se ascoltare Lady Gaga o Andrew Bird, Georges Brassens o Adam Green, Ladyhawke o Patti Smith, i Beatles o i Soulwax, gli Afterhours o i Pearl Jam, i Fleet Foxes o i Killers, una canzone in loop per mezza giornata o shuffle a oltranza.

Ecco. E' così vivere senza che nessuno ti condizioni nelle scelte. All'incirca decidi tutto tu. Non dici a nessuno dove vai, a che ora torni. Con chi vai, con chi stai. A che concerto vai. Sola o accompagnata. Quale mostra. Quanto hai speso. Che cosa mangi. Dove, come, con chi, perché. Non devi rispondere a nessuno delle tue mancanze, dei tuoi difetti, delle tue eccellenze, di ciò che fa la differenza nel bene o nel male. Non devi spiegare perché hai necessità assoluta di uscire, di rimanere chiusa in casa, di tornare a casa all'improvviso, di rimanere fuori fino all'ultimo secondo possibile, di avere voglia, di non averla, di saltare uno o due pasti, di bere, di non bere, di eccedere, di smettere, di fumare, non fumare, di scongelare, di gettare nel pattume. Al massimo lo racconti.
L'ho voluto tutto ciò? Beh, mi ci sono trovata e mi serviva proprio. Accade, di vivere senza un contraddittorio. A volte non è piacevole, altre mi rendo conto che è pericoloso farci l'abitudine. Altre lo assaporo e vaffanculo.

La vita mia, poi, non è quella di Sex & the City, dove sei felice e realizzata trottolando spensieratamente da un letto all'altro tanto-c'è-sempre-qualcosa-da-imparare, sempre con vestiti indossati da dio, biancheria intima stupenda, trucco perfetto, piega settimanale, depilazione integerrima e tacco 10, fighi come se piovessero, locali giusti ogni sera. Quello ormai lo fanno in gran scioltezza, e molto meglio di me, le 25enni di adesso, che probabilmente ci sono arrivate da una strada diversa rispetto la mia.
Io voglio solo essere serena in quel che faccio, che sia o meno incasellabile in un qualche stereotipo. E ci sono riuscita quasi sempre, quest'anno.

Questo 2009, con i suoi alti e bassi, tra momenti di esaltazione massima e tristezza underground, è stato un anno positivo. Proprio perché mi sono imposta di seguire me stessa e non il carro di altri.
E' stato fondamentale decidere seguendo i consigli delle persone care, le osservazioni degli amici, l'esempio di chi è in gamba, di chi è meglio in questa o in quella skill. Senza assoluti, se non cercare di avere sempre più chiara la percezione di quel che voglio. Tipo anche solo essere "sola" per il sentire comune, mentre io mi sento semplicemente (un pelino troppo, secondo i miei standard) "libera".
Non posso dire che faccio quello che voglio, quando voglio. Faccio molte rinunce e a volte mi contengo e trattengo perché non c'è nessuno ad aiutarmi nel dare un ritmo, una cadenza regolare, nel gran casino autogestito che è vivere per conto proprio.

Non sarà un 2010 facile, perché ci sono molte cose da sistemare, tipo il lavoro, la situazione è complicata.
Poi vorrei andare di più al cinema e al ristorante. Guardare più film, come una volta, come è sempre stato. Vorrei più coccole e più fortuna nelle cazzate quotidiane. Desideri schiocchini, insomma. Roba da vergognarsi. Di amore neanche parlo, perché in materia sono fatalista e istintiva. Son semplicemente tornata al punto di partenza: mi piacerebbe tanto, ma non me lo fabbrica Willy Wonka.

Ciao amici: se per il 2009 avete il sentore di aver contribuito anche solo in modo infinitesimale a questa mia vita simpatica e libera, sicuramente lo avete fatto, e io lo so. Sempre ve ne sarò grata, perché avete fatto la differenza e avete contribuito a Smutanda 2009.

Bacini e felice 2010. Just dance.



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dicembre 23, 2009

Buon Natale :)

Qualche anno fa, a un aperitivo a Mantova, ho bevuto questo spumante Franciacorta, e mi è rimasto nel cuore. Penso sia la bottiglia ideale per il pre-pranzo di Natale tra me e mia mamma: sarà il primo pranzo di Natale, qui nella Rumi House.
L'anno scorso il mitico Gualtiero, l'impresario che seguiva i lavori di ristrutturazione, mi fece una promessa: avrai la tua casa per Natale. Il 24 dicembre arrivò il mattino presto per smontare le ultime cose, accompagnato dal figlio di nove anni. La cerimonia di consegna delle chiavi è avvenuta quel mattino, in modo informale, affidatemi dal bimbo tutto sorridente e allegro perché il papà lo aveva portato al lavoro. E' stata una bella giornata, piena di emozioni, ma il Natale, poi, lo trascorsi a Verona.
Ecco, si celebra un anno di Rumi House, una buona bottiglia ci vuole. Una bella bottiglia sul magnifico rovere. Per brindare io e la mamma: perché è grazie a lei se sono una donna libera, o meglio, ho la fortuna di sentirmi tale.
Buon Natale a tutti.


