dicembre 05, 2009
Editors a Milano, un bel concerto
Ieri sera sono andata a vedere gli Editors qui dietro casa mia.
Era la terza volta che li vedevo dal vivo, ma la prima al coperto. Hanno suonato davvero bene, in assoluto la loro migliore prestazione tra tutte: in palazzetto anche le canzoni dell'ultimo album, che a un primo ascolto non mi piacevano per le troppe pianoline, hanno il loro perché.
Tom ha sempre una bellissima voce.
Ora metto su la Gaga.
--
dicembre 02, 2009
novembre 26, 2009
Imperdibile Gagaista
Oggi ho poco tempo, ma sono particolarmente ispirata dagli ultimissimi fotogrammi di questo video.
Lady Gaga ispirami, illumina la mia via.
Non perdetelo, per favore, ormai qui siamo al manierismo gagaista autoreferenziale.
Lady Gaga ispirami, illumina la mia via.
Non perdetelo, per favore, ormai qui siamo al manierismo gagaista autoreferenziale.
novembre 24, 2009
Banalia, è martedì
1
Stavo scrivendo il mio nick per il login e per la prima volta, penso, ho scritto rumiLka... una vacca viola non mi dispiacerebbe esserlo, va così di moda il viola.
2
Applicazione imperdibile per il vostro iPhone/iPod Touch: Sing along to all of your favorite Gaga songs in the new Lady Gaga iOKi karaoke app - available now!
3
Ho appena fatto un passo indietro. Stavo per offrire 700 dollari per una Momoko Daisy D [chi sa, sa che è la bambola che in assoluto più desidero]. Mi è balenato per la testa. Poi ho pensato che devo pagare il mutuo. E che a dicembre spenderò altri soldi. Che le bambole sono belle ma non è il momento. L'importante è tenermi strette le mie.
4
Oggi ho letto questa frase
"Gli americani hanno Il giovane Holden, in Italia ai miei tempi c'erano Siddharta e L'arte di amare, adesso chissà che caspita c'è, nel club del "nodevitroppoleggerloguardamihacambiatolavitaèincredibile". Troie. Tutte. Voi e la vostra cazzo di Smemoranda.".
Condividere vita, pensieri, parole, opere e omissioni con una persona, significa inevitabilmente mischiare i ricordi e domandarsi "Ma quanto c'è di mio in questa frase?".
Perché la vita è così, pigliamo il bello. La merda mandiamola al macero, tra le insulse che sicuramente amano "La mia vita a Garden State" e "Eternal Sunshine of a spotless mind" "perchèsonotroppoioquellaragazzadolcementecomplicataunpodimessamastudiatissimatantoindie".
5
Non si fosse capito, la sindrome galoppa :D
6
Pare, dicono che, dovrò fare da madrina a degli asianini :D ihihihihi
7
Modern Warfare 2 mi sta deludendo un po', tra qualche giorno vi spiegherò il perché.
8
Alla fine ho ordinato Dragon Age "perché devo sbatterci la testa definitivamente che non sono più giochi fatti per me".
9
Come noterete, sono molto parca di commenti sulla mia adorata Suzie Q sul blog, giusto per non fare la figura della gattara fracica. In realtà lo sono. La mia siamesina è la gatta più dolce, vivace, vandalica e amorosa del mondo. Ho fatto un chiasmo, non so se notate la finezza stilistica.
10
Lo compro?
Stavo scrivendo il mio nick per il login e per la prima volta, penso, ho scritto rumiLka... una vacca viola non mi dispiacerebbe esserlo, va così di moda il viola.
2
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3
Ho appena fatto un passo indietro. Stavo per offrire 700 dollari per una Momoko Daisy D [chi sa, sa che è la bambola che in assoluto più desidero]. Mi è balenato per la testa. Poi ho pensato che devo pagare il mutuo. E che a dicembre spenderò altri soldi. Che le bambole sono belle ma non è il momento. L'importante è tenermi strette le mie.
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Oggi ho letto questa frase
"Gli americani hanno Il giovane Holden, in Italia ai miei tempi c'erano Siddharta e L'arte di amare, adesso chissà che caspita c'è, nel club del "nodevitroppoleggerloguardamihacambiatolavitaèincredibile". Troie. Tutte. Voi e la vostra cazzo di Smemoranda.".
Condividere vita, pensieri, parole, opere e omissioni con una persona, significa inevitabilmente mischiare i ricordi e domandarsi "Ma quanto c'è di mio in questa frase?".
Perché la vita è così, pigliamo il bello. La merda mandiamola al macero, tra le insulse che sicuramente amano "La mia vita a Garden State" e "Eternal Sunshine of a spotless mind" "perchèsonotroppoioquellaragazzadolcementecomplicataunpodimessamastudiatissimatantoindie".
5
Non si fosse capito, la sindrome galoppa :D
6
Pare, dicono che, dovrò fare da madrina a degli asianini :D ihihihihi
7
Modern Warfare 2 mi sta deludendo un po', tra qualche giorno vi spiegherò il perché.
8
Alla fine ho ordinato Dragon Age "perché devo sbatterci la testa definitivamente che non sono più giochi fatti per me".
9
Come noterete, sono molto parca di commenti sulla mia adorata Suzie Q sul blog, giusto per non fare la figura della gattara fracica. In realtà lo sono. La mia siamesina è la gatta più dolce, vivace, vandalica e amorosa del mondo. Ho fatto un chiasmo, non so se notate la finezza stilistica.
10
Lo compro?
novembre 22, 2009
Giulietta sta ancora a rosicà
Questa scopava con Brad PittCi sono concerti in cui non vedi una mazza, altri in cui vedi a fasi alterne. Stasera ai Magazzini, dalla Juliette Lewis e i sarcazzo (New Roqualcosa) si vedeva molto poco nonostante tacco 5. Sarà che lei è piccolina, sarà che il pubblico rock, rispetto a quello pop dei Jet, è tendenzialmente alto, ma non è bello assistere al concerto di un'artista di cui non si conosce altro che la cover di PJ Harvey (La farà? Sì la farà dai! No, non l'ha fatta), vedendo il palco a spizzichi e bocconi. E' un peccato, perché lei è brava.
UH!
E' brava?!?!
Dai, oh, sul serio. E' brava!
Si lo so che è facile farsi dominare dalla spocchia del "Ecco l'attrice famosa si è fatta il gruppetto per capriccio", ma sto giro prevale l'anti-spocchia, perché la Juliette non è mica un personaggio a caso. E sul palco ci sa stare, è ben agghindata, si muove bene e ha voce, anche quando fa gné gné "ragazzo, lasciata, sola, blah, blah, blah, wanna die".
Qui scatta quel minimo di solidarietà femminile, sempre provata per lei. E' stata piantata all'improvviso da Brad Pitt dopo che lei, già famosa, l'aveva mantenuto e sostenuto agli esordi. E lui l'ha lasciata per la triglia. Non-si-può. Inaccettabile animale.
Da allora non si è più ripresa, che capisci perché una finisce con l'aderire a Scientology e a voler fare la rockstar maledetta. Ma anche no dai...
Vabbé un'oretta piacevole.
Un'oretta sola però, perché alle dieci e mezzo tutti i bimbi a nanna devono andare.
Ci sono serate che iniziano alle dieci e mezza.
Altre che finiscono alle dieci e mezza, che mi vien voglia di far la pizza per tirar tardi [fatta].
Devo anche andare a finire la missione nelle favelas (Modern Warfare 2)
Insomma, ce n'è.
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UH!
E' brava?!?!
Dai, oh, sul serio. E' brava!
Si lo so che è facile farsi dominare dalla spocchia del "Ecco l'attrice famosa si è fatta il gruppetto per capriccio", ma sto giro prevale l'anti-spocchia, perché la Juliette non è mica un personaggio a caso. E sul palco ci sa stare, è ben agghindata, si muove bene e ha voce, anche quando fa gné gné "ragazzo, lasciata, sola, blah, blah, blah, wanna die".
Qui scatta quel minimo di solidarietà femminile, sempre provata per lei. E' stata piantata all'improvviso da Brad Pitt dopo che lei, già famosa, l'aveva mantenuto e sostenuto agli esordi. E lui l'ha lasciata per la triglia. Non-si-può. Inaccettabile animale.
Da allora non si è più ripresa, che capisci perché una finisce con l'aderire a Scientology e a voler fare la rockstar maledetta. Ma anche no dai...
Vabbé un'oretta piacevole.
Un'oretta sola però, perché alle dieci e mezzo tutti i bimbi a nanna devono andare.
Ci sono serate che iniziano alle dieci e mezza.
Altre che finiscono alle dieci e mezza, che mi vien voglia di far la pizza per tirar tardi [fatta].
Devo anche andare a finire la missione nelle favelas (Modern Warfare 2)
Insomma, ce n'è.
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novembre 18, 2009
Public Enemies
What keeps you up nights, Mr. Dillinger?
Coffee.
Stranissimo: nella colonna sonora di Public Enemies c'è una macchia firmata da Elliot Goldenthal. Il compositore è colpevole di aver plagiato i suoni epici di The Last of the Mohicans (altra gran storia d'amore girata da Michael Mann, lì la colonna sonora è di Trevor James), e farmi pensare che non centrino proprio nulla con il film che sto vedendo, se non altro perché mi evocano Hawkeye, Cora, Chingachgook. Qualcuno ha avuto lo stesso problema?
Per il resto, sono innamorata.
Di Michael Mann, perché è lento e non retorico. Drammatico, non strappalacrime.
Lui riesce a girare una rapina in banca di 40 secondi, un minuto, flat, farla durare 30" di pellicola e farti pensare che sia passato un minuto e mezzo.
Ti punta i fanali della macchina in faccia nel bosco, così non capisci chi ci sia sull'auto.
Spara, e schizzano sangue e schegge di legno dentro lo schermo al plasma, ma sono frazioni di secondo e nulla più.
Disegna personaggi addosso ad attori che sono già dei personaggi in sé, tira fuori il meglio da una Marion Cotillard che, finalmente, libera dai trucchi di scena di Edith, dimostra di essere meravigliosa e bravissima.
Mann, nella mia mente, è il primo anello di una catena che prosegue con De Palma e si chiude con Tarantino (di mezzo ce ne sono altri, uè). Semplicemente è uno dei supremi.
Certo, lui ha trovato una formula, e la declina ormai per ogni suo film. A me piace, per la fotografia ruvida. E' l'unico che non mi fa girar lo stomaco se filma con la telecamera in spalla. Mi piace perché è di classe, non sfacciato, ma sicuro e pieno di sé nella grandiosità di alcune immagini. Sì, uno dei più bei film d'amore che ho visto negli ultimi anni è Miami Vice.
Sono platonicamente innamorata anche di Johnny Depp, perché è il più bell'uomo sulla faccia della terra. Bello perché maschio, bello perché un Borsalino ci salvi tutte e discenda sulle teste di ogni uomo, coprendo stempiature e donando fascino quanto un tacco 10 di Sergio Rossi. Sì, da piccola ero pure innamorata di Clark Gable, non avrei potuto fare altro. JD è bravo, lo è sul serio. Punto.
Public Enemies è bello, è azione lenta, è amore, è un grande regista con dei grandi attori. Solo la colonna sonora, sul serio, deludente e un po' troppo ripetitiva. Che peccato, che macchia. Si salva solo la traccia "Ten Million Slaves" Otis Taylor.
Il sonoro, i rumori di scena, invece, commoventi, dalle sparatorie a volume esagerato ai momenti in cui non senti neppure il fruscio dei passi nell'erba.
Visto su BD, a casa, in religiosa solitudine, sorseggiando birra.
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Coffee.
Stranissimo: nella colonna sonora di Public Enemies c'è una macchia firmata da Elliot Goldenthal. Il compositore è colpevole di aver plagiato i suoni epici di The Last of the Mohicans (altra gran storia d'amore girata da Michael Mann, lì la colonna sonora è di Trevor James), e farmi pensare che non centrino proprio nulla con il film che sto vedendo, se non altro perché mi evocano Hawkeye, Cora, Chingachgook. Qualcuno ha avuto lo stesso problema?
Per il resto, sono innamorata.
Di Michael Mann, perché è lento e non retorico. Drammatico, non strappalacrime.
Lui riesce a girare una rapina in banca di 40 secondi, un minuto, flat, farla durare 30" di pellicola e farti pensare che sia passato un minuto e mezzo.
Ti punta i fanali della macchina in faccia nel bosco, così non capisci chi ci sia sull'auto.
Spara, e schizzano sangue e schegge di legno dentro lo schermo al plasma, ma sono frazioni di secondo e nulla più.
Disegna personaggi addosso ad attori che sono già dei personaggi in sé, tira fuori il meglio da una Marion Cotillard che, finalmente, libera dai trucchi di scena di Edith, dimostra di essere meravigliosa e bravissima.
Mann, nella mia mente, è il primo anello di una catena che prosegue con De Palma e si chiude con Tarantino (di mezzo ce ne sono altri, uè). Semplicemente è uno dei supremi.
Certo, lui ha trovato una formula, e la declina ormai per ogni suo film. A me piace, per la fotografia ruvida. E' l'unico che non mi fa girar lo stomaco se filma con la telecamera in spalla. Mi piace perché è di classe, non sfacciato, ma sicuro e pieno di sé nella grandiosità di alcune immagini. Sì, uno dei più bei film d'amore che ho visto negli ultimi anni è Miami Vice.
Sono platonicamente innamorata anche di Johnny Depp, perché è il più bell'uomo sulla faccia della terra. Bello perché maschio, bello perché un Borsalino ci salvi tutte e discenda sulle teste di ogni uomo, coprendo stempiature e donando fascino quanto un tacco 10 di Sergio Rossi. Sì, da piccola ero pure innamorata di Clark Gable, non avrei potuto fare altro. JD è bravo, lo è sul serio. Punto.
Public Enemies è bello, è azione lenta, è amore, è un grande regista con dei grandi attori. Solo la colonna sonora, sul serio, deludente e un po' troppo ripetitiva. Che peccato, che macchia. Si salva solo la traccia "Ten Million Slaves" Otis Taylor.
Il sonoro, i rumori di scena, invece, commoventi, dalle sparatorie a volume esagerato ai momenti in cui non senti neppure il fruscio dei passi nell'erba.
Visto su BD, a casa, in religiosa solitudine, sorseggiando birra.
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novembre 14, 2009
Sorridi, la tua anima è in pena
Brividi, freddo, cattivo umore... sì, era meglio tornare a casa, e in fretta.
Che poi non capisco cosa ci sia da fotografare a ogni santa cena, dio fulmini i cellulari e le fotocamere digitali, i flash che sparano maleducatamente, i sorrisi tirati, le pose, io vicinatté, tuvicinammé, saltare con eleganza quella che tanto non la conosci, eppoooooi nuooo quella va rifatta non pubblicarla suffeisbuc, ti denuncio, la praivasi, fotosciop...
