luglio 26, 2010

Latitanza, reticenza, tendenzialmente de panza

Era sabato (domenica tecnicamente) sul mio balcone e nel resto del mondo, imperfetta non piena

Era domenica 25 luglio, a Milano, check'd'in Milano Jazzin' Festival [che me lo faccio anche io il Samsung Galaxy S?]

(domenica) Anche io sono maleducata la mia parte, ma non si dice, non si fa, non si deve [maleducati sentimentali]


A volte sono solo appunti personali, pubblici.
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luglio 12, 2010

Un contorno senza carne

C'era questo tipo, in metropolitana, la settimana scorsa. Mi ha attratto il Borsalino in testa, che non si è mai tolto. Poi aveva una splendida camicia azzurra di lino con le maniche rimboccate per il caldo, e un paio di pantaloni beige. Scarpe in ordine, ma non me le ricordo, perché l'oggetto "scarpa maschile" non mi interessa più di tanto. Io ci ho il debole per le camicie dei maschi, e quella lì di lino azzurro era davvero splendida. Stropicciata dalla giornata, ma stirata bene, in origine. Il tipo, in piedi nel corridoio, teneva appoggiata a terra la borsa di una qualche Westminster & Partners, azienda brucia soldi per investimenti su cazzy e mazzy. Ecco, forse la borsa corporate tradiva l'essenza dello stagista ben vestito coi soldi di papà. Avrà avuto sicuramente meno di trent'anni, e non era manco bello. Troppo magro, lineamenti troppo marcati e troppo asciutti, e gli occhi troppo da ragazzino. Troppo tutto no. Assolutamente impossibile veder scorrere del sangue nella sua carotide, anche con del liquido di contrasto. Ma lo fissavo, giocando a immaginarmi quale, tra i ragazzi che conosco, sarebbe stato bene vestito così. Si è accorto che lo guardavo con insistenza, da dietro gli occhiali da sole. Chissà che ha pensato. Io non sono abituata a mettere gli occhi addosso alla gente, anche quando ho gli occhiali da sole.

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luglio 09, 2010

Dedicato ai lamenti delle donne


Si dice che un cuore pavido non conquistò mai una bella dama e per me è stupefacente che le belle dame vengano conquistate, visto quanto siano spesso pavidi i cuori degli uomini! Se non fosse per la gentilezza della loro natura, che nello scorgere la pochezza del nostro coraggio, le fa discendere di quando in quando dalle inespugnabili fortezze e aiutarci a portare a compimento la loro stessa sconfitta, troppo spesso sfuggirebbero indomite se non illese, libere nel corpo se non nel cuore.
A. Trollope "L'amministratore"

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E' da giorni che mi rigiro questo inciso di Trollope, scrittore inglese contemporaneo di Dickens. Lo trovo scritto benissimo, sottile e stronzo.
Sotto sotto, con forma quasi di paterno avvertimento, ci sta dando delle deficienti che scelgono la sconfitta, facendo invece passare per dato e inconfutabile il fatto che gli uomini siano pavidi. Come a dir "noi siamo così, che ci possiamo fare... lo sapevate che non eravamo alla vostra altezza".

Mi pare anche ingiusto argomentare così, Trollope non può risorgere dall'epoca vittoriana da cui ci scrive certe perle per intervenire a propria discolpa, tuttavia il messaggio è chiaro: prima o poi un uomo troverà una donna che lo accetterà suo malgrado. Il contrario proprio non è certo.
Perché pavidi sì, ma scemi proprio no.

Avanti la prossima... ma ragazze, per un po' toglietevi dalla fila.

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Novità, pulsante Like su Facebook direttamente qui, vediamo l'effetto che fa :)

luglio 06, 2010

GTA Life City

Non ho mai amato i giochi free roaming.
Né gradisco le scelte multiple se non sono incanalate su dei binari ben precisi. Non mi piacciono i giochi con cinque finali.
Non amo tutta questa libertà, col pad in mano non la so gestire.
Avere tante sotto-quest mi mette ansia da prestazione... "e se avessi sbagliato a non fare quella missione?".
Questo vale tanto nei videogiochi quanto nella mia vita che vorrei semplicemente fosse una bella e indimenticabile avventura grafica, tipo quelle della Lucasarts.
Non me ne frega di esclamare "wow che figata" ogni due per tre, macinando inutili sequel.
Mi bastano una bella trama, una grafica graziosa che lasci volare la fantasia anche con solo due pixel ben assestati e un'interfaccia come dio comanda.
Sull'interfaccia non transigo.

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luglio 05, 2010

Banalia amemipiace

* Tu che mi consigli di tenere in casa la bottiglia di amaro. Ti stimo. Fossi uomo ti direi le cose che odi. Tipo che mi piace quello che dici :D.

*Giocatori da tenere sotto osservazione durante le semifinali dei Mondiali di Sudafrica 2010: Lukas "Poldo" Podolski (Germania, 1985. Sotto osservazione dal 2006). Diego Lugano (Uruguay, 1980, giusto perché bisognava sceglierne uno dell'Uruguay e questo è il Massimo Ciavarro del Sud America con un pizzico di Brendan Fraser). Wesley Sneijder (Olanda, 1984. E' alto solo un metro e settanta, ma compensa col faccino puccioso). Fernando Torres (Spagna, 1984. Sotto osservazione dagli Europei 2008, è un po' sotto tono e ha perso quel che di fascino acerbo che lo contraddistingueva e che arrapava noi vecchie). Della Spagna è sempre il meglio Josep Guardiola.

*Fuori scala, fuori dalle semifinali, l'Iddìo protuberante, paraguagno, figagno, il moro definitivo della porta accanto, il paradigma, il 191 cm, il FILF Roque (rrrrrrrrroque amame, yo te quiero) Santaaaa Cruz.

*Io comunque ho sempre avuto il debole per Stefano De Grandis Da Bordocampo. E qui lo dico una volta, poi taccio per sempre.

*Ci piace da sempre, fin troppo ovvia e telefonata




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luglio 02, 2010

Desideria non c'è più

Desideria Acconciature ha deciso di andar via stamattina :(
Disapprovo su tutta la linea

luglio 01, 2010

Bum-bum. Cica-bum. Esplodo.

OK.
Superi delle prove.
Delle prove che neanche Asterix e le Dodici Fatiche.
OK. Le hai superate.
Ti dicono che sei ganza.
Che sei diventata una persona meglio, dopo tutte quelle prove.
E in effetti sì.
Poi ci sono altre prove.
E vabbé, dici.
Cosa vuoi che sia, diventerò una persona ancora meglio, pensi.
Ecco.
Io sono stufa di diventare una persona meglio.
Secondo me così può bastare, almeno per un po'.

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giugno 29, 2010

Che parlo di calcio. In 3D. A modo mio. Ovvio.

una delle solite istantanee monopixel sfocate a testimonianza di evento specialo

Di quando Puffetta Rosa, l'anti-early-adopter per eccellenza, si intestardisce che è ora di andare a vedere una partita di calcio in 3D perché le han detto che in fondo non è malaccio. Di quando, dopo aver invano cercato di coinvolgere degli amici venerdì scorso per Brasile-Portogallo, Puffetta decide di andar da sola all'Odeon a guardare Brasile-Cile, traendo importanti insegnamenti per la vita e il numero di telefono della maschera per entrare gratis al cinema.

Parliamo malamente di cose serie: il calcio. Quella cosa che io non seguo più da un po' di tempo come tante altre. Per le solite contingenze. E che comunque seguo con spirito frivolo e distratto.
E parliamo di 3D, quel fenomeno del momento imposto dall'alto e che detesto, almeno sul fronte cinematografico, in quanto cozza completamente con la mia idea di cinema.


Digressione che potete saltare a pié pari
[no, non sono una fanatica della cinematografia iraniana, né dei campi lunghi cinesi a camera fissa, anzi. Adoro i film d'azione ma ho delle difficoltà a concepire l'idea del "tuttoafuoco". Ché lo spazio è dato dalla luce e non dall'asse zeta. Il che, a ben vedere, è un problema affine all'assenza di motion blur nello stop motion, dilemma risolto magistralmente da quell'uomo un tempo geniale chiamato George Lucas.]