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dicembre 22, 2009

Assalto ai danesi al burro

Non sono tipa da biscotti. No. Ci sono scatole e confezioni prese "per gli ospiti" che son qui da parecchio, i dolci proprio non sono nelle mie corde. Tuttavia per i danesi al burro si fa eccezione. Io li adoro, potrei farmene fuori una dozzina (di biscotti, non di scatole) in poco tempo.
Stasera c'è freddo, voglia di qualcosa di buono, poco sonno, necessità di compensazione dopo pere di antidolorifico, MagnesioPotassioCreatina... assalgo la scatola di danesi che ha portato il natale.
Voi di solito quali assalite per primi?

Io non lascio dubbi a riguardo, già ci sono le tracce: i fragranti in mezzo. Ultimi, di solito, quelli con la granella spessa. Scoperti in tarda età quelli al cocco, ore 5. A ore 5 nello scatto, intendo, non col the delle cinque. A ore 1 e 2 ci sono tracce di cioccolato. Ma i centrali... tempo di scrivere il post e sono già finita al lower level.


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dicembre 21, 2009

Ho scritto "RuMi" sulla sabbia

Sul balcone...

...mentre in casa ci si fa le coccole

Banalia pre-natalizia

*Brittany Murphy è morta. Mai vista molto all'opera. L'unica scena sua che ricordo con lucidità è in "8 Miles" dove, appartata con Eminem nella fabbrica in cui lavorano, si lecca le dita di una mano per inumidirle e poi ficcarsele sotto le mutande (o magari le aveva già tirate giù, non ricordo). Pace all'anima sua.

*Fa freddo. E sto diventando intollerante. Perché fosse un freddo secco sarebbe gestibile. Invece no, è umido e fastidiosissimo, e io ne ho le balle piene voglio andare al mare a prendere il sole. E se lo dico io, gente, che odio il mare e il sole, il livello di guardia è stato raggiunto.

*Merda, ho dimenticato la schiscettopizza a casa -_- Panificare mi rilassa, ma poi gradirei anche mangiare.

*Fettine di culo al banco salumi. A metà gennaio diventavo "redattore con 30 mesi di anzianità", il che si sarebbe concretizzato, molto venalmente, in un paio di Sergio Rossi in più al mese, nette. Tuttavia biechi accordi in fase di rinnovo ccnl hanno congelato per nove mesi gli scatti di anzianità. Do ut des, figli di puttana. Se non avete sentito le bestemmie brutte che ho tirato è che siete sordi. BESTEMMIE BRUTTE. Come se non bastasse il freddo bestia che c'è e rende la vita impossibile, congelano pure gli scatti di anzianità. [aggiornamento della speranza in real-time: dopo telefonata di collega a sindacato, pare che, dicono che, lo scatto dei 30 mesi non venga congelato]

*Rumi pronuba. Negli ultimi due mesi ho fatto conoscere (non deliberatamente, e nelle modalità più svariate) tre amiche a tre amici. E qualcosa è scattato. A me non capita mai, cavolo, faccio fatica a realizzare che mi piace anche chi mi piace. Che tipo nel mentre che mi piace mi dico "ah ma guarda, mi piace". Bah.

*Con questo vi saluto, sempre condendo di brutte parole questa giornata in cui viene annunciata un'altra nevicata. Merda, viva la neve, ma merda.


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dicembre 20, 2009

Giovanni B. ammicca, e non va bene

Sono ormonale io, oppure questo è un gran figo (d'orod'argentodelMillecinqucento)?

Fa freddo, ma l'occasione è ghiotta: il Giovanni Battista di Leonardo "a gratis" a Milano (fino al 27 dicembre a Palazzo Marino). Andiamo.
Che poi, diciamolo: con tutte le volte che sono stata al Louvre non l'ho mai visto live prima d'ora? Certo, l'avrò già visto. Di sicuro nel secolo scorso il mio sguardo si è posato sul ricciolo, sulla spalla, sulle piegoline di quel collo, sul sorrisetto. L'occhio, donne, l'occhietto che "Ho capito tutto, IO". La mano appoggiata sul petto. Il pellicciotto. Il dito. C'è altro?
Ieri la visione di G.B. mi ha *blasfemìa*.
Oggi son qui che ascolto il Gloria di Vivaldi, facendo gesti in aria neanche fosse Eye of the Tiger e stessi correndo in cima alla scalinata, là nella città dell'amore fraterno.
Oh, non è che sono in estasi mistica. Anzi. Qui siamo sul terreno, quasi underground.
A me turbi, Giovanni B., smettila di guardarmi così.


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dicembre 18, 2009

In fuga

Una sera che neanche mi ricordo quando di preciso, ma non molto tempo fa e verso le 22, mi aggiravo sorniona e solitaria per Piazza della Scala davanti a Palazzo Marino, c'era giusto una coppietta, si stava da dio. Era in corso una delle mie classiche fughe entropiche a gambe levate. Mi aggiravo sorniona, dicevo, su tacco 10, con abitino very beautiful, ero un bijoux... e mi imbatto in queste giganti lumache fuxia che spiegano così, molto semplicemente, la mia essenza. Serata finita bene, dai, col sorriso sulle labbra e un senso di liberazione che neanche la fuga.