Che cazzo di momento tanto indimenticabile stai vivendo, da fotografarlo a raffica? Sei tra l'antipasto e il primo in un ristorante mediocre, e se proprio ti è andata liscia è una serata uguale alle quattrocentoaltremila che hai trascorso nella tua svagatissima vita.
Che-cazzo-cerchi.
Perché invece non ti guardi attorno e cerchi di capire perché ogni sera sei fuori?
Hai paura di star solo? Non sai cucinare? La tua casa ti fa troppo schifo per trascorrerci dei momenti tranquilli? Hai paura a tornarci perché se apri la porta non c'è nessuno che ti aspetta? E quando esci di casa nessuno ti sistema il bavero, l'etichetta, l'orlo, la sciarpina? Cerchi qualcuno? Scopare? L'amore della tua vita? Parlare? Incontri decisivi, clamorosi? Mattoni? Qualcosa da raccontare?
Non lo trovi se lo cerchi, non lo trovi se fai così: se ti va bene, trovi forse un'anima in pena come te.
Cosa cazzo cercate vagando per Milano a tutte le temperature, in qualsiasi stagione e rigorosamente dopo le una di notte? Ogni tanto anche voi, come me, ve ne tornate a casa mollando tutto lì e fanculo, perché la vacuità è intollerabile e il terrore di esserci risucchiati è reale?
---
Che poi non capisco cosa ci sia da fotografare a ogni santa cena, dio fulmini i cellulari e le fotocamere digitali, i flash che sparano maleducatamente, i sorrisi tirati, le pose, io vicinatté, tuvicinammé, saltare con eleganza quella che tanto non la conosci, eppoooooi nuooo quella va rifatta non pubblicarla suffeisbuc, ti denuncio, la praivasi, fotosciop...
Che cazzo di momento tanto indimenticabile stai vivendo, da fotografarlo a raffica? Sei tra l'antipasto e il primo in un ristorante mediocre, e se proprio ti è andata liscia è una serata uguale alle quattrocentoaltremila che hai trascorso nella tua svagatissima vita.
Che-cazzo-cerchi.
Perché invece non ti guardi attorno e cerchi di capire perché ogni sera sei fuori?
Hai paura di star solo? Non sai cucinare? La tua casa ti fa troppo schifo per trascorrerci dei momenti tranquilli? Hai paura a tornarci perché se apri la porta non c'è nessuno che ti aspetta? E quando esci di casa nessuno ti sistema il bavero, l'etichetta, l'orlo, la sciarpina? Cerchi qualcuno? Scopare? L'amore della tua vita? Parlare? Incontri decisivi, clamorosi? Mattoni? Qualcosa da raccontare?
Non lo trovi se lo cerchi, non lo trovi se fai così: se ti va bene, trovi forse un'anima in pena come te.
Cosa cazzo cercate vagando per Milano a tutte le temperature, in qualsiasi stagione e rigorosamente dopo le una di notte? Ogni tanto anche voi, come me, ve ne tornate a casa mollando tutto lì e fanculo, perché la vacuità è intollerabile e il terrore di esserci risucchiati è reale?
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novembre 10, 2009
[a letto le bambine] Chiacchiere al telefono tra amici maschi
[sigla di pac-man in polifonia]
R: Ohi ciao
F: Allora?
R: Ne approfitto della tua telefonata per depilarmi i polpacci con la ceretta a freddo.
F: E come funziona?
R: Scaldi tra le mani le strisce...
F: Allora è a caldo!
R: No, a caldo è bollente, qui c'è sta cera rosa al... [leggo la confezione] Burro di karité e frutti di bosco. Ho pochi peli sui polpacci, ma li tolgo vah, vediamo un po'.
F: bla bla bla bla gelato, bla bla bla caffé
R: bla bla amica, bla bla amico
F: blablabla amica, blablabla vediamoci
[straaaaaaap]
R: AHIAAAAAA
F: AHAHAHHAHAHAH
R: Cazzo ti ridi, io soffro!!
F: AHAHAHAHAHAHA
R: Solo una gamba, l'altra aspetto, che dolore...
F: Ma c'è qualcuno che ti vuole depilata?
R: Oh sono i polpacci, i segreti della depilazione femminile... senti ma voi uomini siete strani... a chi gli piace la furesta, ad Hank Moody non piace l'integrale...
F: A un nostro amico comune piace l'integrale.
R: Beh certo, lui guarda i pornazzi, è ovvio che concepisce solo l'integrale.
F: Boh, io [blablablablablablabla]
R: Boh, io non mi son mai creata il problema, faccio di testa mia, poi semmai se ne parla, oh.
F: Sì fai bene, al massimo ti fai aiutare [ghigno malefico]
R: Oddio non è come farsi aiutare a far una lavastoviglie, dopo un po' ti rompi anche i maroni, poi insomma, prova poi tu a sentirteli crescere, i peli, là sotto, che sfregano contro le mutande, vah che dà fastidio. Ci hai mai provato?
F: Non so, mai fatto...
[poi ho un brivido lungo la schiena, un flash, oh, mio, dio]
[continuava, ma non ricordo più nulla]
---
R: Ohi ciao
F: Allora?
R: Ne approfitto della tua telefonata per depilarmi i polpacci con la ceretta a freddo.
F: E come funziona?
R: Scaldi tra le mani le strisce...
F: Allora è a caldo!
R: No, a caldo è bollente, qui c'è sta cera rosa al... [leggo la confezione] Burro di karité e frutti di bosco. Ho pochi peli sui polpacci, ma li tolgo vah, vediamo un po'.
F: bla bla bla bla gelato, bla bla bla caffé
R: bla bla amica, bla bla amico
F: blablabla amica, blablabla vediamoci
[straaaaaaap]
R: AHIAAAAAA
F: AHAHAHHAHAHAH
R: Cazzo ti ridi, io soffro!!
F: AHAHAHAHAHAHA
R: Solo una gamba, l'altra aspetto, che dolore...
F: Ma c'è qualcuno che ti vuole depilata?
R: Oh sono i polpacci, i segreti della depilazione femminile... senti ma voi uomini siete strani... a chi gli piace la furesta, ad Hank Moody non piace l'integrale...
F: A un nostro amico comune piace l'integrale.
R: Beh certo, lui guarda i pornazzi, è ovvio che concepisce solo l'integrale.
F: Boh, io [blablablablablablabla]
R: Boh, io non mi son mai creata il problema, faccio di testa mia, poi semmai se ne parla, oh.
F: Sì fai bene, al massimo ti fai aiutare [ghigno malefico]
R: Oddio non è come farsi aiutare a far una lavastoviglie, dopo un po' ti rompi anche i maroni, poi insomma, prova poi tu a sentirteli crescere, i peli, là sotto, che sfregano contro le mutande, vah che dà fastidio. Ci hai mai provato?
F: Non so, mai fatto...
[poi ho un brivido lungo la schiena, un flash, oh, mio, dio]
[continuava, ma non ricordo più nulla]
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novembre 09, 2009
Banalia del lunedì: libellula o sequoia?
[A uso e consumo di chi arriva novello su Puffetti Rosa via lo spam di Facebook/Networked Blogs, vorrei precisare che spesso questo blog si farcisce di post "banalia", ossia raccolte di fatti e pensieri brevi che condiscono la giornata e che da soli non reggerebbero un intero post dedicato. Sostanzialmente pseudo-fuffa. Per il resto queste pagine vanno avanti con alterna fortuna da un anno e mezzo: ci sono dei tag, vedete di arrangiarvi a scovare le perle. HINT: Statcounter mi dice che la chiave di ricerca più abusata sia "culi apertissimi", cercate di fare di meglio, OK? Benvenuti, addio.]
Brezny mi dice così
"L'elegante libellula vive solo pochi mesi. Ma un albero di sequoia può rimanere sulla terra anche duemila anni. Allo stesso modo, alcuni legami, alcune creazioni, alcuni mondi durano solo un attimo, mentre altri sono destinati a resistere ai danni del tempo". Quanto vivrà il sogno che hai appena partorito, Bilancia? È ora di deciderlo e agire di conseguenza.
Io ho un brutto rapporto con le sequoie: ne ho presa una nel culo.
Quindi credo che libellula potrebbe essere la soluzione ideale.
Io: "Fantastico, visto che non ero neppure sicura di venirci".
Cugino: "Nel dubbio andare sempre".
--
---
[podcastami tutta]
---
[previsionalia]
Leggevo stamattina l'oroscopo di Rob Brezny su L'Internazionale, che è sempre piacevole a prescindere dall'effettivo contributo in fatto di previsioni (per le stelle vere consiglio il sempre ottimo www.arcobaleno.net).[podcastami tutta]
Stasera, signore e signori, registro il mio primo intervento su Outcast, il podcast degli ex-nerd brufolosi che parlano di videogiochi sparandosi le pose di "noi non siamo un'elite culturale, siamo solo degli sfigati di un certo livello". C'è bisogno di rosa, nel mondo, meglio se puffettoso. Parlo di Scribblenauts, del musical de La Bella e la Bestia... di entrambi molto male, con la mia consueta "dolcezza" chiaro.
---
[previsionalia]
Brezny mi dice così
"L'elegante libellula vive solo pochi mesi. Ma un albero di sequoia può rimanere sulla terra anche duemila anni. Allo stesso modo, alcuni legami, alcune creazioni, alcuni mondi durano solo un attimo, mentre altri sono destinati a resistere ai danni del tempo". Quanto vivrà il sogno che hai appena partorito, Bilancia? È ora di deciderlo e agire di conseguenza.
Io ho un brutto rapporto con le sequoie: ne ho presa una nel culo.
Quindi credo che libellula potrebbe essere la soluzione ideale.
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[intercettazioni ambientali 1]
R: "Ero certo di incontrarti al concerto degli Afterhours"Io: "Fantastico, visto che non ero neppure sicura di venirci".
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[intercettazioni ambientali 2]
Cugino: "Nel dubbio andare sempre".
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[Profili eleganti]
Adoro il muso della mia gatta: il suo nasino è lungo e adunco. Vostra grazia, vuole porgermi la zampetta e fare purr purr?--
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novembre 07, 2009
Segreti del brodo divino
*Mettere il pentolone con gli ingredienti del brodo su fuoco lento, verso le ore 15.
*Andare a letto *per leggere* e addormentarsi.
*Svegliarsi di soprassalto verso le 18 per una telefonata e spegnere il fornello sotto il brodo, che nel frattempo (se non si è incendiata casa) si è cucinato alla perfezione.
*Mettere la pentola del brodo sul balcone verso le 20, che fa freddo.
*Verso le 2.24 di notte tirare dentro il brodo dal balcone e, con la schiumarola, estrarre buona parte del grasso che è affiorato e si è solidificato [tnx U.]
*Alle 2.25 prendere un cucchiaino dal cassetto (cassetto!) e assaporare brodo gelido e senza grassi.
*Godere e pensare al risotto di domani.
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*Andare a letto *per leggere* e addormentarsi.
*Svegliarsi di soprassalto verso le 18 per una telefonata e spegnere il fornello sotto il brodo, che nel frattempo (se non si è incendiata casa) si è cucinato alla perfezione.
*Mettere la pentola del brodo sul balcone verso le 20, che fa freddo.
*Verso le 2.24 di notte tirare dentro il brodo dal balcone e, con la schiumarola, estrarre buona parte del grasso che è affiorato e si è solidificato [tnx U.]
*Alle 2.25 prendere un cucchiaino dal cassetto (cassetto!) e assaporare brodo gelido e senza grassi.
*Godere e pensare al risotto di domani.
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novembre 06, 2009
Risveglio brusco
Oddio chi sono, dove sono, che ora è, si sto dormendo, no non sto dormendo, suona il telefono, no fanculo, che cazzo vuole chicosa, non rispondo. Dormo.
Oddio. Oddio è pomeriggio e sono andata a letto con la pentola del brodo sul fuoco.
Corro spengo, tutto a luce spenta, tanto fuori c'è già buio.
Poi di nuovo a letto, ah no cazzo, questo è il bagno, l'interruttore della luce non può essere sul box della doccia.
Letto again, al caldo... seee sticazzi.
Fine della magia, sono sveglia.
Però il brodo è venuto bene, mi sono annientata le papille gustative per assaggiarlo.
Ora come ora non ho ancora deciso se andare o no al concerto degli Afterhours (tipo che inizia tra un paio di ore).
Del resto come dice X.erna "Se non ci vado, è il concerto dell'anno..." e io completo con "...e se ci vado io alla fine fa cagare." con la postilla "Comunque ieri sera è stato deprimente".
Si, perché sto Teatrino dei terrori (sarebbero Teatro degli orrori) saranno anche bravi dal vivo, lui powavoce, alla fine ci sta tutto, però diomaria, 1- maiale, non mi canni MaidireMai, soprattutto perché è una di quelle che a me piacciono molto 2- non mi chiudi il concerto obbligandomi a un bis da depressione, che già fuori piove, è novembre, hai tirato fino all'una di notte in giorno infrasettimanale e domani devo andare a scuola. 3- ambiente ostile, al Magnolia nel tendino Playmobil non ci vado più, buono solo d'estate, mariaddio.
Mi son sfrantegata così tanto che pure la fotina monopixel, mi son dimenticata di fare.
Bravi eh.
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Oddio. Oddio è pomeriggio e sono andata a letto con la pentola del brodo sul fuoco.
Corro spengo, tutto a luce spenta, tanto fuori c'è già buio.
Poi di nuovo a letto, ah no cazzo, questo è il bagno, l'interruttore della luce non può essere sul box della doccia.
Letto again, al caldo... seee sticazzi.
Fine della magia, sono sveglia.
Però il brodo è venuto bene, mi sono annientata le papille gustative per assaggiarlo.
Ora come ora non ho ancora deciso se andare o no al concerto degli Afterhours (tipo che inizia tra un paio di ore).
Del resto come dice X.erna "Se non ci vado, è il concerto dell'anno..." e io completo con "...e se ci vado io alla fine fa cagare." con la postilla "Comunque ieri sera è stato deprimente".
Si, perché sto Teatrino dei terrori (sarebbero Teatro degli orrori) saranno anche bravi dal vivo, lui powavoce, alla fine ci sta tutto, però diomaria, 1- maiale, non mi canni MaidireMai, soprattutto perché è una di quelle che a me piacciono molto 2- non mi chiudi il concerto obbligandomi a un bis da depressione, che già fuori piove, è novembre, hai tirato fino all'una di notte in giorno infrasettimanale e domani devo andare a scuola. 3- ambiente ostile, al Magnolia nel tendino Playmobil non ci vado più, buono solo d'estate, mariaddio.
Mi son sfrantegata così tanto che pure la fotina monopixel, mi son dimenticata di fare.