Tuttavia corre voce che [frase da sfoderare in società] "Il calcio in 3D non è poi così male" (per altre frasi da sciorinare all'occorrenza, scorrere a fine post).

Il dato di fatto è che in Italia nessuna emittente televisiva (Sky) ha acquistato i diritti per le partite trasmesse in 3D dalla Fifa. L'idea di proiettarle al cinema non è peregrina (a parte gli 8 euro di biglietto), anche perché -visto da fuori- l'insieme si ammanta un curioso fascino retrò debitamente registrato sin dai primi minuti di gioco in cui gli spettatori in sala (invero non moltissimi) si lasciano andare a grida di giubilo e tifo esagitato.
Ma vi ricordate che una volta al cinema si poteva pure fumare? E non ditemi che siete giovani e non avete visto l'Italia vincere i Mondiali dell'82, cazzo.

Maschera mi dice che la partita arriva via satellite, parabola installata giusto per l'occasione, con un piccolo problema tecnico: c'è il Duomo di mezzo ed è troppo vicino. La Madunina è di ostacolo al segnale, che si rigira e si lutulla tra una guglia e l'altra. Durante la trasmissione ci sono un paio di interruzioni ma non mi è chiaro se sono dovute al satellite, all'elaborazione dei dati prima del broadcasting o al proiettore.

Divagazione assolutamente poco perita con più domande che risposte
In pratica per due volte la trasmissione si è interrotta, e al suo riavvio si sono viste le due immagini stereoscopiche che, sulla base di questo grafico, vengono unite prima dell'invio al satellite. Ma il proiettore non è anche un decoder? (il che giustificherebbe più qualche problema in sala proiezione). Io escluderei l'intervento della Madunina perché, di solito, quando il segnale del satellite è disturbato, appaiono i pixelloni. E no, niente pixelloni. Approfondirò, anche perché di sta roba non ne so proprio nulla. Me ne esco dal ginepraio in cui mi son ficcata.

Entriamo nel vivo dell'azione e inforchiamo gli occhialetti con lenti polarizzate.
La partita in 3D vive sostanzialmente di tre tipi di inquadrature: in primis quella dalle tribune basse e a cui siamo abituati tutti, la vista del centrocampo, abbastanza mobile, ravvicinata e dotata di una profondità propria già in 2D. In 3D l'immagine diventa un pelino più affilata (anche grazie all'HD) ma la peculiarità della terza dimensione non si avverte in modo incisivo.

Poi ci sono le riprese di pregio fatte lungo la fascia e da fondo campo. Vicine.
A bordo campo l'azione trae evidente giovamento dalle inquadrature 3D: è qui che di solito (in 2D) la profondità di campo cede il passo al particolare e disperde l'azione, facendo capire poco sugli spostamenti dei giocatori. In 3D, soprattutto con inquadrature angolate rispetto le fasce laterali (dove corre anche il povero disgraziato con in groppa la Steadicam), si apprezza meglio il movimento, soprattutto nel corpo a corpo, il gesto atletico e tecnico, la velocità, la marcatura a uomo, nonché la fisicità degli scontri. Così da vicino, del resto, si notano anche le diverse altezze e stazze dei giocatori.
La resa migliore, poi, la si ha con le viste da fondo campo. Due telecamere sono poste ai lati della porta e mirano, a seconda dell'azione, dritte sulle fasce o convergenti sull'area di rigore. Nel primo caso sono strepitose: il primo uau personale scatta al 22esimo del primo tempo su una galoppata di Kakà sulla fascia destra (destra?), inquadrato frontalmente e che dribbla-scarta-fancazzo-l'azione sfuma lì, ma cavolo che figata. Meglio che dal vivo allo stadio.
Nel secondo caso, invece, la resa varia a seconda dell'azione e della traiettoria della palla.
Quando c'è mischia in area (il primo gol di testa di Juan) non è molto rilevante, mentre sul replay del gol di Luis Fabiano scatta un altro uah.

Poi il resto sta davvero nelle mani delle squadre in campo: non c'è magnificenza tecnologica che possa esaltare una partita poco avvincente e fissa a centrocampo, tanto che la prima mezzoretta del secondo tempo è di una noia mortale a prescindere dalle (tre) dimensioni in ballo e dal bel gol di (vado a controllare su Fifa.com, in quanto la mia perizia a riguardo latita) Robinho, che non viene intercettato dalla camera alla sinistra della porta.

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Ed ora il momento tanto atteso de:

Le frasi con cui potete bullarvi in società (o con una figa. Ma dalla regia mi dicono anche che sarebbero davvero ottime se utilizzate da una figa per far colpo su un figo... ma che è tutto sto figume poi, bah) riguardo il calcio in 3D e che potete citare a memoria (nessun diritto riservato) anche senza aver visto nulla in 3D.

*"Con il 3D si apprezza la fisicità dei giocatori"

*"Le inquadrature da fondocampo sono una figata a differenza del tennis in 3D che l'ha visto un mio amico e m'ha detto che inzomma..." [solo i miei personali credits a Quedex]

*"La visuale 3D dalla tribuna non è poi così diversa da quella in 2D"

*"La grafica -tipo il cronometro o le statistiche di gioco -c'hai presente i numerilli che appaiono ogni tanto- emerge dallo schermo, tipo un layer che sta proprio davanti. Ma davanti davanti!"

*"Jabulani è un pallone leggero come il Tele, ti ricordi il Tele? Ci giocavi, tu, col Tele?" [centra niente col 3D, ma dopo la quarta birra sì]

*"Su un blog ci sono informazioni interessanti, e ci devi guardare le foto con gli occhialini anaglifi" [ad "anaglifi" probabile sberla in arrivo se non spiegate che sono quelli con le lentine colorate]

*"A volte pare che l'immagine perda frame per strada" [solo dopo la sesta birra e in presenza di persona che non ponga l'arguta domanda "Cosa è frame?" a quel punto non mi assumo responsabilità]

Altre info che mi hanno incuriosita nella notte
FIFA World Cup: Adds 3D, loses a little HD resolution

ESPN's broadcast of the FIFA World Cup in 3D: How does it look?

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giugno 28, 2010

Banalia knitterie prevalebunt

*E non si può mica stare con le mani in mano, cavolo.

*Mentre la canotta asciuga quietamente sul balcone in attesa di assemblaggio (rep. 1), mi diletto nella prosecuzione di calzino coi quattro ferri (rep. 2) commettendo un errore imperdonabile (dovrò disfare un giro). Nel frattempo attendo l'arrivo di filato (rep. 3) per magliettina da fare con ferro circolare e in top down (immagine non disponibile in quanto le foto del pattern non rendono l'idea di come lo voglio io, magliaimprovvisazione vuole che si lavori a vista per aumenti e diminuzioni sui fianchi, che qui ancora per qualche anno non saremo dei furgoncini Wolkswagen e i magliari questo lo devono capire che non si può sembrare sempre dei fagottini ripieni). Sarà una bella prova.

*Comunque qui la settimana sarà tendenzialmente impegnata con attività varie, alcune eventuali tra cui: Annina è qui; stasera caschi il mondo ma almeno una partita dei mondiali in 3D me la vado a vedere giusto per soddisfare la curiosità (Brasile-Cile); venerdì ci sarebbe pure Adam Green a Bologna, vediamo se al 2 luglio ci arrivo sui gomiti; weekend via, sicuro quello, bella girlz arrivo.

*Tra l'altro questo è un periodo abbastanza placido, sia messo agli atti. In solitaria, poca caciara, attività varie da svolgere in tranquillità. Lunghe pause di riflessione e scava-scava con impreviste conclusioni, coccole alla Suzie che si mette in posizioni indecenti (rep. 4).

*Lo scorrere delle settimane è tendenzialmente scandito dalle date di scadenza dell'Actimel. Tipo che quando scadrà quello che ho in frigo avrò raggiunto un traguardo personale. Ma non è una scadenza reale, perché ora dell'ora sarà già bell'e che digerito e ci sarà dell'altro Actimel, e un altro traguardo [ad libitum sfumando].