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dicembre 17, 2009

IlMaglioncioneTM

Stamattina c'era la neve, il che è simpatico perché significa che un altro anno è passato.
E allora arriva il momento di sfoderare IlMaglioncioneTM, uno jacquard di Les Copains giovane di 21 anni, sui toni del viola, bordeaux, grigio, verdone e rosa antico, aggiustato con amore dalla mamma e da una sartina di Verona.
Il mio IlMaglioncioneTM ne ha viste tante, da quando avevo 14 anni. E' stato anche tanto nell'armadio in naftalina, per dirla tutta. Ma da ben tre anni è tornato alla ribalta perché solo lui sa donare quel caldo secco, avvolgente, sicuro. IlMaglioncioneTM è indossato in molte foto analogiche e digitali, ha viaggiato parecchio, ha conosciuto, ha taciuto.
E' un classico, è bellissimo, ed è una delle certezze della mia vita. Sempre pronto a scaldarmi quando ho freddo.
Ti voglio bene, mio caro IlMaglioncioneTM.

dicembre 16, 2009

Bilancia, oggi, 16 dicembre 2009

[l'oroscopo è tratto da Arcobaleno.net]
Con la Luna che attiva Giove sei lucido e vitale [mamma, sei sicura-sicura che io sia della Bilancia? Io oggi sono tutto fuorché lucida e vitale] buon giorno che ti consente una visione realistica delle tue possibilità e delle situazioni [realismo è il mio secondo nome e quel che vedo è urribbile], tieni gli occhi aperti perché circolano sempre occasioni impreviste che dovresti metterti in grado di individuare e cogliere [la chiamavano Rumi-Hawk-Eye]. Le buone predisposizioni di spirito odierno aiutano nelle pubbliche relazioni, sii mondano [ripeto, non sono ben predisposta, solo "o miracolo di San Gennaro" potrebbe risollevare il mio spirito provato dalle recenti notti insonni - e non ho folleggiato. Quindi sticazzi vita mondana, anche perché pompelmo rosa di stanotte sta ancora facendo il suo lavoro nauseabondo].

Sgrunt, se non si era capito. Con Venere favorevole fino al 25 dicebre (ma grazie eh!), what else? Nada, anche perché l'astrologa, di fronte al mio cielo natale, dice che il 2010 non è che sarà poi così... sparkling. Un altro anno di transizione, insomma, di contenimento, di un colpo al cerchio e uno alla botte, un po' di bastone, un po' di carota... quelle cose che mi fanno tirar a campare (sarebbe meglio Campari), attività che odio. Odio. Odio.
Vabbé, torneranno i tempi di fermento anche per le bilancine ascendenti vergine. A meno che voi non conosciate oroscopi più incoraggianti, eh, sono tutta orecchi.
Avaible ore pasti.

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dicembre 14, 2009

Arredoluce: le conseguenze di Santa Lucia

Ieri è arrivata Santa Lucia a casa mia sotto forma di papà con una lampada molto bella per il mio ingresso. Fa una luce pazzesca (illumina le pareti a giorno, si vedono tutti i segnacci sui muri *_*), il contatore gira come un dannato, devo cambiar la lampadina con una a basso consumo. Par giusta, per Santa Lucia, no?
Quindi oggi, presa da trip luminoso, mi sono messa di buzzo buono per trovare le luci da mettere in corridoio. Flos è sempre la soluzione, rapida, indolore, in discesa, di classe oserei dire: mi piace la Mini Glo-ball C/W. Una pallina di vetro satinato bianco (vetro opalino incamiciato). Se tutto va bene, entro Natale tre pallette luminose in fila segneranno la pista di atterraggio nel corridoio della RuMi House. Torre di controllo, rispondete!
Mi vien quasi voglia di dipingere la parete di un qualche "colore simpatia": stasera la fisso e gioco a immaginarmela in un'altra tinta. Che so... rosino, azzurrino, verdolino, giallino. Ino, comunque: avete qualche suggerimento a riguardo? Fornire codice pantone, azie :D

Coccole nella notte, era pet therapy

Che la mia gatta sia una creatura affettosa non ci vuole molto a capirlo. E' socievole con tutti, non scappa, anzi, si avvicina e si accuccia nei paraggi. E' presente, a volte invadente, ma sempre in modo garbato e dignitoso.
Piccolina, stanotte verso le due ha vomitato per terra.
Mi sono alzata, ho pulito e poi, visto che non riuscivo a riaddormenatarmi (succede spesso ultimamente), mi son messa al PC. E lei si è acciambellata sulle mie gambe, invece di starsene sul letto, o nella cestina, o sulla sciarpa di lana da quattro soldi di cui ormai si è impossessata. OK capita.
Poi, arrivate le tre e mezza ho deciso di riprovarci, a dormire. Ho sollevato la mia peluchina viva e l'ho portata nella cesta che sta accanto al letto, dove di solito dorme. E invece si è infilata sotto il piumone, accoccolata tra le mie braccia, come un trudino. E così è rimasta fino a stamattina.
E' stata una bella sensazione. E' bello sapere di essere fonte di calore e relax per una creatura così speciale. E viceversa, spero :)

Mancano 11 giorni al Natale. 18 al 2010.

