agosto 06, 2008

Primi istanti a Trackmania

Allora, scarico Trackmania qualcosa Forever da Steam (se avete un PC all'altezza fatelo anche voi, è il classico gioco "dieci minuti e poi stacco" con tutte le conseguenze non dette del caso).

So più o meno cosa mi aspetta.

Inizio con dei circuiti in single player per prendere la mano. Non può essere vero. Oddio... dopo venti minuti che gioco mi rendo conto che sto ridendo davanti al computer come da piccolina, le prime volte che andavo in sala giochi.

In pratica Trackmania è divertimento tamarro, easy e puro.


Non contenta del single player (la mia solita impazienza...) mi butto in fretta sul multiplayer on-line.

I menu sono chiari, vengo guidata, non so bene come, in una serie di circuiti di gente "alla mia bassezza"... io ho una macchinina con la bandierina italiana e ROTFL il simbolo della Lombardia da qualche parte (non ho capito davvero se si vede o no, comunque al nick RuMiKa è associato il quadrilobita verde della Regione Lombardia).

Nelle stanze di gioco c'è il solito casino dei giochi d'azione in multiplayer: scritte colorate, simboli strani, gente che parla in sovrapposizione. Io ovviamente non so dove fare clic perché il multiplayer è droga, droga è morte e di solito preferisco vivere.

Non avevo ancora avuto la percezione della portata della cosa: se ho ben capito ci sono delle persone che si pigliano la briga di creare i circuiti. Non sono circuiti probabili (tipo che so quello d'Ungheria ribaltato di 87° con altre due curve a gomito), sembra quasi che li abbiano fatti con l'editor di Theme Park. Interruzioni d'asfalto, pipe (paip) d'acciaio, acceleratori alla Mario Kart, e chissà quale altra diavoleria troverò mai, giocandoci i prossimi giorni. Eh sì "perché non troverai mai un circuito uguale all'altro", dice Qued.

Insomma 'sto multiplayer a 32 (??) macchine nei circuiti ottovolanti fa schiantare dalle risate ancor di più del singolo: contando che non sono riuscita a finirne nemmeno uno, a un certo punto mi son fermata in mezzo all'asfalto e mi son messa a guardare attorno al circuito e vedevo sciami di macchine volare nel vuoto, giù da guardrail inesistenti, altre che ribaltano l'assetto in aria durante un volo da una lasagna d'asfalto all'altra e atterrano di fianco venti metri più sotto, nell'erbetta fresca. Problemi? Nessuno: perché quando ti succede così, premi Enter (ops, Invio, ormai è invio da tanti anni) e ricominci tutto da capo, questione di attimi. Da qualche parte nel circuito ci sarà di sicuro qualcuno che sta lottando per il decimo di secondo, per il trofeo, per il punto, ma io sto qui a divertirmi, è come vedere le comiche ^__^

agosto 05, 2008

Caro diario...

R.E.M., la musica che cura tutti i mali. Che va, che dondola, che consola, che ti sbatte tutto lì, ed è solo musica. Che ti blocca quelle lacrime poco decorose in un luogo di lavoro.
E al momento giusto Michael Stipe canta "hold on, everybody hurts"... ma sì, via, succede a tutti.


Agosto, agosto... lo sapevo che sarebbe stata dura :(

Facciamo un po' di diario spiccio...

Ieri ho provato a giocare a Age of Conan per vedere se col Freddie si riesce a far qualcosa di serio, però mi fa cagare a spruzzo anche solo il tutorial in single player.

Ieri poi, finito di scaricare Portal, l'ho rigiocato in fretta fino al punto a cui ero arrivata sabato sera (formattone dopo una settimana, Vista dei miei stivali). Quando sai dove andare e cosa fare, i livelli scorrono via rapidissimi, è quasi un peccato, però la vocina robotica è davvero spettacolare e ottima da riascoltare.

Sabato poi ho anche iniziato Mass Effect, che mi pare un grosso casino, però RuMiKa Shepard, credetemi, è un personaggio davvero fico: occhi smeraldo, capelli mogano, naso a porcello. Devo ripigliarmi un attimo con l'interfaccia da tastiera... concentrarmi, e sono sicura che per altre cinque sei ore riuscirò a giocare. Poi il resto è tutto strutto che cola.

Ah poi il weekend è scorso anche tranquillo con Guitar Hero Aerosmith, raggiungendo achievement che non esistono (LOL, tre milioni di punti in modalità Media, ma dove me lo sono sognata? Completare la modalità in coop, ma dove ce la siamo sognata?) e imparando l'impossibile per fare la modalità Difficile. E Dream on in Perfect è quasi raggiunta. Forse. sarà uno dei miei soliti traguardi a metà, chiusi nel cassetto del blah blah blah.

In casa c'è Geometry Wars 2 in heavy rotation, WOW proiettato sui muri, ormai quel gioco vive di vita propria :) Anche le ultime due puntate della seconda stagione di Boris sono scorse via un paio di volte...

bello questo blogghe, eh?
ammappete ahò.
che giornataccia -_-
Cerco... un po' di accondiscendenza.
Any professional?

Sono un'analfabeta

Sto finendo di leggere un libro molto bello. Si intitola La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo di Audrey Niffenegger, Oscar Mondadori. Dovrebbe essere di fantascienza, e parla di una storia d'amore.
Non sono brava a scrivere, non tanto perché faccio le ripetizioni o i giri di parole. Non sono brava perché non sono in grado di suscitare emozioni con quello che scrivo. Sono abbastanza lineare, monotona, didascalica, e neanche troppo scientifica.

Quindi vorrei avere scritto io queste parole, non serve aggiungere altro.
Tutti i piccoli oggetti, i souvenir di questo museo del nostro passato sono come lettere d'amore per un analfabeta

agosto 04, 2008

Fracture


Fracture, inserito originariamente da rumika.

Stasera un po' di grafomania... concludiamo con una foto scattata qualche giorno fa: buona notte a chi c'è o a chi ci sarà un giorno.


Cablaggi

Dalla Prima Lettera di RuMiKa al Direttore dei lavori in tema di capitolato [versetti del 4 agosto 2008]

[omissis]

Elettricità in ingresso

In entrata (a destra, entrando) è già stata messa la borchia di Fastweb [trattarla bene, mi raccomando, che non la rompano, non va spostata].

Lì nei dintorni della borchia devono esserci

*3 prese elettriche normali
*3 prese RJ45 da cui partono in canalina tre cavi Ethernet cat. 5E schermati FTP (è importante che siano 5E e schermati FTP), uno diretto alla camera (posizione da vedere), due alla sala (posizione da vedere, uno dietro TV uno in posizione PC). In camera e in sala usciranno con le rispettive prese RJ45. L'idea è di tenere basse tutte queste prese e di nasconderle dietro un mobiletto.

Elettricità in salotto
Dietro al televisore devono arrivare
*1 cavo di potenza 16 ampere: a muro vorrei una Shuko
*1 cavo normale con quattro prese*1 presa RJ45
*1 cavo dall'antenna
*2 cavi del satellite che arrivano giù dalla parabola che farò installare... bisogna quindi capire da dove arriva la canalina dell'antenna, perché penso viaggeranno lì dentro.

In sala dove arriverà il PC
*1 presa RJ45
*cavo elettrico normale con due prese


Elettricità in camera
*1 presa RJ45 dove si decide di mettere il piano di lavoro
*3 prese elettriche normali dove c'è il piano di lavoro


Elettricità in cucina

Abbondare con le prese elettriche sul piano di lavoro per i piccoli elettrodomenstici (3 o 4)

E' parola della RuMiKa, potete sedere


Che fuccede?

C'è una persona che conosci così bene che ti accorgi subito che "c'è qualcosa di diverso dal solito". Ha iniziato a parlare battendo la lingua sui denti quando pronuncia la "s". Da circa un mese.
Chiaramente è un atteggiamento acquisito da qualcuno con cui parla molto.
E qui già ti poni delle domande, perlomeno chissà chi ha questo problema di pronuncia contagioso.
Poi non ci pensi più. Sì, ti dà fastidio assai, perché è un atteggiamento proprio posticcio, ci sta come i cavoli a merenda su quella persona che... boh, non ha mai parlato così. Passerà.

Dopo qualche settimana ti capita in casa una tizia che ha un modo strano di tenere la bocca e la lingua. Parla strano. Ma che ha? Ma perché si atteggia così? Possibile che anche parlare non sia più una cosa spontanea? Perché non muove la lingua come una persona normale quando parla? Ride (o meglio, fa una smorfia forzata e studiata che risulta essere una risata a causa del suono HAHAHA che esce dalle fauci), e le noti una borchia di ferro nel bel mezzo della lingua. Ah beh, povera creatura, allora te la sei cercata. Vabbé.