*Sorniona.

[Rep. 1]

[Rep. 2]

[Rep. 3]

[Rep.4]


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giugno 23, 2010

Potere dello shuffle

Il potere magico dello shuffle ha fatto riemergere "Canzone 2008 - Lei ha visto la luce".
Lei ha visto la luce all'incirca tra 2:20 e 2:30. Lì, proprio lì, cinquanta metri a destra rispetto questa fotocamerina. Che se avessi gli strumenti di Blade Runner forse mi ci vedrei, anche se un po' sfocata.



Because we separate. It ripples our reflection

giugno 20, 2010

Banalia 2.0 sul Girolamo Fracastoro - Verona

*Ai tempi che furono ho frequentato il Liceo Scientifico Girolamo Fracastoro a Verona.

*Un tempo quel liceo era una maternità. Le aule erano chiaramente delle stanze da 12.

*Una generazione che ha frequentato le aule del Liceo Scientifico Girolamo Fracastoro di Verona ci è pure nata.

*Io no.

*Girolamo Fracastoro era un uomo di cultura veronese, amico di Copernico. Quindi il suo social network era di un certo livello.

*Girolamo Fracastoro scrisse un trattato sulla sifilide, il mal francese, il morbo gallorum.

*In centro a Verona, nel passaggio tra Vicolo Fogge e Piazza dei Signori (volgarmente detta Piazza Dante), c'è una statua del Fracastoro con una palla in mano.

*Le voci popolari dicono che la palla cadrà in testa al primo galantuomo che passerà sotto la statua.

*La palla è ancora nelle mani del Fracastoro.



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Post felino in una domenica che preferirei diversa

La mia dolce nasuta

Autoscatto

Sua Felinità totale

[ ]

Vampirella

giugno 19, 2010

My Own Private Idaho feat. MM

Che di solito qui scrivo, perché non so disegnare né comporre musica. E quando le parole giuste non escono, mi blocco. Son bloccata.
Mi sono imbattuta in un disegno di Miriam che risolve tutto.
Che in effetti un disegno è meno sfacciato delle troppe parole che qui non so dire.



My Own Private Idaho - Miriam Mosetti

giugno 16, 2010

Nuovi progetti per la Rumi House

Allora, i nuovi progetti per la Rumi House prevedono in primo luogo l'acquisto di due comodini per la zona notte. Due per simmetria e perché non ho una parte del letto dove dormo precisamente. A volte sto a sinistra, a volte a destra, di sicuro più a destra ma perché è più vicino alla porta. Ora a sinistra perché c'è più aria.
Per comò ho deciso di acquistare due cubi Optic della Kartell: uno viola e uno giallo. La settimana scorsa sono andata alla Rinascente per prenderli, ma non li avevano. Il commesso, gentile, mi ha detto che "qui teniamo solo gli articoli top hundred, e dell'optic quindi teniamo solo il trasparente e il rosso". Che banalità.
Sopra ai comò metterò due disegni all'acquerello che ho comprato al Miami da Roberta Briatico. Il Dottore mi ha aiutato a sceglierli. In uno c'è scritto "Soffia", c'è il vento che spira. E dio solo sa quanto è stato importante il vento e quanto gli sia grata per la sua impalpabilità. Lui forse l'ha intuito, ma apprezzo il fatto che taccia e mi sfugga sempre sul più bello. In un altro c'è scritto "Sensazione". Non mi ha colpito la parola, ma mi piace il disegno.
Il tutto fa molto "figaromantica", ma la verità è che lo sono. Meglio scendere a patti con la mia natura. E uccidermici. Morirci.

Poi voglio prendere un tavolino basso da mettere davanti al divano. Qui la faccenda si fa nebulosa perché è da due anni che ho l'occhio attento sulla categoria "tavolino basso da mettere davanti al divano" ma non ne ho ancora visto nessuno che mi colpisca. Non ho le idee chiare a riguardo: di certo cerco qualcosa di moderno ed essenziale, ma che non prevalga sul resto del salotto. Anonimo ma con gusto.

Infine l'ingresso. Dove c'è la libreria bassa. Lì sopra voglio iniziare a metterci qualcosa. Dei disegni, delle stampe. Non miei perché purtroppo non sono capace. Cose raccolte nel tempo, che mi significhino e ricordino dei momenti. Il sogno in realtà è una litografia di Murakami, ma viste le quotazioni, al momento è meglio lasciar perdere in attesa di tempi migliori.

Al momento desidero questo, per la Rumi House
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Banalia formicolìo

C'è un momento in cui ho un tuffo che dalla gola parte e scende giù, stringendosi, scivolando, risucchiando tutto, per poi riaprirsi come una bolla silenziosa nello stomaco.
Poi riprendo il controllo delle mie viscere. Mi dico che non è niente. Sono bravissima.

Perché a conti fatti è così. Ho recuperato tutti i mille pezzi del mio Ravensburger. E' che a volte mi diverto a scombinarli per poi rimetterli a posto, come facevo da piccola con i Grandi Classici di Walt Disney nella libreria. Solo che nel sistemare a volte mi impaurisco, perché nel casino mio solito i pezzi scompaiono.

Ieri sera mi sono addormentata sul divano. Al risveglio non sentivo più il braccio sinistro, era informicolato. Ricominciare a muoverlo mi ha fatto tanto male, sembrava un moncherino grasso e spugnoso in crescita.

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giugno 15, 2010

100.000




Eccoli, i centomila.
Ricordo per esempio la sera dell'inaugurazione: io, giopa, Flx e il Dottore alla volta del Rolling Stone.

Primo atto vandalico subìto dopo un mese (una svastica incisa sul cofano in quel di Verona, con foto depositate in questura e hostate su un Photobucket di cui non ricordo la password, ma grazie all'archivio di Google Gruppi risalgo alla grande e ri-posto la foto artistica)


E poi boh, centomila scorsi via, che non so neanche io come, tra gite, viaggi, fughe, fiancate rifatte e chissà che altro.
Una macchina presa per durare.
La seconda che battezzo ai centomila.
La terza mia.

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giugno 13, 2010

99999


ecco, ci siamo quasi

giugno 12, 2010

Gagacalza

Dovrei fare la designer di biancheria intima. E' che nel video di Alejandro a un certo punto appare la Gaga con delle calze che, nella mia mente, sono delle autoreggenti velate chiare con fascia di latex nero. Decido che le voglio. Scopro che sono di Agent Provocateur.
Mi trovo "per caso" al quinto piano della Rinascente dove c'è il mio corner preferito. Non fatevi depistare dagli eccessi fetish di AP, quello è in gran parte marketing, ci sono dei pezzi pregio per noi micro-dotate che rigettiamo il padding, tipo dei demi-bra da urlo.
Affronto la commessa e le spiego la situazione.
TAG: Gaga, autoreggenti, latex.
Delizia in rosa, questo è il nome della commessa nella mia testa, si dimostra simpatica e collaborativa, al punto che ci mettiamo a vedere assieme il video della Gaga per controllare. Dopo un po' di ricerche mi dice: "Ho capito quali sono, le ho addosso io. Vieni qui". Mi affaccio dietro il banco, lei si tira su la gonna e mi mostra le calze, del tutto diverse da quelle che mi immaginavo io. Dopo un momento di sfasamento in cui capisco molte più cose che in una vita intera, mi ricordo di essere etero.
Sono delle normalissime calze da reggicalze, con le scrittine (io nel video non le avevo notate whip me-bite me- eat me-tease me) che, mi dice Delizia, probabilmente sono state adattate col silicone per rimanere su da sole.
Sono convinta che entro fine 2010 uscirò di casa con delle calze a rete strappate. Fortissimamente volli.