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dicembre 09, 2009

Banalia camomilla

*Sveglia alle 4, impossibile riaddormentarmi, mi faccio una camomilla.
*Suzie mi guarda stranita e mi mordicchia il mignolo mentre digito "mordicchia".
*Scoppio a ridere per una mail di Syb, è un'escalation continua (non so se ce la faremo, al massimo, arrivate al secondo 38, declamiamo il tuo screenplay dal balcone).
*La camomilla è ormai tiepida, la bevo ridendo.
*Suzie fa le fusa sul letto, tra me e il portatile, vuole riposare. E' la mia bambolina pelosa.
*Sono quasi le 5, ora stacco e provo a dormire, ma so che mi riaddormenterò tipo dieci minuti prima del suono della sveglia, alle 7e20.
Quindi buona giornata a tutti, il ponte è finito, finalmente posso riposarmi un po'. Almeno tra giovedì e venerdì.

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dicembre 05, 2009

Editors a Milano, un bel concerto

*it kicks like a sleep twitch*


Ieri sera sono andata a vedere gli Editors qui dietro casa mia.
Era la terza volta che li vedevo dal vivo, ma la prima al coperto. Hanno suonato davvero bene, in assoluto la loro migliore prestazione tra tutte: in palazzetto anche le canzoni dell'ultimo album, che a un primo ascolto non mi piacevano per le troppe pianoline, hanno il loro perché.
Tom ha sempre una bellissima voce.
Ora metto su la Gaga.


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dicembre 02, 2009

Teaser "Giocando a Modern Warfare 2"

Mi mancano cinque livelli, sono alla Casa Bianca in fiamme.

La Suzie Q mi guarda stranita

Consulto il manuale delle armi per spararmi le pose di quella che ne capisce, ma mi stufo dopo poco
(il lucchetto dorato è della Prada e non so perché sia lì)

novembre 26, 2009

Imperdibile Gagaista

Oggi ho poco tempo, ma sono particolarmente ispirata dagli ultimissimi fotogrammi di questo video.
Lady Gaga ispirami, illumina la mia via.
Non perdetelo, per favore, ormai qui siamo al manierismo gagaista autoreferenziale.

novembre 24, 2009

Banalia, è martedì

1
Stavo scrivendo il mio nick per il login e per la prima volta, penso, ho scritto rumiLka... una vacca viola non mi dispiacerebbe esserlo, va così di moda il viola.

2
Applicazione imperdibile per il vostro iPhone/iPod Touch: Sing along to all of your favorite Gaga songs in the new Lady Gaga iOKi karaoke app - available now!

3
Ho appena fatto un passo indietro. Stavo per offrire 700 dollari per una Momoko Daisy D [chi sa, sa che è la bambola che in assoluto più desidero]. Mi è balenato per la testa. Poi ho pensato che devo pagare il mutuo. E che a dicembre spenderò altri soldi. Che le bambole sono belle ma non è il momento. L'importante è tenermi strette le mie.

4
Oggi ho letto questa frase
"Gli americani hanno
Il giovane Holden, in Italia ai miei tempi c'erano Siddharta e L'arte di amare, adesso chissà che caspita c'è, nel club del "nodevitroppoleggerloguardamihacambiatolavitaèincredibile". Troie. Tutte. Voi e la vostra cazzo di Smemoranda.".
Condividere vita, pensieri, parole, opere e omissioni con una persona, significa inevitabilmente mischiare i ricordi e domandarsi "
Ma quanto c'è di mio in questa frase?".
Perché la vita è così, pigliamo il bello. La merda mandiamola al macero, tra le insulse che sicuramente amano "La mia vita a Garden State" e "Eternal Sunshine of a spotless mind" "perchèsonotroppoioquellaragazzadolcementecomplicataunpodimessamastudiatissimatantoindie".

5
Non si fosse capito, la sindrome galoppa :D

6
Pare, dicono che, dovrò fare da madrina a degli asianini :D ihihihihi

7
Modern Warfare 2 mi sta deludendo un po', tra qualche giorno vi spiegherò il perché.

8
Alla fine ho ordinato Dragon Age "perché devo sbatterci la testa definitivamente che non sono più giochi fatti per me".

9
Come noterete, sono molto parca di commenti sulla mia adorata Suzie Q sul blog, giusto per non fare la figura della gattara fracica. In realtà lo sono. La mia siamesina è la gatta più dolce, vivace, vandalica e amorosa del mondo. Ho fatto un chiasmo, non so se notate la finezza stilistica.