Passano i mesi. Molti mesi.

E in una calda sera d'estate, mentre guardi il progresso del download di Portal da Steam... colleghi. Come un'illuminazione, colleghi le due cose.

Fulla cappella, pleafe. Fucare, con vigore.








Il Cavaliere Oscuro (The Dark Knight)

Titolo alternativo del post "Scandalous, I'm talkin' about you and me"

Spiegaleali su IMDB

Il Cavaliere Oscuro è un film nato bene, avvantaggiato dal fatto che, con Batman Begins, erano state chiuse tutte le pratiche necessarie per introdurre il personaggio principale, spiegare il motivo per cui va in giro travestito con un costume di Halloween di gran pregio e perché possiede un intero grattacielo con il suo cognome allineato a caratteri cubitali sulle finestre degli ultimi quattro o cinque piani.

Il Cavaliere Oscuro è un film "tanto", lungo e molto parlato. Scritto bene e girato anche meglio, è pieno di momenti importanti e scene madri senza essere schiacciato da azione eccessiva ed improbabile. Anzi, in questo senso è elegantemente misurato, ed è un piacere rendersene conto: è un film d'inazione. Dove è normale volare con le ali e avere una Bat-mobile.

Il Cavaliere Oscuro è un film corale tenuto in piedi da un cast di attori fenomenali. E' scontato partire da Heath Ledger, che offre un'interpretazione del Joker talmente bella da valere l'intero film: ma questo lo si sapeva, era nell'aria, e le aspettative non sono state deluse. Ma anche Aaron Eckart nella parte di Harvey Dent offre una prestazione di pregio, così come Morgan Freeman, Michael Caine, il "tagliatoaffettissime" Eric Roberts e pure Gary Oldman. Ottimi tutti.
Un pensiero a parte va a Christian Bale. Prima di tutto lui è un bel ragazzo con una voce (la sua, non quella del doppiatore italiano) deliziosa: è un po' nano, e il costume da pipistrello diciamo pure che non lo valorizza del tutto. E sì, è il protagonista, ma poiché è in fase contorto-introspettiva, risulta un po' dimesso. Ma a noi Bruce Wayne ci piace così, al servizio del film. E poi... I own the place [gesto con la mano della serie "arrangiaci un paio di posti, ragazzo"]

E spezziamo una lancia a favore del doppiaggio italiano, per favore, perché se è vero che la lingua originale è a priori un valore aggiunto (l'era del film muto è finita da tempo, gli attori recitano anche con la loro voce), bisogna dire che la versione nella nostra lingua è stata molto curata, soprattutto nell'interpretazione del Joker. Se poi sentire Batman in italiano parlare col vocione cammuffato vi ha fatto ridere ("Fantozzi è lei?"), sappiate che anche in originale Christian Bale fa così, anche se con meno stacco, risultando meno "forzato" (e godibilissimo, per quanto mi riguarda... è pur sempre un tizio che gira con un costume da pipistrello ultra-fico).

Grazie a Christopher Nolan per avermi divertita e intrattenuta perlomeno fino ai traghetti: poi inizia la fase un po' polpetta, necessaria per chiudere un discorso che in realtà non ha intenzione di finire... e via, col mantello che svolazza nella notte, a bordo di una motocicletta bellissima.

Ancora, voglio un mantello, una moto, la follia.
Si sopravvive, sono una superstite, ce la farò.

Grazie agli amici veri, a quelli scoperti, a quelli a tempo determinato, alle semplici conoscenze, al caldo che mi fa stare bene, a chi mi offre il cinema (a buon rendere), all'UCI, al messicano con le tortillas mignon, alla doppia Lambratina che mi manda fuori di testa per tutto il film.
Un brindisi a tutte le volte (due) che vado all'Arcadia a vedere un Batman, e... mi perdo con la macchina per i campi. Mah, ricorrenze.


agosto 01, 2008

Ieri

Il 31 agosto non è successo proprio nulla di particolare. La vita ha seguito il suo corso normale. E io adoro la normalità. Quindi è tutto OK, bisogna festeggiare con questa canzone che non centra proprio un cazzo, non va interpretata letterlamente, se mai possa esserci il dubbio che sia andata allo zoo a dar da mangiare agli animali.
E' che la voce di Lou Reed ci sta come il cacio sui maccheroni e alla fine il titolo è simpatico.
Tuttavia se fossi stata Lou Reed l'avrei scritta pensando a me e a quanto mi piace la mia vita normale, oltremodo banale. Perché si raccoglie sempre quel che si semina, anche nella banalità delle cose di tutti i giorni.




Lou Reed - Perfect Day
Found at skreemr.com


luglio 31, 2008

H2O

Sono le una di notte passate, devo raggiungere l'auto, le strade sono allagate, i fiumi scorrono in modo disordinato verso le caditoie, le macchine sollevano schizzi alti più di un metro, in cielo fulmini e saette, ho l'acqua alle caviglie, probabilmente i sandalini più belli che io abbia mai avuto si rovineranno, virando di colore.
Ho un ombrellino piccolo che mi protegge giusto la testa e la borsetta spalancata. Non mi resta che zompettare qui e là nelle pozzanghere. E' solo acqua. Solo acqua davvero, ed è piacevolissimo.

luglio 30, 2008

Su quanto Boris sia simpatico

Tra una ventura e l'altra, l'atterraggio d'emergenza a Cernusco S/N ha portato alcune consuetudini simpatiche tra cui il Nespresso, la birra a fiumi e l'appuntamento del lunedì sera con Boris, la serie comica prodotta da Fox Channel Italia (Sky).
Il primo contatto è stato con la terza puntata della seconda stagione, vista più "per compagnia" che altro: ovviamente ci ho capito poco, ma il prode Ugo, dopo qualche giorno, mi ha rifilato il brand new cofanetto DVD della prima serie, che mi sono sciroppata in un sereno (grazie a Boris) weekend di fine maggio.
Boris è una serie comica ambientata sul set di una fiction televisiva italiana intitolata "Gli occhi del cuore 2". La storia gira attorno alla vita del set, con tutti i protagonisti interpretati da attori e caratteristi italiani.
Non che mi interessi il realismo: la prima serie spacca alla grande, è un gioiellino con delle idee geniali. La seconda offre dei momenti epici ma è più dispersiva. Il problema, forse, è che con dei personaggi così caratteristici, con le loro battute a presa rapida e i tormentoni ricorrenti è difficile creare una storia portante di un certo peso.
Era da parecchio tempo che qualcosa di italiano non mi faceva ridere così di gusto.

Smarmellaaa!, Apri tutto, A cazzo di cane, Daidaidaidaidai, Questa la portiamo a casa, Sei troppo italiano, Gli straordinari di Libeccio, Merda, Cagna (quella della foto, mitica la Crescentini).



Lussuria (Se, jie - Lust, caution)





Ang Lee. Cina. Sesso torbido. Anni '40. Gli ingredienti di Lussuria potrebbero anche far sperare in un film à la Tempesta di ghiaccio, e il Leone d'oro a Venezia parrebbe incoraggiare in senso positivo e invece... buf... buf... sbarbuf...

Non che la lentezza di questo film sia un punto necessariamente a sfavore (anzi, io prediligo i film lenti), solo che non c'è nulla di contorno: l'unico che è all'altezza del nome, dell'ambizione del progetto e che dimostra di essere un grande artista (anche se sino-nano con le orecchie a sventola) è Tony Leung. Ma lui non basta per coinvolgere lo spettatore in questa storia drammatica: se i cinesi sono imperscrutabili... sì, il film lo fa capire fin troppo bene.

Parecchio insulsa, sensuale come un tavolo da ping pong, espressiva come un piatto di ravioli al vapore, la giovane (1979) Wei Tang ha avuto la sua occasione di debuttare con un grande regista ma si esprime poco e male. Non è sufficiente la parte finale per redimerla, siamo davvero anni luce lontani da qualsiasi forma di coinvolgimento cinematografico.

Costumi belli. Scenografia bella, volutamente pittorica. Regia bella, sì grazie al cazzo, è Ang Lee, mica il primo coglione che passa per la strada, si spera che qualcosa con la cinepresa la sappia fare. Storia interessante ma solo accennata e allungata per più di due ore.