giugno 10, 2010

22:22

Dicono che quando guardi l'ora e vedi due numeri uguali (tipo 19:19, 22:22, 20:20) ti porti fortuna. Io per due anni -giuro- non li ho più visti. E' da un mese e mezzo che molto spesso l'occhio mi cade sull'orologio proprio in quei momenti.
E quest'anno compio gli anni il 20 ottobre.
20/10/2010

giugno 09, 2010

Ruina del genere femminile

Ho visto Sex & TheCity 2, porca vacca un vero film horror. Forse solo due gli scambi di parole decenti in un film in cui strabordano le paranoie insulse di quella rompiballe di Carrie (la SJP è più racchia e smorfiosa che mai, con un colorito cinereo, vestita di merda) e del bolso marito che si merita. Mettetele una Manolo in bocca e girate con vigore, please. Estrarre, asciugare e riporre in cabina armadio per impieghi più frivoli.
Io dal cinema ne sono uscita con pensieri un po' fastidiosi. il mio livello di tolleranza è notoriamente minimo riguardo i problemi affrontati in quel modo anglosassone di "parliamone", "possiamo capirci", senza ironia e abbondanza di "celacrediamoappacchi".
Tutto clinico. E inutilmente analitico.
E' questo che rende pessime la gran parte delle commedie (?) romantiche che dovrebbero piacere alle regazze.
E dire che il primo episodio aveva avuto il tremendo merito di immortalare in modo abbastanza crudo (anche se patinato) cosa significhi quel tipo lì di "stare male" per e con qualcuno.
Che la cosa che mi preoccupa di più è sentir commentare "Eh sì è proprio così, è proprio vero".
Che fai, spettatrice, ti immedesimi nella merda inodore di un dialogo da Upper East Side?
I problemi, semplicemente, o li si risolve senza troppe ciance, o si risolvono da sé.
No, non si risolvono con i discorsi profffondi, perché spesso -non sempre eh, ma ci vuole uno sforzo di sincerità non indifferente con se stessi e con gli altri- sono sterili dichiarazioni di principio. E' per questo che preferisco raccontare cosa sono, cosa sono stata, ma non cosa vorrei essere. Che mica lo so tanto bene.
E quindi anche oggi ho divagato.

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giugno 06, 2010

Come le vacche al pascolo

Se c'è una cosa che proprio non gradisco è quella di essere marchiata come una vacca all'ingresso dei locali. Come se fossi portata all'andirivieni. Io. Ma sticazzi. Al massimo marchiami quando esco, e se te lo chiedo. Ma OK, son questioni logistiche.
Poi io porgo sempre l'interno del braccio sinistro, perché sul dorso della mano no. No vacca mai.

Tuttavia accade che i marchietti siano pure carini, come quelli del Miami 2010 qui a Milano al Magnolia, che alla fine, dal no, st'anno nunc'hovvoglia, ci son passata due volte (tairararirururirurairaira-neuneuneuneuneu).

Timbrino squinzio-minaccioso del venerdì sera

Timbrino arancio-battiatesco del sabato sera
-si capisce, vero, quel che c'è scritto?-

(non vorrei ripetermi ma sono in Nada-heavy-rotation)

Tairararirururirurairaira-neuneuneuneuneu















5 giugno 2010, al Magnolia Zen Circus con la Nada che mi canta Luna in piena, Amore Disperato, Ma che freddo fa, più l'altra di oggi pomeriggio, piaciosissima, brava, io grazie per inizio giugno.

giugno 05, 2010

Fuori confine

Tendenzialmente intimidita, sono arrivata a un momento di pausa non cercato. Direi che dopo due anni di post a raffica, un attimo di respiro ci può stare.
Potrei raccontarvi che ho comprato una bicicletta, ecco. E che pochissimi sanno che io e i velocipedi, fino a un mese fa, eravamo come il giorno e la notte: ne avevo paura (e ne ho ancora un po') perché non ho mai saputo andare in bici. All'improvviso pedalo controvento in salita, esploro Milano a velocità a me congeniali, scopro passaggi segreti tra zone che credevo lontanissime tra loro, mi abbronzo come un muratore, pedalo con la Gaga nelle orecchie se ho fretta, altrimenti metto su Muddy Waters per accompagnare la pedalata con un ritmo più umano e ancheggiante, concedendomi anche di guardare in su.
Ho fatto anche una gita fuori confine. E per un po' non torno, da dietro quella linea di vernice segnata a terra.



Stasera vo a vedere illi e illa che cantano
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maggio 26, 2010

Banalia doppia secca

[amica] ciao amica come la va??
[momoko_rumika] tranquillina, pacifica, sotto effetto sedativo di un Kinder Delice.

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Compro bottiglietta di olio magico profumoso alla magnolia. Quello che ti ci spalmi tutta e poi sei pronta a infilarti nel magico fornetto crematorio Harbert con un po' di rosmarino. Purtroppo pare che qualcuno non voglia che lo faccia, perché la bottiglia *non ancora aperta* cade per terra (per fortuna in bagno e non sul magnifico rovere) e si frantuma in mille pezzi, seminando vetri dappertutto, ungendo l'ungibile tranne la sottoscritta che di olio per il corpo non ne vuole più sentire parlare da qui all'eternità. Al massimo burro, che fa molto ultimotango.

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maggio 24, 2010

Banalia quattro paperelle

*Vorrei rassicurarvi: non sono diventata Adriana Lima. E' che la via per andare al lavoro, dopo aver lasciato alle spalle l'Hotel Brun, costeggia il Parco delle Cave. E stamattina quattro anatroccoli sono scappati dal parco e, poverini, correvano disperati lungo il marciapiede. Ho dovuto sterzare per non spiaccicarli, povere creature. Erano terrorizzati -_-

*Dunque, prevista chiusura articolo entro le 14. Poi gestione lavorativa generale in attesa della fine del mondo. E' che stasera (NdR stasera per me, cinque ore fa per chi ci ha il bel tempo di non dormire la notte o alzarsi alle sei e poi morire alle nove) finisce Lost. E se non ve ne eravate accorti dalla colonnina di destra che raccoglie i migliori quote di stagione di Sawyer (quel gran bel pezzo oggettivo di manzo leggermente in sovrappeso, oh che meraviglia), io guardo Lost.

*Classifica fighi di Lost, da qui all'eternità
1 Sawyer
2 Desmond
3 Sayid
-Non classificato-
Jack, salvo quel-sosia-là-che-comunque-è-più-bello avvistato al bancone del bar, che però non aveva addosso tatuaggi almeno nelle parti -molte- visibili.


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maggio 22, 2010

Baciamano

E' che stamattina, penso verso le sei e mezza, stavo sognando che un tipo (uno-ben-preciso, ma questo è un blog del cazzo-generico, non del cazzo-specifico, quindi niente nomi di tipi) mi faceva un dolcissimo baciamano. E io ne ero proprio contenta, perché il sogno andava avanti da un po'... insomma c'era il film romantico in corso ^^; E mentre sognavo queste cose dolci, vengo svegliata da un baciamano vero. Probabile che io, nel sonno, abbia allungato il braccio fuori dal letto (o era già fuori, chi lo sa) e che la Suzie sia arrivata lì a snasarmi la mano.

Vabeeeeeene -_-



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maggio 17, 2010

Ho sonno

Serve un omone alto e coi capelli rossi che mi culli. Penso sia comprensibile.



Where, Oh where have you been my love?
Where, Oh where can you be?
It's been so long, since the moon has gone
And oh what a wreck you've made me

Are you lost, over the oceans?
Are you there, up in the sky?
Until the return of my love
This lullaby

My hope is on the horizon
Every face, your eyes I can see
I plead and pray though each night and day
Our embrace is only a dream

And as sure as days come from moments
Each hour becomes a life's time
When she'd left, I'd only begun this lullaby



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Stato d'animo oggi, 17 maggio 2010

Non c'era oroscopo capace di prevederlo.
Non era prevista sindrome capace di condizionarlo.
Non c'è canzone per contenerlo.
Non ci sono parole per descriverlo.
Film per immedesimarlo.
Dopo vado a casa, chiudo la porta e spero che oggi, domani o dopodomani un'illuminazione arrivi per capire che cazzo - Elena, che cazzo - vaffanculo cazzo, Elena.
Dicesi dello stato d'animo: confuso, sindromatico, inenarrabile, incontenibile, caotico, da prendere, lavare, strizzare e distendere al sole e al vento. Al vento come il bucato.
Sostanzialmente nei miei sogni un po' troppo, a oggi 17 maggio 2010.