Bravi eh.
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novembre 02, 2009
Halloween 2009, per una volta coi nomi :)
Serata di Halloween al Leoncavallo con gente simpatica: Daniela, Elena, Vito e i suoi amici di Sicilia. Del resto lui pensava di proporre loro qualcosa di tipico, l'alternativa era il Magnolia, ma poi al Leo son solo 8 euro, e anzi, Vito ci fa pure entrare gratis (e grazie!)... non so che impressione abbia fatto loro l'ambaradan, mi pare che apprezzassero il folklore, attendo feedback :). L'Elenina era stanca, la Daniela diceva "Oh che bello, oh mi piace!". Io trovo il Leo divertente.
Nel senso, non sono a mio agio manco lì, eh, ma almeno l'ambiente è accogliente e vario, non ti senti soffocare tra stucchi, plexiglass, neon e bare di cristallo. Poi l'altra sera c'era la musica elettronica che spaccava assai i timpani (in senso positivo) in due su ottuordici sale, e anche dove c'era il reggaereggae non era male.
Com'è il Leo, cazzo? Non che ci sia stata molte volte. Al Leo c'è l'uomo Panten che con quei capelli lunghi all'avambraccio si atteggia da stracciafighe, c'è il fighetto con maglietta a righe stirata da mamma che "Tu ora delle 4 la tua ragazza l'hai lasciata" (era il significato sommario dello sguardo che gli ho lanciato e che lo ha fatto inciampare), c'è il 22enne carino e gerontofilo che azzecca la mia età e che ci prova parlando di esistenzialismo (alla terza volta che dice "esistenzialismo" gli do un buffetto sulla guancia, alla quarta nota che mi spazientisco, ci tiriamo un paio di sculacciate che tanto al Leo si può, ed è lecito dimostrare i propri 32 anni anni alle 5 di mattina :P), ci sono quelli coi rasta, coi piercing pure nel buco del culo, gli abbestia che si lavano poco in segno di protesta contro lo sterminio massificato dei germi, quella che porta in cesso la cagnolona meravigliosa e dolcissima traumatizzata dal casino e vuole farla bere ma la cagna non beve, chiaramente ci sono le negre fighissime che ballano tenendo il ritmo (sennò che negra e che stereotipo sei?) assieme a ragazzi bianchi che non ce la fanno a star loro dietro, neri neri, neri medi, neri delavé, neri dentro, i banchetti che vendono incensi, narghilé, orecchini di legno, borsette di panno, kefià, lì ti vendono tutto il kit per urlare al mondo che sei il perfetto giovane di sinistra e molto contro il sistema. Al Leo ci sono i muri con le scritte, le erbacce, il ghiaino che non ci puoi andare coi tacchi, c'è "Quell'odore di centro sociale che è della birra rovesciata per terra ed è anche l'odore della birra che stiamo bevendo" (cit. Della). Poi arriva Lolò con la sua carica virale di suina e l'erba che dicono essere buona, ma io dopo la mia prima e unica esperienza finita vomitando da un davanzale è meglio che no.
Ecco, a un certo punto della notte Vito e gli altri decidono di andar via e io sono a un bivio: vado via con loro e fine, oppure resto con Lolò nel vortice goa, trance, tanta droga e zero sesso? ("Perché questi sono tutti fattoni, non gliene frega niente di scopare" cit. Lolò). Visto che sono di buonumore, non sono stanca e sono solo le 3 e mezza, decido di rimanere. Chiaramente dopo 30 secondi netti Lolò mi abbandona, io non ho nessuna intenzione di corrergli dietro, e quindi vado a pisciare: sulla strada verso le latrine incrocio Vito e le ragazze preoccupati del fatto che io sia da sola senza l'omone bodyguard, e devo addirittura tranquillizzarli sul fatto che "Lolò non mi abbandonerebbe-mai-figuriamoci", che è una persona di cui mi posso anche fidare perché insomma, basta gestirlo un attimo e poi (frase che fa tirare evidente resipro di sollievo a Elena e Daniela) "E' un amico da tanti anni, non uno che ho trovato qui" con Vito che conferma facendo battute volgari, chiaramente.
Poi dopo poco si manifesta il Della che fa il suo show che ne basterebbe il semplice quarto d'ora di free trial (del resto, forse è contrappasso, a lui un quarto d'ora dell'intero resto del mondo non basterebbe). Nonostante sia stranamente sobria, mi rendo conto che, come quando son sbronza, seguirlo è semplicissimo, il problema è poi ricordarsi tutto quel che dice. Un po' come le regole della briscola, che me le devono spiegare sempre da capo. Tendenzialmente gli input preziosi sono che l'Asso e il Tre valgono di più delle altre carte.
Poi alle cinque arriva la telefonata dell'eroe, il cugino, che si è fatto a piedi da Corso Sempione al Leoncavallo per esserci. Cugino lo vedrei bene in contesto VIT più che altro perché ha una chiara visione del mondo ("E' il caos che risolve tutto") e parla per intelligenti, clamorose, argute frasi fatte che lasciano il segno per tre intensi e indimenticabili secondi (poi anche lì, briscola rulez). Alla luce delle vicende della vita non si può che concordare con cotanta saggezza.
Cugino si mette subito in pista, è già della banda, sogghigna amabilmente guardando Lolò che balla la sua musica trance a modo suo, da ammalatissimo (eroe), col cappello da pensionato estonelettonelituano sugli occhi e il giaccone da prepensionato. Sta inserito bene nel contesto come ci starebbe in fila all'INPS. Vede tutto, non vede niente, agita le gambe tenendo i piedi ben fissati a terra, muove le mani come se chiedesse al salumiere di tagliargli la mortadella bella sottile.
Spiego in due parole al cugino del Lolò dell'università, della ricerca, Olanda, perché lui sta facendo le stesse identiche cose, solo tre anni dopo.
Fa segno di sì con la testa e dice "Ah, allora lui è avanti, lui ha già capito tutto".
Il futuro del domani, gente, il nostro futuro è in mano a 'sti geni :)
Poi sono quasi le sei, Lolò va via, io vorrei anche rimanere, ma l'ultima corsa verso la mia macchina, il Della, mi fa notare che è tardino e che sarebbe, come dir, intenzionato ad andarsene, che lui ha fatto le sei anche la sera prima. "Brillante" commenta il cugino, dopo aver goduto anche lui del quarto d'ora free trial. In macchina si riesce pure ad ascoltare una canzone dei Fratellis e l'inizio di una di Adam Green, par quasi di essere già a casa.
Mi scaravento a letto alle 6e30, sobria, non troppo affaticata e vengo svegliata dalla mia Suzie Q che, piccolina, alle nove di mattina pretende pure di mangiare. Ma con garbo eh... una miagolata nell'orecchio, un'unghiatina sulla mano, un bacetto dei suoi sulla guancia, o due, non ricordo. Tanto basta. Poi mi smessaggia il cugino "Grazie per avermi iniziato al Leo". Bella, zero a zero.
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Nel senso, non sono a mio agio manco lì, eh, ma almeno l'ambiente è accogliente e vario, non ti senti soffocare tra stucchi, plexiglass, neon e bare di cristallo. Poi l'altra sera c'era la musica elettronica che spaccava assai i timpani (in senso positivo) in due su ottuordici sale, e anche dove c'era il reggaereggae non era male.
Com'è il Leo, cazzo? Non che ci sia stata molte volte. Al Leo c'è l'uomo Panten che con quei capelli lunghi all'avambraccio si atteggia da stracciafighe, c'è il fighetto con maglietta a righe stirata da mamma che "Tu ora delle 4 la tua ragazza l'hai lasciata" (era il significato sommario dello sguardo che gli ho lanciato e che lo ha fatto inciampare), c'è il 22enne carino e gerontofilo che azzecca la mia età e che ci prova parlando di esistenzialismo (alla terza volta che dice "esistenzialismo" gli do un buffetto sulla guancia, alla quarta nota che mi spazientisco, ci tiriamo un paio di sculacciate che tanto al Leo si può, ed è lecito dimostrare i propri 32 anni anni alle 5 di mattina :P), ci sono quelli coi rasta, coi piercing pure nel buco del culo, gli abbestia che si lavano poco in segno di protesta contro lo sterminio massificato dei germi, quella che porta in cesso la cagnolona meravigliosa e dolcissima traumatizzata dal casino e vuole farla bere ma la cagna non beve, chiaramente ci sono le negre fighissime che ballano tenendo il ritmo (sennò che negra e che stereotipo sei?) assieme a ragazzi bianchi che non ce la fanno a star loro dietro, neri neri, neri medi, neri delavé, neri dentro, i banchetti che vendono incensi, narghilé, orecchini di legno, borsette di panno, kefià, lì ti vendono tutto il kit per urlare al mondo che sei il perfetto giovane di sinistra e molto contro il sistema. Al Leo ci sono i muri con le scritte, le erbacce, il ghiaino che non ci puoi andare coi tacchi, c'è "Quell'odore di centro sociale che è della birra rovesciata per terra ed è anche l'odore della birra che stiamo bevendo" (cit. Della). Poi arriva Lolò con la sua carica virale di suina e l'erba che dicono essere buona, ma io dopo la mia prima e unica esperienza finita vomitando da un davanzale è meglio che no.
Ecco, a un certo punto della notte Vito e gli altri decidono di andar via e io sono a un bivio: vado via con loro e fine, oppure resto con Lolò nel vortice goa, trance, tanta droga e zero sesso? ("Perché questi sono tutti fattoni, non gliene frega niente di scopare" cit. Lolò). Visto che sono di buonumore, non sono stanca e sono solo le 3 e mezza, decido di rimanere. Chiaramente dopo 30 secondi netti Lolò mi abbandona, io non ho nessuna intenzione di corrergli dietro, e quindi vado a pisciare: sulla strada verso le latrine incrocio Vito e le ragazze preoccupati del fatto che io sia da sola senza l'omone bodyguard, e devo addirittura tranquillizzarli sul fatto che "Lolò non mi abbandonerebbe-mai-figuriamoci", che è una persona di cui mi posso anche fidare perché insomma, basta gestirlo un attimo e poi (frase che fa tirare evidente resipro di sollievo a Elena e Daniela) "E' un amico da tanti anni, non uno che ho trovato qui" con Vito che conferma facendo battute volgari, chiaramente.
Poi dopo poco si manifesta il Della che fa il suo show che ne basterebbe il semplice quarto d'ora di free trial (del resto, forse è contrappasso, a lui un quarto d'ora dell'intero resto del mondo non basterebbe). Nonostante sia stranamente sobria, mi rendo conto che, come quando son sbronza, seguirlo è semplicissimo, il problema è poi ricordarsi tutto quel che dice. Un po' come le regole della briscola, che me le devono spiegare sempre da capo. Tendenzialmente gli input preziosi sono che l'Asso e il Tre valgono di più delle altre carte.
Poi alle cinque arriva la telefonata dell'eroe, il cugino, che si è fatto a piedi da Corso Sempione al Leoncavallo per esserci. Cugino lo vedrei bene in contesto VIT più che altro perché ha una chiara visione del mondo ("E' il caos che risolve tutto") e parla per intelligenti, clamorose, argute frasi fatte che lasciano il segno per tre intensi e indimenticabili secondi (poi anche lì, briscola rulez). Alla luce delle vicende della vita non si può che concordare con cotanta saggezza.
Cugino si mette subito in pista, è già della banda, sogghigna amabilmente guardando Lolò che balla la sua musica trance a modo suo, da ammalatissimo (eroe), col cappello da pensionato estonelettonelituano sugli occhi e il giaccone da prepensionato. Sta inserito bene nel contesto come ci starebbe in fila all'INPS. Vede tutto, non vede niente, agita le gambe tenendo i piedi ben fissati a terra, muove le mani come se chiedesse al salumiere di tagliargli la mortadella bella sottile.
Spiego in due parole al cugino del Lolò dell'università, della ricerca, Olanda, perché lui sta facendo le stesse identiche cose, solo tre anni dopo.
Fa segno di sì con la testa e dice "Ah, allora lui è avanti, lui ha già capito tutto".
Il futuro del domani, gente, il nostro futuro è in mano a 'sti geni :)
Poi sono quasi le sei, Lolò va via, io vorrei anche rimanere, ma l'ultima corsa verso la mia macchina, il Della, mi fa notare che è tardino e che sarebbe, come dir, intenzionato ad andarsene, che lui ha fatto le sei anche la sera prima. "Brillante" commenta il cugino, dopo aver goduto anche lui del quarto d'ora free trial. In macchina si riesce pure ad ascoltare una canzone dei Fratellis e l'inizio di una di Adam Green, par quasi di essere già a casa.
Mi scaravento a letto alle 6e30, sobria, non troppo affaticata e vengo svegliata dalla mia Suzie Q che, piccolina, alle nove di mattina pretende pure di mangiare. Ma con garbo eh... una miagolata nell'orecchio, un'unghiatina sulla mano, un bacetto dei suoi sulla guancia, o due, non ricordo. Tanto basta. Poi mi smessaggia il cugino "Grazie per avermi iniziato al Leo". Bella, zero a zero.
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ottobre 31, 2009
ottobre 30, 2009
I colori del cavolo rosso
E' autunno, arriva a casa il cavolo rosso.
Che tagliato a filetti è color bietola con coste bianche.
Sciacquato nel lavandino colora di viola e indaco l'acqua.
Scottato in pentola diventa violetto, e a contatto con l'aceto bianco vira sul ciclamino.
Messo in frigo ritorna indaco e riscaldato viola.
Amo il cavolo rosso.
Che tagliato a filetti è color bietola con coste bianche.
Sciacquato nel lavandino colora di viola e indaco l'acqua.
Scottato in pentola diventa violetto, e a contatto con l'aceto bianco vira sul ciclamino.
Messo in frigo ritorna indaco e riscaldato viola.
Amo il cavolo rosso.
ottobre 29, 2009
Puffer rosa
Ho detto D-A-V-I-D
Sitting here wishing on a cement floor
Just wishing that I had just something you wore
I put it on when I go lonely
Will you take off your dress and send it to me?
I miss your kissing and I miss your head
And a letter in your writing doesn't mean you're not dead
Just run outside in the desert heat
Make your dress all wet and send it to me
I miss your soup and I miss your bread
And a letter in your writing doesn't mean you're not dead
So spill your breakfast and drip your wine
Just wear that dress when you dine
D - A - V - I - D
Sitting here wishing on a cement floor
Just wishing that I had just something you wore
So bloody your hands on a cactus tree
Wipe it on your dress and send it to me
Sitting here wishing on a cement floor
Just wishing that I had just something you wore
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Sitting here wishing on a cement floor
Just wishing that I had just something you wore
I put it on when I go lonely
Will you take off your dress and send it to me?