E dire che eros e thanatos è già una combinazione vincente di per sé: ma chissà perché, in Se, jie mancano l'amalgama e la chimica.






luglio 29, 2008

Applausi per fibra

Allora, lo so, sono invasata. Però succede che i primi due mesi sono gratuiti, poi ho uno sconto di 50 euro sulla prima fattura. E non si sa mai che ci siano sorpresine speciali... non ho ancora tirato giù la carta da parati, non ho ancora preso le misure esatte dell'appartamento, non ho una data fissata per l'inizio e la fine dei lavori di ristrutturazione. Ma almeno una cosa è certa: da venerdì un ciuffetto di fibra ottica spunterà nel mio appartamento! La fibra arriva prima della civiltà. La fibra libera tutti. La fibra aiuta la peristalsi.

[segue risata satanica ad libitum sfumando]





luglio 28, 2008

Editors

Al cantante degli Editors deve essere successo qualcosa di bello, brutto, lisergico, alcolico... non ci è dato sapere. Ma a noi è sembrato molto strano, sabato.
Documentata la sua prestazione in tre concerti negli ultimi tre mesi: in due apparizioni su tre è stato visto molto compassato, quasi cimiteriale, un po' affaticato e statico.
All'Arena di Milano, in supporto ai REM, faceva parecchie facce strane, la voce era perfetta, è salito in piedi sul pianoforte durante Smokers outside the hospital doors, che non è proprio una canzone che spinge a far stage diving dal pianoforte come una vera rockstar, a meno che non cerchi la morte vera. Alla fine è pure caduto in terra da fermo (apposta? per finta? sul serio? mah).

Si cercano altre testimonianze per dare una parvenza scientifica a questo post che comunque è pour parler.
La sostanza degli Editors non cambia: sono de-li-zio-si.
Che poi... il soggetto Tom Smith è decisamente un bel ragazzo, uno di quelli cui magari non fai caso subito, e un secondo dopo sei lì stordita in preda al delirio ormonale. Fenomeno invero molto interessante in questa lunga estate calda.


In the end all you can hope for
Is the love you felt to equal the pain you've gone through



ALLEGRIAAAAA!!




Oltre la perfezione?

This one goes out to the one I love
This one goes out to the one I’ve left behind
A simple prop to occupy my time
This one goes out to the one I love

Esiste la perfezione, quella che va oltre l'ottimo: è quella a cui dai 11/10.
Persone a cui dai 11/10. Situazioni da 11/10. Vista da 11/10. Videogiochi da 11/10.
Poi c'è l'evoluzione, la regressione, e quel che era oltre l'ottimo... non lo è più.
Che si fa? Si cambia il punto di riferimento della scala, in gran scioltezza.
Le persone diventano 7/10. Le situazioni passano a 5/10. La vista è compromessa e i videogiochi chiaramente non centrano un cazzo con questo discorso.
Ecco, il concerto dei REM al Werchter era l'11/10, più un voto d'amore che altro. Quello di sabato sera all'Arena Civica a Milano ha sfondato la barriera, ed è diventato d'ufficio il vero 11/10 di riferimento.
E' bastato vedere il sorriso gongolante di Michael Stipe alla fine. Felice lui, felici tutti.

Ancora una volta arriva Walk Unafraid, dedicata a quelli del fan club (gli unici a poter stare nel settore davanti) e cantata a tutta velocità. E si inzia con Living well in the best revenge. E poi via, fanno anche Accelerate, The one I love, ancora Orange Crush, Let me in acustica, I'm gonna Deejay che spacca, e un encore lungo 40 minuti con un Michael Stipe che così in forma e comunicativo non l'avevo mai visto, bello ed elegante, accaldato, sorridente, felice... Ventotto canzoni, due ore e dieci di ammmore, o quasi.


Non ho altro da dire, il piacere è tutto mio e me lo godo.

Scalamento
1. Living Well Is the Best Revenge - 2. Animal - 3. What's the Frequency, Kenneth? - 4. Wake Up Bomb - 5. Drive - 6. Man-Sized Wreath - 7. Ignoreland - 8. Leaving New York - 9. So Fast, So Numb - 10. Accelerate - 11. Electrolite - 12. Walk Unafraid 13. - The Great Beyond 14. - The One I Love 15. - Fall On Me - 16. I’ve Been High - 17. Let Me In - 18. Horse To Water - 19. Bad Day - 20. I'm Gonna DJ - 21. Orange Crush - 22. Imitation Of Life


Encore
23. Supernatural Superserious - 24. Losing My Religion - 25. Country Feedback - 26. Hollow Man - 27. Driver 8 - 28. Man On The Moon



luglio 26, 2008

Il fascino discreto dell'eleganza

Guardatela, è una ATI Radeon HD 4850.
Non compravo una scheda grafica nuova di pacca dal 1999, quando presi la prima GeForce.
Ammirate quanto è tamarra e al tempo stesso mia :) (ed elettivamente di Taty "Davide, perché non ce l'ho anch'ioooo, voglio la scheda rosaaaa" :***).
Apro la scatola, mi incazzo perché non c'è nessun gioco schifoso in bundle (mai giocati, ma almeno averli!!), mi incanto per la bellezza della confezione. Sembra una scatola da scarpe. Anzi, no, un cofanetto natalizio di profumi di marca. La apro e penso di trovare, che so, bagnoschiuma e eau de toilette di Cacharel, con un campioncino del borotalco. Invece c'è questa guerriera (chi sei?) con i rami di ciliegio (mio dio, mio dio!!), lo sguardo obliquo e malinconico (pensi a qualcuno eh... è morto in battaglia mentre brandiva la spada magica, e ti ha affidato la missione, perché crede in te).
Rossa, ventola rossa.
DVI due uscite.
Per questo monitor.


Il monitor spacca.
Benq V2400W. Perché uno schermo è per sempre. Altro che i diamanti. ROTFL.
So già dove metterlo, a casa.
Asimmetrico, costosissimo, vincitore di premi cazzy e mazzy 2008 per il design, e le caratteristiche tecniche qui non si sciorinano perché non sto scrivendo un articolo. Non sto lavorando. Sto in estasi e basta, e l'estasi è leggerezza. Leggerezza è OK.

La RAM non si è ancora capito bene dove sia, spero di scoprirlo entro domani.

Cosa altro c'è dentro al computer? Ah, il processore, la scheda madre, l'alimentatore... un case Lian Li figo con le rotelline, alluminio silver troppo chic per la mia nuova casina. E soprattutto so come si apre, non son mica cretina, io. E il disco fisso!!! Cavolo, come dimenticare il disco da un Tera. Uah :D

E poi... troviamoci qualcosa da fare, con questo computer...

mmmh...


Dunque: Call of Duty 4 ("è veloce lo fai in un weekend" cit. il direttore, realisticamente, se lo finisco, ci metto due settimane); Mass Effect lo installerò ci giocherò un po' e poi lo so che mi romperò i maroni, però magari ci scappa la partita on-line; Portal perché è Portal, ed è ora di giocarlo, VIVADDIOOOOOO! Age of Conan perché Taty mi passa il suo account, vedo, vado a zonzo per le praterie col Freddie per vedere com'è giocare ai mmorpg nel 2008. Poi boh, magari Spore. E qualche grande classico tipo Escape from Butcher Bay, che ho qui i salvataggi in canna (il gioco no, damn...), Deus Ex no basta per favore, non lo ricomincio di nuovo. Fallout? Beh tipo Half Life 2... non l'ho mai giocato! Poi magari si prova Trackmania. C'è tutto un mondo, dai.

Novembre è vicino. Anche dicembre. Anche Natale. Natale!

Ma si divaga: intanto godiamoci agosto, con il bene che porterà, anche grazie al mio nuovo computer gigabaubau.

luglio 25, 2008

I've seen the future and it will be

Dietro gentile richiesta, mi sbilancio pubblicamente nel dire che Il Cavaliere Oscuro è una figata.
Ora vedremo l'impressione che mi farà The Dark Knight.

Perché quando hai una ferita in bocca... sì, capita che fai lap, lap...

Senza titolo

Mezzanotte e venti.
Avere sonno. Tanto.
Bere un caffé.
Iniziare la seconda serie di Nip/Tuck.
Bolero di Ravel.


luglio 22, 2008

Regalino ^__^

Che bello girare infrasettimana a piedi nella tua città in una fantastica giornata di sole con l'arietta fresca, trovare la scultura di Robert Indiana, fare due scatti e decidere che il secondo è very OK, anche per l'irreale sfondo azzurro che ne viene fuori.
Amor, in latino o italiano volgare... qualsiasi lingua sia, io ci dormirei, dentro quella O.
Un bacio.


luglio 21, 2008

Evento, portento!