Si registra una torta riuscita malissimo, talmente vomitevole da non avere giustificazioni.
Devo decerebrarmi, altrimenti non sopravvivo, anzi tra un po' mi avveleno.

Ah, butto via il lievito madre.
Non fa parte del mio stile di vita, almeno quello attuale.
Sono colpevole della morte di una colonia di microorganismi.
Quando sarò una nonna vera, panificherò per la mia stirpe.

Ora per chi, per cosa. E soprattutto perché.

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maggio 10, 2010

Pesante

Weekend pesante.
Come Iron Man 2, per esempio, il film più noioso della storia del cinema, allietato solo da un particolare: il neo sulla guancia destra di Sam Rockwell. Quell'uomo c'è.
Come una pizza che "ho fame, voglio qualcosa di lurido" e combini tonno wurstel panna zucchine e sa chi cosa boh.
Come renderti conto che sei stata l'ultima a uscire e la prima a rientrare nel palazzo.
Come una notte che non passa più.
Come una birra media alle cinque di mattina in un bar buio con la serranda giù, ma c'è freddo, e fuori dopo c'è la luce per fortuna.
Come la carne argentina mangiata alle quattro e mezza di pomeriggio, con le patatine che proprio non mi son piaciute però.
Come l'acqua che mi son presa ieri per battezzare la bicicletta. Le piogge acide sciolgono il grasso.
Come il Rugginoso.
Come il sonno di stanotte.
Come la porta del veterinario contro cui sono andata a sbattere con le lacrime agli occhi stamattina.

Che poi pesante non è sempre male, anzi.
A ben vedere, un bel weekend pesante per riattivare il fisico.
Per la mente mai abbastanza.

Stasera insalatina e coccole alla mia pelosina operata.

maggio 06, 2010

Banalia-lallalalla-là

*Ho preso un paio di zeppe estive di Marc - Marc Jacobs su Yoox perché erano davvero belle che più belle non si può.
Sono arrivate ieri dal portinaio, oggi da me.
Ora però serve il bel tempo.
Perché, capite, fa molto chic decidere che "a fine aprile tolgo le calze", ma sostanzialmente non lo condivido. Facendo parte della tribù dei piedi freddi, io tolgo le calze quando c'è caldo e non rischio la polmonite, non "a fine aprile". Come se l'energia collettiva accumulata dalle (vostre, non mie, le odio) ballerine puzzone evocasse il bel tempo. Sì, forse evoca il riscaldamento globale, ma il problema della pioggia rimane. Come se la vita fosse uno spot dove si sguazza con un tacchetto cinque tra un pantano e l'altro, agitando l'ombrellino vezzoso. Oh, le scarpe si rovinano, saltellando nelle pozzanghere. E non importa che costino i mijoni o poche decine di euro. Le scarpe vanno trattate bene.

*Poi volevo scrivere delle ovvietà sull'amicizia. Sul caso che porta nove persone attorno a un tavolo esattamente-dieci-anni-dopo, all'una e mezza di notte, permettendo loro di brindare a cosa... all'amore di due, all'amicizia di tutti senza particolari compiacimenti.
Nel mio navigar forzato in mezzo a gente che non si capisce mai che cazzo voglia, gente trattenuta non si sa bene da cosa, ma soprattutto per quale motivo, misurando sempre le parole, sentendomi giudicata (e giudicando) sulla base di pochi, banali dettagli, trattenendomi anche io ormai, perché la corrente è così... momenti come ieri sera per me "fanno mese".

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maggio 02, 2010

Du minuti di Baustelle

Non sopporto i Baustelle dal... 2001? 2002? Ne parlava sempre quel gran pelato di Gizmo (firmasi Acidshampoo su Sgargabonzi), genio, unsolicited cabaret, ma i Baustelle proprio no, non te li ascolto. Non mi piacciono come il giallo, i film di Wim Clorex e l'uomo George Clooney. Son gusti, meglio averli, no?

Quel poco che ho sentito e che me li rappresenta (quelle canzoni pure orecchiabili che non piacciono alla gente che piace, ma in quanto orecchiabili dovrebbero piacere a noi, bocche buone e animi semplici) non tocca le mie corde.
La voce della ragazza è il paradigma di voce-odiosa (intravista al volo ieri al concerto su Rai Tre, classica che dal vivo crolla miseramente). Assieme a lui (che ti credi De André?), forma un duetto di preti spretati, pontificatori dell'assoluto che san solo loro, depositari del pop intelligggente.

Perché questo rigurgito acidofilo nei confronti di un gruppo di cui non me ne frega una cippa? Perché ho avuto un attimo di insicurezza, e siccome il Ravanelli la menava che I Mistici dell'Occidente è gran cosa, allora l'ho ascoltato.

Avvio l'iPod, mi rilasso con i ferri in mano, filo intrecciato nella mano destra.

Parte L'Indaco, e manco a farlo apposta sembra di essere in chiesa (non l'avessi mai pensato l'accostamento al clero, poi, Gesù cardinale): dopo un minuto e venti sto per spararmi in testa ma, eroica, resisto ai peggiori preconcetti. A due minuti e dodici e i nostri eroi partono in coro sincrono, peggio delle gemelline di Shining, a sillabare "Non an-go-sciar-ti più".

No no, cari, ci avete proprio azzeccato: IO NON MI ANGOSCIO PIU'.

Due minuti e dodici solo per avere conferme.
Addio bàusgnàus, è stato splendido.
Chiaramente tra dieci anni non ascolterò che loro e mi ci metterò anche le magliettine, ma per ora vivo meglio senza.
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aprile 30, 2010

Sandalino per l'estate


Comprare un paio di scarpe mette di buon umore? No
Esibirle? Sì
No, con queste non ci si sfama per un mese un villaggio africano.

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aprile 29, 2010

Banalia gagaista

*Allora, una cosa per volta.

*E' il caso di creare un tag apposito, perché il gagaismo serpeggia in queste pagine. Da oggi, e retroattivamente, appare [gagaismo spinto].

*5 dicembre 2010. Pare pure una data lontana. E' a tutti gli effetti una data lontana. Che di mezzo ci starà un monte di altra roba (tipo la fine della primavera, tutta l'estate, buona parte dell'autunno).

*Di sicuro il 5 dicembre cadrà Calenzano, ma ubi maior...

*Con riluttanza, dopo i Killers (Boys, boys, boys), torno al Forum d'Assago, ma il motivo è sacrosanto.

*Anzi, sacrosanta. Si manifesta la nostra signora dell'ubriachezza su tacco tredici, del collasso vero davanti a tutti e senza vergogna, avvelenatrice di ex, allevatrice di alani, sculettatrice rough, sintetica interprete del nulla che anima il tempo libero milanese (ballobevoscopo), immissario del demonio (non fate i saccenti, l'ho scritto apposta, lei vi ci fluisce come il Sarca nel Garda), iscritta alla loggia massonica degli Illuminati tessera 625, Hellokittara di riflusso. La Gaga.

*Saremo in campo. Tra le nane deformi. Le truzze. La lobotomia.

*Ma ci distingueremo: metteremo le zeppe e ci faremo avanti a colpi di culo, serene e mature interpreti della corrente gagaista più spinta. Quella che meno te l'aspetti, dadadudu, cherry cherry, boom boom.