I miss your kissing and I miss your head
And a letter in your writing doesn't mean you're not dead
Just run outside in the desert heat
Make your dress all wet and send it to me
I miss your soup and I miss your bread
And a letter in your writing doesn't mean you're not dead
So spill your breakfast and drip your wine
Just wear that dress when you dine
D - A - V - I - D
Sitting here wishing on a cement floor
Just wishing that I had just something you wore
So bloody your hands on a cactus tree
Wipe it on your dress and send it to me
Sitting here wishing on a cement floor
Just wishing that I had just something you wore
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ottobre 25, 2009
Autoregalo di compleanno
L'anno scorso per il compleanno mi sono autoregalata il biglietto (due in realtà) del concerto dei Killers :D
St'anno faccio quadrupletta: Porcupine Tree, Teatro degli Orrori, Afterhours, Editors (uno però).
Respirare tanto.
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St'anno faccio quadrupletta: Porcupine Tree, Teatro degli Orrori, Afterhours, Editors (uno però).
Respirare tanto.
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ottobre 23, 2009
ottobre 18, 2009
Quando tutto era aoao
Stanotte quando sono tornata a casa, la piccola Suzie Q è venuta da me nel letto facendo le fusa, annusandomi, bagnandomi la guancia col suo nasino umido. L'ho accarezzata e lei si è abbandonata di peso addosso a me. L'ho accarezzata ancora e mi sono messa a piangere.Il pianto è stato di nervosisimo e dolore.
Ieri ho rivisto lui, Gattao, il mio amore vero di gatto.
I gatti, come i figli, andrebbero amati tutti ugualmente, ma io confesso di avere amato di più Gattao e me ne frego dell'ipocrisia del "sono belli tutti i gattini del mondo".
Sì. Quando è morta Schifilide sono stata malissimo anche io.
Ho ancora nella testa l'ultimo salutino in clinica a quello scricciolo blu che chissà quanti anni aveva, le condizioni in cui era, piccola. Quella gatta significava molte cose per me.
Poi ci son le bestiole di mia madre, ma Gattao... con quel maledetto Gattao il feeling è cresciuto in modo lento e inesorabile, scoppiato definitivamente quando abbiamo iniziato a vivere assieme.
L'ho curato quando stava male, coccolato, fotografato, gestito le sue PR in Internet (aveva le sue fan, eh!), perorato la sua causa quando lo accusavano solo di essere uno stronzo piscione. Sul divano si metteva in mezzo, a letto ogni tanto lo volevo con me, lo abbracciavo, lo cullavo, l'ho anche fatto dimagrire, lo portavo dal veterinario, guardavamo la tele assieme, ci parlavamo, mi impastava addosso.
Gatto Gattao... è stato il mio primo amore gatto e poi ci siamo dovuti lasciare.
L'ho dovuto dimenticare, e confesso che non è stato difficile, c'era altro da gestire. Sapere che comunque era nella propria casa, nel suo ambiente, mi confortava. Mi mancava, ma sarebbe stato inutile egoismo strapparlo da lì.
Purtroppo tutte le cose rimosse troppo in fretta prima o poi ti presentano il conto.
Rimuovere è pericoloso perché arrivi impreparato al momento del botto.
Ieri botto.
Gattao non è più Gattao, Gattao è grasso da fare schifo, peserà nove chili, Gattao è vecchio, Gattao ha undici anni, Gattao mi fa piangere anche adesso perché ho una pallottolina dolce di pelo sulle ginocchia e sarà la mia micia che nessuno mi porterà via.
Gli occhi, gli occhi. Mentre lo prendevo in braccio lo guardavo negli occhi mi domandavo se si ricordava di me, probabilmente ho anche un odore diverso.
Poi l'ho lasciato andare in terra e ho continuato a dire e fare le mie cazzate.
Vai Gattao, non sei mio, ti guardo e non sei più tu.
Metto su una canzone meno triste e passa tutto.
Anzi dai, magari adesso mi rimetto a dormire.
[ogni tanto sbraco, scusatemi]
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ottobre 16, 2009
RuMiKa, furia cieca
Ci sono delle serate in cui voglio uscire ed esco.
Altre in cui voglio stare in casa e ci resto.
Alcune volte però capita che mi faccia convincere a uscire lo stesso.
Ecco, questa sera era una di queste ultime.
Sono così incazzata che non riesco a elaborare una frase.
Anche la gatta ha capito che c'è qualcosa che non va, perché mi sta vedendo digitare freneticamente e, invece di cercare di mordicchiarmi le dita, mi sta zampettando amabilmente l'avambraccio, dandomi qualche leccatina. Probabilmente avverte che in questo momento sta prevalendo in me l'istinto animalo. Ah se sa prevalendo. Mi spaccherei la faccia da sola.
Oggi avevo parecchie menatine più volte rimandate da risolvere a casa, ma mi son fatta convincere da N. ad andare a una cena anche con S. e altra gente Via Cirillo, 16 - Milano.
Poi forse si vede L. ma forse, e soprattutto dopo. Prima si mangia, si gira, si ride, si scherza, si cicola, si ciacola, poi forse L. e bordovalle.
Parto in automobile con considerevole anticipo, dopo aver fatto tutto di corsa, una volata che prosegue dall'una di pomeriggio. Il calcolo di tre quarti d'ora in auto da casa mia a Via Cirillo è onesta abbondanza. Sciallo. Tipo che c'è anche il rischio di aspettare fuori del locale al freddo.
Look easy con camicina bella-bellissima ritrovata dalla mamma dopo anni di omertà reciproca (io pensavo di averla persa in uno dei miei quattro traslochi fatti negli ultimi sette anni, lei pensava di avermela persa e stava zitta quanto me).
Arrivo in zona, e resterò lì a girare come una citrulla a cercare UN CAZZO DI PARCHEGGIO fino... per... facciamo che sono uscita di casa alle 20e45 e ho girato fino alle 22e15 per poi tornare a casa furiosa alle 22e30.
Con i peggiori pensieri del mondo nella testa e l'ascella pezzata, roba che la camicina bella-bellissima deve scomparire per altri sette anni, poverina.
I peggiori pensieri vanno in primo luogo a me stessa.
Ho peccato di ingenuità, dovevo prendere il taxi. Quante volte l'ho preso ed è andato tutto liscio. Ma stasera ero di fretta, svagata, tutto sommato di ottimo umore e vabbé dai facciamo muovere sta macchina.
CENSURA. CENSURA. CENSURA. Altrimenti mi radiano dall'albo di merda.
Sono stata in automobile il tempo che impiego ad andare a casa mia a Verona. No, non metto in zona residenti, perché non sono un'incivile, perché c'è gente che paga il contrassegno per mettere il SUV in verticale su un marciapiede strisciato di vernice gialla, perché tanto ci sono i parcheggi a pagamento... ma... ma... dove CAZZOMERDAFANCULO sono i parcheggi a pagamento in quella CAZZOMERDASCHIFO di zona dell'Arco della Pace? Boh. Ci sarà un motivo per cui, io, lì in zona, ci sono stata due volte e anche per sbaglio. Perché NO. Non esiste nella mia mappa mentale.
E il pensiero va a nostro signore. E alla bomba atomica. Non alla Pace e al suo Cazzo Di Arco. La bomba atomica che deve scoppiare e fare terra bruciata attorno a 'ste zone di Milano che non si capisce perché.
OK è tutta colpa mia.
Poi uno viene a dirti "A Berlino gli appartamenti da 100 metri quadri vengono 50mila euro", io ci vado.
Un altro va in Ebreolandia.
Un altro parla di andare in Nuova Zelanda, l'altro ancora a New York, no dai, LaosCambogiaVietnam. Un altro ancora a Pasadena.
Io non me ne vado, io tecnicamente me ne sono già andata venendo qui a Milano, e mi piace solo perché evito zona Colonne di San Lorenzo, Navigli, Arco della Pace... c'è qualche altra zona che non è raggiunta da mezzi pubblici CIVILI (leggesi "metropolitana") da evitare ma che è taaaanto trendy? Formentera forse?
Gesù la settimana prossima compio trentacinque anni: voglio vivere, e vivere bene. Non voglio morire in automobile.
Va sul serio a finire che vado in Alto-Adige ad allevare lama, coltivare mele bio e nascondere armi di distruzione di massa in un caveau sotto terra. Almeno quando verranno gli ispettori dell'ONU, troveranno parcheggio.
Ci sono delle volte che ho voglia di scrivere per questo blog e lo faccio.
Altre in cui non ho voglia e non lo faccio.
Poi alcune volte non ho voglia di scrivere, ma proprio devo farlo.
Ecco, mo è uno di questi momenti.
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Altre in cui voglio stare in casa e ci resto.
Alcune volte però capita che mi faccia convincere a uscire lo stesso.
Ecco, questa sera era una di queste ultime.
Sono così incazzata che non riesco a elaborare una frase.
Anche la gatta ha capito che c'è qualcosa che non va, perché mi sta vedendo digitare freneticamente e, invece di cercare di mordicchiarmi le dita, mi sta zampettando amabilmente l'avambraccio, dandomi qualche leccatina. Probabilmente avverte che in questo momento sta prevalendo in me l'istinto animalo. Ah se sa prevalendo. Mi spaccherei la faccia da sola.
Oggi avevo parecchie menatine più volte rimandate da risolvere a casa, ma mi son fatta convincere da N. ad andare a una cena anche con S. e altra gente Via Cirillo, 16 - Milano.
Poi forse si vede L. ma forse, e soprattutto dopo. Prima si mangia, si gira, si ride, si scherza, si cicola, si ciacola, poi forse L. e bordovalle.
Parto in automobile con considerevole anticipo, dopo aver fatto tutto di corsa, una volata che prosegue dall'una di pomeriggio. Il calcolo di tre quarti d'ora in auto da casa mia a Via Cirillo è onesta abbondanza. Sciallo. Tipo che c'è anche il rischio di aspettare fuori del locale al freddo.
Look easy con camicina bella-bellissima ritrovata dalla mamma dopo anni di omertà reciproca (io pensavo di averla persa in uno dei miei quattro traslochi fatti negli ultimi sette anni, lei pensava di avermela persa e stava zitta quanto me).
Arrivo in zona, e resterò lì a girare come una citrulla a cercare UN CAZZO DI PARCHEGGIO fino... per... facciamo che sono uscita di casa alle 20e45 e ho girato fino alle 22e15 per poi tornare a casa furiosa alle 22e30.
Con i peggiori pensieri del mondo nella testa e l'ascella pezzata, roba che la camicina bella-bellissima deve scomparire per altri sette anni, poverina.
I peggiori pensieri vanno in primo luogo a me stessa.
Ho peccato di ingenuità, dovevo prendere il taxi. Quante volte l'ho preso ed è andato tutto liscio. Ma stasera ero di fretta, svagata, tutto sommato di ottimo umore e vabbé dai facciamo muovere sta macchina.
CENSURA. CENSURA. CENSURA. Altrimenti mi radiano dall'albo di merda.
Sono stata in automobile il tempo che impiego ad andare a casa mia a Verona. No, non metto in zona residenti, perché non sono un'incivile, perché c'è gente che paga il contrassegno per mettere il SUV in verticale su un marciapiede strisciato di vernice gialla, perché tanto ci sono i parcheggi a pagamento... ma... ma... dove CAZZOMERDAFANCULO sono i parcheggi a pagamento in quella CAZZOMERDASCHIFO di zona dell'Arco della Pace? Boh. Ci sarà un motivo per cui, io, lì in zona, ci sono stata due volte e anche per sbaglio. Perché NO. Non esiste nella mia mappa mentale.
E il pensiero va a nostro signore. E alla bomba atomica. Non alla Pace e al suo Cazzo Di Arco. La bomba atomica che deve scoppiare e fare terra bruciata attorno a 'ste zone di Milano che non si capisce perché.
OK è tutta colpa mia.
Poi uno viene a dirti "A Berlino gli appartamenti da 100 metri quadri vengono 50mila euro", io ci vado.
Un altro va in Ebreolandia.
Un altro parla di andare in Nuova Zelanda, l'altro ancora a New York, no dai, LaosCambogiaVietnam. Un altro ancora a Pasadena.
Io non me ne vado, io tecnicamente me ne sono già andata venendo qui a Milano, e mi piace solo perché evito zona Colonne di San Lorenzo, Navigli, Arco della Pace... c'è qualche altra zona che non è raggiunta da mezzi pubblici CIVILI (leggesi "metropolitana") da evitare ma che è taaaanto trendy? Formentera forse?
Gesù la settimana prossima compio trentacinque anni: voglio vivere, e vivere bene. Non voglio morire in automobile.
Va sul serio a finire che vado in Alto-Adige ad allevare lama, coltivare mele bio e nascondere armi di distruzione di massa in un caveau sotto terra. Almeno quando verranno gli ispettori dell'ONU, troveranno parcheggio.
Ci sono delle volte che ho voglia di scrivere per questo blog e lo faccio.
Altre in cui non ho voglia e non lo faccio.
Poi alcune volte non ho voglia di scrivere, ma proprio devo farlo.
Ecco, mo è uno di questi momenti.
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ottobre 15, 2009
Sbarazzarsi di inutili mapo
Spremete tutti i mapo che avete in frigo
Mescolate il succo appena spremuto con vodka liscia o con Campari.
Questi insulsi frutti non avranno ancora un senso, romperanno comunque il cazzo con la loro buccia e la polpa da smaltire, che impesterà il sacco dell'immondizia. Ma almeno saranno serviti a qualcosa. Dissetare, forse.
Inutili mapo, vi odio.
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Mescolate il succo appena spremuto con vodka liscia o con Campari.
Questi insulsi frutti non avranno ancora un senso, romperanno comunque il cazzo con la loro buccia e la polpa da smaltire, che impesterà il sacco dell'immondizia. Ma almeno saranno serviti a qualcosa. Dissetare, forse.
Inutili mapo, vi odio.
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ottobre 13, 2009
Banalia martedì, era Ogni lasciata è persa
*Beh, sabato sono andata in centro per comprare con non pochi sensi di colpa le scarpe dei miei sogni. Chiaramente la mia taglia non c'era più. Cinque giorni. Fottuta. Probabile esistano scarpe più belle in attesa dietro l'angolo, ma STIGRANCAZZI, la saggezza popolare me la deve sucare.
*E parliamo del mio mal di schiena. Ieri era argomento ozioso alla macchinetta del caffé: "Ho mal di schiena, cazzo". "E dormirai in una posizione sbagliata..." mi suggerisce G. Stamattina, alle quattro, mi sveglio nella mia posizione preferita (a pancia ingù), abbarbicata al cuscino, bavetta, e un fagottino di pelo dal peso stimato di 400-600 grammi acciambellato bello comodo tra le vertebre T4 e T8, a spese mie e del mio malessere mattutuino. Ricordavo solo i piaceri, del dormire con un gatto.