Addì 21 luglio 2008, la Dottoressa Alessandra Brambilla, notaio in Milano, ha officiato in modo molto brillante e milanese la cerimonia di acquisto della mia prima casa.
Seguiranno altri post con l'apposito tag. La cerimonia di inaugurazione farà crollare la palazzina e non avverrà ragionevolmente prima di novembre 2008, causa lavori di abbellimento. Tenetevi caldi tutti, che siate parenti, bambolari, colleghi, ex-colleghi, amici del VIT, amici di Milano, amici di Verona. L'evento dell'autunno sarà l'inaugurazione della RuMi-House, e non sarà low-profile.

luglio 20, 2008

Oh my God, I'm Padre Pio!

La terza mattina del Werchter Rock Festival mi sveglio con un dolore alla mano sinistra da non riuscire neanche ad appoggiarla per alzarmi dal comodo giaciglio. Mi fa male al centro del palmo, poco sotto il dito medio, non capisco proprio il perché. Esco fuori alla luce del sole e vedo che la zona interessata ha un principio di tumefazione. Mah, avrò preso una botta piantando i picchetti, nel caos di un concerto qualcuno mi avrà spinto, oddio forse c'è un insetto malvagio nella tenda, ha messo le sue uova nel mio palmo, tra quindici giorni mi esploderà la mano e usciranno un sacco di vermicelli...

No, no non è successo nulla di strano, quindi l'unica spiegazione è che questo male stia crescendo da sé nel mio corpo... forse sono l'eletta, ho una stimmata, sono come Padre Pio. E già immagino le folle adoranti che spingono per sfiorare il mio saio rosa, bende fuxia, io in piedi sul tettuccio della Focus che urlo "Per favore non spingete!!". Speriamo non ci sia spargimento di troppo sangue, non è bello benedire le persone con schizzi rossi (comunque il sangue va lavato in acqua gelida, eh!)... ma poi quando muoio che succede? Mi faranno un mausoleo come quello di San Giovanni Rotondo? Argh, però mia madre deve essere la presidentessa, incassare tutti gli utili e avere l'esclusiva sul merchandising (a riguardo avrei qualcosa a che ridire sui rosari con la mia effige, li troverei di cattivo gusto). Dalla mia tomba usciranno effluvi di Angel di Thierry Mugler...

Oh, passo tutta la giornata a guardarmi sta mano che fa sempre più male lì, da questo bozzo che dolora solo a guardarlo (è noto che la mia soglia di tolleranza del dolore sia molto bassa). Torno nel sacco la sera, dormo, la mattina mi fa ancora male, lo riguardo alla luce del sole, è sempre più grande e ho la rivelazione folgorante, la spiegazione scientifica, addio sogni di gloria, famiglia sistemata per otto generazioni e così via...
Non andate mai ai concertoni con gli anelli.


luglio 19, 2008

Dream On


Non importa quanti punti devi fare
Tu in piedi la devi suonare

Perché c'è quel momento in cui la canzone inizia a galoppare, quando Steve Tyler canta

Sing with me, sing for the years
Sing for the laughter, sing for the tears

Sing with me, if it's just for
Maybe tomorrow the good Lord will take you away

che inizi a diventare un pazzo chitarrista che si molleggia sulle gambe, che tiene il ritmo con la testa e tutto il resto del corpo, e non ti pieghi sulle ginocchia solo perché altrimenti finisci sotto il livello del divano e non vedi più il pattern sullo schermo. Ma quelle note ormai partono da sole, lo Star Power non è più un problema perché lo fai a ritmo con tutto il corpo... il punteggio sale, sale sale... Ah dio santo, che liberazione giocare con Guitar Hero Aerosmith e suonare Dream On. Piccoli momenti scemi e belli.







luglio 16, 2008

Hellboy 2: The Golden Army

Il primo Hellboy mi ha fatto schifo-ifo-ifo. Non me lo ricordo neanche, l'ho rimosso. Non so per quale motivo, ho solo in mente la scena di questo imbecille dipinto di rosso su una panchina che..boh, è triste? Cerca di baciare la sua tipa squallida? Boh, davvero, ho ricordi nebulosi.

E quindi che si fa? Si va a vedere il secondo episodio al cinema, ovviamente! Preconcetti a raffica, ma tuttavia voglia matta di vedere un filmone sfracassone e... Dunque, non so un cazzo del fumetto, me ne frego. Ma il gruppo dei tre protagonisti proprio non mi va giù. Il rosso già si è preso la sua dose di insulti. Lei... ha solo un bel giubbino di nappa, non credo basti. Il pesce pare anche un personaggio delicato e sensibile, ma fa vomitare solo a guardarlo, quanto è viscido.

E il film è troppo bellooooo :)

Hellboy 2 è diverso dal primo episodio, forse Mignola e Del Toro si son trovati in sintonia per creare questo mondo che porta dall'inizio alla fine l'inconfondibile firma del regista messicano. Più di tre quarti di film con creature completamente inesistenti, bellissime, trucchi e costumi ben amalgamati con la scena e la computer grafica... Uè, è bello da vedere, Hellboy 2!

Guillermo del Toro (che fi faccia assomiglia a Michael Moore) me piasce, mi piace l'estetica dei mostriciattoli che si inventa (lui o il suo visual studio, ma di sicuro c'è del suo in tutto questo), un po' tipo Fraud (quello di Labyrinth).
Comunque questo Hellboy 2 poteva anche chiamarsi "Le incredibili avventure del bimbominchia" e mi sarebbe piaciuto uguale. La licenza pesa poco e, per uno spettatore ignaro del fumetto, il film si regge in piedi lo stesso, nella sua leggerezza totale, nella bellezza che mette in scena.
Sono ufficialmente pronta per la doppia visione del Cavaliere Oscuro, arf arf arf.

Uhm...

... solo a me sembrano andare a braccetto?

luglio 14, 2008

Sul ruolo di Terence Granchester

So che non sono né la prima né l’ultima a scrivere queste cose, ma anche io devo dire qualcosa sul mito della mia infanzia, l’ombra dell’adolescenza, il rimpianto dell’età adulta: è lui, Terence Granchester. Fantastico pensare che negli anni ’80 avesse questo nome inglese altisonante pronunciato alla perfezione (“Grenster”), e nessuno abbia mai pensato di censurare delle scene che hanno segnato l’educazione sentimentale di un sacco di bambine. Forse le hanno lasciate apposta, per rovinarci definitivamente, in questo progetto parallelo e malvagio che, nel tempo, ha visto le povere ragazze Sailor trasformarsi in castranti icone gay.

Penso al bacio tra lui e Candy, un bacio rubato nel parco del collegio, con il sonoro schiaffo d’orgoglio che lei gli appioppa. Al ballo in maschera, dove felici ballano assieme. Alla scala del teatro, dove lui l’abbraccia per l’ultima volta a sorpresa, quando il senso di colpa per quella troiaputtana di Susanna (troiaputtana) lo spinge a salutare la sua amata Signorina Tuttalentiggini in un silenzio carico di amore e rimpianto. E quando si incrociano alla Casa di Pony senza incontrarsi, chiunque maledice il fato che non vuole vedere Candy e Terence amanti per sempre, felici.
Terence è bello, radioso, spontaneo, selvaggio nonostante le nobili origini. Ma è anche un codardo, immaturo, impreparato alla vita.
Come dire, il cartone animato ha provato a prepararci alle sventure dell’amore: nella vita sono le Susanne che vincono e che si prendono i Terence. Le signorine Tuttelentiggini hanno un finale aperto, si devono arrangiare correndo da un orfanotrofio a una stalla, dal college a una miniera , dalla corsia dell’ospedale alla vita di stenti Chicago. E chissà, magari forse Albert...

Infermiera mai, amore, amore, amore sempre.
Ci credo quanto credo in me e nel lieto fine di Candy Candy che nessuno ha mai scritto.

[appesa ancora adesso nella stanza a Verona, l'immagine di apertura di questo post ha un significato ben preciso, così come tutto il post e l'immagine di Calvin e Hobbes che ho attaccato qui a Cernusco e che rappresenta i quote nel mio Facebook]



luglio 13, 2008

Scambio di sguardi nella notte

Sto tornando a casa, è notte. Si passa dal cavalcavia di Sesto San Giovanni-Cinisello, una strada che conosco a memoria, l'ho fatta per anni in colonna andando al lavoro. Ma nella notte è diversa, ha le luci che distolgono l'attenzione dall'asfalto.

Alzo gli occhi perché mi sento osservata. C'è un cartellone oscuro, bordato con un neon rosso.
Dentro'è lui che mi guarda: è di spalle, ma ha il volto girato verso di me. Lo sguardo è triste, umido, bastonato e folle. Fa paura, fa pietà, fa anche un po' impressione, perché la bocca è tagliata da entrambi i lati e la bocca è ricucita malamente. E il cerone bianco e rosso è sfatto, mezzo sciolto, appiccicaticcio. Non è bello, è affascinante... è sicuramente pazzo da legare.
Ci guardiamo e il mio brivido è reale.
Vorrei una moto, vorrei un mantello, vorrei avere la follia.