* -- Antennas, si parlava di Rockband --

momoko_rumika: comunque ieri ho preso le canzoni di lady gaga ma avevo la chitarra scarica
momoko_rumika: allora ho cantato
momoko_rumika: cavolo però
momoko_rumika: non è facile ballare e cantare assieme, ecco perché collassa, la ragazza
momoko_rumika: povera gaghina
Giornalista, blogger, traduttore e cat-sitter: hahahahaha
momoko_rumika: poi anche cantare a voce papapapapapoker face...
momoko_rumika: mica facile!
Giornalista, blogger, traduttore e cat-sitter: immagino
Giornalista, blogger, traduttore e cat-sitter: pappappà
momoko_rumika: però non ci sono i video :(
Giornalista, blogger, traduttore e cat-sitter: eh, beh, in rock band è normale :D
momoko_rumika: rah rah romaha
momoko_rumika: grave l'assenza di telephone
momoko_rumika: poi c'è alto potenziale di immedesimazione. Più che in Heavy Rain.
momoko_rumika: tipo questa canta che va a ballare e si domanda "Dove sono le mie chiavi? Ho perso il telefono! Dammi da bere!"
Giornalista, blogger, traduttore e cat-sitter: hahahaha
momoko_rumika:non il serial killer, gli incubi, gli origamini... tagliati il dito...

aprile 25, 2010

Sulle presbiopia di Demi Moore

Demi Moore non mi è mai stata particolarmente simpatica.
Tipo che quando le compagne di classe del liceo volevano andare a vedere Ghost, io sono riuscita a deviarle su Total Recall prendendomi poi insulti vari dalle pasionarie dell'amoore a tutti i costi. Schwarzy meglio di Swayze, Verhoeven arbitrariamente meglio di Zucker, Philip K. Dick meglio di non so chi. Cinefilia sparsa. E sono ancora convinta che quella sia stata la scelta dittatoriale più giusta :) Correva l'anno 90, mi sa.
Ma vabbé... divagazioni a parte. Demi Moore sarà anche una bella donna, ma non mi ha mai fatto sesso. Il mio lato maschile non è attizzato da Demi Moore quanto, non so, da una Rosario Dawson, OK? Degustibus.

Tuttavia Demi Moore mi sta anche un po' simpatica perché è la sdoganatrice ufficiale del "anche noi donne possiamo stare con uno più giovane, che è meglio" (che ce ne abbiamo anche le palle piene della figura paterna o degli inutili 3-5 anni in più dell'ipotetico lui).
Veleggiando verso i 50 anni, la Demi si è demi-rifatta tutta. La si è vista mercoledì scorso al Letterman mentre si aspettava il puntatone di Lost infarcito di artiglieria pesante... e non sembrava neanche lei. Corpo da ragazzina, gambe da favola, tette balisticamente allineate, pelle del viso tesa, diobono, la mandibola aiuta, l'occhio tutto revisitato dalla tensione di punti chirurgicamente perfetti, il collo un po' impaludato dai capelli corvini (ah il parrucchiere Davide mi ha detto che di capelli bianchi non ne ho, tranne quei due che ho giusto lì davanti, mannaggialcaz).
A non sapere chi sia e che faccia ma solo a guardarla, la Demi, penseresti che abbia sui trent'anni, ma con qualcosa di strano... quella strana vergenza nella forza che ti fa pensare che qualcosa non va, ma non capisci proprio cosa. E no, dai no... non è un trans.

Ma c'è il ma.
La Demi, anche se li dimostra fisicamente, non ha 30 anni.
E quando si mette a parlare con David Letterman di Twitter agitando il suo iPhone 3GS, nel mentre che legge il "text message" che Ashtonamoremio le ha inviato giustoproprionelmentre che era in trasmissione, rivela la sua bellissima, affascinantissima essenza di 48enne, allontanando lo schermo dell'iPhone sulle ginocchia. E' la magia della presbiopia. Quel fenomeno che da vicino, se non hai gli occhiali da vecchia, non riesci a leggere. Quegli occhiali che mia madre non vuol comprare perché lo sa che "fanno vecchia" (mamma fatti gli occhiali per leggere, per favore. Tu non puoi non leggere. Puoi non portarli in giro. Te li tieni a casa, ma almeno leggi tranqui).
Insomma, se negli anni '90 correva voce che la Demi c'avesse l'occhio di vetro, ora possiamo dire senza smentita che è presbite.

E come se non bastasse la presbiopia, Signora Moore ancora una volta si tradisce quando ride in braccio a David per scattare la foto che poi invierà al proprio Twitter via Twitpic. Sì, si tradisce quando ride. Che quella non è una risata da trentenne, da ragazza. E' una risata da donna bella matura. Ed è bella proprio perché è così, perché ogni età ha la sue sue risate e i suoi sorrisi, affascinanti a modo loro.
Ora guardate il video. Magari ascoltatelo ad occhi chiusi: Demi Moore non ha una voce da ragazza. Ma a sua discolpa possiamo dire che non ce l'ha mai avuta.
U. mi domandava se esiste la chirurgia estetica anche per le corde vocali. Non lo so, magari sì, boh. Di sicuro non c'è la chirurgia per i sorrisi. E probabilmente Demi Moore non è una brava attrice.


Come si trascorre la domenica, oggi, monopixel

Gnocchi di patate

Bicchiere di Chianti

Lettura interessante mentre si knitta il calzino

In compagnia di una gatta che boh, qui mi sembra Fred Durst tanto è incazzata, non ha neanche bisogno di tirar su la zampa e fare il dito medio. OhSusinamiabbella che c'hai?

aprile 22, 2010

La dea dell'amore

In queste ultime notti sto dormendo male -non poco ma male- perché a volte la micia mi sveglia. La piccola ha quasi dieci mesi e per la prima volta nella sua vita si è resa conto che vuole un micio con cui spassarsela. "Eh, Suzie, su, mo non fare i capricci", le dico. Poi è buffa perché quando le faccio "Sssssscccccht" lei smette subito. Ma nella notte del mio palazzo, il suo disperato "mauuuurgh, maoooouuuurgh" si sentirà fin giù al piano terra, quindi non posso proprio lasciarla sfogare come sicuramente accadrà di giorno, quando sono al lavoro.
Così mi alzo, la prendo in braccio, metto i cuscini appoggiati alla testiera, me la piazzo sul petto e la coccolo, qualsiasi ora sia. Lei si calma, inizia a ronfare e io mi addormento con la mano a mezz'aria. Due volte su tre, appena mi interrompo, ricomincia a miagolare (smorfiosetta). La volta che va bene ci addormentiamo tutte e due, e a quel punto si tira fino a mattina.
Le femmine sono tutte uguali.


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aprile 18, 2010

Il MIO gilet :)

alpaca + seta = coccole belle

Finito ieri! Giusto giusto per il clima di oggi... che c'era un freddo fuori...

Prossimo project: calzini. Vezzosi, addirittura.

Non salvatemi dal tunnel, grazie.


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aprile 16, 2010

Banalia del venerdì apres midi

*Vorrei andare a fare shopping, ma da sola non ho voglia. Vorrei andare a fare shopping con una persona che non strabuzzi gli occhi se compro un paio di scarpe dal costo esorbitante con cui sfamare un villaggio africano per un mese. Anzi, che mi incoraggi. E mi dica che io con quelle scarpe sono un essere supremo e invincibile. E fighissimo.

*Cucinare mi piace, mi lascia il tempo di riflettere. Mi piace soprattutto cucinare il venerdì a ora di pranzo, perché il pomeriggio non lavoro e significa che è iniziato il weekend. Un weekend che può essere o tutto o niente perché lo decido io.

*In particolare cucinare la mia pasta con le melanzane. Mi piace così tanto. Imparò la ricetta mia madre alle isole Eolie nel 1982. Si chiama Melanciova.

*Avere tutte le opportunità del mondo non risolve proprio nulla. Occorre saper flirtare... volevo dire filtrare... con giudizio.

*Giocassi a calcio, sarei un'ottima rigorista. Quando ero piccola un bimbo più grande di me di tre anni si innamorò perdutamente (non del mio impresario, né dei balletti russi) perché giocavo bene a calcio. Avevo tre anni. Tuttavia anche i migliori rigoristi sbagliano, lo so.

*Serena a fine mese va nelle Filippine, e' innamorata di Christian.

*Per due settimane di fila l'oroscopo di Brezny mi fa sognare.

*E' arrivato il primo numero di Internazionale dopo il rinnovo. Avevo bisogno di sentirne il bisogno, è durata tre mesi.