*Dormire.
Le ho provate tutte: con lenzuolo e copertina leggera ho troppo freddo (sempre verso le quattro). Con il piumone ho ancora troppo caldo, verso le quattro, toh.
*L'altra notte ho sognato che nel magazine dedicato alla gastronomia del TG5 preparavano "Ghiro in casseruola", e c'era questo dolce ghiro arrotolato/incastrato dentro una casseruola rossa, con un cuoco cattivo che diceva che è preferibile immergerlo in acqua bollente da vivo, però la cosa è piuttosto disumana. Accanto a lui un ghiro vivo si dimenava cercando di strappargli di mano la pentola. Sveglia anche lì, come cazzo si fa a sognare ghiri in casseruola senza sentirsi in colpa, delle bestie, giesù.
*Ho voglia di cucinare, ho voglia di mangiare e questo è pericoloso perché taglia 27 diventa velocemente taglia 28. Però vorrei cucinare dei fagottini di pane con dentro cavolfiore, acciuga e fontina. Oppure anche dei dolci impegnativi per ripigliare possesso della cucina. OK è ora di fare una festa, farò il Gattoparty.
*Poi ho una quantità spaventosa di mapo nel frigo e miodio che cazzo me ne faccio di questi agrumi? Posso prepararci qualcosa di specialo, tipo "Riduzione di mapo" da servire con tacchinella, oppure un bel liquore a base di mapo, scopro ora che esiste fatto dalla Campari. Ma dai, ma poi... ma chi è quell'imbecille che un giorno si è svegliato e ha deciso di ibridare mandarini e pompelmi?
*Non so se ve ne siete accorti nella barra di destra, ma Adam Green regala una canzone. Canzone carina, in style, fatta per donare il buon umore anche a chi già ce l'ha.
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*E parliamo del mio mal di schiena. Ieri era argomento ozioso alla macchinetta del caffé: "Ho mal di schiena, cazzo". "E dormirai in una posizione sbagliata..." mi suggerisce G. Stamattina, alle quattro, mi sveglio nella mia posizione preferita (a pancia ingù), abbarbicata al cuscino, bavetta, e un fagottino di pelo dal peso stimato di 400-600 grammi acciambellato bello comodo tra le vertebre T4 e T8, a spese mie e del mio malessere mattutuino. Ricordavo solo i piaceri, del dormire con un gatto.
*Dormire.
Le ho provate tutte: con lenzuolo e copertina leggera ho troppo freddo (sempre verso le quattro). Con il piumone ho ancora troppo caldo, verso le quattro, toh.
*L'altra notte ho sognato che nel magazine dedicato alla gastronomia del TG5 preparavano "Ghiro in casseruola", e c'era questo dolce ghiro arrotolato/incastrato dentro una casseruola rossa, con un cuoco cattivo che diceva che è preferibile immergerlo in acqua bollente da vivo, però la cosa è piuttosto disumana. Accanto a lui un ghiro vivo si dimenava cercando di strappargli di mano la pentola. Sveglia anche lì, come cazzo si fa a sognare ghiri in casseruola senza sentirsi in colpa, delle bestie, giesù.
*Ho voglia di cucinare, ho voglia di mangiare e questo è pericoloso perché taglia 27 diventa velocemente taglia 28. Però vorrei cucinare dei fagottini di pane con dentro cavolfiore, acciuga e fontina. Oppure anche dei dolci impegnativi per ripigliare possesso della cucina. OK è ora di fare una festa, farò il Gattoparty.
*Poi ho una quantità spaventosa di mapo nel frigo e miodio che cazzo me ne faccio di questi agrumi? Posso prepararci qualcosa di specialo, tipo "Riduzione di mapo" da servire con tacchinella, oppure un bel liquore a base di mapo, scopro ora che esiste fatto dalla Campari. Ma dai, ma poi... ma chi è quell'imbecille che un giorno si è svegliato e ha deciso di ibridare mandarini e pompelmi?
*Non so se ve ne siete accorti nella barra di destra, ma Adam Green regala una canzone. Canzone carina, in style, fatta per donare il buon umore anche a chi già ce l'ha.
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ottobre 08, 2009
Supponevano la reazione femminista
Un mese fa il Guardian supponeva una reazione delle femministe italiane di fronte agli scandali berlusconidi.
Come se lo avessimo scoperto negli ultimi mesi, noi donne, che Berlusconi è un misogino, uno che fa della sua tanto decantata "arte di seduzione" uno specchio dove rimirarsi, un'arma per favorire questa o quella donnina per poi dominarla e poter vantare un credito perpetuo di riconoscenza, fedeltà e adorazione.
Ma l'immagine di un Berlusconi circondato da "nani e ballerine" è poi una novità?
Ed è una novità che esistano delle donne attratte dal potere, disposte a tutto pur di brillar di luce riflessa?
A nome di "un certo tipo di donne", vorrei segnalare che Belusconi, qui, non lo si è mai votato anche per questo.
E, interpretando liberamente il pensiero di altre donne beh... probabilmente loro lo avranno votato anche perché è potente, affascinante, l'è un beluomo, signora, e che eleganza con quel maglioncino blé. Con orrore ricordo certe ragazzine veronesi, tutte ingrifate per Fini "ah come è elegante", per Casini "oh che bell'uomo" e io, pazza, a sostenere nel mio piccolo la Rosi Bindi... dai su, fatela anche voi la battuta sulla Bindi, che tanto ormai è stata sdoganata più e più volte in qualsiasi contesto. Uscite allo scoperto. Perché è così, la battutaccia è facile farla in TV quanto al bar.
Qui non si fa torto a nessuno: che indossi il magliocino blé o la kefià, il misogino si nasconde ovunque. Però accorgersi solo all'alba del 2009 della vera statura morale del "Presidente degli italiani" è troppo comodo.
Neanche io sono a disposizione, se mai era il caso di specificarlo. E mica solo del Presidente, sia inteso. E soprattutto non bisogna essere femministe per dirlo. Magari basta essere più belle che intelligenti.
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Come se lo avessimo scoperto negli ultimi mesi, noi donne, che Berlusconi è un misogino, uno che fa della sua tanto decantata "arte di seduzione" uno specchio dove rimirarsi, un'arma per favorire questa o quella donnina per poi dominarla e poter vantare un credito perpetuo di riconoscenza, fedeltà e adorazione.
Ma l'immagine di un Berlusconi circondato da "nani e ballerine" è poi una novità?
Ed è una novità che esistano delle donne attratte dal potere, disposte a tutto pur di brillar di luce riflessa?
A nome di "un certo tipo di donne", vorrei segnalare che Belusconi, qui, non lo si è mai votato anche per questo.
E, interpretando liberamente il pensiero di altre donne beh... probabilmente loro lo avranno votato anche perché è potente, affascinante, l'è un beluomo, signora, e che eleganza con quel maglioncino blé. Con orrore ricordo certe ragazzine veronesi, tutte ingrifate per Fini "ah come è elegante", per Casini "oh che bell'uomo" e io, pazza, a sostenere nel mio piccolo la Rosi Bindi... dai su, fatela anche voi la battuta sulla Bindi, che tanto ormai è stata sdoganata più e più volte in qualsiasi contesto. Uscite allo scoperto. Perché è così, la battutaccia è facile farla in TV quanto al bar.
Qui non si fa torto a nessuno: che indossi il magliocino blé o la kefià, il misogino si nasconde ovunque. Però accorgersi solo all'alba del 2009 della vera statura morale del "Presidente degli italiani" è troppo comodo.
Neanche io sono a disposizione, se mai era il caso di specificarlo. E mica solo del Presidente, sia inteso. E soprattutto non bisogna essere femministe per dirlo. Magari basta essere più belle che intelligenti.
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ottobre 06, 2009
Le scarpe, le canzoni
Che fare quando le scarpe dei tuoi sogni costano poco meno della rata del mutuo a tasso fisso? Dici alla commessa sorridendo "OK, ora vado a rapinare una banca e poi torno". Lei ride, tu ridi.
Avrò quelle scarpe, tanto non vanno via come il pane, lo so, perché Robert Clergerie le ha create per me e solo per me.
Poi esci dal negozio ridendo, perché lo sai che l'appuntamento con quelle scarpe (tanto da uomo quanto da squinzia nell'osso, il non plus ultra dello chic) è solo rimandato.
E ridendo finisci ad ascoltare una canzone che un anno esatto fa ti avrebbe fatto piangere, e invece sorridi, pensi che è tutto vero, ma che "le vie della vita sono quasi sempre spinose e stupide"*.
*V. Scerbanenco - I milanesi ammazzano al sabato
** Teatro degli orrori - Mai dire mai (thnx S.)
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Avrò quelle scarpe, tanto non vanno via come il pane, lo so, perché Robert Clergerie le ha create per me e solo per me.
Poi esci dal negozio ridendo, perché lo sai che l'appuntamento con quelle scarpe (tanto da uomo quanto da squinzia nell'osso, il non plus ultra dello chic) è solo rimandato.
E ridendo finisci ad ascoltare una canzone che un anno esatto fa ti avrebbe fatto piangere, e invece sorridi, pensi che è tutto vero, ma che "le vie della vita sono quasi sempre spinose e stupide"*.
E mentre guardo le tue fotografie
Penso di non riconoscerti
Ma se ti osservo attentamente
Io vedo nella tua persona
Almeno una piccola
Forse una grande
Parte di me
Quando ti cerco per le vie della città
A volte il cuore mi batte forte
Se ti intravvedo tra la gente
Vorrei dirti che sei
Almeno una piccola
Forse una grande
Parte di me**
Penso di non riconoscerti
Ma se ti osservo attentamente
Io vedo nella tua persona
Almeno una piccola
Forse una grande
Parte di me
Quando ti cerco per le vie della città
A volte il cuore mi batte forte
Se ti intravvedo tra la gente
Vorrei dirti che sei
Almeno una piccola
Forse una grande
Parte di me**
*V. Scerbanenco - I milanesi ammazzano al sabato
** Teatro degli orrori - Mai dire mai (thnx S.)
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ottobre 05, 2009
Teppista strusciante
La carta d'identità della teppista
Sesso: femmina
Nata: il 5 luglio 2009
Luogo di nascita: Torino, manco tanto distante dalla Grande Madre
Madre: Piva
Padre: Pigna
Cucciolata: tre maschi due femmine
Passioni: strusciarsi addosso a umani maschi; non strusciarsi addosso a me; devastare i miei jeans; distruggere il Nunchuck Nintendo; dormire dietro il decoder di Sky; giocare con la sabbietta.
ottobre 04, 2009
ottobre 01, 2009
La tomba di design

"di te non ce ne frega proprio un cazzo. Anzi, ci pregiamo di ricordarti che devi morire malamente"
Questo è il messaggio - neanche tanto tra le righe - che ci lasciano i simpatici signori che hanno arredato il Visionnaire, locale dove sono stata ieri nel tardo pomeriggio per l'evento stampa di L.
La ristrutturazione dei locali dell'ex cinema Cavour* di Milano è davvero inquietante.
C'è alla base un piano malefico, ed è quello di farti realizzare in pochi minuti l'idea che devi morire soffrendo. Ma non di dolore fisico. Devi lasciare questo mondo odiando la vita e te stesso, possibilmente in depressione, senza aver mai saputo che fare dei tuoi miserevoli giorni in terra, vagando in pena tra l'inutile e l'insulso, aspettando con stupida impazienza cose che non desideri e che non arriveranno mai, diventando sempre più grigio e incattivito. Poi a un certo punto soffochi.
Quel posto è un vuoto cimitero di design, un ossario.
All'ingresso, sulla destra, c'è il desk dove darete le generalità dei cari estinti: vi indicheranno il corridoio giusto dove porterete il vostro saluto e la preghiera. Al piano terra, nel Famedio, eleganti vasi di vetro nero conserveranno le ceneri dei cremati, mentre giù dalle scale ci staranno i non battezzati. Là in fondo ci sarà lo spazio per quelli delle altre religioni, nel mezzanino i loculi, in fondo alle scale le vittime della Seconda Guerra Mondiale, dalla A alla C.
Sculture d'acciaio dalla forma vaginale faranno da scenario a madonne in vetro trasparente, circondate da vuote cornici per ex-voto e illuminate da tentacolari lampadari pronti a risucchiarvi negli abissi (a M. sembravano uno Cthuluh rovesciato, a me degli Octobrain).
Entrateci, se vi capita, in questo posto. Visionnaire, Piazza Cavour, Milano.
Io non sono mai stata in Egitto e non ho mai visitato una piramide. Ma ho la sensazione che un Faraone del nulla si farebbe seppellire al Visionnaire. Per ammazzare dell'inutile tempo, da vivo probabilmente ci andrebbe pure a bere un drink.
*Nota curiosa: è lì che ero quando ho saputo delle Torri Gemelle, alle tre di pomeriggio dell'undici settembre duemilauno. Tutti ricordano dove erano quando hanno seccato Kennedy, quando è stato trovato il cadavere di Aldo Moro e quando han tirato giù il WTC. Io ero al Cavour a vedere Dust, un film di merda con Joseph Fiennes.
settembre 30, 2009
Giorni sì, giorni no
Stamattina ero abbastanza indecisa su come agghindarmi. Accade di rado che non abbia le idee chiare sugli abiti da mettere, se non altro perché il guardaroba è una macchina da guerra che propone due categorie di indumenti: sporty e spice. Dopo aver messo da parte la maglietta dei Raconteurs (troppo sporty per l'umore odierno), la camicia viola di lino (un mix sportyspice, ma dovevo ancora riattaccare un bottone), sono finita sulla camicia di Pink Soda presa da Asos questa primavera, very spice: nera, trasparente, maniche vistosamente a sbuffo, colletto a fiocco, una serie di pixel rossi dappertutto. On-line pareva divertente, con 'sti quadretti rossi. Stile nerdo-fighetto, un LCD coi pixel difettosi, ma forse solo nella mia testa.
Una volta consegnata a casa (lunga vita alla Royal Mail), l'ho trovata forse un po' troppo elegante per il mio spirito. Oggi l'ho messa per la seconda volta in vita mia e... ka-boooom.
Calma eh. Avevo una canotta nera sotto.
Non so che c'è, ma per strada mi guardavano. Gli uomini, intendo. Sorridevano. A me. Mi guardavano.
OK, boh.
Uno mi ha pure fermata e mi ha dato il suo numero di telefono. Il che è una sceneggiata napoletana, per carità, infatti gli ho riso in faccia. "Ma cazzo... un icq... uno skype... un twitter... non ce li hai?" (a sto punto una vocina dentro mi ha chiamata "a stronzaaaaaaaa, ma nvedi d'annattene affan...")
Il fatto è che ci sono dei giorni, la gran parte, in cui tutto è normale. Ossia devi ringraziare che non ti calpestino.