[che notte splendida, per delle iene libere]

luglio 11, 2008

Mika sei splendido ^_^

Iniziare il Werchter Rock Festival con Mika è spettacolare. Perché il ragazzo ci sa fare alla grande, tiene la scena e ha una voce della madonna. Non uno di quei timbri che mi piacciono in assoluto, ma comunque la voce è estesa, piena e potente. Poi è davvero un bel ragazzo in stato di salute ottimale, con dei begli occhioni limpidi e luccicanti... corre e salta sul palco come un bambino che si diverte sul serio :)
Mika mette sul palco un caravanserraglio allegro, pieno di colori e di donne vivaci, con tanto di botti e coriandoli finali.
Canta praticamente tutto l'album Life in cartoon motion, chiude con Lollipop lanciando leccalecca dal palco. Io a 'sto ragazzo con gli occhioni da cerbiatto ci voglio bene. Le sue canzoni suonano allegre ma hanno quasi tutte un fondo di tristezza che mi uccide: con Jack White andrei a farci la spesa... Mika lo abbraccerei come un fratello più piccolo.
Le mie preferite: Love today (da ballare agitando il ditino di qui e di là), Lollipop (da ballare come farebbero le pupine di My Sims), Happy Ending (in lacrime nei momenti di sindrome).

More news about rockstars will be aired soon on Radiorumika



luglio 10, 2008

Ground Zero

C'è un libro pubblicato da Adelphi qualche anno fa che si intitola "Nudi e crudi", è di Alan Bennet. Ricordo che, quando l'ho letto, ho provato una sensazione di disagio terribile, non avrei mai desiderato che accadesse a me la stessa cosa. Mi è successa. Non nelle stesse modalità, ma la sostanza è la stessa.

Ho perso il pavimento di casa. Si è smaterializzato in una frazione di secondo.
L'armadio, mannaggia a lui e a quanto pesa, ponf, è caduto. Si è rovesciato all'indietro disintegrando il tavolo in cristallo del tizio al piano di sotto.
Le pentole sui fornelli sono finite sottosopra. L'acqua bollente, l'arrosto e il suo unto si sono sparsi un po' dovunque.
Le condutture si sono spaccate, causando fuoriuscite di gas, acqua, scintille elettriche e cortocircuiti.
E la vasca da bagno è scesa a piombo su quella in colonna, incastrandosi alla perfezione.
La televisione è andata rotta inesorabilmente, e ha versato liquidi radioattivi, mentre la libreria piena di libri impilati in modo meticoloso, si è capovolta in avanti, disperdendo tutta la sapienza e l'ordine in una frazione di secondo.
I piatti e i bicchieri, che lo dico a fare... alcuni sono usciti dalla credenza, altri sono rimasti dentro cozzando tra loro. Le mensole si sono salvate, rimanendo attaccate alle pareti. Si è alzata tanta polvere, soprattutto quella sotto ai mobili, dove ho pulito di rado.
Io sono morta, chiaramente.
E' morto anche quello del piano di sotto, ucciso dal pezzo di marmo che teneva su il mio ripiano di cristallo davanti alla televisione. Cranio spaccato in due, morte istantanea.

Questo mi è successo, quattro mesi fa. Mi hanno tolto il pavimento da sotto i piedi e ho perso tutte le mie cose. E io sono morta.

luglio 09, 2008

Babyshambles Live Rocks!!!!

Beh, io i Babyshambles li volevo vedere, volevo andare a strillare come una ragazzina sotto il palco e urlare "Peeeete", anche se poi mi sarei vergognata, però è bello fare le cretinette, ogni tanto. Insomma, il fattore ormone aveva il suo peso, però giunta alla veneranda età di 33 anni posso benissimo dire che uno che fa saltare il terzo concerto di fila all'estero "per problemi con la giustizia", non merita di essere rimpianto ma di sprofondare nell'oblio.
Quindi ciao anche a Pete Doherty, che si acceleri affanculo lui, la sua droga e le sue poesiuole del cazzo, che tanto l'abbiamo capito da che parte del cappello tira fuori il coniglio.
A causa dell'improvvisa defezione, gli Air Traffic suonano per la seconda volta in due giorni sul palco principale, ma non li ho ascoltati neanche a questo giro... ho perso qualcosa di interessante?


Qui Radiorumika, si registra negli studi provvisori, presto nuove news sul Werchter Rock Festival 2008.

luglio 08, 2008

Che mi racconti, Jack?

Allora, io i Raconteurs li ho scoperti per caso perché stavo cercando di recuperare i dischi dei White Stripes. No passavoce, no voce da amici, no cazzi-intrighi di mezzo, proprio nessun legame con nulla. Li provo, scarico il primo album, Broken Boy Soldier, e mi gaso a manetta. Succede poi che proprio in quel periodo (aprile-maggio), leggo sull'Internazionale (ottimo, appena avrò un centro di gravità permanente farò l'abbonamento) la recensione del loro secondo disco uscito di soppiatto, Consolers of the Lonely. Non è un commento entusiastico e tendenzialmente concordo. Ma solo il primo album e metà del secondo mi bastano per vivere bene per qualche giorno, nell'illusione che la musica aiuti a risolvere i problemi (nella colonna a destra trovate un pezzo da una loro canzone del secondo album, un cartello disperso nel selvaggio West).
I Raconteurs sono in scaletta al Werchter Rock Festival nel pomeriggio della domenica (ah, nota di folklore... stanno suonando in questo esatto momento a Torino e domani sono nella bella Ferrara. Tipo che stasera ci sarei andata, se la A4 non fosse quell'inferno di merda e asfalto sconnesso e io non fossi troppo stanca per i postumi della gita in Belgio).
Io e Syb siamo decise a vedere i Raconteurs in prima fila: lei ama Jack White ("Quanto mi fa sesso"). A me sesso non ne fa molto, però un caffé e quattro chiacchiere, volentieri. Anche la spesa al supermercato, ci farei...
Il processo di avvicinamento inizia durante il concerto di Anouk (sciùra Anouk, che bella voce!!). Poi ci sono i Kooks, e finiamo nel bel mezzo di un giardino di infanzia: ragazzine di quattordici, quindici... massimo diciotto anni, e amichetti senza barba al seguito... alcuni, lo giuro, profumavano di bagnoschiuma. Roba da brivido, potevo essere la madre di qualcuno di loro. Ma nulla mi turba più ormai.
I Kooks sono insignificanti, bruttini (idoli delle teenanger), studiati a tavolino come boy band indie (che poi ne parleremo anche, di questo aggettivo "indie" che mi fa tanto "aceto balsamico di Modena", basta che sia denso e marrone e ha sto nome). Il loro concerto è un supplizio di Tantalo che vivo con Syb e qualche altra persona adulta interessata come noi a quel che deve seguire.

E parliamo di questi Raconteurs in concerto: io non sono un fulmine di guerra quando ascolto la musica... mi lascio più che altro trasportare , e quindi solo dal vivo mi accorgo che alcuni pezzi sono cantati da Jack White e altri da Brendan Benson :P Ora è tutto ovvio, scontato, regolare, chiaramente.
Attaccano con Consolers of the lonely (I'm bored to tears) e proseguono per un po' col secondo album, fin quando non attaccano con Steady as she goes e si scatena l'inferno del pogo. In queste condizioni estreme comincio ad apprezzare la libertà di cui godo, senza rotture di maroni assurde della serie "ti fai male", "è pericoloso", "non sei in grado". Dio nonpossochemiradianodall'albo, sì che sono in grado. Non sarà un pogo di metallari, quello lo eviterei. Ma salto, trattengo, gestisco, spingo, e fanculo. Fan-culo. Donna libera, anche di farmi male, che poi non succede un cazzo, perché il pubblico del Werchter è civile.
Torniamo al nostro Jack White che, trattando con delicatezza la chitarra, spacca due corde (una poco prima di un assolo bellissimo che in effetti riesce meno bene per via del cambio improvviso di strumento). Chiudono con l'inno Broken Boy Soldiers suonato cattivo e distorto a oltranza, con di mezzo la bella Blue veins e altre che conosco a orecchio. Comunque sono sazia di musica, soddisfatta dei Raconteurs e posso andare a mangiare il mio buon piatto di cozze belghe e comperarmi la magliettina con la "R" piena di grazie che fa molto "Super RuMiKa".
Stay tuned on Radiorumika, more news will be aired on this channel.