10
Lo compro?

[nota: l'ho preso, e a quanto pare non ho fatto male]




novembre 22, 2009

Giulietta sta ancora a rosicà

Questa scopava con Brad Pitt

Ci sono concerti in cui non vedi una mazza, altri in cui vedi a fasi alterne. Stasera ai Magazzini, dalla Juliette Lewis e i sarcazzo (New Roqualcosa) si vedeva molto poco nonostante tacco 5. Sarà che lei è piccolina, sarà che il pubblico rock, rispetto a quello pop dei Jet, è tendenzialmente alto, ma non è bello assistere al concerto di un'artista di cui non si conosce altro che la cover di PJ Harvey (La farà? Sì la farà dai! No, non l'ha fatta), vedendo il palco a spizzichi e bocconi. E' un peccato, perché lei è brava.
UH!
E' brava?!?!
Dai, oh, sul serio. E' brava!
Si lo so che è facile farsi dominare dalla spocchia del "Ecco l'attrice famosa si è fatta il gruppetto per capriccio", ma sto giro prevale l'anti-spocchia, perché la Juliette non è mica un personaggio a caso. E sul palco ci sa stare, è ben agghindata, si muove bene e ha voce, anche quando fa gné gné "ragazzo, lasciata, sola, blah, blah, blah, wanna die".

Qui scatta quel minimo di solidarietà femminile, sempre provata per lei. E' stata piantata all'improvviso da Brad Pitt dopo che lei, già famosa, l'aveva mantenuto e sostenuto agli esordi. E lui l'ha lasciata per la triglia. Non-si-può. Inaccettabile animale.
Da allora non si è più ripresa, che capisci perché una finisce con l'aderire a Scientology e a voler fare la rockstar maledetta. Ma anche no dai...


Vabbé un'oretta piacevole.
Un'oretta sola però, perché alle dieci e mezzo tutti i bimbi a nanna devono andare.

Ci sono serate che iniziano alle dieci e mezza.
Altre che finiscono alle dieci e mezza, che mi vien voglia di far la pizza per tirar tardi [fatta].
Devo anche andare a finire la missione nelle favelas (Modern Warfare 2)
Insomma, ce n'è.


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novembre 18, 2009

Public Enemies

What keeps you up nights, Mr. Dillinger?
Coffee.

Stranissimo: nella colonna sonora di Public Enemies c'è una macchia firmata da Elliot Goldenthal. Il compositore è colpevole di aver plagiato i suoni epici di The Last of the Mohicans (altra gran storia d'amore girata da Michael Mann, lì la colonna sonora è di Trevor James), e farmi pensare che non centrino proprio nulla con il film che sto vedendo, se non altro perché mi evocano Hawkeye, Cora, Chingachgook. Qualcuno ha avuto lo stesso problema?

Per il resto, sono innamorata.
Di Michael Mann, perché è lento e non retorico. Drammatico, non strappalacrime.
Lui riesce a girare una rapina in banca di 40 secondi, un minuto, flat, farla durare 30" di pellicola e farti pensare che sia passato un minuto e mezzo.
Ti punta i fanali della macchina in faccia nel bosco, così non capisci chi ci sia sull'auto.
Spara, e schizzano sangue e schegge di legno dentro lo schermo al plasma, ma sono frazioni di secondo e nulla più.
Disegna personaggi addosso ad attori che sono già dei personaggi in sé, tira fuori il meglio da una Marion Cotillard che, finalmente, libera dai trucchi di scena di Edith, dimostra di essere meravigliosa e bravissima.
Mann, nella mia mente, è il primo anello di una catena che prosegue con De Palma e si chiude con Tarantino (di mezzo ce ne sono altri, uè). Semplicemente è uno dei supremi.
Certo, lui ha trovato una formula, e la declina ormai per ogni suo film. A me piace, per la fotografia ruvida. E' l'unico che non mi fa girar lo stomaco se filma con la telecamera in spalla. Mi piace perché è di classe, non sfacciato, ma sicuro e pieno di sé nella grandiosità di alcune immagini. Sì, uno dei più bei film d'amore che ho visto negli ultimi anni è Miami Vice.

Sono platonicamente innamorata anche di Johnny Depp, perché è il più bell'uomo sulla faccia della terra. Bello perché maschio, bello perché un Borsalino ci salvi tutte e discenda sulle teste di ogni uomo, coprendo stempiature e donando fascino quanto un tacco 10 di Sergio Rossi. Sì, da piccola ero pure innamorata di Clark Gable, non avrei potuto fare altro. JD è bravo, lo è sul serio. Punto.

Public Enemies è bello, è azione lenta, è amore, è un grande regista con dei grandi attori. Solo la colonna sonora, sul serio, deludente e un po' troppo ripetitiva. Che peccato, che macchia. Si salva solo la traccia "Ten Million Slaves" Otis Taylor.
Il sonoro, i rumori di scena, invece, commoventi, dalle sparatorie a volume esagerato ai momenti in cui non senti neppure il fruscio dei passi nell'erba.

Visto su BD, a casa, in religiosa solitudine, sorseggiando birra.


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novembre 14, 2009

Sorridi, la tua anima è in pena

Brividi, freddo, cattivo umore... sì, era meglio tornare a casa, e in fretta.