Poi ci sono sti picchi assurdi.
Tipo dei giorni in cui due ragazzi ti invitano fuori.
OK, ci può stare, dici.
A fine luglio picco massimo: quattro inviti in un giorno (a vario titolo, invero, ma comunque c'è di che "vantarsene", e qui lo si sta facendo, gente, picco vanità, modello comunicato stampa "azienda leader nel settore", "a noi la crisi ci fa un baffo", opppure tipo quelle cazzo di classifiche che san fare solo gli americani che non hanno storia "fino al 1910 era il grattacielo più altro dell'East Side, poi ne è arrivato un altro, quindi questo ora è il secondo grattacielo più alto". Lapalisse).
Poi di fronte a ste cose la vita scorre via liscia, ci ridi sopra, perché chiaramente su quattro che ti invitano... il numero Cinque, lo Chanel, mica si fa sentire e il numero Sei bah, affanculo pure lui.
No, mi appresto a tornare nella mia caverna: di dieci camiciole che acquisto, forse una mi procura numeri di telefoni, sorrisi e amenità varie.
Perché io valgo.
Nei ranghi, su, avanti, marsh.
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Una volta consegnata a casa (lunga vita alla Royal Mail), l'ho trovata forse un po' troppo elegante per il mio spirito. Oggi l'ho messa per la seconda volta in vita mia e... ka-boooom.
Calma eh. Avevo una canotta nera sotto.
Non so che c'è, ma per strada mi guardavano. Gli uomini, intendo. Sorridevano. A me. Mi guardavano.
OK, boh.
Uno mi ha pure fermata e mi ha dato il suo numero di telefono. Il che è una sceneggiata napoletana, per carità, infatti gli ho riso in faccia. "Ma cazzo... un icq... uno skype... un twitter... non ce li hai?" (a sto punto una vocina dentro mi ha chiamata "a stronzaaaaaaaa, ma nvedi d'annattene affan...")
Il fatto è che ci sono dei giorni, la gran parte, in cui tutto è normale. Ossia devi ringraziare che non ti calpestino.
Poi ci sono sti picchi assurdi.
Tipo dei giorni in cui due ragazzi ti invitano fuori.
OK, ci può stare, dici.
A fine luglio picco massimo: quattro inviti in un giorno (a vario titolo, invero, ma comunque c'è di che "vantarsene", e qui lo si sta facendo, gente, picco vanità, modello comunicato stampa "azienda leader nel settore", "a noi la crisi ci fa un baffo", opppure tipo quelle cazzo di classifiche che san fare solo gli americani che non hanno storia "fino al 1910 era il grattacielo più altro dell'East Side, poi ne è arrivato un altro, quindi questo ora è il secondo grattacielo più alto". Lapalisse).
Poi di fronte a ste cose la vita scorre via liscia, ci ridi sopra, perché chiaramente su quattro che ti invitano... il numero Cinque, lo Chanel, mica si fa sentire e il numero Sei bah, affanculo pure lui.
No, mi appresto a tornare nella mia caverna: di dieci camiciole che acquisto, forse una mi procura numeri di telefoni, sorrisi e amenità varie.
Perché io valgo.
Nei ranghi, su, avanti, marsh.
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settembre 26, 2009
E' il doppio o è un quarto?
Bon allora, come vedete questa è una foto. Una foto classica, direi, per chi va a Monaco di Baviera: è la torre dell'orologio di Marienplatz.
Ho scattato la stessa identica foto durante la gita scolastica di quinta liceo. Ricordo bene quella giornata terribile, dopo (forse) una notte di viaggio in treno da Praga dove tutte noi ragazze della classe eravamo chiuse dentro uno scompartimento, assieme, a piangere come cretine, ciascuna per i propri motivi. Io, per esempio, avevo litigato con F. giusto appena saliti sul treno, erano volate parole pesanti. L. mi aveva difesa come nessuno mai dicendogli "Ma perché l'hai offesa, lei è sempre dalla tua parte!"... ricordo di noi al museo della tecnologia, sedute alla balconata sulle sedie degli aerei, a dormire e a raccontarci i nostri crucci.
Poi succede che motiplichi tutto per due e torni nello stesso posto che hai quasi il doppio degli anni. Quasi il doppio eh.
No, no, non ci casco nella trappola di cercare di fare un rendiconto di questi 17 anni, non ha senso.
Certo che però, cazzo, il tempo vola.
Sono stata al cinema dopo tre mesi, e ho visto District 9. E' ancora un problema stare in sala. Non so davvero che fare, per fortuna sono Miss Nervi d'Acciaio, ecco.
Che tempo buttato via, che spreco. Che spreco di risorse. Sul serio.
La stupidità umana fa più danni della cattiveria.
"E così è andato perso un quarto di Elena".
Chissà che fine ha fatto quel mio quarto di Ru che ho seminato per strada in questi ultimi 18 mesi.
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settembre 23, 2009
A Monaco per lavoro
[foto in fondo]
Tedeschi, niente male come gente. Sì, un po' zucconi, ragionano solo seguendo i loro binari, però niente male. Prima di tutto sono alti. Alti da far spavento. Donne, uomini, bambini. Probabilmente il nano più alto del mondo è tedesco. Poi sono naif, e questo non è male, quando ti rendi conto di essere assuefatto a un circondario fighetto, preciso, studiato, stiloso. Ecco, se a Milano mi sento in mezzo a gente di design, qui a Monaco di Baviera, nella mia intensa ora e mezza trascorsa a "farmi un'idea" di che cosa sia l'Oktoberfest, mi son resa conto di essere in mezzo al country, al rustico. Mi piace.
Vedi questi uomini in abiti tipici, bermuda in pelle, bretelle in tinta, camicia bianca, calzettoni lavorati a maglia e ti aspetti che in mano abbiano una corda per tirar a passeggio la loro mucca. Invece tengono per mano donnine e donnone teutoniche, belle, sorridenti, a volte sguaiate, vestite in abito tipico bavarese (il "dirndl", si dice "dindel", una specie di completo da gotic lolita folk)... ma felici.
Felici... sarà la birra: già alle cinque di pomeriggio c'è gente che barcolla. Ma sono felici, tutti nei loro abiti, che corrono da una giostra all'altra. E che giostre ragazzi.
L'Oktoberfest è un enorme. ENORME. luna park con tutte le più classiche torture del divertimento: top spin, navi pirata, case degli orrori, calcinculo, autoscontri, ottovolanti, gabbie, giostrine. Tutto esageratissimo: c'era una casa enorme a due piani con tanto di finestre e balconi che si muoveva sussultoria e ondulatoria, con dentro varie "attività" amene sullo stile del compianto Castello di Dracula di Gardaland (ecco, appunto, immaginatevi quello che si muove tutto, su giù, dest-sinist). Tutto coloratissimo, esagerato anche di giorno, e se alzi gli occhi sull'orizzonte non trovi un angolo libero perché c'è di sicuro una giostra che sta sparando delle persone per aria sottoponendole a rotazioni nauseanti. Ma loro sono tedeschi, loro sulle giostre ci vanno.
Odori: non c'è angolo dell'Oktoberfest che non abbia un odore, e mo ce li ho tutti nelle narici. Zenzero, cannella. Zucchero filato. Wurstel. Olio fritto. Cioccolato. Merda di cavallo.
Ci sono i "tendoni" dove si mangia. Edifici prefabbricati fatti per sostenere il passaggio di migliaia di persone per 15 giorni. Qui si mangia, si beve (ci vado domani), ci sono i marchi: Spaten, Paulaner (ne ho una bottiglia da mezzo litro in frigo, non posso, alle 19 c'è l'aperitivo di benvenuto), Loewenbrau... e che altro... ciascuno ha un ingresso trionfale, un'uscita che ti augura aufwiedersen, dei comingnoli che sparano fumo unto e puzzone.
Ma si sta bene, per dio.
Simbolo dell'Oktoberfest è il cuoricione di pan di zenzero con scritto "Ich liebe dich". Che dolcezza, vero? Che passeggiando a naso all'insù per gli stradoni, raggiunta da zaffate di aria wurstelosa, caramellosa, merdosa non posso che intonare "che coss'è l'amor?" e trovare una risposta. Stare bene, per dio. Stare bene. Che sia wurstel, caramello o merda.
Ho fame... del resto sul volo della Luftwaffe, orario di pranzo (volo 13e20) offrivano solo una stecca di Milka. Schifo tanto, nutrimento zero
Tedeschi, niente male come gente. Sì, un po' zucconi, ragionano solo seguendo i loro binari, però niente male. Prima di tutto sono alti. Alti da far spavento. Donne, uomini, bambini. Probabilmente il nano più alto del mondo è tedesco. Poi sono naif, e questo non è male, quando ti rendi conto di essere assuefatto a un circondario fighetto, preciso, studiato, stiloso. Ecco, se a Milano mi sento in mezzo a gente di design, qui a Monaco di Baviera, nella mia intensa ora e mezza trascorsa a "farmi un'idea" di che cosa sia l'Oktoberfest, mi son resa conto di essere in mezzo al country, al rustico. Mi piace.
Vedi questi uomini in abiti tipici, bermuda in pelle, bretelle in tinta, camicia bianca, calzettoni lavorati a maglia e ti aspetti che in mano abbiano una corda per tirar a passeggio la loro mucca. Invece tengono per mano donnine e donnone teutoniche, belle, sorridenti, a volte sguaiate, vestite in abito tipico bavarese (il "dirndl", si dice "dindel", una specie di completo da gotic lolita folk)... ma felici.
Felici... sarà la birra: già alle cinque di pomeriggio c'è gente che barcolla. Ma sono felici, tutti nei loro abiti, che corrono da una giostra all'altra. E che giostre ragazzi.
L'Oktoberfest è un enorme. ENORME. luna park con tutte le più classiche torture del divertimento: top spin, navi pirata, case degli orrori, calcinculo, autoscontri, ottovolanti, gabbie, giostrine. Tutto esageratissimo: c'era una casa enorme a due piani con tanto di finestre e balconi che si muoveva sussultoria e ondulatoria, con dentro varie "attività" amene sullo stile del compianto Castello di Dracula di Gardaland (ecco, appunto, immaginatevi quello che si muove tutto, su giù, dest-sinist). Tutto coloratissimo, esagerato anche di giorno, e se alzi gli occhi sull'orizzonte non trovi un angolo libero perché c'è di sicuro una giostra che sta sparando delle persone per aria sottoponendole a rotazioni nauseanti. Ma loro sono tedeschi, loro sulle giostre ci vanno.
Odori: non c'è angolo dell'Oktoberfest che non abbia un odore, e mo ce li ho tutti nelle narici. Zenzero, cannella. Zucchero filato. Wurstel. Olio fritto. Cioccolato. Merda di cavallo.
Ci sono i "tendoni" dove si mangia. Edifici prefabbricati fatti per sostenere il passaggio di migliaia di persone per 15 giorni. Qui si mangia, si beve (ci vado domani), ci sono i marchi: Spaten, Paulaner (ne ho una bottiglia da mezzo litro in frigo, non posso, alle 19 c'è l'aperitivo di benvenuto), Loewenbrau... e che altro... ciascuno ha un ingresso trionfale, un'uscita che ti augura aufwiedersen, dei comingnoli che sparano fumo unto e puzzone.
Ma si sta bene, per dio.
Simbolo dell'Oktoberfest è il cuoricione di pan di zenzero con scritto "Ich liebe dich". Che dolcezza, vero? Che passeggiando a naso all'insù per gli stradoni, raggiunta da zaffate di aria wurstelosa, caramellosa, merdosa non posso che intonare "che coss'è l'amor?" e trovare una risposta. Stare bene, per dio. Stare bene. Che sia wurstel, caramello o merda.
Ho fame... del resto sul volo della Luftwaffe, orario di pranzo (volo 13e20) offrivano solo una stecca di Milka. Schifo tanto, nutrimento zerosettembre 19, 2009
Quiche con la zucca Hokkaido
Dunque oggi pomeriggio volevo cucinare la zucca Hokkaido che mi sono trovata per le mani, allora ho deciso di farne una quiche, sostanzialmente una torta salata. Ho tuttavia improvvisato la ricetta perché non ne ho trovata una che mi attirasse: pare che la zucca vada per la maggiore tra vegetariani e vegani - chiaro, è una verdura- quindi in giro si trovano delle ricette che non ottengono la certificazione RuMiKa.
Poiché la zucca sta bene con pancetta, fontina e rosmarino ho organizzato la cosa in questo modo.
Pasta brisée della Buitoni o, meglio della Vallée (per eliminare il problema di far l'impasto).
Una zucca Hokkaido di circa due chili lordi.
Pancetta affumicata a cubetti (oh io vado a occhio, una confezione va bene)
Due cipollotti di media grandezza
250 gr di panna liquida fresca (non la Chef, neh!!! la panna liquida fresca la si trova al banco frigo accanto al latte)
Della fontina, sempre a occhio, Gesù, dai, non vorrete metterne una forma intera!
2 uova
Alloro, rosmarino, pepe, sale, cannella, parmigiano
Tagliate in sei spicchi la zucca, togliete solo i semi, non la buccia, e schiaffateli in forno sulla piastra (magari ricoprite quest'ultima di alluminio, così non si sporca...). Il forno a 180°, programma areato/torte, sempre il mio preferito. Lasciate dentro per mezz'ora. La zucca si dovrebbe ammorbidire e cuocere, perdendo un po' di umidità. Occhio a non bruciarla. A cottura ultimata tirate fuori e lasciate raffreddare. Poi pelate gli spicchi, togliete la parte filamentosa della zucca (vien via da sè) e tagliate a cubetti. Schiaffateli nel frullatore, aggiungete le uova, la panna, il parmigiano a occhio, sale, pepe, una spruzzatina di cannella. Frullate finché non avete ottenuto una bella crema cremosa.
In una padella soffriggete con un po' d'olio i cipollotti tagliati a fili, la pancetta, il rosmarino sminuzzato, due foglie di alloro.
Poi tagliate a cubetti la fontina e disponete la pasta brisée nella tortiera.
Versate metà del composto di zucca sulla pasta, poi rovesciateci dentro in modo sparso la pancetta con rosmarino, alloro e cipolla. Poi buttateci la fontina e versate il resto del composto zuccoso.
Cuocete a 190 gradi in forno per mezzoretta. Se non è ancora ben ferma lasciatela lì a finire la cottura nel forno semi aperto.
Il livello di sporcizia creato in cucina è abbastanza alto, quindi cucinate questa cosa quando siete di buzzo buono, altrimenti è solo una menata insostenibile pulire poi tutto.
Risultato? Signori, 'no spettacolo, anche se mi è un po' scappata di sale.
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Poiché la zucca sta bene con pancetta, fontina e rosmarino ho organizzato la cosa in questo modo.