A little lamb

Tra le certezza della mia vita ci sono i R.E.M.
Chi se ne importa se tra Up e Accelerate ci sono stati dei dischi che neanche mi sono preoccupata di ascoltare. E' probabile che neppure Michael Stipe & C. se li siano ascoltati, perché nella scaletta del 3 luglio al Werchter Rock Festival (dove loro sono di casa) c'era giusto un pezzo, se non sbaglio.
E' dura vedere il concerto dopo una giornata iniziata alle cinque con un viaggio in auto, uno in aereo, due in treno, due in autobus e una sgroppata di due/tre chilometri con quindici chili sulle spalle. Senza contare i concerti di Mika (beeelloooo ^__^) e Lenny Kravitz nonché la pioggia battente. Insomma, diciotto ore dopo il risveglio sono prostrata davanti al palco in attesa dei R.E.M. Mi aprono con Orange Crush, e la stanchezza vola via.
Michael Stipe trasuda classe da ogni poro della pelle, ma che lo dico a fare, è il suo marchio di fabbrica, una certezza. E dopo aver visto quanto Lenny Kravitz si fosse bardato e affannato per farsi osannare dalla folla, beh, è quasi un'ovvietà constatare che per Stipe, Buck e Mills non c'è bisogno di scomodare crocifissi, santi, santoni, bagni di pubblico, benedizioni varie, testate Fender dorate quanto il pianoforte, la Gibson, le aste e i microfoni.

Difficile commentare in modo obbiettivo il concerto della mia band preferita di lungo corso: due ore passate a cantare, applaudire e vivere finalmente in totale libertà un momento tanto desiderato, rimandato, perché... boh... ho rinunciato a tante cose quando la contropartita pareva meglio. Ed ero pur contenta di farlo, eh. Poi, quando è arrivato il sonoro calcio nei denti mentre avevo ancora il sorriso sulle labbra, la foga di recuperare il tempo e le emozioni perdute è stata violenta. E con violenza mi sono goduta l'improvvisa Walk unafraid, che non ascoltavo da nove anni, con le parole che mi riaffioravano a stento dalle labbra al primo ritornello, per poi urlarle a squarciagola al secondo, senza versare lacrime e stringendo i denti.


As the sun comes up, as the moon goes down
These heavy notions creep around
It makes me think, long ago
I was brought into this life a little lamb
A little lamb
Courageous, stumbling
Fearless was my middle name
But somewhere there I lost my way

Everyone walks the same
Expecting me to step
The narrow path they've laid
They claim to
Walk unafraid
I'll be clumsy instead
Hold my love me or leave me high

Say "keep within the boundaries if you want to play"
Say "contradiction only makes it harder"
How can I be
What I want to be?
When all I want to do is strip away
These stilled constraints
And crush this charade
Shred this sad masquerade
I don't need no persuading
I'll trip, fall, pick myself up and
Walk unafraid
I'll be clumsy instead
Hold my love me or leave me high

If I have a bag of rocks to carry as I go
I just want to hold my head up high
I don't care what I have to step over
I'm prepared to look you in the eye
Look me in the eye
And if you see familiarity
Then celebrate the contradiction
Help me when I fall to
Walk unafraid
I'll be clumsy instead
Hold my love me or leave me high


La scaletta
1. Orange Crush - 2. Living Well Is the Best Revenge - 3. What's the Frequency, Kenneth? - 4. Ignoreland - 5. Drive - 6. Man-Sized Wreath - 7. Imitation Of Life - 8. Hollow Man - 9. Walk Unafraid - 10. Houston - 11. Electrolite - 12. The One I Love - 13. Begin The Begin - 14. Fall On Me - 15. Let Me In - 16. Horse To Water - 17. Bad Day - 18. I'm Gonna DJ
Encore
19. Losing My Religion - 20. Supernatural Superserious - 21. Driver 8 - 22. Pretty Persuasion -23. Man On The Moon
Stay tuned on Radiorumika, more news will be aired.

La fila inizia dai Sigur Ros

C'è un sacco di gente, la sera del 5 luglio al Werchter Rock Festival... alla fine saremo circa ottantamila persone o forse qualcosa di più, e siamo in tanti a essere accalcati tra il primo e il secondo settore sotto il palco. Ci ammassiamo davanti ai Sigur Ros per i Radiohead. Io mi accodo, ma con poche speranze. Anzi, mi domando "Chi me lo fa fare?", perché lottare per una buona posizione quando questo [dei Radiohead] non è il concerto che aspetto. Ho già avuto quel che volevo nei giorni scorsi, e domani ne avrò ancora. Però è bello essere lì, abbastanza avanti, perché nelle retrovie ci sono casino e fango. E c'è una calca strana, diversa, mai vista così tanta gente stipata in poco spazio: in pratica vedo i Sigur Ros schiacciata tra lo zaino di Syb e una coppia che si sbaciucchia. Ogni tanto contemplo il ragazzo al dolly, cerco di scattargli qualche foto e il tempo trascorre abbastanza rapido, anche se i Sigur mi deludono un po': meglio ascoltarli in cuffia e addormentarmi a metà della prima traccia di Takk, anche perché l'esecuzione dal vivo non si discosta da quella del CD. Purtroppo, dal vivo, il pisolino non si riesce a fare, mentre Syb riesce a leggere per un po'.

Poi i folli elfetti islandesi lasciano la scena, e le correnti del pubblico si scontrano: chi è ben piazzato mantiene la posizione, chi vuole avanzare ha seri problemi. Mi faccio strada a forza, tra belgi che trasportano con indifferenza quattro birre per mano, nell'inferno del centimetro quadro che non esiste. Mi stabilisco a tre metri abbondanti di distanza da Syb e Roberto, una trentina dal palco. Impossibile avvicinarsi di più a qualsiasi altro punto del cosmo.

OK, mi guardo La Depressione da sola. Timore. Devo resistere alla lacrima facile, se l'atmosfera diventa pesante io... io... io cedo lo so -_-.
Il quadro di Picasso deambulante sale sul palco con i suoi amichetti sfigati, sono corazzata, sono per conto mio, posso anche scazzarmi senza pesare sulla coscienza di nessuno. Posso anche cercare di morire schiacciata dalla folla. Non mi importa nulla, niente, lasciatemi in pace.

E poi che succede?

Che questo gruppo di stronzi dei Radiohead attacca a suonare, e io mi trovo nel giro di dieci minuti in un altro mondo, neanche mi rendo subito conto che mi sto agitando a ritmo con degli spagnoli (?portoghesi? boooh), con loro sorrido, batto le mani, approvo, mi muovo e... oddio, MI STA PIACENDO TUTTO, TUTTO, TUTTISSIMO.

Non c'è una virgola fuori posto.
Sono stipata tra gente sconosciuta, gentile e che va a ritmo.
Ogni tanto arriva un refolo d'aria fresca rigenerante.
Le luci e la scenografia sono coinvolgenti, un tutt'uno con la musica.
I maxischermi proiettano immagini dal palco come arrivassero da telecamere di sorveglianza.


E la musica, neanche per un secondo deprimente, mi prende sollevandomi da terra, e mi fa sperare che il concerto non finisca mai, perché quello è il momento improvviso perfetto che aspettavo da molti mesi. Arrivato di sorpresa.

Sola, felice, non so una parola delle canzoni che ascolto, le conosco solo perché le ho sentite ogni tanto, ma batto le mani, muovo la testa, chiudo gli occhi, sorrido come una cretina a un tipo che chissenefrega, ma lui capisce che non c'è nulla di personale, anche a lui sta piacendo un sacco il concerto e si condivide al volo la situazione magica.

Poi tutto finisce, e inebriata me ne vado con gli altri verso il bar del campeggio, contemplando l'ordinata fiumana di gente che se ne torna in tenda o a casa.

Con una birretta in una mano e nell'altra un'ottima Marlboro rossa morbida offertami da Syb, sto bene e gongolo felice.
Felice come una cretina, al punto che non mi accorgo che sto sorridendo a un tipo ribattezzato all'istante "il figlio riuscito male del Della e di Sole". Lui pensa che sia un fatto personale, e tenta l'approccio. Io sghignazzo ancora sotto l'effetto del concerto, lui va a farsi una carico di birra e dopo una ventina di minuti lo vedo tornare alla carica con la coda dell'occhio.

Mi alzo, scambio due parole con Syb, mi infilo le mani in tasca e ce ne andiamo. E' ora di andare a dormire, non si può rovinare col fastidio una serata così splendida e perfetta come quella che mi hanno regalato 'sti minchioni inutili deprimenti bastardi dei Radiohead.

Grazie Picasso. E scusa.
Grazie e scusa.

Qui Radiorumika, passo e chiudo... per ora.

luglio 02, 2008

Dio esiste...