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aprile 15, 2010

"Gli amici, quando accade tragedia" [io penso]

Raschio seriamente il fondo del barile degli unpublished con un post scritto un anno e mezzo abbondante fa, mai pubblicato per ragioni di ipocrita opportunità, che non sta bene, non si fa, il passato è passato, chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato.
Siate contenti per me, dai, anche se vi sentite chiamati in causa perché avete osato pronuciare *certe*orrende*frasi* per consolarmi. Insomma la gratitudine è già stata espressa altrove :)
Chiaramente un pelino romanzata, suh, che mica l'è un reality questo.
Saluti al Coserna che sta a sollazzarsi a Rapallo.

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"Tranquilla, quello giusto è lì che ti aspetta e non te lo tocca nessuno"
[Uno mai toccato, a quest'età che noi si ha, mi fa un po' pa-iu-ra. E poi perché quello giusto non dovrebbe avermelo toccato nessuno? Io mi preoccuperei seriamente. Toccàtelo. Tanto, per favore.]

"Quando si chiude una porta si apre un portone"
["Portone" fa anche rima con "coglione", io non mi fiderei punto.]

"Non ti meritava"
[Mi stai dicendo che sono stata tot anni con uno che secondo te *non mi meritava*, io tramortita d'ammore non me ne sono accorta, tu lo sapevi e NON MI HAI DETTO UN CAZZO?]


"Che pezzo di stronzo"
[Non è molto di aiuto mentre piango ululando che amerò 'stostronzo fino alla fine dei miei giorni, credimi, comunque sì, sì, ci hai ragione, non si fa così, è uno stronzobruttoecattivo]

"Se torna non cederai mica eh!?!?!"
[Silenzio imbarazzato di chi in effetti non spera che in questo, pur sapendo che sarebbe cazzata, quindi NOOOOOO MA CHESSEISCIEMAAAA SE TORNA IO LO PICCHIO A SANGUE!]


"Ma non è possibile che non abbia dato nessun segno prima"
[Non so fino a ieri mi diceva cose carine, ma in effetti ora che ci ripenso aveva iniziato a farsi la doccia ogni mattino e usciva fischiettando, dici che era un segno?]

"Usciamo assieme?"
[Non te la darò mai]

"Come va, usciamo?"
[NON_TE_LA_DO]

"Ma se ti senti sola io sono disponibile eh"
[No_grazie]

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[sono state omesse le discussioni sul bricolage, ossia l'antico proverbio "chiodo scaccia chiodo", anche perché c'è anche chi dice "chiodo schiaccia chiodo", pare che se tu metti un chiodo vicino a un altro chiodo e inizia martellare, quello messo prima salti via. Io però, ad aver avuto un martello, l'avrei tirato in testa ♫ a quella smorfiosaaaa... con gli occhi dipinti... ♫ ]
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"Non può piovere per sempre"
[Voi, il vostro Corvo, l'Attimo fuggente, Siddartha, Eternal Sunshine of a spotless mind e tutti i vostri manifesti generazionali del cazzo. Il mio film preferito è Carrie di De Palma, e ora faccio una strage]

"Son cazzi tuoi, devi sfangartela da sola, vedrai che ce la fai, sarà dura"
[dettofatto]




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aprile 10, 2010

Banalia giustificativa

Oh Jesus, otto giorni senza scrivere un post è grave. I motivi ci sono, soprattutto quando

1. Vado in giro vestita da squinzia (schifosa) fuori stagione e mi prendo la peste bubbonica sotto forma di raffreddore, mal di gola, tosse-mai-avuta-così-stronza, ed è da una settimana intera che me la porto dietro.

2. Con i suddetti sintomi vado stoicamente al lavoro, perché comunque alcune cose van fatte.

3. Conseguentemente muoro -muoro- in catalessi entro le ore 22 tutte le sere tranne quelle di Lost e Boris quindi, calendario alla mano, due sulle cinque disponibili per muorire serenamente, bombata di Vivin C, Antoral e Benagol Spray (toccasana da banco).

4. Manutenzione back e front office. Questa cosa in realtà è molto semplice: mi limito a osservare. NatGeo Channel in HD.

5. Appena posso, fuggo dalla civilità e mi metto a lavorare a maglia (vedi punto successivo).

6. Maglia che, mi ripeterò anche, è un'attività contro il logorio della vita moderna. La consiglio a tutti, uomini e donne indistintamente. Ho fatto nuovi acquisti perché gilet volge al termine (vedi penultimo e ultimo punto)

7. Oggi e domani dovevo essere a Roma, ma viste le condizioni in cui verso (discrete ma non eccelse) più sbattimenti vari da sistemare domenica, è stato meglio così. Ciao amici, mi spiace :(

8. Tuesday is always full of purposeful disasters.

9. Per questo weekend Lovely Rumi prende ferie, finisce il gilet 50% alpaca, 50% seta, ci siam quasi. E' morbidissimo, apprezzeresti.

10. Il bello di finire un maglione è decidere cosa knittare dopo e fare acquisti di conseguenza.


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aprile 02, 2010

Dalla lettera dell'Anna alle amiche


"La vita reale non è fatta di divertimenti, di scorribande, di discoteche, fiere, gite e gatti da spupazzare! Lo so che non è così!
Io però ho vinto un premio grandissimo che non era la nona vittoria nei panni di Mana e la chitarra, né poter comprare la bjd di turno!
Ho vinto la possibilità di stare quelle poche ore con voi, in un tempo caotico quasi cristallizzato, dove il domani e il ieri diventano oggi e continuano a confondersi, dove è sempre un piacere ascoltare le piccole storie di vita quotidiana, tutte quelle cose che quando chiudi gli occhi ti fanno sorridere al solo pensiero di una cosa detta all'unisono!
Per tutte quelle piccole cose grazie per il magnifico fine settimana!"
[excerpato senza pagare i diritti o chiedere il permesso dalla lettera carina che ci ha inviato l'Anna dopo weekend gallinello]

Elena, ti porto i cannoli freschi freschi

Prospettiva


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marzo 31, 2010

Ho finito il quadernino

All'aeroporto di Amsterdam, lo scorso quattro luglio, ho preso due quadernini turchesi da borsetta della Moleskine. La Moleskine vera e propria a passeggio non me la porto, non ho ricordi di averne finita una, è troppo ingombrante e ha troppi fogli. Io voglio pochi fogli a righe (che non seguo), quadernino piccolo da aver con me anche quando vado tipo a ballare, sai mai che devo prendere un appunto. Sai mai.
Oggi [ieri, uff, non è che pubblico tutto subito, insomma era martedì 30, oki?] sono arrivata all'ultima pagina libera del quadernino, e quindi l'ho riletto, così perché è bello farlo.
Ci sono tra le tante cose...

- Un sacco di appunti pratici tipo indirizzi e mappette disegnate su come arrivare dove devo andare (no, non ho un GPS -in lovely memory dell'ilarità suscitata da "ma figurati se la Elena non ha un GPS!!"- e mi diverto a disegnare le mappe con punti di riferimento improbabili e scale assurde. Mi diverto anche a perdermi per strada, se è per questo...)

- Gli appunti sugli aumenti e le diminuzioni del gilet che sto knittando. A matita, che stanno sfumando.

- Ricette rubate.

- Cose di denaro.

- Appunti su libri da comprare, che quando mi parlano di bei libri io me li segno, mica mi limito ad annuire.

- Intercettazioni ambientali: io ascolto molto, e a volte stilo verbale.

- Ci sono pensieri di tutti i tipi, anche recenti, cronache leggere, tendenzialmente.

- Ci sono degli scritti bruttibrutti, riusciti male, in momenti che avevo un pensiero in testa ma non usciva giusto.

- Cose riguardanti soprattutto le scorse vacanze estive (tipo alcune Formentereidi impubblicate/bili).