Pasta brisée della Buitoni o, meglio della Vallée (per eliminare il problema di far l'impasto).
Una zucca Hokkaido di circa due chili lordi.
Pancetta affumicata a cubetti (oh io vado a occhio, una confezione va bene)
Due cipollotti di media grandezza
250 gr di panna liquida fresca (non la Chef, neh!!! la panna liquida fresca la si trova al banco frigo accanto al latte)
Della fontina, sempre a occhio, Gesù, dai, non vorrete metterne una forma intera!
2 uova
Alloro, rosmarino, pepe, sale, cannella, parmigiano
Tagliate in sei spicchi la zucca, togliete solo i semi, non la buccia, e schiaffateli in forno sulla piastra (magari ricoprite quest'ultima di alluminio, così non si sporca...). Il forno a 180°, programma areato/torte, sempre il mio preferito. Lasciate dentro per mezz'ora. La zucca si dovrebbe ammorbidire e cuocere, perdendo un po' di umidità. Occhio a non bruciarla. A cottura ultimata tirate fuori e lasciate raffreddare. Poi pelate gli spicchi, togliete la parte filamentosa della zucca (vien via da sè) e tagliate a cubetti. Schiaffateli nel frullatore, aggiungete le uova, la panna, il parmigiano a occhio, sale, pepe, una spruzzatina di cannella. Frullate finché non avete ottenuto una bella crema cremosa.
In una padella soffriggete con un po' d'olio i cipollotti tagliati a fili, la pancetta, il rosmarino sminuzzato, due foglie di alloro.
Poi tagliate a cubetti la fontina e disponete la pasta brisée nella tortiera.
Versate metà del composto di zucca sulla pasta, poi rovesciateci dentro in modo sparso la pancetta con rosmarino, alloro e cipolla. Poi buttateci la fontina e versate il resto del composto zuccoso.
Cuocete a 190 gradi in forno per mezzoretta. Se non è ancora ben ferma lasciatela lì a finire la cottura nel forno semi aperto.
Il livello di sporcizia creato in cucina è abbastanza alto, quindi cucinate questa cosa quando siete di buzzo buono, altrimenti è solo una menata insostenibile pulire poi tutto.
Risultato? Signori, 'no spettacolo, anche se mi è un po' scappata di sale.
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Calibro 35, Jet e nane al Parco Sempione
D: Andiamo a vedere i Calibro e i Jet al Parco Sempione?
R: OK per i Calibro, ma i Jet che fanno?
D: Indie rock.
R: Di che tipo?
D: Ruffiano.
Dunque, sì, i Calibro 35 non sono male eh, son bravi. Di genere, quindi da prendere a piccole dosi, ma bravi. Ascoltarli in piazza nel casino di un concerto gratuito, con gente che dietro commenta "Ma dov'è la canzone?", "Oh cazzo, questa sembra troppo Kill Bill" (ma ti hanno mai insegnato le basi tipo induzione/deduzione o magari non sai/intuisci che cosa stai ascoltando?), forse rovina un po' l'atmosfera.
Il pubblico, poi, è diviso in due: ci sono un sacco di nane pittate che vagano come degli zombie, con uno sguardo che dir vuoto è un complimento, e una selezione di uomini over 30 che, a naso, sono lì per i Calibro (gli uomini under 30 presenziano per le zombie, probabilmente). Alla gran parte delle nane non gliene frega nulla delle musichine dei polizieschi, né di riconoscere le immagini di film mai visti perché tratti da libri mai letti (magari di uno scrittore sovietico immigrato in Italia... onestamente non ha senso farne loro una colpa, ma è figo spararsi le pose ogni tanto, avere un bagliore nella notte sempiona e dire "Ah, bella, questo è tratto da Scerbanenco"). Stanno lì, presenziano, occhio vitreo, spallina asimmetrica. Brutte dentro.
I Jet poi fanno discretamente cagare, ma almeno capisci perché ci siano le nane: australiani ruffiani fino al fondo del barile della merda, con sto cantante dalla voce insulsa (al penultimo brano cambia qualcosa, ho un sussulto, ah chiaro, sta cantando il batterista!), tuttavia simpatico, più di altri. Ma che suonano questi? Ma che è sta roba? Ma per favore datevi fuoco, vi vedrei bene a un festival in Germania tra i Kooks e gli Sgnaps, e VELOCI per favore.
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R: OK per i Calibro, ma i Jet che fanno?
D: Indie rock.
R: Di che tipo?
D: Ruffiano.
Dunque, sì, i Calibro 35 non sono male eh, son bravi. Di genere, quindi da prendere a piccole dosi, ma bravi. Ascoltarli in piazza nel casino di un concerto gratuito, con gente che dietro commenta "Ma dov'è la canzone?", "Oh cazzo, questa sembra troppo Kill Bill" (ma ti hanno mai insegnato le basi tipo induzione/deduzione o magari non sai/intuisci che cosa stai ascoltando?), forse rovina un po' l'atmosfera.
Il pubblico, poi, è diviso in due: ci sono un sacco di nane pittate che vagano come degli zombie, con uno sguardo che dir vuoto è un complimento, e una selezione di uomini over 30 che, a naso, sono lì per i Calibro (gli uomini under 30 presenziano per le zombie, probabilmente). Alla gran parte delle nane non gliene frega nulla delle musichine dei polizieschi, né di riconoscere le immagini di film mai visti perché tratti da libri mai letti (magari di uno scrittore sovietico immigrato in Italia... onestamente non ha senso farne loro una colpa, ma è figo spararsi le pose ogni tanto, avere un bagliore nella notte sempiona e dire "Ah, bella, questo è tratto da Scerbanenco"). Stanno lì, presenziano, occhio vitreo, spallina asimmetrica. Brutte dentro.
Questo giusto per far capire al volo che cosa e come suonano i Calibro 35.
I Jet poi fanno discretamente cagare, ma almeno capisci perché ci siano le nane: australiani ruffiani fino al fondo del barile della merda, con sto cantante dalla voce insulsa (al penultimo brano cambia qualcosa, ho un sussulto, ah chiaro, sta cantando il batterista!), tuttavia simpatico, più di altri. Ma che suonano questi? Ma che è sta roba? Ma per favore datevi fuoco, vi vedrei bene a un festival in Germania tra i Kooks e gli Sgnaps, e VELOCI per favore.
Esempio pratico della ruffianeria dei Jet, una canzone che farà cadere tutte le nane ai vostri piedi. Patata sicura, insomma.
Sto giro niente foto a mezzo pixel, perché l'unico modo per passarle da cellulare a PC è inviarle via e-mail, e costa, ho la scheda scarica, e adesso non ho proprio voglia di spender soldi e far la ricarica. Magari le aggiungerò nelle prossime settimane.--
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settembre 17, 2009
Maalox di miele
*Io uccido le piante. E' morto pure il vasetto di basilico preso due settimane fa, mah. E dire che gli davo pure dell'acqua... che si sia offeso perché gli strappavo le foglioline?
*A fine mese questo luogo sarà l'inferno gattaro. Vi avviso. Ci sarà tanto amore peloso con gli occhi azzurri <3 <3 <3
*Agnelli ha l'influenza, salta il concerto di stasera. Si sa... più si va avanti con gli anni più aumentano i malanni.
*Che le devo dire, signora maria, bisogna portare tanta, tanta pazienza. Oggi siam qui e domani chi lo sa, signora maria... chi lo sa.
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*A fine mese questo luogo sarà l'inferno gattaro. Vi avviso. Ci sarà tanto amore peloso con gli occhi azzurri <3 <3 <3
*Agnelli ha l'influenza, salta il concerto di stasera. Si sa... più si va avanti con gli anni più aumentano i malanni.
*Che le devo dire, signora maria, bisogna portare tanta, tanta pazienza. Oggi siam qui e domani chi lo sa, signora maria... chi lo sa.
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settembre 14, 2009
La domenica scorsa è stata ispirata da...
Novecento, cavallo in tassidermiaMaurizio Cattelan of course
Sul fatto che io sia rimasta affascinata da un cavallo imbalsamato appeso al soffitto si potrebbero scrivere giusto quelle due righe: mi ci son seduta davanti e stavo per scoppiare in lacrime dalla commozione. Io l'ho trovato molto espressivo, avrei voluto accarezzare le sue gambe penzolanti. Leggero, pacificamente sofferente.
Fagioli e cotiche segnano l'inizio dell'autunno, un autunno che mi fa le coccole involontariamente. Funziona così.
Il bambino, invece, ha le mani trafitte dalle matite. Molto bella l'ambientazione, brivido horror alla Blair Witch Project senza il motion sickness.
Fagioli e cotiche segnano l'inizio dell'autunno, un autunno che mi fa le coccole involontariamente. Funziona così.
Il bambino, invece, ha le mani trafitte dalle matite. Molto bella l'ambientazione, brivido horror alla Blair Witch Project senza il motion sickness.
Bambino (Charlie don't surf, ha le mani inchiodate... ricorda qualcosa?) e cavallo sono al Museo d'arte contemporanea al Castello di Rivoli, Torino.
Fagioli e cotiche, assieme ad altre prelibatezze, sono stati gustati in clima di assoluta libertà e con la giusta quantità di vino presso l'associazione culturale La Meridiana.
---Fagioli e cotiche, assieme ad altre prelibatezze, sono stati gustati in clima di assoluta libertà e con la giusta quantità di vino presso l'associazione culturale La Meridiana.
settembre 11, 2009
Badante, ultimo capitolo?
La badante, si è poi scoperto per il giro di macchine con targa UA, è ucraina.
Oggi, tornando a casa, l'ho incrociata davanti al portoncino. Siccome stava smadonnando (l'ho vista, aveva quell'espressione) col mazzo di chiavi, ho sfoderato un delicato sguardo angelico misto "mi tocca farlo" chiedendole "Signora buongiorno, come va?". La badante è chiacchierona e cerca lavoro (ottimo, significa che se ne va via), dice che ora posso fare tutto il casino che voglio (uh uh uh, ROOOOCKBAAAND) che a lei non gliene frega niente (mica avevo bisogno del suo permesso) e altre considerazioni sullo svuotare casa, pulirla, insonnia eccetera. Mi sono persino spinta a dirle "Comunque io mi chiamo Elena, piacere". Lei chiaramente ha un nome strano impronunciabile che inizia per M ed è seguito da altre otto consonanti.
Se vi serve una badante fissa, M. è decisamente devota al padrone, ci sono dei post su questo blog che lo dimostrano e possono servire come anonima referenza. Veloci però, che tra poco se ne va.
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Oggi, tornando a casa, l'ho incrociata davanti al portoncino. Siccome stava smadonnando (l'ho vista, aveva quell'espressione) col mazzo di chiavi, ho sfoderato un delicato sguardo angelico misto "mi tocca farlo" chiedendole "Signora buongiorno, come va?". La badante è chiacchierona e cerca lavoro (ottimo, significa che se ne va via), dice che ora posso fare tutto il casino che voglio (uh uh uh, ROOOOCKBAAAND) che a lei non gliene frega niente (mica avevo bisogno del suo permesso) e altre considerazioni sullo svuotare casa, pulirla, insonnia eccetera. Mi sono persino spinta a dirle "Comunque io mi chiamo Elena, piacere". Lei chiaramente ha un nome strano impronunciabile che inizia per M ed è seguito da altre otto consonanti.
Se vi serve una badante fissa, M. è decisamente devota al padrone, ci sono dei post su questo blog che lo dimostrano e possono servire come anonima referenza. Veloci però, che tra poco se ne va.
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settembre 10, 2009
Banalia dei giovedì
*La newsletter di Lavorare.net spedisce messaggi con oggetto "Master + alloggio + stage a Roma e Londra": aggiungiamoci anche una bici con cambio Shimano e poi abbiamo fatto 31.
*Un anno fa stavo decidendo il colore della cucina (ARANCIONE!), poi Last.fm mi segnala che ascoltavo, tra gli altri, Beck, Editors, Neil Young, REM, Afterhours, Hives, Mika. Accadevano cose poco edificanti ma necessarie e io ponevo a Coserna la domanda retorica "ma dove la trovo un'altra persona con cui posso far così?", salvo poi trovarla per puro culo qualche settimana dopo, dove meno me l'aspettavo. E mettiamoci un bacetto :*, perché proprio mi è piombata lì, così, gratuita. Un altro bacetto :*.
*Devo smettere di leggere Scerbanenco in metropolitana, rischio sempre di non scendere alla fermata giusta.
*A proposito di metropolitana: negli ultimi cinque giorni ho incrociato sotto terra tre persone di Verona (un compagno di liceo, una della prima università a cui mi ero iscritta, un altro che non ricordo, forse studiava in biblioteca). Chiaramente non ho salutato nessuno dei tre, Milano non perdona, forse non erano loro, ma certo che erano loro.
*Ho preso Rock Band The Beatles per PS3. Se volete giocare on-line con me aggiungetemi, mi chiamo RuMiKa, chiaramente.
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*Un anno fa stavo decidendo il colore della cucina (ARANCIONE!), poi Last.fm mi segnala che ascoltavo, tra gli altri, Beck, Editors, Neil Young, REM, Afterhours, Hives, Mika. Accadevano cose poco edificanti ma necessarie e io ponevo a Coserna la domanda retorica "ma dove la trovo un'altra persona con cui posso far così?", salvo poi trovarla per puro culo qualche settimana dopo, dove meno me l'aspettavo. E mettiamoci un bacetto :*, perché proprio mi è piombata lì, così, gratuita. Un altro bacetto :*.
*Devo smettere di leggere Scerbanenco in metropolitana, rischio sempre di non scendere alla fermata giusta.
*A proposito di metropolitana: negli ultimi cinque giorni ho incrociato sotto terra tre persone di Verona (un compagno di liceo, una della prima università a cui mi ero iscritta, un altro che non ricordo, forse studiava in biblioteca). Chiaramente non ho salutato nessuno dei tre, Milano non perdona, forse non erano loro, ma certo che erano loro.
*Ho preso Rock Band The Beatles per PS3. Se volete giocare on-line con me aggiungetemi, mi chiamo RuMiKa, chiaramente.
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settembre 09, 2009
Impressioni di settembre
Il problema che ho con i Marlene Kuntz è di pelle. Non mi sono mai piaciuti, né mi hanno mai emozionata. Non infierisco ulteriormente. Che tanto volevo solo vedere <3 Manuel <3.
Manuel che si presenta sul palco da divina Patty insorcinata, canta Il paese è reale e se ne va, sfregandosi un po' troppo il naso, piccino. Bello, bravo, potente, speriamo che gli ritornino i ricci ora del 17 settembre.