... e si chiama Mike Patton, ovviamente.
Tutto, tutto ^__^
Grazie a Simona per aver diffuso il link :*


giugno 30, 2008

Giove pluvio maiale




Dolcissima, questa canzone dei Killers, per il video, il mostriciattolo verde, quella bella città che mi riempie l'anima che è Tokyo e tutto il resto.
Canzone che segna chiaramente l'inizio della fine, quando pure la natura si mette contro e decide che se avrai qualche giornata libera sarà solo di pioggia. E qui "il pavlov" non è positivo.
La ascolto ancora? Molto poco, come tutto il resto dei Killers e tanti altri. Perché la musica rubata non viene restituita, e quando è ora di riascoltarla è ormai fuori moda.
Quindi addio The Killers, è stato splendido, ma devo proprio lasciarvi, c'è tanto altro da ascoltare.


On the corner of main street
Just tryin' to keep it in line
You say you wanna move on and
You say I'm falling behind
Can you read my mind?


giugno 27, 2008

Tempo scaduto

Ultima settimana dell'anno 1993. Montagna. Vacanza di qualche giorno sulla neve con amici. Paolo ha portato il suo stereo con il lettore CD: lo vedo scartabellare in una pila di musica, scegliere, inserire e premere Play.
Fa freddo, siamo tutti rintanati in cucina, stanchi morti dopo una giornata di sci. Sul fornello sta per bollire l'acqua. Clima di tana.
Parte "Radio song".

"Meraviglia", murmuro.
"E' il CD più bello che abbia mai acquistato", mi dice.

Primo post ufficiale della cordata [soundtraccia, pavlov] (lo zero è di un mesetto fa ormai, il secondo è già pronto da un pezzo), quando la musica segna alcuni momenti particolari della vita e rimane lì attaccata come una cozza, innescando l'effetto pavloviano, bauuuu.

giugno 26, 2008

L'incredibile Hulk

Uah, carina questa panoramica al volo sulle favelas... sembrano dei modellini, però non male.
Cavolo, sarebbe da andarci, in Brasile, la Delia mi dice che è un posto meraviglioso.
Urca, sono davvero enormi le favelas, questo volo non finisce proprio più, avranno speso ottomila miliardi di dollari per fare questa scena.
'azzo, Edward Norton non mi piace più, sembra un fattorino della FedEx.
Devo trovare una maglietta che si coordini con la collanina di Accessorize che ho appena comprato, così faccio un po' la squinzietta col doppio giro di perline al collo.
Dio santo, Tim Roth è diventato davvero un nano deforme.
Certo che oggi si sta proprio bene al cinema senza il "giubbino della salute", tanto sono guarita posso anche andare in giro con la schiena scoperta che non sto più male.
Devo comprarmi un toppino come quella che ho visto prima addosso a quella tipa.
Mmmh che buon profumo, da dove arriva? E' un po' fruttato dolce, ma fresco, che sia del vicino di posto? O della tizia seduta davanti? Lo voglio anche io, sabato vado alla Douglas e cerco di spiegare alla commessa il tipo di aroma che cerco.
Domani devo portar la macchina dall'elettrauto che son saltati entrambi gli anabbaglianti: che palle, spero me li sistemi subito.
Ma che ha la Liv Tyler? Sta allattando? C'ha due tette enormi, che culo. Ne ha fatti di film da quando Bertolucci l'ha lanciata in "Io ballo da sola".
Per fortuna che son riuscita a fare "Walk this Way" prima di uscire, altrimenti mi rimaneva il fastidio fino alla settimana prossima. Vedi che quando ti impegni ce la fai?
Che buono questo profumo...
E spegni quel cellulare, che la luce mi dà fastidio, mannaggia la miseria.
Mi devo far rispiegare dal Freddie 'sta storia del film sui Vendicatori, ma magari controllo anche sulla Wikipedia.
Oh, ecco che si è trasformato in Hulk, che inutile, sembra un fattorino del FedEx in verde, non si capisce quanto sia grande.
Magari il Batman in lingua originale lo guardo dopo averlo visto in italiano, coi tempi dovrei starci.
Oh, ma 'sti militari parlano da dieci secondi e già è una palla, chissà com'è viaggiare su un elicottero da guerra.

Potrei andare avanti così per un altro po': ho pensato a come vestirmi domani, al weekend che sta per arrivare, a quello prossimo, a fine luglio e a fine agosto. Al fatto che il caldo gonfia, che è ora di inviare gli agreement per i software, e che è impossibile (o meglio, inauspicabile) che i delicati data center dei laboratori di un'università americana utilizzino Norton 360 come software di protezione. Dovrò anche prendere una protezione solare, non voglio ustionarmi.

E che la battuta campale del film suona all'incirca così
BB: No, non possiamo farlo, non posso eccitarmi troppo...
ER: Non ti puoi eccitare neanche un pochino?
BB: No, è meglio di no.
ER: OK fa lo stesso.

Hulk è un ottimo film da multitasking: si riesce a guardare e a seguire anche pensando alle cose più inutili. Non ispira riflessioni sui massimi sistemi, non diverte, Robert Downey Junior entra nella lista definitiva dei fighi massimi, chissà quanto è alto... sì, ma dopo una giornata a quaranta gradi tutto è lecito.
TUTTO, DIO BONO, TUTTO.



giugno 21, 2008

Sex & The City

Ci sono tre motivi per vedere il film di Sex & The City: borsette, amore, amiche.

Con le borsette si intende il tutto modaiolo, dagli abiti agli accessori, scarpe incluse, sempre inappuntabili. E' bello vedere stupendi vestiti indossati bene, commentarli ma anche sognare di possederli e avere il fisico e l'occasione per metterli.

Con l'amore si intende il nulla del cosmo maschile, così come è sempre stato dipinto nella serie della HBO. C'è l'uomo ricco ma che stronzeggia, quello da amare ma un po' rimbambito, quello figo ma davvero esagerato, tanto, uber, giga, e infine quello sfigato fisicamente ma taaaaanto cicci. Perché la morale di Sex & the City è sempre quella: non si può fare a meno del cazzo, ma il piatto va condito con una buona dose di sentimentalismo. Al cinema funziona sempre.

E con le amiche si intendono quelle che ti porti appresso, con cui fai comunella, con cui ti vedi per chiacchierare, ed è sempre uno spasso. Magari nella vita reale non è proprio così perchè c'è sempre un botto di cose da fare, però sono sicura che la "mia" Charlotte, se avesse avuto l'occasione, non si sarebbe tirata indietro dall'insultare e prendere a sacchettate (di Gucci?) in faccia il Maderna. Adorabile Charlotte, le lacrime.

Il film di Sex & The City è un po' come la serie, a mezza via tra la realtà e la fiction, un mix che salva capra e cavoli in un finale piacioso, risolutivo per tutte le quattro amiche, che continueranno imperterrite a inseguire i loro sogni.
Perché il mondo va così, così va il mondo. Non c'è maschio che tenga: l'importante è che la scarpetta sia meravigliosa e le amiche siano super. Cristallo e topini docent.

giugno 20, 2008

Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo

Water in cristallo su IMDB

No no no, non ci siamo :(
E non venitemi a dire che sono cresciuta, che non ho più l'età per vedere Indiana Jones, perché io non chiedo altro che andare al cinema, saltare sulla poltrona e divertirmi come una bambina.
E non ditemi neanche che sono una nostalgica, che sono troppo legata ai primi tre film, che siamo nel Duemila e che il cinema d'avventura adesso si fa così.
Indiana Jones e il regno del vaso di cristallo è un film brutto perché è scritto malamente. A tratti diverte, ma questo non toglie che sia un'avventura grafica di serie B, capace solo di portarti da una location all'altra senza un valido motivo e con meccanismi improbabili ("usa la chiave con l'asse del water").
Questa volta non puoi neanche dire, come per la seconda trilogia di Star Wars, che "è tutto effetti speciali e niente anima". Gli effettazzi sono sotto la media, in certi momenti imbarazzanti, e l'animino c'è, ma è davvero messo a dura prova da una storia che non sta in piedi.
Sembra un balocco di quelli venduti ai mercatini rionali, brutto, senza personalità, che si rompe appena lo togli dalla scatola.

E non importa se apprezzi il coraggio di Harrison Ford di mettersi in mostra con tutta la sua vecchiaia, i pantaloni da pensionato, le braccia cadenti e lo sguardo rintronato dal Viagra che la Morte sicuramente gli somministra. Non è sufficiente, è solo una magra consolazione, in un sistema dove la vecchiaia, i chili di troppo e la pelle raggrinzita sono sempre scomodi.
E ti dispiace vedere Shia LaBoeuf, porello, che è anche un bravo attorino, sacrificato per aggiungere un altro personaggio totalmente inutile.