Che poi non capisco cosa ci sia da fotografare a ogni santa cena, dio fulmini i cellulari e le fotocamere digitali, i flash che sparano maleducatamente, i sorrisi tirati, le pose, io vicinatté, tuvicinammé, saltare con eleganza quella che tanto non la conosci, eppoooooi nuooo quella va rifatta non pubblicarla suffeisbuc, ti denuncio, la praivasi, fotosciop...
Che cazzo di momento tanto indimenticabile stai vivendo, da fotografarlo a raffica? Sei tra l'antipasto e il primo in un ristorante mediocre, e se proprio ti è andata liscia è una serata uguale alle quattrocentoaltremila che hai trascorso nella tua svagatissima vita.
Che-cazzo-cerchi.
Perché invece non ti guardi attorno e cerchi di capire perché ogni sera sei fuori?
Hai paura di star solo? Non sai cucinare? La tua casa ti fa troppo schifo per trascorrerci dei momenti tranquilli? Hai paura a tornarci perché se apri la porta non c'è nessuno che ti aspetta? E quando esci di casa nessuno ti sistema il bavero, l'etichetta, l'orlo, la sciarpina? Cerchi qualcuno? Scopare? L'amore della tua vita? Parlare? Incontri decisivi, clamorosi? Mattoni? Qualcosa da raccontare?
Non lo trovi se lo cerchi, non lo trovi se fai così: se ti va bene, trovi forse un'anima in pena come te.

Cosa cazzo cercate vagando per Milano a tutte le temperature, in qualsiasi stagione e rigorosamente dopo le una di notte? Ogni tanto anche voi, come me, ve ne tornate a casa mollando tutto lì e fanculo, perché la vacuità è intollerabile e il terrore di esserci risucchiati è reale?


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novembre 10, 2009

[a letto le bambine] Chiacchiere al telefono tra amici maschi

[sigla di pac-man in polifonia]
R: Ohi ciao
F: Allora?
R: Ne approfitto della tua telefonata per depilarmi i polpacci con la ceretta a freddo.
F: E come funziona?
R: Scaldi tra le mani le strisce...
F: Allora è a caldo!
R: No, a caldo è bollente, qui c'è sta cera rosa al... [leggo la confezione] Burro di karité e frutti di bosco. Ho pochi peli sui polpacci, ma li tolgo vah, vediamo un po'.
F: bla bla bla bla gelato, bla bla bla caffé
R: bla bla amica, bla bla amico
F: blablabla amica, blablabla vediamoci
[straaaaaaap]
R: AHIAAAAAA
F: AHAHAHHAHAHAH
R: Cazzo ti ridi, io soffro!!
F: AHAHAHAHAHAHA
R: Solo una gamba, l'altra aspetto, che dolore...
F: Ma c'è qualcuno che ti vuole depilata?
R: Oh sono i polpacci, i segreti della depilazione femminile... senti ma voi uomini siete strani... a chi gli piace la furesta, ad Hank Moody non piace l'integrale...
F: A un nostro amico comune piace l'integrale.
R: Beh certo, lui guarda i pornazzi, è ovvio che concepisce solo l'integrale.
F: Boh, io [blablablablablablabla]
R: Boh, io non mi son mai creata il problema, faccio di testa mia, poi semmai se ne parla, oh.
F: Sì fai bene, al massimo ti fai aiutare [ghigno malefico]
R: Oddio non è come farsi aiutare a far una lavastoviglie, dopo un po' ti rompi anche i maroni, poi insomma, prova poi tu a sentirteli crescere, i peli, là sotto, che sfregano contro le mutande, vah che dà fastidio. Ci hai mai provato?
F: Non so, mai fatto...

[poi ho un brivido lungo la schiena, un flash, oh, mio, dio]

[continuava, ma non ricordo più nulla]
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novembre 09, 2009

Banalia del lunedì: libellula o sequoia?

[A uso e consumo di chi arriva novello su Puffetti Rosa via lo spam di Facebook/Networked Blogs, vorrei precisare che spesso questo blog si farcisce di post "banalia", ossia raccolte di fatti e pensieri brevi che condiscono la giornata e che da soli non reggerebbero un intero post dedicato. Sostanzialmente pseudo-fuffa. Per il resto queste pagine vanno avanti con alterna fortuna da un anno e mezzo: ci sono dei tag, vedete di arrangiarvi a scovare le perle. HINT: Statcounter mi dice che la chiave di ricerca più abusata sia "culi apertissimi", cercate di fare di meglio, OK? Benvenuti, addio.]

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[podcastami tutta]

Stasera, signore e signori, registro il mio primo intervento su Outcast, il podcast degli ex-nerd brufolosi che parlano di videogiochi sparandosi le pose di "noi non siamo un'elite culturale, siamo solo degli sfigati di un certo livello". C'è bisogno di rosa, nel mondo, meglio se puffettoso. Parlo di Scribblenauts, del musical de La Bella e la Bestia... di entrambi molto male, con la mia consueta "dolcezza" chiaro.

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[previsionalia]

Leggevo stamattina l'oroscopo di Rob Brezny su L'Internazionale, che è sempre piacevole a prescindere dall'effettivo contributo in fatto di previsioni (per le stelle vere consiglio il sempre ottimo www.arcobaleno.net).
Brezny mi dice così

"L'elegante libellula vive solo pochi mesi. Ma un albero di sequoia può rimanere sulla terra anche duemila anni. Allo stesso modo, alcuni legami, alcune creazioni, alcuni mondi durano solo un attimo, mentre altri sono destinati a resistere ai danni del tempo". Quanto vivrà il sogno che hai appena partorito, Bilancia? È ora di deciderlo e agire di conseguenza.