Giusto per amor di cronaca, sul palco è apparso anche Franz di Ciapsciaps per suonare Impressioni di settembre, e l'impressione settembrina è proprio che i Marlene Kuntz inizino le canzoni facendoti credere che chissà quale rivelazione stia per arrivare, ma poi attaccano a fare trallallà, e poi c'è questo ranocchietto fritto che si agita sul palco... no no... Mike Patton forever, appunto.
Serve carisma.
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settembre 08, 2009
[cucina arancione] Il succo della tennista
*Stasera ho preparato un succo che adoro e che non mi facevo da più di un paio di anni. Rinfrescante, pien di vitamine, salutare, energetico... c'è altro? Sì, il libro di ricette dice che è il preferito della Navratilova.
Allora... serve una centrifuga, ossia uno di quegli strumenti infernali che separano il succo dalla polpa di frutta e verdura. Se ne trovano a meno di 20 euro ai vari MediaW, Darty, Saturny, Unisgnaus. Pur usandola poco...*non posso vivere senza la mia centrifuga*, possederla mi conforta.
Poi servono due mele, due carote, una fetta di limone non trattato, una falange di zenzero fresco pelato.
Le mele e le carote van pulite il minimo indispensabile (sciacquare, togliere le estremità e i semi) e va lasciata la buccia. Centrifugate tutto e otterrete il succo degli ingredienti.
Versate su ghiaccio e mescolate, mescolate, mescolate prima di bere.
Se siete puffosamente viziosi come moi, beh, potete versare il succo in un bicchierone assieme a un dito di vodka. De.li.zio.so.
Alla salute.
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Allora... serve una centrifuga, ossia uno di quegli strumenti infernali che separano il succo dalla polpa di frutta e verdura. Se ne trovano a meno di 20 euro ai vari MediaW, Darty, Saturny, Unisgnaus. Pur usandola poco...*non posso vivere senza la mia centrifuga*, possederla mi conforta.
Poi servono due mele, due carote, una fetta di limone non trattato, una falange di zenzero fresco pelato.
Le mele e le carote van pulite il minimo indispensabile (sciacquare, togliere le estremità e i semi) e va lasciata la buccia. Centrifugate tutto e otterrete il succo degli ingredienti.
Versate su ghiaccio e mescolate, mescolate, mescolate prima di bere.
Se siete puffosamente viziosi come moi, beh, potete versare il succo in un bicchierone assieme a un dito di vodka. De.li.zio.so.
Alla salute.
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I frullaventoacqua dell'ATM
*Lo so che arrivo tardi, ma l'idea mi frulla in mente dall'inizio dell'estate: a chi piacciono i frullo-ventilatori-umidificati che han piazzato in alcune fermate della metropolitana qui nella tentacolare MI? (di sicuro a Duomo e anche altrove, ma non ricordo dove, altrove). L'iniziativa di mettere i ventilatori la apprezzo, ma spararci dentro acqua micronizzata?
OK, l'acqua magari aiuta ad abbassare di più la temperatura ma, andando con ordine:
1. Sei sudato, l'acqua spray non è di certo rinfrescante
2. Si fa una palta schifosa in terra
3. I capelli già disturbati secondo me si riempiono di umidità e quindi perdono la piega
4. Non so, ma a me fa proprio schifo avere dell'acqua non richiesta gettata addosso, e anche le mie lenti a contatto ritengono che non sia una cosa igienica (da qui la scusa di girare perennemente coi Ray-ban anche sotto terra)
Questo fa sì che io mi vada di solito a imbucare negli angoli giusto dietro ai ventilatori anche se, all'arrivo del treno, le correnti, il risucchio, la spinta cips e ciops dell'aerodinamica, spargono 'st'acquetta mefitica un po' dappertutto.
Ma non ci potevano metter dentro, che so, del deodorante? Dell'eau de parfum di Mademoiselle Coco? 'n Aqua Allegoria, qualcosa di più milanese, insomma. Magari la piega e le lenti non apprezzavano comunque, ma almeno la puzza...
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OK, l'acqua magari aiuta ad abbassare di più la temperatura ma, andando con ordine:
1. Sei sudato, l'acqua spray non è di certo rinfrescante
2. Si fa una palta schifosa in terra
3. I capelli già disturbati secondo me si riempiono di umidità e quindi perdono la piega
4. Non so, ma a me fa proprio schifo avere dell'acqua non richiesta gettata addosso, e anche le mie lenti a contatto ritengono che non sia una cosa igienica (da qui la scusa di girare perennemente coi Ray-ban anche sotto terra)
Questo fa sì che io mi vada di solito a imbucare negli angoli giusto dietro ai ventilatori anche se, all'arrivo del treno, le correnti, il risucchio, la spinta cips e ciops dell'aerodinamica, spargono 'st'acquetta mefitica un po' dappertutto.
Ma non ci potevano metter dentro, che so, del deodorante? Dell'eau de parfum di Mademoiselle Coco? 'n Aqua Allegoria, qualcosa di più milanese, insomma. Magari la piega e le lenti non apprezzavano comunque, ma almeno la puzza...
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Ecco cosa invidio alla Canalis
No, non Clooney, che non mi è mai piaciuto e, amore caro, è così visibilmente disinteressato delle donne da far tenerezza.
E' questa cazzo di borsa di Prada (questa questa, proprio) su cui sbavo da 'sta primavera e che costa troppooooh.
uff.
E' questa cazzo di borsa di Prada (questa questa, proprio) su cui sbavo da 'sta primavera e che costa troppooooh.
uff.
settembre 06, 2009
Banalia romanzata domenicale
Gelée de Monoi Activateur de Hale et Prolongateur - Corpo
Un gel confortevole dal profumo inebriante di Monoi firmato Dior, che associa all'azione autoabbronzante progressiva la preparazione della pelle all'abbronzatura: è infatti arricchito da un componente che, giorno dopo giorno, stimola la sintesi della melanina*.
Ideale al ritorno delle vacanze, Gelée de Monoi permette di mantenere l'intensità dell'abbronzatura e di prolungare gli effetti benefici del sole sul corpo.
*Test in vitro.
---
[amichetto a milano]
R: a che ora riparti?
F: non lo so, vedo lì
R: dai almeno l'aperitivo
F: no, torno presto
R: arrivi alle 14 parti alle 18
F: tipo, forse anche 17
R: mi raccomando...
F: cosa?
R: ...io consiglio il treno delle 16e30
---
[amichetta al telefono]
Abbiamo parlato di fotovoltaico tutta la sera e poi lui mi ha preso la mano e mi ha detto *Tu non sei come le altre, io non ti verrei a prendere con la Porsche e non ti porterei al super-ristorante, perché con te ci sono argomenti di conversazione, a me piace quello che dici*
A ben vedere si salvano solo le virgole, gli articoli, le preposizioni e la consecutio (che, licenza poetica, ho inserito io).
---
La verità è che siamo creature dolcemente complicate, e non solo nelle giornate amare, quindi allego foglietto illustrativo.
Se per esempio voi uomini (tendenzialmente etero*, parlo a voi) notate che siamo stra-in-tiro, un paio di complimenti garbati sull'aspetto esteriore ci stanno bene, l'impegno va premiato con biscottino, baubau! Per favore non tirate in ballo l'intelligenza o gli interessi comuni (sì, i thriller goth-horror, ma quelli che mi fai vivere, tesoro)... lo sappiamo che siamo intelligenti, ma stasera siamo FIGHE e DI GRAN CLASSE, non si notava?
*Test in vitro.
---
[Fiction al quinto piano della Rinascente]
Cavolo che bello. Uh. Guarda questo, nuoo, oddio lo vogliooh.
No, non lo voglio più, costa troppo.
Poi sarebbe uno spreco, lo so come va a finire... che lui mi ride dietro come fa di solito, 'sto stronzo insensibile e gravemente inopportuno ("coglione", ecco, non mi veniva subito la parola). Dovrebbe leggermi nel pensiero, venire LUI fin qui al quinto come trascinato da magnetica forza sovrannaturale e comprarmi quello che sa che mi piace (e io non darò nessun indizio, eh no! là in fondo sul manichino, violanero, laccetti, non ricordo altro, ero in estasi), appoggiarlo lì con fare distratto, e farmi intendere (senza dirlo esplicitamente, noh, sarebbe cacofonia) che muore dalla voglia di vedermelo addosso, yummy. Ma queste cose, notoriamente, le fanno gli amanti di una certa classe, mica i fidanzatini.
---
Un gel confortevole dal profumo inebriante di Monoi firmato Dior, che associa all'azione autoabbronzante progressiva la preparazione della pelle all'abbronzatura: è infatti arricchito da un componente che, giorno dopo giorno, stimola la sintesi della melanina*.
Ideale al ritorno delle vacanze, Gelée de Monoi permette di mantenere l'intensità dell'abbronzatura e di prolungare gli effetti benefici del sole sul corpo.
*Test in vitro.
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[amichetto a milano]
R: a che ora riparti?
F: non lo so, vedo lì
R: dai almeno l'aperitivo
F: no, torno presto
R: arrivi alle 14 parti alle 18
F: tipo, forse anche 17
R: mi raccomando...
F: cosa?
R: ...io consiglio il treno delle 16e30
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[amichetta al telefono]
Abbiamo parlato di fotovoltaico tutta la sera e poi lui mi ha preso la mano e mi ha detto *Tu non sei come le altre, io non ti verrei a prendere con la Porsche e non ti porterei al super-ristorante, perché con te ci sono argomenti di conversazione, a me piace quello che dici*
A ben vedere si salvano solo le virgole, gli articoli, le preposizioni e la consecutio (che, licenza poetica, ho inserito io).
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La verità è che siamo creature dolcemente complicate, e non solo nelle giornate amare, quindi allego foglietto illustrativo.
Se per esempio voi uomini (tendenzialmente etero*, parlo a voi) notate che siamo stra-in-tiro, un paio di complimenti garbati sull'aspetto esteriore ci stanno bene, l'impegno va premiato con biscottino, baubau! Per favore non tirate in ballo l'intelligenza o gli interessi comuni (sì, i thriller goth-horror, ma quelli che mi fai vivere, tesoro)... lo sappiamo che siamo intelligenti, ma stasera siamo FIGHE e DI GRAN CLASSE, non si notava?
*Test in vitro.
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[Fiction al quinto piano della Rinascente]
Cavolo che bello. Uh. Guarda questo, nuoo, oddio lo vogliooh.
No, non lo voglio più, costa troppo.
Poi sarebbe uno spreco, lo so come va a finire... che lui mi ride dietro come fa di solito, 'sto stronzo insensibile e gravemente inopportuno ("coglione", ecco, non mi veniva subito la parola). Dovrebbe leggermi nel pensiero, venire LUI fin qui al quinto come trascinato da magnetica forza sovrannaturale e comprarmi quello che sa che mi piace (e io non darò nessun indizio, eh no! là in fondo sul manichino, violanero, laccetti, non ricordo altro, ero in estasi), appoggiarlo lì con fare distratto, e farmi intendere (senza dirlo esplicitamente, noh, sarebbe cacofonia) che muore dalla voglia di vedermelo addosso, yummy. Ma queste cose, notoriamente, le fanno gli amanti di una certa classe, mica i fidanzatini.
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settembre 02, 2009
Inutile talk
Perché poi, in spiaggia, quando proprio non ne puoi più, hai assistito a chiacchiere sul nulla, condite col niente, arriva il fatidico istante della domanda posta a tutte le presenti "Ma voi, cosa guardate in un uomo?", con l'obbligo immorale di rispondere a turno, il sottointeso "Dai, apriamoci, diventiamo amici, raccontiamoci un po' di noi", il retorico "Fisicamente si intende", dando per scontato che dentro siamo tutti belli, che esista un livello superiore decisamente più importante che al momento è dato trascurare.
Assisto per convenzione all'eco-scandaglio altrui, vengo interpellata, non ho opinioni a riguardo ché, al momento, devo prendere il sole. Farfuglio qualcosa poco convinta per adeguarmi al trend, non sarò di certo io a portare su alte vette la conversazione, volete discutere di merda, eccovi la mia.
Mi volto, che altrimenti il lato sinistro della faccia non si abbronza più e poi sembro il Barone Ashura.
Cosa vuoi che guardi... l'altezza, ecco. Le spalle, toh. Guardo l'espressione degli occhi, spesso dietro scorgo disinteresse, se non celato panico quando impiego parole complicate e misteriose tipo "sniper", aggiungendoci pure la mimica, improbabile almeno per una donna tutta carina in minigonna e zeppa che una frazione di secondo prima ti domandavi se era scopabile e adesso -chiaro- nonononono, che magari sul più bello ti dice "dissipazione passiva".
Preferirei chiaramente menti che cinguettano all'unisono e magari pure si anticipano nei pensieri, così, con naturalezza. Ma non è di certo parlando in quel modo di culi, tette, mani, sorrisi e depilazione maschile che io faccio "cip, cip", ecco.
Ma tu per esempio, che ne pensi di questa versione estiva del Corriere della Sera di 24 pagine mentre quella di El Pais ne ha 96? Pensi che sia l'edizione internazionale oppure anche in Italia c'è in circolazione questa sottiletta? Siam messi bene. Boh, io non lo vedo scritto da nessuna parte. Mah. Sì.
Scusa, ora mi metto a pancia ingiù, non vorrai che sembri un biscottino Ringo.
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Assisto per convenzione all'eco-scandaglio altrui, vengo interpellata, non ho opinioni a riguardo ché, al momento, devo prendere il sole. Farfuglio qualcosa poco convinta per adeguarmi al trend, non sarò di certo io a portare su alte vette la conversazione, volete discutere di merda, eccovi la mia.
Mi volto, che altrimenti il lato sinistro della faccia non si abbronza più e poi sembro il Barone Ashura.
Cosa vuoi che guardi... l'altezza, ecco. Le spalle, toh. Guardo l'espressione degli occhi, spesso dietro scorgo disinteresse, se non celato panico quando impiego parole complicate e misteriose tipo "sniper", aggiungendoci pure la mimica, improbabile almeno per una donna tutta carina in minigonna e zeppa che una frazione di secondo prima ti domandavi se era scopabile e adesso -chiaro- nonononono, che magari sul più bello ti dice "dissipazione passiva".
Preferirei chiaramente menti che cinguettano all'unisono e magari pure si anticipano nei pensieri, così, con naturalezza. Ma non è di certo parlando in quel modo di culi, tette, mani, sorrisi e depilazione maschile che io faccio "cip, cip", ecco.
Ma tu per esempio, che ne pensi di questa versione estiva del Corriere della Sera di 24 pagine mentre quella di El Pais ne ha 96? Pensi che sia l'edizione internazionale oppure anche in Italia c'è in circolazione questa sottiletta? Siam messi bene. Boh, io non lo vedo scritto da nessuna parte. Mah. Sì.
Scusa, ora mi metto a pancia ingiù, non vorrai che sembri un biscottino Ringo.
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