Sì, c'è qualche momento esaltante, la scena delle macchine è bella: ma, cazzo, OOOOH, è un film girato da Spielberg, è da cafoni pretendere di più?
Ma per favore, qualcuno tolga di mano la penna a George Lucas: ha dato tanto al cinema, ma adesso basta. BA-STA. Non deve scrivere più nulla, è capace solo di gestire papocchi. Io me lo immagino, alle riunioni plenarie allo Skywalker Ranch, tra popcorn, salsicce e resine esclusivissime di Yoda, dove dà carta bianca su tutto a tutti ma strepita "LA STORIA LA SCRIVO IO!" (gnè gnè).

Ecco, qualcuno lo fermi, non è mai troppo tardi, prima che massacri, che so... c'ha ancora qualche altro mito da massacrarmi? :(


giugno 19, 2008

Figo Contest

Nei momenti di ozio (ogni mattina), io e Silvia (collega) inseriamo un'immagine nuova nel nostro profilo di MSN. Dobbiamo scegliere un figo ciascuna, poi si vota a seconda dell'attizzo. Questi sono i risultati della prima settimana, in JPEG rigorosamente non cliccabile.


figo_week1

giugno 18, 2008

Solo una svampita...

...distratta cretina... apro la preziosa scatola delle ricette per inserire quella nuova dei brownies che mi ha passato la Serena, inizio a riordinare i foglietti e scoppio in lacrime.
Ecco "come va", ecco cosa mi mi attende di sorpesa quando meno me l'aspetto, anche oggi che sono semplicemente annoiata a morte.
[postilla "the day after": basta una gita all'anagrafe per capire che il 26/02/2007 avevo inconsciamente fatto la scelta giusta... e rallegrarsi trallallà]

giugno 17, 2008

Il gatto è sull'Empire State Building

Sono in cima all'Empire State Building e l'Anna(*), pratica del posto, mi spiega che quando c'è limpido, si vede fino al New England. Io vedo solo palazzi illuminati, perché è notte.
Mentre lei e Alberto(**) chiacchierano, do un'occhiata alla tomba del rapper (chissà quanto ha pagato per farsi seppellire qui...) e al sovrastante loculo di Joseph II.
Poi è ora di scendere, e decido di farlo a piedi dai cornicioni esterni. Non è facile perché soffro di vertigini: spesso mi fermo e mi aggrappo a tutto, ma in alcuni punti lo spessore è di tre centimetri... dove va bene è di sette, e lì riesco ad appoggiare il piede senza paura. A un certo punto vengo superata da Mario(***) che, tutto allegro, riesce a zompettare per il cornicione senza aggrapparsi: anzi, con abile mossa da breakdance, tiene i piedi ben saldi sulla lasagnetta di cemento e si puntella con le mani sul palazzo accanto. "Vedi, è facile", mi dice. Gli sorrido e mi sento rassicurata, anche perché guardando sotto mi rendo conto che sarebbe una caduta di solo due metri: salto sul cornicione successivo rovinando col piede un libro messo lì dalla pro-loco per intrattenere le persone.

A un certo punto vengo superata da un gatto che inizia a camminarmi attorno. Vedo una coscia grassa e un po' insanguinata, è il mio Gattao.

Mi si mette in braccio e ci fermiamo in una piazzola assieme a Mario, a cui spiego chi è Gattao, dicendogli che il gatto ogni giorno è qui all'Empire State Building, ma la sera torna sempre a casa. Gattao è tra le mie braccia e mangia i Cipsters che gli offro, lecca le gocce di vino bianco che escono dal pacchettino, e inizia a strofinare la sua zampetta sul mio naso. La strofina tanto, finché non mi sveglio e mi metto a trascrivere questa cosa.
Mamao, gattone mio... purrpurr telepatico/telematico.

Asterischi
(*)Compagna di classe
(**)Di Supergulp
(***)Magia 2000

giugno 08, 2008

Svarioni mattutini

Ultimamente mi è presa l'abitudine di addormentarmi con le cuffie addosso. Poi, nel corso della notte, le tolgo, le rimetto, oppure alzo a palla il volume del lettore MP3 e le appoggio sul cuscino. E' bello addormentarsi con la musica addosso.
La sorpresa è al risveglio, a meno che nel sonno non abbia scaraventato le cuffie da 70 euro per terra.

Il risveglio con la musica, salvo traumi, è un riemergere lento e involontario in cui il sogno si mescola alla realtà. Un momento in cui stai bene e ti compiaci della situazione senza rendertene conto. Te la godi perché sai che quell'abbandono è momentaneo, è un sogno in cui credi con tutto il corpo e basta. Ma te la credi nel sogno, non nella realtà.
Questa settimana mi è capitato di svegliarmi con Chris Cornell: ottima cosa, visto che è nella mia top ten de "Le voci maschili che vorrei sentire al risveglio" (live, e senza malizia). Come un macigno sul petto, invece, la canzone che, in tempi migliori, era da definire semplicemente "pottara".

In your house I long to be[rgh]*
room by room patiently
I'll wait for you there.
Like a stone,
I'll wait for you there, alone

Stamattina è andata molto meglio, se non altro perché, più che un risveglio, è stato un momento di dormiveglia improvviso** alle quattro di mattina: una voce dolce, un po' dinoccolata mi dice

Down in Albion
They're black and blue
But we don't talk about that
Are you from 'round here?
How do you do?

Ma chi sei tu, dolcezza, che irrompi così caldo e inglese nel mio sonno?

Gin in teacups
And leaves on the lawn
Violence at bus stop
And the pale thin girl with eyes forlorn

Mi coccoli, e io ti amo, chi sei?

E' durata pochissimo, ma l'ho amato alla follia, questo dolce sex symbol dei miei stivali. La voce giusta al momento giusto.
Ma solo in quel momento, perché poi l'incanto è svanito, come è giusto che sia nei sogni del dormiveglia.

Asterischi

*E' doveroso evidenziare questo voluttuoso ringhietto nasale e ruvido [rgh] di "Like a stone", primo ritornello 1':01". Ecco come una frazione di secondo può generare perversione.

** Dormiveglia causato senza ombra di dubbio dai primi cinquantotto secondi della canzone... rumore fastidiosissimo: perché la vera musica indie, anche se pottara, deve disturbare, altrimenti è troppo leccatina. Per la cronaca, e per chi vuole immedesimarsi, si tratta di "Albion" dei Babyshambles, secondo singolo dell'album "Down in Albion", che si lascia pure ascoltare. Se vivete lo stesso svarione possiamo formare il club "I miei due minuti di dolcezza con Pete Doherty"... tanto io ho deciso che ricarderci non costa nulla e non si prendono le malattie.

giugno 03, 2008

Mutanda Fever

Mi chiede Ugo, dopo aver visto la pubblicità di Intimissimi con la Bellucci, "Compreresti mai delle mutande da 3 euro?".

La risposta è secca: NO.

Intimissimi, no. Tezenis no. Ma poi "Tezenis" che significa? come si pronuncia? Tezénis? Tezenìs? Che lingua hanno scomodato per significarmi "mutande di merda"?
Tre sabati fa ero a Verona in scazzo cosmico solitario per le strade del centro, con dei soldi da spendere: cercavo scarpe, non ne ho trovate. Cercavo pantaloni: non ne ho trovati. Cercavo un reggiseno senza spalline, sono entrata da Tezenis, lo scempio cittadino all'angolo tra Piazza Bra e via Mazzini: una volta c'era un bar storico "il Motta". Ora c'è Mutanda County, ed entrarci è un delirio.
Donne di tutte le età si accalcano attorno a gruccette ed espositori: c'è l'offertona del sabato "Reggiseni a 3 euro!". Un responsabile della sicurezza fa la guardia, perché-non-si-devono-rubare-i-reggiseni-da-tre-euro.
Vorrei uscire, ma scatta il momento antropologico: devo capire cosa spinge 'ste ragazzine ad accodarsi per mezz'ora e pagare tre reggiseni da tre euro l'uno e queste signore attempate ad acquistare un sostegno zero con coppe imbottite. Ma non vi vergognate a farvi vedere con quelle schifezze in mano dentro a un negozio? E una volta arrivate a casa... a stenderle sul balcone?
Li vedi, 'sti portatette, che sono talmente flosci da sembrare già usati allo sfinimento. Tutti in fila a creare tante tette omologate, al tatto morbide di imbottitura.
Meglio fermare le indagini e uscire facendo finta di nulla, se mi è andata bene nessuno che conosco mi ha visto entrare qui dentro.

Io sono le mutande che indosso, questa è la conclusione.
 

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