Io ho un brutto rapporto con le sequoie: ne ho presa una nel culo.
Quindi credo che libellula potrebbe essere la soluzione ideale.

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[intercettazioni ambientali 1]

R: "Ero certo di incontrarti al concerto degli Afterhours"
Io: "Fantastico, visto che non ero neppure sicura di venirci".

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[intercettazioni ambientali 2]

Cugino: "Nel dubbio andare sempre".

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[Profili eleganti]

Adoro il muso della mia gatta: il suo nasino è lungo e adunco. Vostra grazia, vuole porgermi la zampetta e fare purr purr?


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novembre 07, 2009

Segreti del brodo divino

*Mettere il pentolone con gli ingredienti del brodo su fuoco lento, verso le ore 15.
*Andare a letto *per leggere* e addormentarsi.
*Svegliarsi di soprassalto verso le 18 per una telefonata e spegnere il fornello sotto il brodo, che nel frattempo (se non si è incendiata casa) si è cucinato alla perfezione.
*Mettere la pentola del brodo sul balcone verso le 20, che fa freddo.
*Verso le 2.24 di notte tirare dentro il brodo dal balcone e, con la schiumarola, estrarre buona parte del grasso che è affiorato e si è solidificato [tnx U.]
*Alle 2.25 prendere un cucchiaino dal cassetto (cassetto!) e assaporare brodo gelido e senza grassi.
*Godere e pensare al risotto di domani.


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Fatto, sfatto, disperato, quanto bello sei

Oltre il monopixel



Scopami tra... luci puffettose



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novembre 06, 2009

Risveglio brusco

Oddio chi sono, dove sono, che ora è, si sto dormendo, no non sto dormendo, suona il telefono, no fanculo, che cazzo vuole chicosa, non rispondo. Dormo.
Oddio. Oddio è pomeriggio e sono andata a letto con la pentola del brodo sul fuoco.
Corro spengo, tutto a luce spenta, tanto fuori c'è già buio.
Poi di nuovo a letto, ah no cazzo, questo è il bagno, l'interruttore della luce non può essere sul box della doccia.
Letto again, al caldo... seee sticazzi.
Fine della magia, sono sveglia.

Però il brodo è venuto bene, mi sono annientata le papille gustative per assaggiarlo.
Ora come ora non ho ancora deciso se andare o no al concerto degli Afterhours (tipo che inizia tra un paio di ore).
Del resto come dice X.erna "Se non ci vado, è il concerto dell'anno..." e io completo con "...e se ci vado io alla fine fa cagare." con la postilla "Comunque ieri sera è stato deprimente".
Si, perché sto Teatrino dei terrori (sarebbero Teatro degli orrori) saranno anche bravi dal vivo, lui powavoce, alla fine ci sta tutto, però diomaria, 1- maiale, non mi canni MaidireMai, soprattutto perché è una di quelle che a me piacciono molto 2- non mi chiudi il concerto obbligandomi a un bis da depressione, che già fuori piove, è novembre, hai tirato fino all'una di notte in giorno infrasettimanale e domani devo andare a scuola. 3- ambiente ostile, al Magnolia nel tendino Playmobil non ci vado più, buono solo d'estate, mariaddio.
Mi son sfrantegata così tanto che pure la fotina monopixel, mi son dimenticata di fare.
Bravi eh.

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novembre 02, 2009

Halloween 2009, per una volta coi nomi :)