- Ci sono poi gli unplugged USA, quelli che scrivevo nei parchi e sulle panchine e poi fotografavo e pubblicavo. Figata quelli... c'è chi si è lamentato della mia calligrafia schifosa :)

- E infine gli unplugged USA inediti, tipo questo, cavolo, ispiratissimo quando ero per strada verso NY da Boston, ma senza senso già dopo solo due ore. Che poi un senso comunque lo si trovi dopo otto mesi non è cosa strana.

Tutto il mondo è tupità-tupità-tupità

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Mi son giocata la probabilità 1:1.000.000.000

Quante volte nella vita mia, nella vita di un qualsiasi possessore di All Star può accadere che, camminando, il laccio si infili nella presa d'aria laterale? E ci si infili così bene da rimanerci parecchio, bello convinto. Una su un miliardo? Forse è ancora poco.

Beh, a quanto pare l'una su un miliardo di qualsiasi cosa che può accadere nella vita di ciascuno me la sono giocata così, stamattina. Che sfiga.

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marzo 28, 2010

Meglio un'ora di sole in più che una di sonno in meno

[Il segreto del bucato perfetto è la concordanza dei colori]

Soprattutto quando
- Non avresti comunque dormito, perché eri a zonzo
- Il primo giorno di ora legale è una giornata di sole e vento come oggi
- Decidi di rimanere a casa per riposare
- Il bucato è steso fuori a scaldarsi e profuma di ammorbidente
- Vai a votare tra gli alberi come nel 1994, col naso all'insù
- Ti metti sul balcone per un'ora e mezza e le lentiggini si rianimano
- La gatta ha capito che il balcone è fatto per rosolarcisi al sole

Ora vado a votare tra gli alberi col naso all'insù. Non è come il 1994, ma molto, molto meglio.

PS: il titolo ha poco senso, vero?

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marzo 24, 2010

Persiana, probabilmente venditrice di tappeti

El-Helena Soraya Evesari vende tappeti e comprerebbe profumi

Tra le tante storpiature del mio nome questa è una delle più assurde. In primis perché io ho compilato un modulo a penna, quindi non mi è chiaro come dal mio maiuscolo possa uscir fuori questo cognome persiano pre-rivoluzione-khomeinista. La tessera mi è stata recapitata la settimana scorsa con questo cognome pure sulla busta, al che mi immagino il portinaio (sostantivo) portinaia (aggettivo) farsi qualche risata. Ovviamente da Douglas non ci andrò più, la tessera di Sephora è fatta con più cura.

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marzo 20, 2010

Valpolicellami tutta

Sporca un po' di farina, quasi alla fine. C'è il ferro da stiro, perché ogni tanto sono casalinga anche io.

Questa bottiglia di Valpo is in da aus da una decina di giorni e me la gusto ogni tanto. Che c'è di strano? Il fatto è che capita che una bottiglia di Valpo prenda il volo in una serata, tanto mi piace ed è leggero senza causare complicati effetti collaterali. Questa no. Quando l'ho aperta e ho iniziato a berla ho sentito gusto di cannella. PAZZA?!? Eh no. Bisogna verificare.
Quindi l'ho lasciata lì un po' ad aspettarmi e oggi, mentre mi cimentavo nel riso alla pilota, mi sono calata nella parte della piccola cuoca del NordEst riaprendo la bottiglia di Valpo. Ancora cannella. Allora non sono pazza.

Non so gente, è una bottiglia da supermercato. Io l'ho trovata al Carrefour. Però se vi capita sotto tiro il Valpolicella Classico 2007 di Sartori, provatelo. Gusterete un po' di me e della mia strana e inospitale terra, Verona.

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marzo 19, 2010

Ciliegia-tira-ciliegia

Sua felinità, le chiavi e il portachiavi

Io stavo facendo questa fotografia perché sono sentimentalona e sotto sotto tamarra anche se cerco di darmi un tono. Insomma, ci sono rimasta male di aver perso il portachiavi originario delle chiavi della Ford. Era un inutile portachiavi, eh, non pensiate chissàche. Era uno di quelli classici di metallo-peso che i concessionari ti danno quando compri la macchina "E in più le diamo anche il nostro portachiavi" per giustificare che non ti faranno altri mille euro di sconto.
L'officina amica mi ha dato il suo, ma in stoffina insulsa: troppo leggero. Grazie del pensiero, OK no, non posso usarlo magari lo attacco alla chiave di riserva (che funziona, ragazzi. Fun-zio-na).

Quindi pensavo addirittura di COMPRARMI un portachiavi. Ché comprare un portachiavi è assurdo quanto entrare in un negozio e dire "Voglio una cornice d'argento". Sono quelle cose spesso inutili e orrende che prima o poi arrivano impacchettate da parte di qualcuno che non sa cosa cazzo regalarti o scegliere come bomboniera. Tipo quella volta che l'amica a cui ho fatto da testimone mi ha fatto una cornice d'argento grande perché come bomboniera c'era una cornice d'argento piccola. Ma qui si divaga. Il concetto è che comprarsi un portachiavi è una cazzata.

Poi mi viene in mente che io un portachiavi quest'estate l'ho comprato.
Non è che volessi il portachiavi, volevo le ciliegie. Le avevo viste attaccate in vita a E. (omonima conosciuta al volo, tipa in gamba) il primo giorno a Formentera. "Oh ma che belle queste ciliegineeee!" [coccodé tra donne] "Voglio anch'ioooo!". Vai tu a capire che ciliegine stanno a baleari quanto margheritone sta a guru, quanto cuoricione a baci&abbracci. Rabbrividisco. Ma si sa, in ferie si comprano vestiti che si mettono solo in ferie e si cede a sirene a cui si cede solo in ferie. E capitemi. Visto che di sireni interessanti non ce n'erano, si è ceduto allo shopping scoprendo che ciliegine sono il simbolo del Pasha, la disco suppatunza di Ibiza con succursali in tutto il mondo, anche, che so. A Vilnius. Costo. Forse 15 euro. 'no sproposito. Ma cavolo, oh, pure senza portachiavi volete lasciarmi, qui, in questa isola? Sia mai. Compro quindi le ciliegine da appendere in corridoio sulla manopolina della Billy.
Ammiccose e plasticose, le ciliegine hanno un punto debole: il picciolo (so cosa è il picciolo perché quando andavo alle elementari non le chiamavano scuola primaria e non insegnavano ancora l'economia d'impresa. Ecco perché, tra le altre, ho le mani bucate). Il picciolo è fatto di plastica molle, tipo liquirizia (mezza rotella di Haribo, tagliata per il lungo, chiaro, srotolandola tutta), ed è infilata, non capisco bene come (ma certamente con piccole mani cinesi), nella ciliegia. Cederà prima o poi. Col caldo. E la ciliegia cadrà, facendo TOC. STOC. TOTOTOTOTOC. Sul rovere. Lasciando sicuramente un bozzo.

Beh insomma oh. Volevo fotografare le ciliegie per celebrare anche la nuova chiave e la mia dolce assistente pelosa è intervenuta perché voleva dire la sua. Ma con discrezione e vi assicuro che non è salita sulla scrivania, ha solo poggiato lì le zampine. Adorabile tesorina, riequilibra con la sua raffinatezza lo scatto.

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marzo 18, 2010

Banalia check e Outcast

*Schiscetta: check. iPod: check. Cassetta verdura: check. Nuove frontiere del "vediamo cosa mi sono dimenticata a casa oggi...". E tipo sono così stordita che mi ero dimenticata che mi ero dimenticata il lavoro a maglia: check.

*Sto ascoltando l'ultima puntata di Outcast che abbiamo registrato. Dico troppe parolacce, sono troppo frivola. Ma dicono che piace. Ci piace? Vi piace? Io apro la puntata, non vi dovete manco ascoltare il resto della me.. ops :D Fatemi sapere.

*Daffy Duck. Squack.

*Il lievito madre procede, mentre la prima pizza col lievito madre procurato in fiera è fallita. Ah ma qui non ho mai parlato del mio lievito madre. E' perché alcune cose le scrivo su Twitter. Quindi per avere una visione d'insieme, seguitemi anche su Twitter, che c'è il riquadrino qui accanto.


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