Serata di Halloween al Leoncavallo con gente simpatica: Daniela, Elena, Vito e i suoi amici di Sicilia. Del resto lui pensava di proporre loro qualcosa di tipico, l'alternativa era il Magnolia, ma poi al Leo son solo 8 euro, e anzi, Vito ci fa pure entrare gratis (e grazie!)... non so che impressione abbia fatto loro l'ambaradan, mi pare che apprezzassero il folklore, attendo feedback :). L'Elenina era stanca, la Daniela diceva "Oh che bello, oh mi piace!". Io trovo il Leo divertente.
Nel senso, non sono a mio agio manco lì, eh, ma almeno l'ambiente è accogliente e vario, non ti senti soffocare tra stucchi, plexiglass, neon e bare di cristallo. Poi l'altra sera c'era la musica elettronica che spaccava assai i timpani (in senso positivo) in due su ottuordici sale, e anche dove c'era il reggaereggae non era male.
Com'è il Leo, cazzo? Non che ci sia stata molte volte. Al Leo c'è l'uomo Panten che con quei capelli lunghi all'avambraccio si atteggia da stracciafighe, c'è il fighetto con maglietta a righe stirata da mamma che "Tu ora delle 4 la tua ragazza l'hai lasciata" (era il significato sommario dello sguardo che gli ho lanciato e che lo ha fatto inciampare), c'è il 22enne carino e gerontofilo che azzecca la mia età e che ci prova parlando di esistenzialismo (alla terza volta che dice "esistenzialismo" gli do un buffetto sulla guancia, alla quarta nota che mi spazientisco, ci tiriamo un paio di sculacciate che tanto al Leo si può, ed è lecito dimostrare i propri 32 anni anni alle 5 di mattina :P), ci sono quelli coi rasta, coi piercing pure nel buco del culo, gli abbestia che si lavano poco in segno di protesta contro lo sterminio massificato dei germi, quella che porta in cesso la cagnolona meravigliosa e dolcissima traumatizzata dal casino e vuole farla bere ma la cagna non beve, chiaramente ci sono le negre fighissime che ballano tenendo il ritmo (sennò che negra e che stereotipo sei?) assieme a ragazzi bianchi che non ce la fanno a star loro dietro, neri neri, neri medi, neri delavé, neri dentro, i banchetti che vendono incensi, narghilé, orecchini di legno, borsette di panno, kefià, lì ti vendono tutto il kit per urlare al mondo che sei il perfetto giovane di sinistra e molto contro il sistema. Al Leo ci sono i muri con le scritte, le erbacce, il ghiaino che non ci puoi andare coi tacchi, c'è "Quell'odore di centro sociale che è della birra rovesciata per terra ed è anche l'odore della birra che stiamo bevendo" (cit. Della). Poi arriva Lolò con la sua carica virale di suina e l'erba che dicono essere buona, ma io dopo la mia prima e unica esperienza finita vomitando da un davanzale è meglio che no.
Ecco, a un certo punto della notte Vito e gli altri decidono di andar via e io sono a un bivio: vado via con loro e fine, oppure resto con Lolò nel vortice goa, trance, tanta droga e zero sesso? ("Perché questi sono tutti fattoni, non gliene frega niente di scopare" cit. Lolò). Visto che sono di buonumore, non sono stanca e sono solo le 3 e mezza, decido di rimanere. Chiaramente dopo 30 secondi netti Lolò mi abbandona, io non ho nessuna intenzione di corrergli dietro, e quindi vado a pisciare: sulla strada verso le latrine incrocio Vito e le ragazze preoccupati del fatto che io sia da sola senza l'omone bodyguard, e devo addirittura tranquillizzarli sul fatto che "Lolò non mi abbandonerebbe-mai-figuriamoci", che è una persona di cui mi posso anche fidare perché insomma, basta gestirlo un attimo e poi (frase che fa tirare evidente resipro di sollievo a Elena e Daniela) "E' un amico da tanti anni, non uno che ho trovato qui" con Vito che conferma facendo battute volgari, chiaramente.
Poi dopo poco si manifesta il Della che fa il suo show che ne basterebbe il semplice quarto d'ora di free trial (del resto, forse è contrappasso, a lui un quarto d'ora dell'intero resto del mondo non basterebbe). Nonostante sia stranamente sobria, mi rendo conto che, come quando son sbronza, seguirlo è semplicissimo, il problema è poi ricordarsi tutto quel che dice. Un po' come le regole della briscola, che me le devono spiegare sempre da capo. Tendenzialmente gli input preziosi sono che l'Asso e il Tre valgono di più delle altre carte.
Poi alle cinque arriva la telefonata dell'eroe, il cugino, che si è fatto a piedi da Corso Sempione al Leoncavallo per esserci. Cugino lo vedrei bene in contesto VIT più che altro perché ha una chiara visione del mondo ("E' il caos che risolve tutto") e parla per intelligenti, clamorose, argute frasi fatte che lasciano il segno per tre intensi e indimenticabili secondi (poi anche lì, briscola rulez). Alla luce delle vicende della vita non si può che concordare con cotanta saggezza.
Cugino si mette subito in pista, è già della banda, sogghigna amabilmente guardando Lolò che balla la sua musica trance a modo suo, da ammalatissimo (eroe), col cappello da pensionato estonelettonelituano sugli occhi e il giaccone da prepensionato. Sta inserito bene nel contesto come ci starebbe in fila all'INPS. Vede tutto, non vede niente, agita le gambe tenendo i piedi ben fissati a terra, muove le mani come se chiedesse al salumiere di tagliargli la mortadella bella sottile.
Spiego in due parole al cugino del Lolò dell'università, della ricerca, Olanda, perché lui sta facendo le stesse identiche cose, solo tre anni dopo.
Fa segno di sì con la testa e dice "Ah, allora lui è avanti, lui ha già capito tutto".
Il futuro del domani, gente, il nostro futuro è in mano a 'sti geni :)
Poi sono quasi le sei, Lolò va via, io vorrei anche rimanere, ma l'ultima corsa verso la mia macchina, il Della, mi fa notare che è tardino e che sarebbe, come dir, intenzionato ad andarsene, che lui ha fatto le sei anche la sera prima. "Brillante" commenta il cugino, dopo aver goduto anche lui del quarto d'ora free trial. In macchina si riesce pure ad ascoltare una canzone dei Fratellis e l'inizio di una di Adam Green, par quasi di essere già a casa.
Mi scaravento a letto alle 6e30, sobria, non troppo affaticata e vengo svegliata dalla mia Suzie Q che, piccolina, alle nove di mattina pretende pure di mangiare. Ma con garbo eh... una miagolata nell'orecchio, un'unghiatina sulla mano, un bacetto dei suoi sulla guancia, o due, non ricordo. Tanto basta. Poi mi smessaggia il cugino "Grazie per avermi iniziato al Leo". Bella, zero a zero.


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